La diocesi di Acerra () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2022 contava 124.000 battezzati su 127.687 abitanti. È retta dal vescovo Antonio Di Donna.

Territorio Comprende i seguenti comuni della Campania: nella città metropolitana di Napoli: Acerra e Casalnuovo di Napoli, nella porzione di territorio denominato Licignano (la restante parte appartiene all'arcidiocesi di Napoli e alla diocesi di Nola); in provincia di Caserta: Arienzo, Cervino (ad eccezione della frazione La Vittoria, che è in diocesi di Caserta), San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico.

Confina a ovest con la diocesi di Aversa, a nord ovest con la diocesi di Caserta e per breve tratto con l'arcidiocesi di Capua, a nord est con la diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, a sud con la diocesi di Nola e a sud ovest con l'arcidiocesi di Napoli.

Sede vescovile è la città di Acerra, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Santa Maria a Vico sorge la basilica minore di Maria Santissima Assunta.

Il territorio si estende su 157 km² ed è suddiviso in 28 parrocchie.

Storia La diocesi fu eretta nell'XI secolo.Caporale, Ricerche archeologiche topografiche e biografiche su la Diocesi di Acerra, pp. 52-53. Non è nota la data esatta della sua fondazione; alcuni autori ritengono che la diocesi di Acerra sia la continuazione dell'antica sede di Suessola, le cui vetuste rovine si trovano quasi interamente nel perimetro comunale di Acerra. Suessola appare tra le comunità appartenenti alla giurisdizione del vescovo di Nola in un rescritto di papa Pelagio I del 558. Nella bolla ad Alone di Benevento del 983, papa Giovanni XIV concede al metropolita beneventano la facoltà di consacrare i suoi vescovi suffraganei, tra cui appare per la prima volta anche quello di Suessola; questa disposizione viene ripetuta dai papi successivi fino a papa Leone IX nel 1053. La documentazione coeva tuttavia non ha restituito alcun nome di vescovo di Suessola, cosa che per Kehr e Klewitz mette in dubbio la sua reale esistenza storica.Kehr, Italia pontificia, vol. IX, p. 125. Altri autori ritengono che la diocesi di Suessola, a causa della distruzione della città, non aveva più vescovi propri, ma era amministrata in questo periodo dai vescovi di Sant'Agata de' Goti (Camardo e Rossi, Suessula: trasformazione e fine di una città, p. 177).

Nella bolla di papa Stefano IX al metropolita Vodalrico di Benevento del 1057 la diocesi di Suessola non è più presente. Secondo lo storico Gaetano Caporale è attorno a questi anni che venne eretta la diocesi di Acerra, costituita dalla parte in pianura della diocesi di Suessola, mentre la parte montagnosa venne annessa alla diocesi di Sant'Agata de' Goti. Lo stesso storico ritiene che tra il 1059 e il 1060 la diocesi fu istituita personalmente da papa Niccolò II, venuto a consacrare nella novella diocesi Pietro, vescovo di Isernia, e il cardinale Oderisio.Caporale, Ricerche archeologiche topografiche e biografiche su la Diocesi di Acerra, pp. 37-54. «Ma la tesi dello storico ottocentesco è alquanto fragile».

Il primo vescovo noto è Giraldo, attestato da due bolle pontificie del 1098 e del 1114, cui segue un anonimo vescovo deposto nel concilio di Pisa del 1135.Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 476. Nel 1179 Bartolomeo prese parte al concilio lateranense indetto da papa Alessandro III. Sono questi gli unici vescovi di Acerra per l'XI e il XII secolo. La diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli, benché spesso i documenti pontifici confondano Acerra con la diocesi di Acerno, suffraganea di Salerno.

«Il travaglio della vita civile non influenzò la vita religiosa degli Acerrani; alla diffusione di pratiche religiose individuali si affiancavano anche forme di religiosità collettiva. Soprattutto dopo la pestilenza di metà secolo XIV, anche ad Acerra sorse una compagnia di battenti legata all'attività dell'Annunziata ovvero alla cura dei bambini abbandonati. Stando strettamente alla testimonianze documentali, negli anni settanta del Quattrocento sorse la Confraternita della Pace che, nata come associazione di penitenti, per molti secoli successivi si è impegnata nella cura dei bambini abbandonati o poveri, nella diffusione della cultura religiosa.»

In seguito ai decreti di riforma del concilio di Trento, iniziò una nuova fase per la vita della diocesi. I vescovi, costretti all'obbligo della residenza, iniziarono a restaurare il palazzo vescovile. Nel 1653 il vescovo Mansueto Merati fondò il seminario vescovile nell'antico convento dei padri agostiniani. Il vescovo Domenico Antonio Biretti (1725-1760) ampliò l'edificio, allargando le presenze a seminaristi di altre diocesi, e dette all'istituzione un nuovo regolamento e un nuovo programma di studi.

Nel 1577 il vescovo Scipione Salernitano organizzò la diocesi in parrocchie territorialmente ben definite. Ne istituì cinque, quattro ad Acerra (Santa Maria la Bruna nella cattedrale, San Pietro Apostolo, San Giorgio, San Lorenzo) e una a Licignano (Vergine Annunziata).Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.

Agli inizi del Settecento il canonico Giuseppe Romano fondò il monte frumentario, sorto per alleviare i disagi delle classi sociali più disagiate. Verso la fine del secolo fu decisa la ricostruzione della cattedrale, dopo il crollo di parte del tetto nel 1787. Il nuovo edificio venne consacrato nel 1796, ma necessitò di continue attenzioni e rifacimenti.

Il 27 giugno 1818 papa Pio VII con la bolla De utiliori unì Acerra aeque principaliter alla diocesi di Sant'Agata de' Goti, fino a quando non ne fu divisa il 30 novembre 1854 con la bolla Nihil est di papa Pio IX; in questa occasione il territorio diocesano si ingrandì con i comuni di Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello e Santa Maria a VicoSecondo alcuni storici, questi territori apparteneva un tempo alla diocesi di Suessola., ceduti dalla diocesi di Sant'Agata de' Goti.

Anche se tra le ipotesi più accreditate per la ricostituzione e ingrandimento della diocesiDiocesi di Acerra, 150 anni di autonomia, Acerra, 2005, pp. 33-34. il progetto originario prevedeva lo scorporo dalla Diocesi di Nola di alcuni comuni ad essa appartenenti, praticamente a ridosso di Acerra come: Pomigliano d'Arco, Brusciano, Castello di Cisterna, Mariglianella, e Tavernanova, ma si decise diversamente.

Il primo vescovo della rinata diocesi fu Giuseppe Gennaro Romano (1855-1864), che, come altri vescovi della Campania, ebbe notevoli difficoltà con i nuovi governanti italiani dopo le imprese di Garibaldi; il vescovo veniva accusato di essere venale e fiancheggiatore dei briganti. Alla sua morte la diocesi restò vacante per otto anni, fino alla nomina di Giacinto Magliulo nel 1872, che si impegnò per la riorganizzazione della vita ecclesiale; a lui si deve in particolare l'indizione di un sinodo diocesano, un secolo dopo quello celebrato da Gennaro Giordano (1776-1789), e la fine dei lavori di ristrutturazione della cattedrale.

Il successore Francesco De Pietro (1899-1932) si attivò soprattutto per «una pastorale di solidarietà che fece di Acerra una delle diocesi più avanzate nell'attuazione della nuova cultura sociale cattolica»; alla sua azione si deve la fondazione, nel 1906, della Società Cattolica Agricola del Cuore di Gesù, che aveva finalità prettamente religiose, ma anche sociali.

Nel 1933 divenne vescovo acerrano Nicola Capasso, che governò la diocesi fino al 1966. Per la sua attività durante la seconda guerra mondiale, «fu proposto per una medaglia d'oro al valore civile che decisamente rifiutò».

Il 30 settembre 1964, con la lettera apostolica Acerrarum dioecesis, papa Paolo VI ha proclamato Sant'Alfonso Maria de' Liguori patrono principale della diocesi., AAS 57 (1965), pp. 308-309.

Il 3 dicembre 2004 è stato inaugurato il museo diocesano negli ambienti dell'ex chiesa del Corpus Domini. Dal 2010 la struttura del seminario è stata predisposta per accogliere la biblioteca diocesana, l'archivio storico ed altri uffici diocesani.

Il 3 ottobre 2013 la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha concesso ai sacerdoti che vivono nella diocesi di celebrare fino a quattro messe la domenica e nelle feste di precetto.Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, decreto 3 ottobre 2013, Prot. 573/13/L, vedi

Il 16 dicembre 2018 è stato inaugurato il Museo diocesano di Sant'Alfonso Maria de Liguori negli ambienti del palazzo vescovile di Arienzo, dove il santo ha dimorato da vescovo di Sant'Agata de' Goti.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Giraldo † (prima del 1098 - dopo il 1114)Ughelli fa iniziare la serie episcopale di Acerra con Concordio, che avrebbe preso parte al concilio romano del 499. Ma nessun vescovo di quel nome partecipò al concilio indetto da papa Simmaco, e nei due successivi concili simmachiani (501 e 502) era presente un Concordio, che fu tuttavia vescovo di Miseno. Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza, 1927, p. 252 Anonimo † (? - 1135 deposto)Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 477. Bartolomeo I † (menzionato nel 1179)Kamp, Kirche und Monarchie…, vol. I, pp. 334-337. Romano † (XII secolo) Anonimo † (menzionato nel 1209 e 1209) Anonimo † (menzionato nel 1218) Gentile I † (prima del 1241 - dopo il 1243)In base al necrologio di Montecassino, che registra la morte di un vescovo Gentile di Acerra il 2 novembre di un anno sconosciuto, Ughelli inserisce Gentile tra Tommaso e Guglielmo, all'inizio del XIV secolo. Ignora tuttavia, così come gli autori che da lui dipendono, la presenza certa e documentata di Gentile tra il 1241 e il 1243; secondo Kamp, potrebbe essere questo Gentile il vescovo deceduto il 2 novembre, senza aggiungere un altro vescovo omonimo. Cappelletti assegna a Gentile "circa l'anno 1306", ma senza documentazione a sostegno. Teodino, O.S.B. † (menzionato come vescovo eletto e intruso nel 1262) (usurpatore) Bartolomeo II † (menzionato nel 1274)Tra Teodino e Tommaso, Cappelletti e Gams inseriscono il vescovo Luca, che tuttavia non fu vescovo di Acerra, ma di Acerno (Eubel e Kamp). Tommaso I † (prima di dicembre 1286 - dopo il 1304) Gentile II ? † (circa l'anno 1306) Guglielmo † (menzionato nel 1310) Giovanni d'Esertelle, O.Cist. † (tra il 1310 e il 1325) Spano † (menzionato nel 1325) Filippo † (menzionato nel 1328) Giovanni, O.F.M. † (prima del 1337 - 20 dicembre 1342 nominato vescovo di Bagnoregio)Prima di Giovanni (assegnato gli anni 1332-1342), Cappelletti e Gams inseriscono il vescovo Pietro (1331), che tuttavia non fu vescovo di Acerra, ma di Acerno (Eubel). Matteo di Castro, O.F.M. † (20 dicembre 1342 - 1344 deceduto) Enrico de Monte, O.P. † (27 maggio 1344 - 1348 deceduto) Rainerio † (27 ottobre 1348 - 1354 ? deceduto) Federico di Somma, O.P. † (28 febbraio 1358 - circa 1362 deceduto) Giovanni di Patti, O.P. † (6 marzo 1363 - dopo febbraio 1393Il 14 febbraio 1393, a causa della sua anzianità, Giovanni di Patti fu affiancato da un vescovo ausiliare nella persona del francescano Nicolò di Napoli (Eubel, Hierarchia catholica, vol. I, p. 69, nota 3). deceduto) Tommaso II † (12 dicembre 1394 - 1403 deceduto) Angelo de Conciliis † (30 luglio 1403 - circa 1429 deceduto) Filippo II † (18 maggio 1429 - 1434 deceduto) Nicola de Utino, O.F.M. † (6 settembre 1434 - 1439 deceduto) Nicola DescariDescari è ignoto ad Eubel. Le bolle pontificie da lui consultate presso l'Archivio Vaticano indicano che la nomina di Bertrando fu occasionata dalle dimissioni di Nicola, cosa che escluderebbe Nicola Descari. † (20 settembre 1439 - 1451 ritirato) Bertrando † (5 aprile 1451 - 1452 deceduto) Leone Cortese † (2 ottobre 1452 - dopo giugno 1494 deceduto) Roberto de Noya, O.P. † (15 marzo 1497 - 15 aprile 1504 nominato arcivescovo di Nasso e Paro)