Biografia
Carriera iniziale Ewald Lindloff nacque nel paese di Stuba (oggi Stobna), nelle vicinanze di Danzica. Lindloff frequentò la facoltà di ingegneria tra il 1928 ed il 1933. Si arruolò nelle SS il 1º maggio 1932. Il 15 luglio 1933, fu accettato nella 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler". Sposò Ilse Borchert, una delle segretarie dello staff di Hitler il 4 febbraio 1938. Fu promosso al grado di SS-Untersturmführer il 30 gennaio 1941. Dal 20 ottobre 1942 sino al 10 maggio 1943, Lindloff fu impiegato nei combattimenti con la LSSAH. Fu promosso al grado di SS-Obersturmführer il 9 novembre 1941 e promosso SS-Hauptsturmführer il 30 gennaio 1945.Joachimsthaler 1999, p. 293.
Berlino 1945 All'aprile 1945, Lindloff era membro del battaglione di guardia della LSSAH e del Führerbegleitkommando (comando per la scorta del Führer; FBK) che fu assegnato alla guardia di Hitler.Kershaw 2008, p. 957. Lindloff era presente nel Führerbunker il pomeriggio del 30 aprile 1945, quando Hitler si sparò ed Eva Braun si uccise con una capsula di cianuro.Joachimsthaler 1999, pp. 160–182.Linge 2009, p. 199. Successivamente, Lindloff, Hans Reisser, Peter Högl e Heinz Linge portarono il corpo di Hitler, coperto da alcune coperte, su per le scale del bunker fino all'uscita di emergenza ed al giardino della Cancelleria del Reich.Joachimsthaler 1999, p. 193. I corpi di Hitler e Eva Braun furono poi ricoperti di benzina.Linge 2009, p. 200. Dopo che i primi tentativi di dare fuoco alla benzina non ebbero successo, Linge andò nel bunker ed in seguito tornò indietro con degli spessi rotoli di carta. Martin Bormann diede fuoco alla carta e lanciò la torcia così fabbricata verso i corpi. Mentre i due corpi prendevano fuoco, un piccolo gruppo formato da Otto Günsche, Bormann, Högl, Linge, Lindloff, Reisser, Erich Kempka e Joseph Goebbels alzò le braccia per effettuare il saluto nazista, mentre erano appena dentro l'ambiente d'ingresso del bunker.Joachimsthaler 1999, pp. 197, 198.
Dopo aver fatto il saluto, il gruppo rientrò nel bunker. Circa 30 minuti dopo l'SS-Sturmbannführer Günsche ordinò a Lindloff di andare fuori e vedere a che punto fosse la cremazione e di bruciare eventuali resti nel giardino della Cancelleria; il tutto per evitare che i resti potessero cadere nelle mani dell'Armata Rossa.Joachimsthaler 1999, pp. 212, 217. Lindloff andò fuori e controllò la situazione. Fece rapporto a Günsche dicendogli che i corpi erano già carbonizzati e lacerati.Joachimsthaler 1999, p. 212. "I corpi erano in una condizione terribile", ridotti a brandelli anche per effetto dell'artiglieria sovietica.Kershaw 2008, pp. 957, 958. Difatti i sovietici non smisero un momento di colpire l'area con l'artiglieria. In seguito altre guardie delle SS portarono nuove taniche di benzina per bruciare ancora di più i due corpi. Appena dopo le 18:30, Lindloff tornò da Günsche riferendogli di aver espletato i compiti assegnatogli in riferimento ai resti di Hitler con l'aiuto dell'SS-Obersturmführer Hans Reisser.Joachimsthaler 1999, pp. 217, 220.
Il 30 aprile 1945, l'Armata Rossa era a meno di 500 metri dal complesso del bunker. In uno degli ultimi ordini, Hitler diede il permesso ai suoi uomini di scappare e tentare di salvarsi dall'accerchiamento sovietico dopo la sua morte.Beevor 2002, p. 358. Il generale Helmuth Weidling, comandante della difesa dell'area di Berlino, ed l'SS-Brigadeführer Wilhelm Mohnke, il Kommandant del distretto governativo, elaborarono un piano per scappare da Berlino e per raggiungere gli Alleati, ormai attestati sull'Elba o, alternativamente, l'esercito tedesco situato a nord. Mohnke divise i soldati di guardia ed il personale della Cancelleria del Reich e del Führerbunker in dieci piccoli gruppi.Felton 2014, p. 154. Lindloff lasciò la Cancellaria assieme ad uno di questi gruppo, nel tentativo di scappare. Dopo la mezzanotte, il 2 maggio 1945, Lindloff cercò assieme ad un piccolo gruppo di soldati e civili, di attraversare il Weidendammer Brücke sotto il fuoco dell'Armata Rossa. Lindloff e Högl furono entrambi uccisi nel tentativo di fuga.Joachimsthaler 1999, pp. 55, 293.
Note
Bibliografia Beevor, Antony (2002). Berlin: The Downfall 1945. London: Viking-Penguin Books. ISBN 978-0-670-03041-5. Felton, Mark (2014). Guarding Hitler: The Secret World of the Führer. London: Pen and Sword Military. ISBN 978-1-78159-305-9. Joachimsthaler, Anton (1999) . The Last Days of Hitler: The Legends, the Evidence, the Truth. Trans. Helmut Bögler. London: Brockhampton Press. ISBN 978-1-86019-902-8. Kershaw, Ian (2008). Hitler: A Biography. New York: W. W. Norton & Company. ISBN 978-0-393-06757-6. Linge, Heinz (2009). With Hitler to the End: The Memoirs of Adolf Hitler's Valet. Intro. Roger Moorhouse. New York: Skyhorse Publishing. ISBN 978-1-60239-804-7.