Il referendum consultivo in Lombardia del 2017 si è tenuto il 22 ottobre con l'obiettivo di sondare la volontà degli elettori in merito alla possibilità per la regione di avviare, secondo l'articolo 116, comma 3, della Costituzione, le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

Il referendum, previsto dall'articolo 52 dello Statuto regionale e per la cui validità non era richiesto alcun quorum, era stato deliberato dal consiglio regionale e si è svolto con votazione elettronica.

Nello stesso giorno si è tenuto un analogo referendum consultivo autonomista in Veneto, oltre a sei referendum locali per la fusione di 17 comuni lombardi.

Storia Precedenti tentativi di referendum per l'autonomia della Lombardia Nel settembre 2000 il consiglio regionale lombardo approvò, analogamente alle regioni Piemonte e Veneto, una legge regionale contenente una "Proposta di indizione di referendum consultivo per il trasferimento delle funzioni statali in materia di sanità, istruzione, anche professionale, nonché di polizia locale, alla Regione". Il governo Amato II propose l'impugnativa costituzionale, ma il successivo governo Berlusconi II ritirò il ricorso. Peraltro, molte materie di competenza statale erano state attribuite alle regioni per effetto della riforma del Titolo V della Costituzione, confermata dal referendum costituzionale del 2001.

Peraltro il nuovo governo Berlusconi II portò nel 2005-2006 all'approvazione di un ulteriore progetto di revisione costituzionale, il quale prevedeva, oltre a molte altre riforme, anche il passaggio delle funzioni in materia di sanità, istruzione e polizia locale dallo Stato alle regioni. Allo scopo di far approvare tale riforma, le regioni Lombardia e Veneto furono promotrici del referendum costituzionale del 2006, mentre altre 14 regioniAbruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna (capofila), Toscana, Umbria, Valle d’Aosta italiane chiesero anch'esse lo svolgimento del referendum confermativo, ma al fine di bocciare la proposta. Significativo fu l'esito del referendum del 25-26 giugno 2006: la proposta di modifica alla parte II della Costituzione venne bocciata dagli elettori a livello nazionale, ma Lombardia e Veneto furono le uniche due regioni in cui prevalse il sì alla riforma.

Iniziativa consiliare del 2015 La proposta di indire un referendum sull'autonomia è stata approvata dall'assemblea del Consiglio regionale della Lombardia con la deliberazione 17 febbraio 2015, n. 638, a cui si è successivamente affiancata la legge regionale 23 febbraio 2015, n. 3, che – all'articolo 1, lettera d) – ha introdotto per i referendum consultivi la possibilità di ricorrere al voto elettronico.

Il 29 maggio 2017 il presidente Roberto Maroni, in occasione della festa della Lombardia celebrata a Cremona, ha fissato con decreto la data del referendum per domenica 22 ottobre 2017. La data della consultazione, concordata col presidente veneto Luca Zaia (nella cui regione si svolgerà un analogo referendum consultivo), era stata preannunciata a Bergamo dallo stesso Maroni il precedente 21 aprile.

Il 13 giugno 2017 il consiglio regionale ha approvato una mozione, concernente le competenze e le risorse oggetto del referendum, che allega una serie di passaggi istituzionali da intraprendere in caso di vittoria della risposta affermativa al quesito; la consultazione è stata infine formalmente indetta il successivo 24 luglio. (PDF)

Sistema di voto Per la prima volta in Italia una consultazione si è tenuta integralmente col sistema del voto elettronico. A tal scopo la Regione acquistò dall'azienda olandese Smartmatic International Holding B.V. la fornitura di tablet muniti di un'apposita applicazione per il voto elettronico, per un importo complessivo di 23 milioni di euro, inclusivi di assistenza nel giorno del voto e piattaforma del sistema informativo (Election Management System, EMS). La segretezza del voto è stata garantita dalla mancata registrazione del minuto di votazione. L'elettore ha votato elettronicamente selezionando sullo schermo solo una delle tre opzioni possibili: «sì», «no», «bianca» (non è prevista l'opzione «nulla»).

In alcune sezioni elettorali estratte a sorte, che rappresentano almeno il 5% degli elettori lombardi, alla votazione elettronica è stata affiancata la stampa del voto su carta. (PDF). "Nelle sezioni sorteggiate l’apparecchio per il voto elettronico è dotato di un meccanismo per la stampa su carta del voto espresso elettronicamente, nonché di un’urna nella quale le schede cartacee sono depositate automaticamente al momento della conclusione di ogni singola operazione di voto.

Gli elettori portatori di handicap, fisicamente impediti ad esercitare materialmente e autonomamente il diritto di voto, hanno avuto diritto al voto assistito, cioè hanno potuto recarsi in cabina a votare con l’assistenza di un accompagnatore il quale poteva essere un familiare o un’altra persona liberamente scelta. L’accompagnatore prescelto doveva essere iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune della Repubblica ed era vincolato a esercitare tale funzione una sola volta.

Dopo il voto, la Regione Lombardia ha lasciato i tablet in comodato d'uso alle scuole, comunque pronti ad essere riutilizzati per i futuri referendum sulla fusione di comuni.

Sondaggi prima del voto DataRealizzatoreCommittente ScartoIndecisi/non rispondonoAffluenza stimata10 luglio 2017EMG AcquaTG La774,2%Dati ripercentualizzati computando solo tra chi voterà sì o no (il 59,3% del campione).25,8%48,4%40,7%48,1%4-9 agosto 2017Winpoll SrlsLibero94%Dati ripercentualizzati computando solo tra chi andrà sicuramente a votare (il 49% del campione di 900 intervistati).6%88%14%49% - 56%Somma di chi ha risposto "Probabilmente sì" e "Sicuramente sì" alla domanda "Lei andrà a votare al referendum?"

Il quesito Oggetto del referendum L'articolo 116, terzo comma, della Costituzione prevede che le regioni a statuto ordinario possano richiedere – su propria iniziativa e con successiva legge statale approvata a maggioranza assoluta da entrambe le Camere – ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nell'ambito dell'organizzazione della giustizia di pace, delle norme generali sull'istruzione e della tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali, nonché delle materie di competenza concorrente.

Il quesito referendario lombardo precisa che l'ampliamento dell'autonomia regionale su cui si intende interrogare gli elettori è riferito ad ogni materia legislativa per cui il procedimento sia ammesso ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 116, terzo comma, della Costituzione.

Scheda Scheda: consultazione effettuata tramite voto elettronico, con sfondo della schermata di colore bianco Motto: Referendum per l'AutonomiaDispositivo n. 2 del D.P.G.R. 24 luglio 2017, n. 745.

Testo del quesitoVolete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all'articolo richiamato?

Posizioni Il principale dibattito politico non riguarda il merito del quesito in sé, dal momento che la quasi totalità delle forze politiche e sociali ritengono che la richiesta di maggiore autonomia regionale sia necessaria per rispondere alle esigenze della società, ma è incentrato sull'opportunità di svolgere il referendum, sulla sua efficacia e sui costi.

Alcuni esponenti politici ed opinionisti hanno espresso l'opinione che il referendum sia inutile, dal momento che da un punto di vista meramente formale l'art. 116 della Costituzione non richiede espressamente l'indizione di una consultazione del corpo elettorale per poter avanzare al Parlamento la proposta di maggiore autonomia regionale; a tal proposito, è stato citato l'esempio del presidente regionale dell'Emilia-Romagna che, pur "rispettando la decisione di Veneto e Lombardia di fare un referendum pienamente legittimo", ha annunciato che avvierà un diverso percorso di consultazione di imprese, sindacati, territori e associazioni.

I promotori del referendum invece hanno evidenziato che, in base allo statuto regionale, "La Regione promuove la partecipazione dei cittadini [...] per la formazione delle politiche e per l'esercizio delle funzioni legislative e amministrative". Inoltre, secondo loro, il risultato del referendum avrà un grande valore politico quando sarà presentata al Parlamento e al governo la richiesta di maggiore autonomia.

Gli elenchi che seguono rappresentano i soggetti individuati dal Comitato regionale per le comunicazioni della Lombardia, in conformità con le disposizioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tra questi non figura alcun comitato promotore del referendum, essendo stato promosso dalle istituzioni regionali lombarde che, in quanto enti pubblici, non possono svolgere propaganda elettorale.

Forze politiche in consiglio regionale Nella tabella seguente sono elencate le posizioni espresse dalle forze politiche che costituiscono un gruppo autonomo nel Consiglio regionale della Lombardia.

GruppoIndicazione di votoFonteNotecon Ambrosoli Presidente - Patto CivicoContrarietà all'indizione del referendum, non chiaro se voto contrario o astensione.Fratelli d'Italia - Alleanza NazionaleForza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi PresidenteGruppo mistoGruppo costituito dalla sola consigliera Maria Teresa Baldini.Insieme per la LombardiaContrarietà all'indizione del referendum, non chiaro se voto contrario o astensione.Lombardia PopolareLega Lombarda - Lega Nord - PadaniaMaroni Presidente - Lombardia in TestaMovimento 5 StellePartito Democratico della LombardiaContrarietà all'indizione del referendum ma non all'oggetto del quesito, indecisione tra voto favorevole e astensione.Partito Pensionati - Pensionati Lombardia

Forze politiche al parlamento europeo o nazionale Nella tabella seguente sono elencate le posizioni espresse dalle forze politiche che costituiscono un gruppo autonomo al Parlamento europeo, alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica.

PartitoIndicazione di votoFonteArticolo 1 – Movimento Democratico e Progressista IDeA – Popolo e LibertàPartito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Partito Socialista Italiano Sinistra Italiana – Possibile

Comitati, movimenti, associazioni e altri organismi collettivi Gli altri soggetti politici individuati dal Corecom Lombardia sono i seguenti.

Soggetto politicoIndicazione di votoFonteGrande NordComitato vota SÌ al referendum del 22 ottobre per l'autonomia della LombardiaComitato del sì al referendum per l'autonomia della Lombardia

Risultati Gli elettori chiamati al voto in Lombardia sono stati , suddivisi in sezioni elettorali di comuni.

I seggi elettorali sono aperti dalle ore 7:00 alle 23:00 nella sola giornata di domenica 22 ottobre 2017.

Rilevazioni dell'affluenza Affluenza ore 12:00 ore 19:00 ore 23:0011,09%31,70%38,26%14,87%39,75%47,37%12,83%36,87%44,14%11,84%34,69%41,64%11,98%33,35%39,90%13,75%37,50%44,78%11,93%32,5339,39%10,80%29,64%35,87%8,64%25,78%31,23%10,92%32,73%39,52%10,23%27,71%33,55%11,72%34,41%42,31%11,14%33,03%39,47% Fonte: Regione Lombardia

Dettagli dello scrutino RisultatiPreferenzePercentuale su voti validiPercentuale su votantiPercentuale su elettori96,02%95,29%36,41%3,98%3,95%1,51%Schede bianche–0,77%0,29%Totale votanti–100,00%38,21%Corpo elettorale––100,00%

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Risultati per provincia o città metropolitana