Lo stadio Fratelli Ballarin è stato un impianto calcistico di San Benedetto del Tronto. Ospitò gli incontri interni della Sambenedettese dalla Seconda Divisione 1931-1932 fino alla stagione di Serie B 1984-1985. Presso la struttura disputò inoltre i propri incontri casalinghi, fino al 2013, la locale squadra di rugby a 15 dell'Unione Rugby San Benedetto.
Concepito originariamente come impianto a uso esclusivo del gioco del calcio, lo stadio era strutturato secondo il modello inglese, caratterizzato da tribune addossate al terreno di gioco. Celebre per il tifo caldo e appassionato della tifoseria locale, l'impianto fu soprannominato la "Fossa dei Leoni" e ha costituito per vari decenni un fondamentale luogo di aggregazione e socializzazione per la comunità sambenedettese. La struttura poteva contenere una capienza massima di spettatori.
Storia
Costruzione Storia
Costruzione e inaugurazione Fino al 1930 la Sambenedettese disputava i propri incontri interni presso il "campo comunale Unione", inaugurato nel maggio 1926 e situato nell'attuale piazza San Giovanni Battista. L'impianto era popolarmente soprannominato "la Trappoletta" o "la Cajenna" a causa dell'atmosfera claustrofobica generata dalle strette mura di recinzione.
A fronte della necessità di una struttura più moderna, i lavori di costruzione del nuovo stadio si svolsero tra la primavera e l'estate del 1931, comportando una spesa complessiva di lire. L'impianto fu inaugurato ufficialmente il 22 novembre 1931 in occasione di un incontro di campionato tra la formazione locale e il Fano (allora denominato Alma Juventus Fano), assumendo la denominazione di campo sportivo "del Littorio".
Le intitolazioni e il secondo dopoguerra Nel 1944 la struttura venne intitolata alla memoria di Tommaso Marchegiani (detto "Massì"), calciatore della Sambenedettese deceduto a causa di un bombardamento aereo durante il conflitto bellico. Successivamente, nel 1949, l'impianto fu dedicato ai fratelli Aldo e Dino Ballarin, difensori del Grande Torino periti nella tragedia di Superga.
Il rogo del 1981 e la dismissione A seguito del tragico rogo del Ballarin avvenuto il 7 giugno 1981, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Cameli e la dirigenza del club calcistico, presieduta da Ferruccio Zoboletti, avviarono le progettazioni per una struttura alternativa in una nuova area urbana.
Nel 1985 l'impianto fu definitivamente sostituito dal moderno stadio Riviera delle Palme; tuttavia, fino alla fine degli anni novanta, il vecchio rettangolo di gioco continuò a ospitare le sedute di allenamento della prima squadra e gli incontri casalinghi delle formazioni giovanili Berretti, Allievi ed Esordienti della Sambenedettese.
Demolizione e rigenerazione urbana Il 27 novembre 2018 sono iniziati i lavori di smantellamento dell'impianto. La prima fase dell'intervento ha riguardato la demolizione della tribuna ovest, salvaguardando il vecchio muro di recinzione sul medesimo lato risalente agli anni trenta. Tale manufatto è stato sottoposto a vincolo di tutela da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio in quanto pregevole testimonianza di architettura razionalista.
Il 27 febbraio 2024 è stata avviata la demolizione delle restanti strutture edilizie, contestualmente all'apertura del cantiere per la totale riconversione dell'area. Il progetto di rigenerazione urbana prevede la trasformazione del sito dell'ex stadio in un parco pubblico attrezzato.
Struttura e ubicazione
L'impianto sorgeva a nord del porto cittadino, a circa dal confine con il comune di Grottammare, all'interno di un quartiere densamente popolato. Sotto il profilo architettonico, il "Fratelli Ballarin" era strutturato in quattro settori indipendenti: una tribuna coperta a ovest, una tribuna scoperta a est e due gradinate posizionate rispettivamente lungo i lati nord e sud.
La caratteristica principale dello stadio era l'esigua distanza tra il rettangolo di gioco e gli spalti: i distinti est e la tribuna ovest distavano poco più di dalle linee laterali, mentre la gradinata sud — sede dei gruppi ultras locali — si trovava a circa dall'area di rigore, con la porta situata ad appena un dalla rete di recinzione della curva. Tale conformazione geometrica rendeva il manufatto un tipico esempio di stadio all'inglese.
Capienza settori In un incontro di Coppa Italia fra e , il 28 agosto 1983, erano presenti oltre spettatori. SettoreCapienzaTribuna OvestTribuna coperta postiTribuna EstTribuna scoperta postiGradinata Sud postiGradinata Nord postiTotale posti
Progetti di riqualificazione Nel corso degli anni di inattività dell'impianto, si sono susseguite diverse proposte volte al recupero e alla riconversione dell'area dell'ex stadio. Nel 1997 l’architetto Enzo Eusebi propose un intervento urbanistico che prevedeva la divisione delle curve per consentire l'apertura di un ampio viale assiale, destinando i distinti e la tribuna ad attrezzature sportive, tra cui una piscina coperta, due palestre e tre campi polivalenti. Successivamente, nel 2007, nacque il "Comitato Fondazione Ballarin", il quale nel 2010 presentò il piano di recupero denominato "Un’Onda per il Ballarin". Un'ulteriore ipotesi di integrazione e raccordo territoriale tra i comuni di Grottammare e San Benedetto del Tronto fu avanzata nel 2012 all'interno di una tesi di laurea in architettura redatta dagli architetti Narcisi e Di Sciascio.
Nel 2017 la dirigenza della Sambenedettese calcio presentò un piano per la ristrutturazione e il riutilizzo del complesso come centro d'allenamento della prima squadra, ipotizzando la realizzazione di uffici, spogliatoi e la fondazione del "Museo della Sambenedettese Calcio". Nel novembre 2018 una delegazione di ex calciatori rossoblù, tra cui Paolo Beni, Maurizio Simonato e Bruno Ranieri, espose all'amministrazione comunale l'idea di un restauro conservativo sul modello del Filadelfia di Torino. Un anno più tardi, il 4 aprile 2019, la tifoseria organizzata della Curva Nord "Massimo Cioffi" elaborò un autonomo progetto incentrato sulla tutela della gradinata sud e la piantumazione di un parco pubblico di circa m² sul lato settentrionale.
Largo Stefano Borgonovo Il 1º ottobre 2016 il piazzale antistante la gradinata sud dell'impianto è stato ufficialmente intitolato "Largo Stefano Borgonovo", in memoria dell'omonimo calciatore Stefano Borgonovo che militò nelle file della Sambenedettese nel corso del campionato di Serie B 1984-1985.
Il "Percorso della memoria" e il progetto Canali Nel giugno del 2021 — a seguito dello smantellamento di una parte della tribuna ovest e della messa in sicurezza dell'area — l'amministrazione comunale ha inaugurato la porzione superstite della parete di recinzione occidentale. La cerimonia si è tenuta in concomitanza con il quarantesimo anniversario del rogo del Ballarin, contestualmente alla presentazione del "Percorso della memoria": uno spazio monumentale caratterizzato da murali e dipinti volti a ricordare la storia della Sambenedettese e le due giovani vittime del tragico incendio del 7 giugno 1981.
Il 19 novembre 2022, presso l'auditorium comunale "Giovanni Tebaldini", l'architetto Guido Canali ha presentato il progetto definitivo di rigenerazione urbana del complesso, incentrato sulla completa riconversione dell'area dell'ex impianto sportivo in un parco pubblico attrezzato.
In opposizione a tale piano — che non prevedeva la conservazione integrale delle strutture — il comitato "Il Ballarin, la Fossa dei Leoni" (costituito da frange della tifoseria organizzata ed ex calciatori rossoblù) ha promosso diverse iniziative e proposte alternative finalizzate alla totale salvaguardia e tutela della gradinata sud, considerata il principale simbolo identitario del tifo locale e della memoria storica legata ai fatti del 1981.
La Sambenedettese
Lo stadio Fratelli Ballarin ha ospitato, dal 1931 al 1985, gli incontri casalinghi della Sambenedettese, che in questo impianto ha disputato 17 campionati di Serie B e 28 di Serie C (compresi i due tornei di Prima Divisione nelle stagioni 1932-1933 e 1933-1934). Sul terreno del Ballarin il club rossoblù ha conquistato la sua prima storica promozione in Serie B, vincendo a pari merito con il Venezia il campionato di Serie C 1955-1956.
Nell'arco della sua bacheca sportiva, la formazione locale vi ha affrontato le società più blasonate del panorama calcistico italiano in gare ufficiali, tra le quali la Juventus (nelle edizioni di Coppa Italia 1960-1961, Coppa Italia 1975-1976 e Coppa Italia 1977-1978), l'Inter (nella Coppa Italia 1983-1984) e il Milan durante il campionato di Serie B 1982-1983.
Incontri di rilievo
Incontri storici e rivalità
Sambenedettese vs Rappresentativa 3ª Divisione Carpatica Durante il periodo di stanza del corpo di spedizione polacco in città nell'estate del 1944, per allentare la tensione bellica e favorire la fraternizzazione con la popolazione locale, fu organizzata una partita amichevole presso lo stadio comunale. L'incontro vide contrapposte la Sambenedettese e la rappresentativa dei soldati polacchi della 3ª Divisione Fucilieri Carpatica, i quali avevano contribuito alla liberazione di San Benedetto del Tronto dall'occupazione nazifascista. L'evento, conclusosi con il punteggio di 6-1 a favore della selezione militare, rimase impresso nella memoria storica locale come simbolo di ritorno alla normalità e alla libertà.
Derby del Piceno I derby calcistici tra la Sambenedettese e l'Ascoli, rivale storica del club, rappresentano la massima espressione della rivalità sportiva all'interno della provincia di Ascoli Piceno, contrapponendo la realtà urbana dell'entroterra a quella costiera. Gli incontri disputati al Fratelli Ballarin (allora denominato campo sportivo "del Littorio" e successivamente "Tommaso Marchegiani") si distinsero storicamente per il clima agonistico particolarmente acceso. In tali occasioni l'impianto registrava sistematicamente il tutto esaurito, costringendo parte del pubblico ad appostarsi su strutture di fortuna sia interne sia esterne al perimetro di gioco pur di assistere alla gara.
Presso il vecchio stadio cittadino si sono disputati complessivamente 17 incontri ufficiali tra le due formazioni, con un bilancio di 13 vittorie della Sambenedettese e 4 pareggi. Il primo confronto diretto al Ballarin si tenne il 23 ottobre 1932 nell'ambito del campionato di Prima Divisione 1932-1933, mentre l'ultimo scontro nel medesimo impianto fu disputato il 26 marzo 1978, valevole per il torneo di Serie B 1977-1978.
Competizione Risultato al F.lli BallarinPrima Divisione 1932-19332-2Serie C 1938-19392-1Serie C 1939-19404-0Serie C 1940-19412-1Serie C 1945-19461-0Serie C 1946-19473-0Serie C 1947-19481-0Serie C 1963-19643-1Serie C 1964-19654-0
Competizione Risultato al F.lli BallarinSerie C 1965-19661-0Serie C 1967-19682-0Serie C 1968-19691-0Serie C 1969-19701-0Serie C 1970-19712-0Serie C 1971-19720-0Serie B 1976-19771-1Serie B 1977-19780-0
Prima gara ufficiale L'inaugurazione dell'allora "Campo del Littorio" avvenne il 22 novembre 1931. La Sambenedettese e il si affrontarono nella 3ª giornata di andata del campionato di Seconda Divisione 1931-1932, torneo regionale superiore di quell’edizione del campionato italiano di calcio.
Ultima gara ufficiale Il 9 giugno 1985 si disputò Sambenedettese - , penultima gara del campionato di Serie B 1984-1985, ultimo incontro ufficiale della Sambenedettese presso il Fratelli Ballarin.
Incidenti
Morte di Roberto Strulli Il 14 febbraio 1965 — nel corso del derby tra Sambenedettese e Ascoli — il portiere ospite Roberto Strulli subì un violento scontro di gioco con l'attaccante locale Alfiero Caposciutti. L'impatto causò la perforazione della base cranica dell'estremo difensore, il quale entrò immediatamente in coma e si spense in ospedale alcune ore più tardi.
Rogo del 1981