Questa voce tratta i principali avvenimenti in 116 anni di storia del Bologna Football Club 1909, società calcistica italiana per azioni con sede nella città di Bologna.

Gli albori La fondazione

Il fondatore del Bologna fu Emilio Arnstein, boemo nativo di Wotitz – divenuto poi Votice –, cittadina del distretto di Benešov nei pressi di Praga. Interessatosi al football durante gli studi universitari a Praga e Vienna, nella Trieste asburgica, aveva già fondato col fratello Hugo, altri boemi e qualche inglese il Black Star Football Club. Arnstein giunse a Bologna nel 1908 e subito s'informò dove si giocasse a football in città. Dopo alcune informazioni imprecise, finalmente si fece vivo un tranviere. Gli disse che li avrebbe trovati in Piazza d'Armi, ai cosiddetti Prati di Caprara..

Tra i ragazzi che giocavano ai Prati di Caprara c'erano i fratelli Gradi, Louis Rauch, un giovane odontoiatra svizzero stabilitosi a Bologna, e gli studenti del Collegio di Spagna, tra i quali Antonio Bernabéu, fratello di Santiago, leggendario giocatore e presidente del . Arrigo Gradi andava agli allenamenti con la maglia a quarti rosso e blu della squadra del collegio svizzero Wiget auf Schönberg di Rorschach.Quasi tutte le fonti, comprese quelle ufficiali come il sito del Bologna, riportano che il collegio fosse denominato col solo appellativo di Schönberg e fosse situato a Rossbach, località però non presente in Svizzera. Tuttavia canute fonti svizzere e ricerche seriori dimostrano l'errata informazione sulla denominazione e ubicazione del collegio, anche se non vi è alcuna certezza sull'esatta trascrizione del nome. Cfr. ., Cfr. . nel quale aveva studiato, e presto questi colori divennero quelli della divisa sociale.. Essi, col nome "Felsineo", avevano già disputato una partita contro i rivali ferraresi, il 4 novembre 1906, terminata 3-3;. Sarebbe dunque questa, per la storia, la prima vera partita di calcio disputata a Bologna. Dovettero passare anni prima che si decidesse di istituire una vera e propria società. Della questione si interessò il cavalier Carlo Sandoni, presidente del Circolo Turistico Bolognese. Dopo alcune riunioni, il 3 ottobre 1909, una domenica mattina, i pionieri vennero convocati in assemblea. Sandoni si dichiarò disposto a patrocinare la loro iniziativa, venne redatto uno statuto e così nacque il Bologna Football Club, sezione del Circolo Turistico..

Presidente fu eletto Louis Rauch, Guido Della Valle come vice, Enrico Penaglia segretario, Sergio Lampronti cassiere, Emilio Arnstein e Leone Vicenzi consiglieri. La carica di capitano della squadra venne affidata ad Arrigo Gradi, essendo l'unico giocatore che deteneva un poco di più di esperienza rispetto agli altri compagni di squadra, in virtù del fatto di aver già giocato in Svizzera.. La sede era quella stessa del Circolo Turistico Bolognese, ovvero l'antica Birreria Ronzani, al numero 6 di via Spaderie; il campo da gioco erano i campi di Caprara. I colori sociali divennero ufficialmente il rosso e il blu, a quarti,. secondo il modello delle casacche che Gradi si era portato dietro dalla Svizzera. I calzoncini erano bianchi.

Le prime partite e i primi campionati

Il 20 marzo 1910 venne organizzato il Campionato Emiliano, qualificato come di Terza Categoria per le squadre del tempo. Vi si iscrissero solo altre due squadre, sempre della città di Bologna: la Sempre Avanti! e la Virtus.. Si contesero il titolo in due partite, giocate una dopo l'altra: il Bologna surclassò prima la Sempre Avanti! per 10-0, poi, dopo un riposo di una decina di minuti, inflisse un 9-1 alla Virtus..

Con l'intenzione di iscriversi al campionato di Prima Categoria, il Bologna dovette rivoluzionare l'assetto societario: nominò presidente Domenico Gori, trasferì la sede presso il Bar Libertas in via Ugo Bassi a Bologna,. e infine individuò un terreno che poteva fare al caso del Bologna, che prenderà il nome di "Cesoia", dal nome della trattoria proprietaria del campo.. Cambiarono anche le divise: dalla camicia rosso e blu a quarti si passò a maglie a sette pali rossoblù con scollatura e stringa di chiusura.. Dopo un'amichevole con l'Internazionale – Campione d'Italia in carica – nella quale, pur uscendo sconfitti, i Rossoblù mostrarono grandi doti, la società ottenne il permesso di iscriversi direttamente alla Prima Categoria, il campionato di massima serie..

In quella stagione e nelle due successive il Bologna non brillò, concludendo negli ultimi posti del girone veneto-emiliano. Alla fine di quest'ultimo campionato, il Bologna dovette lasciare il campo della Cesoia per trasferirsi nel 1913 nello Stadio Sterlino: un impianto finalmente degno di un club in ascesa. Lo stadio non era il massimo della regolarità: da una porta all’altra c’era un dislivello di un metro, si disputava un tempo in salita e uno in discesa. Venne inaugurato in occasione della prima sfida interna contro il .

I campionati di calcio continuarono fino al 21 maggio 1915, giorno in cui la Federazione sospese il torneo, a causa dello scoppio imminente della prima guerra mondiale..

Il Bologna durante e dopo la guerra

Per sopperire allo stop, la FIGC nel 1916 decise di organizzare un torneo sostitutivo, la Coppa Federale. Il Bologna, incluso nel raggruppamento emiliano con e , giunse secondo alle spalle dei Canarini, perdendo così la possibilità di partecipare alla fase finale. A causa dell'inasprimento del conflitto, il torneo non venne più ripetuto. Allora il Comitato Regionale Emiliano organizzò sia nel 1916 che nel 1917 la Coppa Emilia, di cui il Bologna vinse la prima edizione, piazzandosi in testa con 14 punti davanti al Reggio Emilia, mentre perse la seconda nello spareggio col Modena. Oltre a queste manifestazioni, vennero organizzate numerose amichevoli.

Quando si ritorna allo sport, la situazione del club è disastrosa: con il ridotto in misere condizioni, crollata la tribuna, scomparso lo steccato, dispersi i soci, vuote le casse sociali.. Oltretutto, 7 giocatori della prima squadra (Guido Alberti, Agostino Bianchi, Aldo Brivio, Guido Della Valle, Lazzaro Antonio Fontana, Lino Sala Rosa e Guido Pifferi) non rispondono all'appello; assieme a loro, erano caduti anche altri soci. Il sacrificio di tutti loro fu ricordato il 19 settembre 1920, con una lapide posta a perenne ricordo sotto la nuova tribuna dello Sterlino.

Anni 1920 L'arrivo di Felsner L'ascesa al vertice

Il campionato del Bologna riparte il 12 ottobre 1919, con la vittoria contro il GS Bolognese.. Il campionato di Prima Categoria 1919-1920 fu quello che per la prima volta vide l'esordio di un giocatore acquistato da un'altra squadra: Bernardo Perin, comprato dal per 2 lire..

La squadra era ormai competitiva nel suo girone, ma mancava una figura che si stava delineando nel corso degli anni: quella del coach. Il consiglio rossoblù infatti decise di provvedere all'ingaggio di un allenatore professionista. Il presidente del Bologna, Cesare Medica, mise una inserzione su un popolare quotidiano viennese. Risposero in diversi e allora Arrigo Gradi, venne mandato in missione a Vienna. La scelta dello storico fondatore del Bologna cadde su Hermann Felsner. Nel primo anno di Felsner, la stagione 1920-1921, il Bologna a vinse il titolo emiliano battendo in 3 partite in finale i rivali del Modena, e così passò le semifinali nazionali fino ad arrivare in finale di Lega Nord contro la .. Contro i Piemontesi il Bologna trovò la sua prima sconfitta in campionato non senza polemiche, a causa del decisivo gol segnato in presunta posizione di fuorigioco da Rampini.

Nelle due stagioni successive il Bologna si piazzò sempre al terzo posto nel proprio girone...

La prima finale di Lega Nord

Nella stagione 1923-1924 i Veltri arrivarono in finale di Lega perdendo contro il ,. in due infuocate partite che diedero il via a una rivalità fierissima.. Le due squadre rossoblù si trovarono di fronte per la finale di Lega Nord il 15 giugno 1924, sul campo del Genoa di via del Piano, a Marassi. La partita si risolse a favore dei padroni di casa solamente nel finale, grazie ad un gol di Neri, nonostante una netta supremazia di gioco da parte dei Felsinei. Il Bologna in seguito sporse reclamo contro l'omologazione del risultato – per un pugno rifilato a Giuseppe Della Valle da Giovanni Battista Traverso –,. che però venne respinto. Il Genoa venne multato di mille lire per l'invasione di campo, mentre Traverso venne squalificato.

Il ritorno si svolse a Bologna una settimana dopo, sul campo dello Sterlino. Il Bologna mantenne il netto predominio della partita, ma i Grifoni risposero prontamente nella prima frazione di gioco, con un gol di Santamaria. La gara riprese e la giovane formazione emiliana riuscì a pareggiare con un rigore trasformato da Alberto Pozzi. Gli animi si accesero e all'arbitro Panzeri di Milano sfuggì totalmente la situazione di mano. Il match fu sospeso a pochi minuti dalla conclusione: il direttore di gara riportò di aver preso tale provvedimento per le intemperanze della tifoseria di casa. L'arbitro, inoltre, aveva scritto nel referto del match di aver «speciosamente concesso il calcio di rigore al Bologna per evitare incidenti in campo e sulle tribune». La FIGC decise quindi di dare la vittoria a tavolino ai liguri..

Di questa stagione rimase memorabile la vittoria contro il Pro Vercelli, rimasta imbattuta da dieci anni, sconfitto per 2-1 nello stadio degli Eusebiani.

Il primo scudetto

Nella stagione 1924-1925, il Bologna, inserita nel girone B della Lega Nord, termina il campionato al primo posto, superando in classifica la e la di due soli punti.. Di nuovo il Bologna si trova in finale di Lega Nord davanti al , trionfatore del girone A. Per decretare il vincitore, ci vollero 5 partite. La prima venne giocata a Bologna il 24 maggio 1924: il Bologna, in maglia bianca con una banda rossoblù orizzontale,. venne sconfitto per 2-1 dal Genoa, con i goal dell'ex bomber dei felsinei Cesare Alberti e di Edoardo Catto; accorcia le distanze per il Bologna un giovane attaccante bolognese, Angelo Schiavio. Il ritorno si giocò a Genova il 31 maggio e la partita terminò ancora 2-1, ma questa volta a favore del Bologna (Giuseppe Muzzioli e Giuseppe Della Valle segnarono per i felsinei, Aristodemo Santamaria realizzò il temporaneo pareggio ligure) in un confronto molto acceso e con varie interruzioni per scontri in campo e sugli spalti.

Fu quindi necessario uno spareggio, fissato per la domenica successiva, il 7 giugno, a Milano. Il Genoa si portò in doppio vantaggio con Daniele Moruzzi e ancora Alberti.. Al sedicesimo della ripresa, quando un tiro del bolognese Muzzioli entrò nella porta del Genoa in maniera apparentemente non chiara, l'arbitro Mauro indicò il corner, ritenendo che il portiere genoano avesse deviato il pallone fuori dal rettangolo di gioco e fosse entrato in rete per vie traverse, ma numerosi sostenitori bolognesi entrarono in campo accerchiando il direttore di gara. Dopo circa un quarto d'ora di sospensione l'arbitro decise di convalidare la rete per placare la tifoseria felsinea; infine, il Bologna agguantò il pareggio con Alberto Pozzi. I tempi regolamentari si conclusero quindi in parità, ma il Genoa si rifiutò di disputare i tempi supplementari e chiese la vittoria a tavolino in ragione della forzata concessione del gol fantasma di Muzzioli; in risposta, il Bologna chiese a sua volta il successo d'ufficio proprio per la mancata disputa dei supplementari da parte dei liguri. A quel punto la Lega, sebbene il regolamento non prevedesse l'annullamento retroattivo dell'intera partita sulla base della contestazione avanzata dall'arbitro, e perciò obbligasse de facto l'organo a dare ragione a una delle due squadre, non omologò il 2-2 e respinse sia il reclamo ligure che quello emiliano, decretando la ripetizione dello spareggio..