La diocesi di Astorga () è una sede della Chiesa cattolica in Spagna suffraganea dell'arcidiocesi di Oviedo. Nel 2023 contava 227.400 battezzati su 235.300 abitanti. La sede è vacante.

Territorio La diocesi comprende le comarche di Maragatería e di El Bierzo nella provincia di León, la comarca di Valdeorras nella provincia di Ourense, e le comarche di Sanabria, La Carballeda, Valles de Benavente e parte di quella di Aliste in provincia di Zamora.Dal sito web della diocesi.

Sede vescovile è la città di Astorga, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine. A Ponferrada sorge la basilica minore della Madonna della Quercia.Lettera apostolica Sicut quercus (12 luglio 1958) in: AAS 50 (1958), pp. 1024-1025.

Il territorio si estende su 11.683 km² ed è suddiviso in 974 parrocchie.

Storia La diocesi è una delle più antiche di Spagna. La tradizione, non anteriore tuttavia al XVII secolo, tramanda il nome del primo vescovo Efren, in epoca apostolica. I primi riscontri documentali dell'esistenza della diocesi sono del II secolo, mentre i primi vescovi certi sono Basilídes e Sabino, coinvolti in una controversia a metà del III secolo, menzionati nelle lettere di Cipriano di Cartagine.

Gli storici ritengono che nel primo periodo della sua storia, la diocesi di Astorga fosse unita a quella di León. Oltre a Basilídes e Sabino, le cronotassi assegnano ad entrambe le diocesi anche il vescovo Decenzio, che prese parte al concilio di Elvira all'inizio del IV secolo.

Inizialmente il territorio della diocesi comprendeva il conventus asturicensis, che probabilmente si estendeva sulle Asturie e sulla Galizia. Quasi certamente per un certo periodo i suoi vescovi esercitarono diritti metropolitici sulla regione, ben evidente durante la crisi priscillanista che coinvolse la diocesi tra la fine del IV e la prima metà del V secolo. Nel V secolo fu vescovo san Turibio, che combatté efficacemente l'eresia priscillianista e ricostruì le chiese distrutte dalle invasioni dei Vandali, dei Goti e dei Suebi. Da questo momento la sede di Astorga appare suffraganea dell'arcidiocesi di Braga.

Nel VII secolo san Fruttuoso, futuro metropolita di Braga (ca. 656-665), fondò nella valle del Bierzo diversi monasteri, che trasformarono la regione in una vera Tebaide monastica: Compludo, San Pedro de Montes, San Felix de Visonia ed altri ancora. Per questi monasteri, Fruttuoso scrisse due Regulae. La sua opera fu continuata da san Valerio, i cui testi ci trasmettono il nome della famosa pellegrina della Terra santa della fine del IV secolo, Egeria.

Attorno al 714/715 Astorga fu occupata dagli arabi, che restarono padroni delle Asturie fino alla metà del IX secolo, quando con il re Ordono I (850-866), la città di Astorga fu liberata. La reconquista fu continuata e consolidata da Alfonso III (866-910).

In questo contesto fu restaurata la diocesi, che perse però parte del suo antico territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di León e altri territori a vantaggio della sede di Oviedo. Inoltre, durante il regno di Alfonso IV (924-927) fu eretta la diocesi di Simancas, con territorio ricavato dalle diocesi di Astorga e di León, che ebbe tuttavia vita breve essendo già soppressa nel 974. Dal 986 circa fino ai primi decenni del XII secolo ad Astorga fu unito il territorio della soppressa diocesi di Zamora. Dopo la nascita del regno del Portogallo (1139), Astorga perse i territori oltre frontiera che furono annessi all'arcidiocesi di Braga.

Nel 946 Astorga fu sede di un importante sinodo diocesano, voluto dal vescovo Salomon e convocato dal re. Al sinodo presero parte 13 abati, indizio dell'esistenza all'epoca di un numeroso gruppo di abbazie benedettine nella diocesi.

Il 20 dicembre 1069 il vescovo Pedro Núñez consacrò una prima cattedrale di Astorga. Ma il re decise di costruire una nuova cattedrale, che fu consacrata una prima volta dal vescovo Pedro Fernández (1242-1265), e una seconda volta il 12 gennaio 1433 da Sancho de Rojas. La prima pietra dell'attuale cattedrale fu posta nel 1471, l'edificio venne consacrato il 16 agosto 1560, ma sarà completato solo alla fine del XVIII secolo.

Nel 1087 si ha la prima menzione del capitolo dei canonici della cattedrale; i primi statuti noti del capitolo risalgono al 1287. Nel 1419 i canonici erano 40, ma nel XVII secolo il loro numero era salito in modo esorbitante: si contavano all'epoca 14 dignitari, 50 canonici e 10 racioneros o beneficiari. Il capitolo conservava un fondo archivistico e bibliotecario di valore inestimabile, i cui pezzi più antichi risalivano al IX secolo, andato a fuoco sul finire dell'Ottocento.

Nel XIV secolo la diocesi passò dalla provincia ecclesiastica di Braga a quella di Santiago di Compostela.Tuttavia i volumi della Hierarchia Catholica di Konrad Eubel indicano che almeno fino al termine del XVI secolo Astorga dipendeva dalla metropolia di Braga. Secondo Lambert (DHGE IV, col. 1213) già con la nascita del regno del Portogallo le suffraganee lusitane di Santiago di Compostela passarono a Braga, mentre le suffraganee spagnole di Braga passarono a Santiago di Compostela, benché la Santa Sede continuasse a considerare valida l'antica suddivisione.

Nel 1596 fu istituito il seminario diocesano, dedicata all'Immacolata Concezione di Maria Vergine. Rifondato dal vescovo Francisco Javier Sánchez Cabezón nel 1756, ottenne una nuova sede nel 1799.

A seguito del concordato fra Spagna e Santa Sede stipulato nel 1851, il 4 luglio 1857 la diocesi di Astorga divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Valladolid.

Nel 1887 la costruzione del palazzo vescovile fu commissionata ad Antoni Gaudí.

Il 17 ottobre 1954 con il decreto Quum sollemnibus della Congregazione Concistoriale furono rivisti i confini delle diocesi spagnole per farli coincidere, nel limite del possibile, con le province civili. Astorga perse 49 parrocchie a vantaggio delle diocesi di Zamora (12), León (23), Orense (4) e Lugo (10). Contestualmente acquisì nuove parrocchie dalle sedi di Orense (12), di Lugo e di Oviedo (7). Congregazione Concistoriale, Decreto Quum sollemnibus, AAS 47 (1955), pp. 456-460. Il decreto non specifica il numero delle parrocchie che Astorga acquisì dalla diocesi di Lugo.

Il 27 ottobre dello stesso anno è entrata a far parte della provincia ecclesiastica di Oviedo.

Il 19 settembre 1956 Astorga perse altre 25 parrocchie cedute alla diocesi di León. Congregazione Concistoriale, Decreto Initis inter, AAS 48 (1956), pp. 728-729. Un'ulteriore modifica territoriale fu sancita il 21 dicembre 1959 con lo scambio di alcune parrocchie tra le diocesi di Astorga e di Orense. Congregazione Concistoriale, Decreto Maiori concrediti, AAS 52 (1960), pp. 162-163

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Efren ? † (I secolo) Basilídes † (? - 254 deposto) San Sabino † (254 - ?) Decenzio † (inizio del IV secolo) Domiziano † (menzionato nel 343/344)Domiziano accompagnò Osio di Cordova al concilio di Sardica. Simposio † (prima del 379 - dopo il 400)Fabian D. Zuk, De episcopis Hispaniarum: agents of continuity in the long fifth century, Montreal, 2015, pp. 180-181. Dictino † (dopo il 400)Dictino era figlio di Simposio; entrambi priscillianisti, abiurarono l'eresia nel concilio di Toledo dell'anno 400; succedette sulla cattedra di Astorga alla morte del padre. C. M. Molas, v. Dictinius, in «Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques», vol. XIV, coll. 394-395. Fabian D. Zuk, De episcopis Hispaniarum: agents of continuity in the long fifth century, p. 167. Comasio † (circa 420 - ?) San Turibio † (prima del 440 - dopo il 445) Timoteo † (561) Polemio † (menzionato nel 572) Talasio † (menzionato nel 589) Luis A. García Moreno, Prosopografía del reino visigodo de Toledo, pp. 154-156. Concordio † (menzionato nel 633) Oscando † (menzionato nel 638) Candidato † (prima del 646 - dopo il 653) Elpidio † (menzionato nel 656) Isidoro † (prima del 675 - circa 680 deceduto) Aurelio † (681 - dopo il 693) Sede soppressa (693-853) Indisclo † (853 - 879) Ranulfo † (880 - 908) San Genadio † (909 - 919) San Fortis † (920 - 930 deceduto) Salomon † (932 - 951) Odoario † (952 - 962) Notario † (962 - circa 966 dimesso)Novidio, Real Academia de la Historia online. Novidio † (966 - dopo agosto 972 deceduto) Gonzalo † (prima di gennaio 973 - 992 deceduto) Jimeno † (992 - dopo aprile 1026 deceduto)Il vescovo Jimeno è documentato per l'ultima volta il 24 aprile 1026; il 3 gennaio 1027 risulta essere già morto. Mercedes Durany Castrillo, María del Carmen Rodríguez González, El obispado de Astorga en el primer tercio del siglo XI: de Jimeno a Sampiro, Semata: Ciencias sociais e humanidades (Santiago de Compostela: Universidad de Santiago de Compostela), vol. 15, 2003, p. 202. Alfonso † (prima del 29 aprile 1027 - dopo il 12 aprile 1028)Mercedes Durany Castrillo, María del Carmen Rodríguez González, El obispado de Astorga en el primer tercio del siglo XI: de Jimeno a Sampiro, Semata: Ciencias sociais e humanidades (Santiago de Compostela: Universidad de Santiago de Compostela), vol. 15, 2003, pp. 187-222. Pedro † (prima del 18 ottobre 1030/1031 - dopo il 26 maggio 1034 deceduto) Sampiro † (prima del 28 settembre 1034 - dopo il 18 settembre 1042 dimesso) Pedro Gundulfiz † (1042 - 1050) Diego † (1050 - 1061) Sant'''Ordoño † (4 febbraio 1062 - 23 febbraio 1065 deceduto) Pedro Núñez † (1065 - 1080) Osmundo † (1082 - 1098) Pelayo † (1098 - prima del 22 novembre 1121 deceduto) Alon † (1122 - 1131) Roberto † (1131 - prima del 26 febbraio 1138 deceduto) Jimeno Eriz, O.S.B. † (1138 - 29 settembre 1141 deceduto) Amadeo † (1141 - 1143) Arnaldo † (1144 - 1152) San Pedro Cristiano, O.Cist. † (25 gennaio 1153 - 1156 deceduto) Fernando "El Viejo" † (1156 - 1172) Arnaldo † (1173 - dopo il 23 ottobre 1176)Lambert, Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. IV, col. 1224. Il 27 gennaio 1176 il vescovo Arnaldo risulta essere esiliato. Fernando † (1177 - 1189) Lope Andrés † (1190 - dopo il 19 agosto 1205 deceduto) Pedro Andrés † (dicembre 1205 - 1226 deceduto) Nuño † (10 ottobre 1226 - dopo il 2 novembre 1241 deceduto) Pedro Fernández † (18 settembre 1242 - 7 giugno 1265 deceduto) Hermán el Alemán † (1266 - dopo il 10 novembre 1272 deceduto) Melenio Pérez † (marzo 1273 - prima del 18 ottobre 1284 deceduto) Martín González I † (1285 - 1286) Martín González II † (15 dicembre 1286 - dopo il 2 febbraio 1301 deceduto) Alfonso Martínez † (1301 - 1314 deceduto) Juan Alfonso † (settembre 1315 - 19 luglio 1326 deceduto) Bartolomé Martínez † (28 luglio 1326 - prima del 22 gennaio 1331) Fernando Ibáñez † (27 maggio 1332 - 1333 deceduto) Pedro Alfonso † (9 giugno 1333 - 25 settembre 1342 nominato vescovo di Porto) Pedro de Pedroche † (26 agosto 1342 - 13 febbraio 1346 nominato vescovo di Calahorra-Calzada) Nuño de Fuentes † (7 aprile 1346 - 28 gennaio 1349 nominato arcivescovo di Siviglia) Rodrigo de Lara † (28 gennaio 1349 - 1358 deceduto) Fernando de San Marcelo † (26 ottobre 1358 - circa 1370 deceduto) Alonso de Toro, O.F.M. † (1º luglio 1370 - 1382 deceduto) Juan Alfonso de Mayorga † (29 ottobre 1382 - ?) Fernando de Astorga, O.F.M. † (9 novembre 1389 - 31 marzo 1390 deceduto) Pedro Martínez de Tesa † (4 aprile 1390 - ?) Pascual García † (19 ottobre 1390 - 4 marzo 1393 deceduto) Alfonso Rodríguez (Gutiérrez) † (16 giugno 1393 - dopo il 21 maggio 1412 deceduto) Pedro Fonseca † (5 giugno 1413 - 7 giugno 1419 nominato vescovo di Sigüenza) (amministratore apostolico) Gonzalo de Santa María † (7 giugno 1419 - 2 luglio 1423 nominato vescovo di Plasencia) Sancho de Rojas † (2 luglio 1423 - 6 aprile 1440 nominato vescovo di Cordova) Álvaro Pérez Osorio † (6 aprile 1440 - 1463 deceduto) García Álvarez de Toledo † (26 novembre 1463 - 30 giugno 1488 deceduto)