Napoli (AFI: ; in napoletano, pronuncia ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana e della Campania. È il centro di una delle più popolose aree metropolitane dell'Unione europea e il terzo comune d'Italia per popolazione.
Napoli nasce come Partenope, fondata dai Cumani su Pizzofalcone a fine VIII secolo a.C. su base archeologica, sebbene sporadici reperti suggeriscano una datazione più antica, al momento incerta. Alla fine del VI secolo a.C. Partenope si evolse in Neapolis, divenendo uno dei centri più famosi della Magna Grecia.
Con la conquista romana, Napoli mantenne la cultura greca e l'autonomia, diventando alleata nel Tirreno; dal I secolo d.C. ospitò i Sebastà, giochi pari a quelli di Olimpia, e divenne meta privilegiata per l'élite romana e diversi imperatori.
Dopo l'invasione longobarda del VI secolo, Napoli restò sotto i Bizantini come capitale del Ducato di Napoli, che successivamente divenne indipendente con un duca ereditario. Dal 1266 fu capitale del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli e, in seguito, del Regno delle Due Sicilie fino all'Unità d'Italia.
Napoli è una delle più antiche città d'Europa, con circa tremila anni di storia attestata archeologicamente e un ruolo centrale nello sviluppo culturale del Mediterraneo. Sede della Federico II, la più antica università statale e laica al mondo, è stata protagonista dell'Umanesimo e dell'Illuminismo e punto di riferimento per la musica classica e l'opera grazie alla scuola musicale napoletana, dando tra l'altro origine all'opera buffa.
La città è stata cruciale per l'evoluzione di correnti artistiche come il Barocco, ed è alla base della canzone e del teatro napoletano, oltre a una tradizione culinaria con icone globali, come la pizza napoletana, riconosciuta dall'UNESCO.
Nel 1995 l'UNESCO ha dichiarato patrimonio mondiale il centro storico di Napoli, riconoscendolo come impronta delle culture europee e mediterranee, un sito unico e di valore universale senza eguali. Nel 1997 ha incluso il Somma-Vesuvio tra le Riserve della biosfera, comprendendo l'area est di Napoli e i comuni vesuviani.
In città, in quanto spesso definita come «capitale del Mediterraneo» e per la sua centralità geografica, ha inoltre sede l'Assemblea parlamentare del Mediterraneo.
Geografia fisica Territorio
Napoli si estende lungo un'insenatura della costa tirrenica, nella parte più interna dell'omonimo golfo. Il territorio della città si sviluppa dalle alture orientali dei Campi Flegrei verso nord, in direzione della piana campana, e verso sud-est, fino alle pendici del Vesuvio.
Il territorio comunale si sviluppa per 117,27 km² e si caratterizza per la presenza di diversi rilievi collinari. Tra questi spicca la dorsale dei Camaldoli, la cui sommità — in corrispondenza dell'Eremo — tocca i 458 m s.l.m., rappresentando il punto più elevato dell'intero comune. Altri rilievi importanti sono costituiti dalle colline del Vomero, dell'Arenella e di Posillipo. Rientra inoltre nel perimetro cittadino l'isola di Nisida, un piccolo rilievo d'origine vulcanica situato all'estremità occidentale della costa.
Dal punto di vista geologico, l'area urbana si trova nella parte centrale di una depressione della crosta terrestre che interessa la pianura campana. La sua struttura è stata fortemente influenzata dalle eruzioni del complesso vulcanico Somma-Vesuvio e dell'area dei Campi Flegrei, ma anche dai processi che hanno portato alla deposizione di materiali trasportati dal mare e dalle acque sulla terraferma. In gran parte del territorio il sottosuolo è formato da materiali di origine vulcanica, tra cui il tufo giallo napoletano e l'ignimbrite campana.
Nella classificazione sismica regionale, Napoli rientra nella zona sismica 2, dove sono possibili forti terremoti.
Clima
Napoli ha un clima mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche, mitigati dalla brezza marina. Secondo la classificazione Köppen, la città appartiene alla zona Csa (estati secche), mentre non è caratterizzata dalla zona Cfa (clima temperato umido). Il sole brilla per circa 250 giorni all'anno. La città ha vari microclimi, con differenze anche di pochi chilometri. Secondo la classificazione climatica italiana, Napoli è nella zona C, clima temperato. Allegato A - Parte 3.
Gli estremi termici di Napoli dal 1946 sono stati −5,7 °C l'8 gennaio 2017 e 40,0 °C il 4 agosto 1981. L'umidità è elevata, specie in autunno e inverno, mentre le nebbie sono rare. Le precipitazioni sono distribuite durante l'anno, con picchi autunnali e invernali. Le piogge sono meno frequenti in estate, specialmente a luglio e agosto.
Le nevicate sono molto rare, con episodi storici come quello del 13 febbraio 1956 e del 27 febbraio 2018. La media nivometrica è vicina a zero, ma accumuli occasionali possono verificarsi durante ondate di gelo.
Origini del nome
L'etimologia del nome «Napoli» deriva dal termine greco Neapolis () composto da néa («nuova») e pólis («città»), e si traduce dunque come «città nuova». L'appellativo fu attribuito per distinguere la nuova realtà urbana da quella preesistente sorta sulla collina di Pizzofalcone nell'VIII secolo a.C., conosciuta come Partenope.
La denominazione Neapolis compare tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C., quando la città venne rifondata da coloni provenienti da Cuma, nell'ambito di una serie di migrazioni e rifondazioni tipiche del fenomeno dell'epoikía, ossia l'insediamento di nuovi gruppi in un contesto urbano preesistente. Questo processo rifletteva una consuetudine abbastanza diffusa nel mondo greco, in cui le comunità, dopo eventi bellici o crisi politiche, riorganizzavano e rinvigorivano i centri abitati, conferendo loro il titolo di «città nuova» in segno di rinascita politica, economica e culturale. Dopo la sua rifondazione, l'insediamento ribadì il proprio nome col sovrapporsi della componente ateniese, pithecusana, cumana (i profughi scampati, intorno al 421 a.C., alla presa della città da parte dei Campani) e osca.
L'uso del termine Neapolis non era esclusivo della città campana: altre località del mondo greco adottarono lo stesso toponimo, tra cui Neapolis in Tracia, Neapolis nella Calcidica e, infine, Neapolis come quartiere di Siracusa, a conferma della natura simbolica e strategica di tale appellativo. Tuttavia, grazie alla sua posizione geografica, alla lunga continuità di vita e all'importanza economica e politica, la Neapolis campana è stata quella che nel tempo ha maggiormente conservato e universalizzato questo nome.
Storia
Evo antico
Il territorio in cui sorse la città, comprendente la collina di Pizzofalcone e le aree circostanti, mostra tracce di frequentazione e insediamento sin dal Neolitico avanzato. La sequenza insediativa sembra tuttavia interrompersi all'inizio dell'Età del Ferro, per poi riprendere con la fondazione di Partenope su Monte Echia, come epineion cumano (approdo e avamposto), alla fine dell'VIII secolo a.C. La documentazione archeologica più antica di Partenope, tuttavia, risale al terzo quarto dello stesso secolo, ossia tra il 750 e il 720 a.C., contemporaneamente alla fondazione di Cuma e Pithecusa. Il campione di reperti più antichi attualmente disponibile è troppo limitato per stabilire se la fondazione risalga effettivamente al Tardo geometrico I.
Dopo la sua fase iniziale come semplice avamposto, Partenope si sviluppò precocemente, distinguendosi progressivamente dalla sua città madre (Cuma) e entrando in diretta concorrenza con essa, come dimostrato dalla tradizione storica e confermato dalle scoperte archeologiche.
Alla fine del VI secolo a.C., questo dinamismo — espresso attraverso un consolidamento insediativo che estese l'occupazione all'area del vicino pianoro — fornì la base ideale per l'evoluzione di Partenope in Neapolis; l'evento, maturato nel clima di stasis (conflitto interno) che caratterizzò Cuma per tutta la parabola di Aristodemo, è attribuito all'aristocrazia cumana esiliata dal tiranno in seguito alla vittoria di Aricia o nel turbolento clima politico che ne precedette l'ascesa. Tale trasformazione segnò il definitivo assetto del nuovo centro urbano, che divenne gradualmente una delle città più influenti della Magna Grecia, costituendo la principale fonte attraverso la quale la "grecità" alimentò la nascente cultura romana.
La Nuova Città, infatti, seppe già a partire dalla prima metà del V secolo a.C. non solo sostituirsi a Cuma nei commerci marittimi, ma anche assumere il controllo del golfo, che da cumano divenne il Golfo Neapolitano; con l'arrivo del navarca ateniese Diotimo, Neapolis raggiunse il culmine della sua influenza nel periodo della Magna Grecia, acquisendo un ruolo sempre più egemone sul litorale campano e una crescente proiezione "internazionale" nel Mediterraneo.Eduardo Federico (docente di storia greca presso l'Università Federico II), Sorrento e la sua penisola tra italici, etruschi e greci nel contesto della Campania antica, in Storia Millenaria – Famiglia Gallo, p. 279, PDF online.
Per la sua posizione strategica, nel 326 a.C., Neapolis si arrese ai Romani, ma riuscì a mantenere l'eredità civile dei suoi fondatori fino al Medioevo, guadagnandosi il titolo di «metropoli dell'ellenismo d'Occidente»., citato in Sebbene devastata nell'82 a.C. dai partigiani di Silla, durante l'ultimo secolo della Repubblica romana e sotto l'Impero romano, Neapolis subì una trasformazione: da città mercantile si evolse in una città di otia (cioè luogo di svago) per l'alta società romana. Ebbe importanti scuole, come quella di Filodemo di Gadara e Sirone, nelle quali studiarono Virgilio e Orazio, e fu sede dei Giochi Isolimpici (ossia come quelli di Olimpia), che acquisirono un prestigio pari a quello degli eventi più famosi del mondo greco, come quelli di Olimpia o Delfi, ai quali assistettero o parteciparono anche alcuni imperatori come Augusto e Tito.
Tra il 161 e il 180 d.C., la città ottenne, forse per decisione dell'imperatore Marco Aurelio, il nome di Colonia Aurelia Augusta Antoniniana Felix Neapolis, ottenendo così il riconoscimento ufficiale dello status di colonia.
Età medievale
Il Ducato di Napoli
Nel 536 Napoli fu conquistata dai Bizantini durante la guerra gotica e rimase saldamente in mano all'Impero bizantino anche durante la susseguente invasione longobarda, divenendo in seguito ducato autonomo. Il primo duca di Napoli, secondo la tradizione, sarebbe stato Basilio, nominato nel 660-61 dall'imperatore bizantino Costante II,Francesco Luzzati Laganà, Il ducato di Napoli. In . anche se è probabile che egli fosse stato preceduto da altre persone con stesse mansioni, le quali erano comunque espressione delle cosiddette "famiglie magnatizie" cittadine. La vita del ducato fu caratterizzata da continue guerre, principalmente difensive, contro i potenti principati longobardi vicini e i conquistatori musulmani (genericamente definiti Saraceni), provenienti per lo più dal Nordafrica o dalla Sicilia, che era stata conquistata dagli Arabi-Aghlabidi a partire dall'827. Celebre è a quest'ultimo proposito la battaglia navale di Ostia dell'849.
L'avversione tra il cristianesimo e l'islam, tuttavia, intravide già a Napoli ampi spazi di convergenza in vista di una proiezione più mediterranea che continentale del ducato. I comuni interessi commerciali determinarono di fatto una sostanziale amicizia tra Napoli e il mondo arabo, tanto che si verificò il disinvolto impiego da parte napoletana (ma campana in genere, dovendosi comprendere in questo discorso anche Amalfi) di mercenari, per lo più assoldati nell'insediamento del Traetto (in arabo ribāṭ). Prolungato artefice di questa politica fu il vescovo di Napoli e duca Attanasio II, a dispetto della scomunica inflittagli da papa Giovanni VIII.