La diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2023 contava 83.100 battezzati su 87.500 abitanti. È retta dall'arcivescovo (titolo personale) Felice Accrocca.
Territorio La diocesi comprende i comuni di Assisi (esclusa la frazione di Armenzano che appartiene alla diocesi di Foligno), Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Bettona, Fossato di Vico, Sigillo, Bastia Umbra (eccetto la frazione di OspedalicchioAppartiene all'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.), Valfabbrica e Cannara.
Sede vescovile è la città di Assisi, dove si trova la cattedrale di San Rufino. A Nocera Umbra sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta, a Gualdo Tadino la concattedrale di San Benedetto.
Il territorio si estende su 722 km² ed è suddiviso in 62 parrocchie, raggruppate in 5 vicariati foranei.
Ad Assisi ha sede il Pontificio seminario regionale umbro, ossia il seminario della regione ecclesiastica Umbria.
Luoghi francescani Assisi è celebre per essere la città natale di san Francesco; tutti i luoghi a lui legati sono stati preservati o trasformati in santuari. Tra questi la basilica di Santa Maria degli Angeli, fatta costruire sul modello della basilica di San Pietro di Roma da papa Pio V al di sopra della Porziuncola, culla dell'ordine francescano e luogo della morte di Francesco. I resti del santo sono adesso custoditi nella basilica papale di San Francesco, la cui prima pietra fu posta il 25 luglio 1228 da papa Gregorio IX e consacrata da papa Innocenzo IV; la basilica è costituita da tre santuari sovrapposti ed è una delle prime chiese gotiche in Italia.
Altri significativi edifici francescani della diocesi di Assisi sono: la chiesa Nuova, costruita sopra la casa natale di Francesco a spese di re Filippo III di Spagna nel 1615; la basilica di Santa Chiara, costruita nel XIII secolo, contiene i resti di santa Chiara, fondatrice insieme a San Francesco dell'ordine delle monache clarisse; il convento di San Damiano, dove Chiara fu badessa; l'Eremo delle Carceri sul monte Subasio; il santuario di Rivotorto.
Storia L'odierna diocesi nasce nel 1986 dall'unione di due antiche sedi vescovili, Assisi e Nocera Umbra, che nel 1915 aveva assunto il nome di Nocera Umbra-Gualdo Tadino.
Diocesi di Assisi La diocesi fu eretta nel III secolo. La prima predicazione cristiana ad Assisi, secondo la tradizione, si attribuisce a san Crispolto, vescovo di Bettona (l'antica Vettona), che soffrì il martirio sotto l'imperatore Massimiano. La tradizione attribuisce alla sede assisiate come primi vescovi tre santi martiri: Rufino, santo patrono della diocesi, Vittorino e Sabino. Incerta è l'attribuzione ad Assisi dei vescovi Basilio e Deodato.
Avenzio, primo vescovo storicamente accertato a metà circa del VI secolo, intercedette con Totila a nome degli Assisiati, evitando alla città il saccheggio da parte dell'esercito ostrogoto in marcia contro Roma. Inoltre nel 547 fu legato degli Ostrogoti presso l'imperatore Giustiniano I. Probabilmente all'epoca di questo vescovo Assisi assorbì il territorio della diocesi di Bettona.Czortek, Una presenza che fa storia…, p. 22.
Molti dei vescovi dei secoli successivi sono noti grazie alla loro presenza ai concili celebrati dai pontefici. Il primo di questi è Aquilino, che prese parte al concilio lateranense del 649 indetto da papa Martino I per condannare l'eresia monotelita.
Nel VII e nell'VIII secolo Assisi cadde sotto il dominio dei duchi longobardi, e nel 773 fu rasa al suolo da Carlo Magno; che successivamente la ricostruì, epurandola dagli ariani e dai sostenitori dei longobardi. In quegli anni fu costruita la rocca di Assisi, aumentando il potere militare e l'importanza della città.
Nel 963, in una pergamena del vescovo Eremedio, è attestato per la prima volta l'esistenza dell'episcopio presso la chiesa di Santa Maria Maggiore, primitiva cattedrale della diocesi.Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web. Il vescovo Ugo (1029-1052) trasferì la cattedrale nella chiesa di San Rufino, da lui stesso fatta costruire al posto del piccolo oratorio dove si veneravano i resti del santo. Nel 1140 fu dato avvio alla sua ricostruzione che si concluse nel secolo successivo, con la consacrazione dell'altare maggiore nel 1228 e dell'intera chiesa nel 1253. Il vescovo Ugo ebbe anche un ruolo importante nella politica religiosa del tempo, quando divenne il capo della delegazione dei vescovi inviati alla dieta di Worms dove venne eletto papa Leone IX.Czortek, Una presenza che fa storia…, pp. 30-32.
Agli inizi del XIII secolo Assisi vide il sorgere dell'ordine religioso fondato da san Francesco e del ramo femminile, le monache clarisse, raccolte attorno a santa Chiara. A partire dalla metà del secolo la diocesi fu retta da vescovi provenienti dall'ordine francescano.
In base al privilegio concesso da papa Innocenzo III al vescovo Guido I nel 1198, ritenuto tuttavia un falso,Nicolangelo D'Acunto, Il vescovo Guido oppure i vescovi Guido ? Cronotassi episcopale assisana e fonti francescane, in «Mélanges de l'Ecole française de Rome. Moyen-Age», 108 (1996), pp. 497-498. all'epoca «il territorio diocesano comprendeva gli attuali territori comunali di Assisi, Bastia Umbra, Cannara, Bettona, Valfabbrica e un piccolo lembo dei comuni di Gualdo Cattaneo e di Bevagna». Secondo alcune ricostruzioni topografiche, la diocesi assisiate, tra la fine del XIII secolo e il XIV secolo, era tra le più piccole dell'Umbria, estendendosi su un territorio di circa 312 km², comprendendo un totale di 95 chiese, di cui 41 nei centri urbani e 54 nei centri rurali.A. Bartoli Langeli, L'organizzazione territoriale della Chiesa nell'Umbria, in Orientamenti di una regione attraverso i secoli: scambi, rapporti, influssi storici nella struttura dell'Umbria. Atti del X convegno di studi umbri (Gubbio, 1976), Perugia, 1978, pp. 420 e 438.
A partire dalla seconda metà del XVI secolo i vescovi si impegnarono per l'attuazione dei decreti di riforma del concilio di Trento; tra questi si distinsero in modo particolare Filippo Geri (1564-1575), che dette avvio ai lavori di costruzione della basilica di Santa Maria degli Angeli, Marcello Crescenzi (1591-1630), che pose mano alla ricostruzione del palazzo vescovile ed istituì il seminario diocesano, che si sviluppò con il successore Tegrimo Tegrimi (1630-1641). Nel Settecento il vescovo Ottavio Ringhieri (1736-1755) avviò una serie di riforme e di provvedimenti per limitare l'avanzata delle idee illuministiche nella diocesi.
Durante l'occupazione francese, il vescovo Francesco Maria Giampè (1796-1827) si rifiutò di prestare giuramento a Napoleone e per questo motivo venne esiliato in Corsica, come buona parte del suo clero.
Agli inizi del Novecento la diocesi fu retta da due vescovi, Luigi De Persiis (1896-1904) e Ambrogio Luddi (1905-1927), convinti oppositori del modernismo teologico. A farne le spese il biografo francescano Paul Sabatier, fondatore ad Assisi nel 1902 della «Società internazionale di studi francescani».
Il vescovo Giuseppe Placido Nicolini durante l'occupazione tedesca nascose e protesse oltre 300 ebrei; per la sua azione eroica è riconosciuto tra i giusti tra le nazioni a Yad Vashem.Susan Zuccotti, Il Vaticano e l'Olocausto in Italia, Milano, Mondadori, 2001. Fu durante il vescovado di Nicolini che avvenne la visita di papa Giovanni XXIII ad Assisi, la prima di un pontefice fuori da Roma dopo il 1870.
Dal 5 al 9 settembre 1951 Assisi ospitò il XIII Congresso eucaristico nazionale italiano, a cui intervenne come legato pontificio il cardinale Ildefonso Schuster.
Il 14 aprile 1980 la parrocchia San Michele Arcangelo di Limigiano, nel comune di Bevagna, passò all'arcidiocesi di Spoleto. Congregazione per i vescovi, Decreto Quo aptius, AAS 72 (1980), pp. 553-554.
Nel 1986, alla vigilia dell'unione con Nocera Umbra e Gualdo Tadino, la diocesi di Assisi comprendeva 24 parrocchie nei comuni di Assisi (16), Bastia Umbra (3), Bettona (2), Cannara, Gualdo Cattaneo e Valfabbrica.Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 18, 23 gennaio 1987. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle parrocchie che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 12 gennaio 1987 su richiesta del vescovo di Assisi del 4 settembre 1986.
Diocesi di Tadinum e di Nocera Nel IV secolo o nel V secolo fu eretta la diocesi di Tadinum. Secondo la tradizione l'evangelizzazione del territorio è attribuita al vescovo san Feliciano di Foligno. Di questa antica sede sono noti due vescovi: san Facondino, che si vuole identificareLanzoni, p. 455. con l'omonimo vescovo che, secondo la testimonianza di Atanasio di Alessandria, avrebbe aderito, pur non partecipandovi, alle decisioni del concilio di Sardica (343/344); e Gaudenzio, che partecipò al concilio romano indetto da papa Simmaco nel 499. Da una lettera di Gregorio Magno, si evince che nel 599 la diocesi fosse vacante e che il pontefice vi inviò come visitatore il vescovo Gaudioso di Gubbio perché eleggesse come vescovo una persona idonea. La diocesi scomparve a causa della distruzione operata prima dai Goti, poi dai Longobardi e infine dagli Saraceni.
La storiografia ha prodotto due ipotesi sull'origine della diocesi di Nocera e sul suo legame con quella di Tadinum.Czortek, Una presenza che fa storia…, p. 13, nota 22. Alcuni storici sostengono che la diocesi di Nocera esistesse già in epoca romana e, benché sia difficile distinguere i vescovi della sede umbra da quelli dell'omonima diocesi di Nocera in Campania, vi attribuiscono sicuramente il vescovo Aprile attestato al concilio romano del 6 novembre 502Gino Sigismondi, Nuceria in Umbria. Contributo per la sua storia dalle origini all'età feudale, Foligno, 1979. Castellucci, La cattedrale di Nocera Umbra, pp. 16-26.; in seguito anche la diocesi di Nocera in Umbria scomparve e fu ristabilita nell'alto medioevo dai pontefici, che vi unirono le antiche sedi di Tadino, di Plestia, di Sentinum (Sassoferrato) e di Usentis (di incerta identificazione). Altri autori invece, basandosi sulla Vita di san Rinaldo, vescovo nocerino dell'inizio del XIII secolo, ritengono che la diocesi di Nocera sia sorta solo nell'alto medioevo, forse tra VIII e IX secolo, per il trasferimento della sede vescovile di Tadino a Nocera, a cui furono unite altre antiche diocesi umbre da tempo scomparse.Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, pp. 483-484.
Non ci sono dubbi sul fatto che la diocesi di Nocera esistesse nell'XI secolo, per la presenza dei primi vescovi che si possono attribuire con certezza alla diocesi umbra, Romano, Dodone e Ludovico nella prima metà del secolo. Nella prima metà del XIII secolo la sede nocerina fu occupata dal santo vescovo Rinaldo, il cui culto si diffuse ben presto nella diocesi di cui fu proclamato santo patrono.
Dopo la distruzione di Nocera nel 1248 per mano dell'imperatore Federico II, il vescovo, fuggendo con i suoi sacerdoti, fissò la sede episcopale della diocesi per oltre 40 anni nella canonica di San Facondino presso Gualdo Tadino.
Secondo alcune ricostruzioni topografiche, la diocesi di Nocera, tra la fine del XIII secolo e il XIV secolo, in rapporto alle altre diocesi umbre, era di media grandezza, estendendosi su un territorio di circa 767 km², comprendendo un totale di 179 chiese, di cui 35 nei centri urbani e 144 nei centri rurali.
Nel XIV secolo è noto il primo sinodo diocesano, celebrato nel 1349 dal beato Alessandro Vincioli. Nel 1448 il vescovo Giovanni Marcolini dette avvio alla ricostruzione dell'antica cattedrale di Santa Maria Assunta caduta in rovina, i cui lavori furono ultimati nella prima metà del Cinquecento.