LHeeresgruppe Mitte (in italiano: Gruppo d'armate Centro) è stata la denominazione di due distinte unità strategiche dell'esercito tedesco, entrambe operanti durante la seconda guerra mondiale sul fronte orientale.

Il primo Gruppo d'armate Centro fu costituito nell'ambito della preparazione dell'Operazione Barbarossa, che avrebbe portato alla guerra tra la Germania nazista e l'Unione Sovietica. Dall'inizio delle operazioni (il 22 giugno 1941) il Gruppo d'armate Centro ha sempre svolto un ruolo fondamentale nel dispositivo bellico tedesco in quello scenario. Quando la potente offensiva sovietica del gennaio 1945 sfondò le linee di questa unità, portando all'accerchiamento dei resti del gruppo d'armate presso la sacca di Königsberg, Adolf Hitler ordinò una riorganizzazione dell'apparato difensivo tedesco: tale riorganizzazione tuttavia si risolse in buona sostanza unicamente con un cambio di denominazione di unità già operanti sul campo di battaglia. Quello che fino ad allora era stato denominato "Gruppo d'armate Centro" diventò il "Gruppo d'armate Nord", mentre quello precedentemente denominato "Gruppo d'armate A" venne rinominato "Gruppo d'armate Centro". La storia di questa nuova unità fu breve, come del resto fu breve il cammino che portò alla caduta del Terzo Reich. Dopo una serie di sconfitte e ripiegamenti verso la Cecoslovacchia, il nuovo Gruppo d'armate Centro fu definitivamente sconfitto dai sovietici dopo l'offensiva di Praga.

Costituzione Al momento della sua costituzione nel giugno 1941, comandante in capo del Gruppo d'armate Centro fu nominato il Feldmaresciallo Fedor von Bock.

Ne facevano parte le seguenti unità: 2. Panzergruppe (Guderian) XXIV. Panzerkorps (Geyr von Schweppenburg) 1ª Div. Cav., 3ª Div. Pz., 4ª Div. Pz., 10ª Div. Mot., 267ª Div. Fant. XLVI. Panzerkorps (Heinrich von Vietinghoff) Div. SS "Das Reich", 10ª Div. Pz., Reg. Fant. "Grossdeutschland" XLVII. Panzerkorps (Joachim Lemelsen) 17ª Div. Pz., 18ª Div. Pz, 29ª Div. Mot., 167ª Div. Fant. XII Corpo d'Armata (Walter Schroth) 31ª Div. Fant., 34ª Div. Fant., 45ª Div. Fant. IV Armata (Günther von Kluge) VII Corpo d'Armata (Wilhelm Fahrmbacher) 7ª Div. Fant., 23ª Div. Fant., 258ª Div. Fant., 268ª Div. Fant., 221ª Div. Fant. IX Corpo d'Armata (Geyer) 137ª Div. Fant., 263ª Div. Fant., 292ª Div. Fant. XIII Corpo d'Armata (Hans-Gustav Felber) 17ª Div. Fant., 78ª Div. Fant. XLIII Corpo d'Armata (Gotthard Heinrici) 131ª Div. Fant., 134ª Div. Fant., 252ª Div. Fant., Riserva: 286ª Div. Fant. IX Armata (Adolf Strauß) VIII Corpo d'Armata (Walter Heitz) 8ª Div. Fant., 28ª Div. Fant., 161ª Div. Fant. XX Corpo d'Armata (Friedrich Materna) 162ª Div. Fant., 256ª Div. Fant. XLII Corpo d'Armata (Walter Kuntze) 87ª Div. Fant., 102ª Div. Fant., 129ª Div. Fant., Riserva: 403ª Div. Fant. 3. Panzergruppe (Hermann Hoth) V Corpo d'Armata (Richard Ruoff) 5ª Div. Fant., 35ª Div. Fant. VI Corpo d'Armata (Otto-Wilhelm Förster) 6ª Div. Fant., 26ª Div. Fant. XXXIX Panzerkorps (Arthur Schmidt) 7ª Div. Pz., 20ª Div. Pz., 14ª Div. Mot., 20ª Div. Mot. LVII Panzerkorps (Adolf-Friedrich Kuntzen) 12ª Div. Pz., 18ª Div. Pz., 19ª Div. Pz.

Alle spalle del Gruppo d'armate Centro era posizionata, come riserva strategica dell'OKH la II Armata del Generale von Weichs, pronta ad entrare in battaglia agli ordini di von Bock quando il fronte si sarebbe allargato.

Operazione Barbarossa (1941) Il 22 giugno 1941 la Wehrmacht lanciò il suo attacco a sorpresa attraverso il confine sovietico. Al Gruppo d'armate Centro era stato assegnato l'obiettivo di sfondare il settore centrale del fronte, occupando la Bielorussia e le posizioni difensive lungo la strada per Mosca. Per adempiere a questo compito, il comando del gruppo di armate progettò un'avanzata secondo i classici canoni del Blitzkrieg: fece infatti ampio uso di punte corazzate che si infiltravano profondamente entro il territorio nemico, onde creare il panico attraverso le sue linee e accerchiarne le unità combattenti. Fu così che il Gruppo d'armate Centro si lanciò in una rapida corsa nel territorio sovietico, alla ricerca di una vittoria decisiva che avrebbe risolto la guerra sul fronte orientale: tale vittoria, nonostante il raggiungimento di importanti successi parziali, però non arrivò mai.

Offensiva in Bielorussia Data l'assoluta rilevanza degli obiettivi strategici affidati a questa unità, il Gruppo d'armate Centro disponeva della maggior parte delle truppe combattenti tedesche; in particolare operavano sotto il suo comando la maggior parte dei reparti corazzati, inquadrati nel 2. e 3. Panzergruppe agli ordini dei Generali Heinz Guderian ed Hermann Hoth. L'effetto sorpresa, la preparazione delle unità combattenti e l'abilità dei comandanti portò inizialmente il Gruppo d'armate Centro a grandi risultati: a fine agosto del 1941 (a soli due mesi dall'inizio dello scontro) l'intero settore bielorusso era stato conquistato. Le due gigantesche manovre a tenaglia che portarono alla caduta di Minsk e Smolensk, pur non riuscendo completamente nel loro intento di circondare tutte le armate sovietiche nell'area, causarono all'Armata rossa un danno molto grave: nella prima sacca furono catturati quasi 290.000 soldati; nella seconda invece i prigionieri furono oltre 300.000.

L'arresto alle porte di Mosca Quando dopo la caduta di Smolensk le porte di Mosca sembravano ormai aperte, Hitler ordinò al Gruppo d'armate Centro di arrestare la corsa verso la capitale. La nuova priorità strategica indicata dal Führer era quella di conquistare l'Ucraina e la sua capitale Kiev. A causare questo colossale cambio di rotta furono le preoccupazioni del dittatore tedesco di proteggere il fianco destro del Gruppo d'armate Centro (ritenuto eccessivamente scoperto) e di accaparrarsi le ingenti risorse agricole ucraine prima dell'inverno. Allo scopo di garantire il pieno successo nella battaglia per la conquista di Kiev, il Führer dispose anche che, per tutta la durata delle operazioni, il 2. Panzergruppe di Guderian fosse trasferito a sud, allo scopo di supportare l'azione del Gruppo d'armate Sud che stava dirigendo verso la capitale ucraina. La decisione venne pesantemente contestata dall'alto comando tedesco e dagli ufficiali dello stesso Gruppo d'armate Centro; tuttavia le loro critiche rimasero inascoltate. Ad ogni modo, con questo cambio di rotta, sfumò probabilmente la sola occasione tedesca di mettere le mani su Mosca.

Unità operative tra giugno e agosto 1941 Panzergruppe 2 Panzergruppe 3 2. Armee 4. Armee 9. Armee

Battaglia di Mosca e ripiegamento (1941-1942) Operazione Tifone L'offensiva tedesca verso Mosca riprese il 22 settembre 1941, ma il ritardo nell'avvio delle operazioni determinato dalla battaglia di Kiev fu fatale per le ambizioni di successo della Wehrmacht. Le piogge autunnali avevano riempito le strade di fango, limitando la mobilità delle truppe corazzate; un novembre insolitamente rigido, inoltre, colse i tedeschi assolutamente impreparati da un punto di vista logistico.

Il nuovo assalto tedesco iniziò con un successo fenomenale contro le difese russe tra Vjaz'ma e Brjansk. Il Generale Günther Blumentritt, capo del Dipartimento operazioni dell'OKH descrisse quell'operazione come una sorta di «Canne moderna, su una scala molto maggiore dell'antica». Il centro del fronte tedesco era costituito dalla IV Armata di von Kluge, mentre sulle ali il 3. e il 4. Panzergruppe compivano una manovra a tenaglia che chiuse le divisioni sovietiche in una sacca. Fu un successo straordinario: ben 600.000 soldati sovietici caddero prigionieri.

Da sud il 2. Panzergruppe di Guderian si lanciò verso Mosca per investire le retrovie dello schieramento russo oltre la Desna. A costo di tremende sofferenze i tedeschi arrivarono fino ai sobborghi di Mosca, ma la controffensiva sovietica dell'inverno 1941-1942 respinse indietro le truppe attaccanti, costringendo il Gruppo d'armate Centro a un ripiegamento verso occidente.

La controffensiva sovietica Il 6 dicembre 1941 iniziò la controffensiva sovietica contro il Gruppo d'armate Centro. Le sei armate tedesche (di cui tre corazzate) furono attaccate da ben due Fronti sovietici: quello "Ovest", al comando di Žukov con ben nove armate a disposizione, e quello "Kallin", al comando di Konev con altre quattro armate.

Nessuno nel comando tedesco aveva ritenuto fino ad allora che i sovietici disponessero ancora di così importanti riserve. Anzi, quando nelle settimane precedenti molti ufficiali resero note ai più alti vertici militari tedeschi le loro perplessità circa il proseguimento della spinta verso Mosca, il Capo di Stato maggiore dell'esercito (Generale Franz Halder) disse che c'era addirittura motivo di ritenere che la resistenza sovietica fosse sul punto di essere spezzata.

Il Gruppo d'armate Centro fu attaccato frontalmente dalle truppe di Žukov, mentre gli uomini di Konev provarono ad aggirarlo con un attacco sul fianco sinistro. L'offensiva sovietica ottenne notevoli risultati, costringendo il Gruppo d'armate Centro ad arretrare ad una distanza che variava dai 100 ai 250 km dalla capitale; tuttavia lo schema di difesa elastica messo in piedi dal comando tedesco riuscì a evitare il crollo del fronte e a mantenere importanti punti strategici come Ržev.

Primi dissidi nel comando tedesco Le reazioni del comando tedesco alla controffensiva sovietica dell'inverno 1941-1942 evidenziarono per la prima volta in modo palese i dissidi profondi tra il Führer e gli alti ufficiali tedeschi. Mentre Hitler negò categoricamente un ripiegamento generalizzato del fronte verso occidente, autorevoli generali e i vertici dell'oberkommando des Heeres spingevano insistentemente proprio verso questa soluzione.

A fare le spese di questo dissidio furono molti generali di primissimo livello, primo tra tutti anche il Feldmaresciallo von Brauchitsch, Comandante in capo dell'esercito.

Anche il Gruppo d'armate Centro subì avvicendamenti nella sua linea di comando: il 19 dicembre venne destituito il feldmaresciallo Fedor von Bock, comandante del gruppo d'armate, che fu sostituito dal comandante della 4.Armata Feldmaresciallo von Kluge, stessa sorte toccò al comandante della 2. Panzerarmee Heinz Guderian, rimpiazzato dal generale Rudolf Schmidt.

Tuttavia, storici come Basil Liddell Hart sostengono che la scelta di Adolf Hitler di vietare un ripiegamento su vasta scala nell'inverno del 1941 abbia evitato ai tedeschi una rotta simile a quella che aveva subito Napoleone: sotto l'arrembante spinta sovietica e nelle proibitive condizioni meteo del fronte orientale, qualsiasi ritirata avrebbe potuto tramutarsi in una rotta e per un attimo sembrò davvero che la Wehrmacht potesse dissolversi nella neve dell'inverno russo. Gli ufficiali tedeschi incominciarono a rileggere la sinistra descrizione della ritirata della Grande Armata fatta da Armand Augustin Louis de Caulaincourt nel 1812 fino a divenirne ossessionatiStoria del Terzo Reich, libro secondo, di W. Shirer, tuttavia l'ordine di resistenza a oltranza del Führer, unito al coraggio e al sacrificio dei soldati tedeschi riuscirono a scongiurare la catastrofe.

Unità operative tra dicembre 1941 e maggio 1942 2. Armee (Maximilian von Weichs) LIII. Armeekorps (Karl Weisenberger) 56ª Div. Fant., 31. Divª Fant., 167ª Div. Fant. LXIII. Armeekorps (Gotthard Heinrici) 52ª Div. Fant., 131ª Div. Fant. XIII. Armeekorps (Hans-Gustav Felber) 260ª Div. Fant., 17ª Div. Fant., Riserva: 112ª Div. Fant. Panzergruppe 2 (Guderian, poi Rudolf Schmidt) XXXIV. Armeekorps (Hermann Metz) 45ª Div. Fant., 134ª Div. Fant. XXXV. Armeekorps (Kempfe) 95ª Div. Fant., 296ª Div. Fant., 262ª Div. Fant., 293ª Div. Fant. XXXXVIII. Panzerkorps (Werner Kempf) 9ª Div. Pz., 16ª Div. Mot., 25ª Div. Mot. XXIV. Panzerkorps (Geyer von Schweppenburg) 3ª Div. Pz., 4ª Div. Pz., 10ª Div. Mot. XXXXVII. Panzerkorps (Joachim Lemelsen) 17ª Div. Pz., 18ª Div. Pz., 29ª Div. Mot. 4. Armee (von Kluge, poi Heinrici )