Le origini: l'ASEF Pro Patria

La nascita del calcio catanese, seppur di natura episodica, la si fa risalire al 2 maggio 1901: al campo San Raineri di Messina si disputò una partita amichevole tra il Messina Football Club e lo Royal Yacht Catania, terminata con il risultato di 1-1. La selezione "catanese" era in realtà costituita da inglesi che praticavano il football e rappresentava lo yacht Catania di proprietà del Duca di Sutherland, il cui equipaggio era in parte costituito da catanesi.D.S. Amato, Nel calcio come nella vita, parte I, Lulù.com, 2014, p. 78

In generale, la pratica delle attività sportive nella Catania di inizio XX secolo era pressoché inesistente e a questo scopo venne creato un comitato denominato Associazione cittadina per la diffusione dell'educazione fisica fra la nostra gioventù, guidato dal segretario sig. De Meo Borgetti, che portò alla fondazione il 19 giugno 1908 dellAssociazione Sportiva pro Educazione Fisica.. Prima società sportiva a sorgere nella provincia etnea, essa si occupava di alpinismo, automobilismo, ciclismo, nuoto e tennis, e ricevette finanziamenti da enti pubblici e da soggetti privati.

Alla presidenza dell'ASEF si insediò successivamente il cav. Francesco Sturzo d'Altobrando, sotto il quale l'8 novembre venne inaugurata la sezione calcistica della polisportiva denominata Pro Patria: a questa data risale dunque la nascita ufficiale del calcio a Catania e la gestione della Pro Patria - i cui colori sociali furono il rosso e il verde - venne affidata al barone Gaetano Ventimiglia, che contribuì alla sua creazione e vi rivestì la doppia funzione di allenatore e di giocatore. Il primo nucleo di giocatori formatosi attorno al Barone Ventimiglia era composto dai messinesi Giuseppe Gismondo, Stellario Gregorio ed Enzo Messina - scampati dal terribile terremoto che investì la città dello Stretto - dagli inglesi Binning e Slaiter e dallo svizzero Max Huber.. Ad essi si aggregò ben presto un nutrito gruppo di giovani incuriositi dal gioco del calcio - al quale vi si appassionarono e che praticarono - composto dagli studenti catanesi Antonino Caccamo, Carmelo Cocuzza, Antonino Lazzaro, Renato Martinez, Rodolfo Nicotra, Alberto Pappalardo, Antonino Paradiso, Armando Rossitto, i fratelli Fausto e Luigi Spedini, i fratelli Gino e Piero Spedini, il cugino Vincenzo Spedini, e dai nuotatori augustani Vito Cariaggio e Vito Fresta.Questo è il primo "Catania", La Sicilia, 10 aprile 1961

Il debutto della Pro Patria Catania avvenne il 30 giugno 1909 nel campo di piazza Esposizione contro la rappresentativa della nave militare Regina Margherita, terminata in parità sul punteggio di 1-1. Una seconda partita venne disputata al Giardino Bellini il 22 luglio contro la rappresentativa della nave da guerra britannica HMS Bruizer, conclusasi 7-0 a favore degli albionici. La prima vittoria degli etnei arrivò il 28 agosto contro il Megara Augusta, disputatasi anch'essa alla villa comunale e vinta per 1-0..

In questa fase pionieristica del calcio catanese si fecero notare particolarmente per la loro bravura il portiere Nicotra, l'ala destra Fausto Spedini e i centravanti Cocuzza e Pappalardo.

Il calcio a Catania negli anni dieci e venti

Nel periodo a ridosso della prima guerra mondiale, lo sviluppo e la diffusione delle pratiche sportive e calcistiche a Catania si presentavano piuttosto lenti. Alla fondazione dell'ASEF fecero seguito quelle dello Sport Club Trinacria di Domenico Coniglione nel 1909, dell'Unione Sportiva Catanese nel 1910, della Società Sportiva Etna nel 1913 e dello Sport Verein International nel 1914, quest'ultimo ad opera di stranieri residenti nella città etnea. Tra queste nuove società, l'unica che svolse un'attività agonistica più rilevante fu l'US Catanese, in maglia bianco-verde, nata dalla scissione dall'ASEF della Pro Patria, che partecipò alla Coppa Lipton nel 1912 e a svariati tornei locali.

Sospesa ogni attività sportiva dal 1915 al 1918 a causa dei noti eventi bellici, al termine del conflitto le attività sportive a Catania, e in particolare del calcio, ripresero ed ebbero maggiore impulso: nel 1919 lo SC Trinacria vinse la Coppa Maggiacomo con un 3-1 ai danni dei messinesi dell'Avanti Savoia, per poi confluire in una nuova società denominata Società Sportiva Juventus Catania, fondata da Valdino Aleffi; nello stesso anno si ricostituì l'US Catanese con presidente Ruggero Albanese. Successivamente sorsero altre società: Società Sportiva Fulgor, Società Sportiva Umberto II, Società Sportiva Universitaria, Sport Club Libertas (che divenne in seguito Sport Club Fascista) e Sport Club Vigor..

L'US Catanese e la SS Juventus furono le uniche formazioni catanesi ad aver svolto un'attività calcistica più significativa, avendo queste partecipato a campionati federali. L'USC partecipò per due volte al campionato di Seconda Divisione, nel 1921-22 e nel 1924-25; alla Seconda Divisione del 1924-25 risale l'unica partecipazione della SS Juventus: inserite nello stesso girone, le due formazioni etnee si sarebbero dovute affrontare il 21 giugno 1925 in piazza Esposizione, ma l'arbitro Starvaggi di Messina annullò l'incontro a causa del mancato tracciamento del campo di gioco e alla mancata installazione delle porte.. La gara non venne ripetuta perché ininfluente ai fini della classifica, dato che il Tommaso Gargallo di Siracusa era in testa al girone a punteggio pieno.

Al termine di quella stagione la SS Juventus venne sciolta, mentre invece l'US Catanese venne esclusa dai campionati successivi dalla FIGC, per ragioni finanziarie e per l'inadeguatezza del campo da gioco di piazza Esposizione che si presentava privo di tribune, e partecipò ad un torneo locale denominato Campionato Catanese, svoltosi in due edizioni nel 1927 e nel 1929, di cui vinse la seconda.

La Società Sportiva Catania (1929-1935): la nascita della maglia rossazzurra e la prima promozione in Serie B

La fine degli anni venti rappresentò un periodo di grandi novità per il calcio italiano poiché veniva avviata la riforma dei campionati che avrebbe portato alla nascita dei campionati di Serie A e di Serie B e al declassamento dei campionati di Prima, Seconda e Terza Divisione. Il presidente federale Leandro Arpinati, inviò in ogni città italiana suoi uomini di fiducia incaricandoli di attuare i dettami della Carta di Viareggio del 1926, in particolare imponendo fusioni forzate al fine di ridurre il numero di squadre della stessa città. A Catania già nel 1928 fu avviato un progetto che prevedeva la nascita di un'unica formazione calcistica che rappresentasse la città, che ne portasse gli stessi colori e che partecipasse ad un campionato ufficiale. Di ciò se ne incaricò il console fascista Santi Quasimodo, che nella città etnea comandava la 167ª Legione Camicie Nere della MVSN.. Venne perciò costituito a Catania, lEnte Sportivo della Federazione Fascista, il cui compito era di riordinare l'attività sportiva in tutto il territorio provinciale.

Il 27 giugno 1929, il cavaliere Ruggero Albanese, il barone Saverio Gravina e il dottor Alberto Pappalardo, maggiori responsabili dell'Ente, annunciarono la nascita della Società Sportiva Catania, i cui colori sociali furono il rosso (lava dell'Etna) e l'azzurro (cielo).. La nuova polisportiva catanese, presieduta da Santi Quasimodo, che ebbe sede in piazza Duomo 3Annuario italiano giuoco del calcio vol. 2, Società Tipografica Modenese, 1929, p. 362, si occupò subito di atletica, boxe, canottaggio, ciclismo e nuoto; la sezione calcistica venne costituita successivamente e iniziò le proprie attività il 28 agosto. La squadra adottò la maglia azzurra con striscia orizzontale rossa, riprendendo gli stessi colori presenti nel gonfalone comunale; affiliatasi alla FIGC fu inserita nel campionato di Seconda Divisione. La rosa della nuova squadra di calcio rossazzurra comprendeva molti elementi della Catanese, quali l'allenatore Michelangelo Spata, il portiere Calogero Di Maira, il difensore Angelo Sciuto, il centrocampista Giovanni Di Mino e l'attaccante Piero Spedini. Entrò a far parte della compagine etnea anche uno straniero, il libico Mustafà Doma, un terzino che aveva l'abitudine di giocare scalzo. Il campo da gioco fu il terreno del Dopolavoro Ferroviario di via Acquicella.

Inserito nel girone A del campionato di Seconda Divisione 1929-30, il Catania debuttò con una pesante sconfitta interna per opera della con l'eloquente punteggio di 0-7. A questa seguirono altre sconfitte che indussero la società a rimuovere Spata dall'incarico di allenatore e di sostituirlo con il modenese Giorgio Armari.. Il cambio della guida tecnica non invertì la situazione della squadra, che al termine della stagione si piazzò penultima e con 10 punti.

Il 21 settembre 1930 venne inaugurato il nuovo stadio del Catania, il Campo dei cent'anni, costruito in piazza Esposizione e che ebbe la capienza di circa 6.000 spettatori. Per l'occasione si svolse una partita amichevole tra il Catania e la Fulgor Milano, vinta per 5-1 dai padroni di casa. Intanto avvennero cambiamenti a livello societario: Quasimodo lasciò la presidenza e al suo posto si insediò l'avv. Antonino Zingali, poi a sua volta sostituito a stagione in corso dall'avv. Andrea Gaudioso in qualità di commissario straordinario. Ammesso d'ufficio dalla FIGC al campionato di Prima Divisione 1930-31 per allargamento dei quadri, fu inserito nel girone E con squadre calabresi e campane. La prima stagione in terza serie del Catania fu certamente migliore di quella precedente, essendosi piazzato al sesto posto e con 21 punti a pari merito con e ; in questa stagione subì l'unica sconfitta interna e conseguì l'unica vittoria esterna, con lo stesso risultato di 1-0, contro la capolista Salernitana. Il 22 febbraio 1931 il Catania disputò sul proprio campo un'amichevole contro il , allora militante in Serie B: anche se non ufficiale, fu il primo incontro in assoluto tra le due formazioni e terminò 2-1 per i rossazzurri, con le reti di Pulzone e Bertola per i padroni di casa e quella di Radice su rigore per gli ospiti.67 anni di scontri tra cugini, nemici per la palla, La Sicilia, 30 agosto 1998

I rossazzurri ebbero lo stesso piazzamento di classifica anche nella stagione successiva, con 34 punti nel girone F; da annotare i 15 goal in campionato dell'attaccante Piero Cini, sette dei quali realizzati nella partita vinta per 9-0 ai danni della Bagnolese. Nel corso della stagione 1931-32, avvenne un nuovo cambio al vertice per la società rossazzurra: l'Avvocato Gaudioso, su sollecitazione delle autorità locali, lasciò l'incarico di presidente e al suo posto si insediò il nobile Vespasiano Trigona duca di Misterbianco, dapprima come commissario straordinario e successivamente come presidente. Con l'avvento alla presidenza del Duca Trigona, nel consiglio d'amministrazione della società rossazzurra fecero ingresso i nobili Benedetto Majorana barone della Nicchiara, Enrico Grimaldi dei baroni di Serravalle, Bartolo Ferreri marchese dell'Anguilla, il gioielliere Vittorio Fecarotta, il ragioniere Angelo Vasta - divenuto segretario - e l'ex calciatore Enzo Longo.

La nuova dirigenza allestì un organico competitivo, con il tesseramento tra gli altri dell'attaccante Nicolò Nicolosi, proveniente dalla , passato alla storia come il più prolifico attaccante del Catania di tutti i tempi con 71 reti in 149 partite. Nella stagione 1932-33 la formazione etnea, classificatasi quarta con 22 punti nel girone H di Prima Divisione, sfiorò la prima storica promozione in Serie B, traguardo raggiunto la stagione successiva: allenata dall'ungherese Géza Kertész, nel 1933-34 si piazzò in testa nel proprio girone con 41 punti e nel girone finale davanti a , e e per tanto nel 1934 arrivò la prima storica Promozione in Serie B del Catania. Miglior marcatore rossazzurro in quella stagione fu il centrocampista Ercole Bodini con 21 reti.