I radicali (in mandarino ; in cantonese bou6sau2; ; in coreano ; ) sono una componente grafica degli hanzi (汉字, i caratteri cinesi o "sinogrammi"), utilizzata per trovare le parole sul dizionario. Tutti i sinogrammi, sia tradizionali che moderni, sono scomponibili in parti più piccole, che sono proprio i radicali, che quindi formano i "mattoncini" della scrittura, le unità minime. Conoscendo gran parte di queste unità minime e il loro significato, risulta molto semplice memorizzare i caratteri cinesi (sia semplificati che tradizionali), usati per scrivere in cinese e giapponese accanto al kana (e anticamente in coreano e vietnamita). Risulta anche più semplice compiere studi filologici e paleografici sui caratteri cinesi. I loro antenati, trattati in modo succinto in fondo all'articolo, sono i radicali Shuowen (说文解字部首), cioè la prima lista inventata di radicali per semplificare la ricerca in un dizionario. Questa lista ne contiene 540, è stata creata da Xu Shen e inserita nello Shuowen Jiezi (100 d.C. circa).
I radicali nella scrittura cinese sono elementi chiave che forniscono indicazioni semantiche sui caratteri, anche se comprendere il loro significato originale può essere complicato a causa dell'evoluzione storica e culturale. Alcuni radicali possono avere una componente fonetica, fungendo da "chiave di lettura" per la pronuncia, mentre altri si limitano a chiarire il significato. Questo principio, noto come "principio del rebus", è alla base del 90% dei caratteri cinesi, consentendo la composizione di numerosi caratteri utilizzando una chiave di lettura fissa o un radicale comune.
I radicali, che hanno origine da pittogrammi di oggetti reali, sono stati stilizzati nel corso dell'evoluzione della scrittura cinese e, successivamente, ulteriormente semplificati durante il periodo della semplificazione dei caratteri sotto il regime comunista nella seconda metà del Novecento.
Oltre ad essere utilizzati nella scrittura cinese, i radicali sono impiegati anche per classificare i caratteri giapponesi (kanji) e quelli coreani (hanja), benché questi ultimi siano stati in gran parte sostituiti dall'alfabeto hangeul. In Vietnam, i caratteri vietnamiti (chữ Nôm) sono stati sostituiti dall'alfabeto latino.
Classificazione e standardizzazione Non esiste un accordo universale sul numero esatto di radicali esistenti. Tuttavia, la lista di 214 radicali, standardizzata nel 1615 e ufficializzata nel dizionario Kangxi nel 1716 durante la dinastia Qing, è ampiamente accettata come standard. Questi radicali sono noti anche come "radicali Kangxi" () e costituiscono la base per la classificazione dei caratteri cinesi, giapponesi, coreani e vietnamiti.
I radicali Kangxi variano da uno a diciassette tratti, e dei 214, 195 sono ancora in uso. La pronuncia dei radicali nelle diverse lingue sino-xeniche e nei dialetti conservativi (cantonese, hakka, amoy hokkien, hokkien taiwanese, shangtou, quanzhou e chaozhou) conserva caratteristiche antiche risalenti al primo cinese medio, come le consonanti occlusive sorda *-p, *-t, *-k , *-m.
Nel 2009, i radicali Kangxi sono stati rimaneggiati per formare una lista di 201 radicali, adattandoli alla semplificazione dei caratteri tradizionali avvenuta nel 1954. Questa lista, emanata dal Ministero dell'Educazione della Repubblica Popolare Cinese e conosciuta come , serve da base per dizionari come lo Xiandai Hanyu Cidian (现代汉语词典) e lo Xinhua Cidian (新华词典).
Posizionamento e funzione
I radicali sono elementi fondamentali dei caratteri cinesi e possono apparire in varie posizioni all'interno di un carattere. Ad esempio, il radicale 女 ("donna") può trovarsi a sinistra nei caratteri 姐 ("sorella maggiore"), 媽 ("madre"), 她 ("lei"), 好 ("bene"), 姓 ("cognome") o sotto, come in 妾 ("concubina").
I radicali possono essere classificati in due categorie principali: semantici e fonetici.
Componenti semantici: Questi radicali indicano il significato generale del carattere e tendono a essere posizionati in alto o a sinistra del carattere. Ad esempio: Il radicale 氵 (tre gocce d'acqua) si trova a sinistra nei caratteri che hanno a che fare con l'acqua o i liquidi, come 海 ("mare") e 河 ("fiume"). Il radicale 木 (albero) è spesso a sinistra in caratteri che si riferiscono a piante o legno, come 森 ("foresta") e 林 ("bosco"). Componenti fonetici: Questi elementi suggeriscono la pronuncia del carattere e di solito si trovano a destra, sotto o all'interno del carattere se incassati. Ad esempio: Il carattere 问 (chiedere) contiene il componente fonetico 门 ("porta"), che indica la pronuncia simile. Il carattere 请 (per favore) include il componente fonetico 青 ("verde germoglio; celeste").
Nonostante queste tendenze generali, ci sono numerose eccezioni. Alcuni caratteri non seguono le regole convenzionali di posizionamento dei radicali, rendendo importante considerare queste regole come linee guida piuttosto che norme rigide. Ad esempio, il carattere 休 ("riposo"), composto da 人 ("persona") e 木 ("albero"), non segue il posizionamento comune in cui il componente semantico (木) si trova a sinistra.
Ad ogni modo, in generale, esistono sette posizionamenti dei radicali che in giapponese sono conosciuti con nomi specifici. PosizioneNome giapponeseEsempioSinistrahen 偏女 in 姫Destratsukuri 旁欠 in 飲In altokanmuri 冠雨 in 雪In bassoashi 足心 in 思In alto a destratare 垂れ尸 in 屍In basso a sinistranyou 繞廴 in 建Intornokamae 構門 in 閉
Modifiche stilistiche I radicali, quando combinati con altri elementi, possono subire modifiche stilistiche per adattarsi al contesto del carattere. Questi cambiamenti possono comportare una compressione o una stilizzazione del radicale, che può essere alterato fino a diventare visibilmente diverso dalla sua forma isolata. Ad esempio, il radicale 心 ("cuore") appare spesso compresso come 忄 quando è posizionato a sinistra, come in 您 ("voi") e 怕 ("paura").
Dizionario
La maggior parte dei dizionari cinesi, incluso il celebre Shuowen Jiezi di Xu Shen, utilizza i radicali come metodo principale per l'identificazione dei caratteri. Questo sistema, noto come "section-header-and-stroke-count" e successivamente perfezionato da Mei Yingzuo, cataloga i caratteri in base al loro radicale e al numero di tratti. Nel dizionario di Xu Shen, compilato durante la dinastia Han, i radicali erano 540. Successivamente, durante la dinastia Ming, Mei Yingzuo ridusse questo numero a 214 nel 1615. Questo standard è mantenuto nel famoso Dizionario Kangxi del 1716.
I passaggi necessari per trovare un carattere nel dizionario sono i seguenti:
Identificare il radicale del carattere e contare il numero dei tratti. Trovare il radicale nella lista all'inizio del dizionario, dove tutti i 214 radicali sono ordinati per numero di tratti crescente. Una volta individuato il radicale, contare il numero di tratti nella parte rimanente del carattere (la chiave di lettura, se presente). Cercare il carattere tra quelli che condividono il medesimo radicale. Le chiavi di lettura sono ordinate per numero di tratti crescente. Una volta trovato il carattere, è possibile apprenderne la pronuncia in pinyin, il sistema di romanizzazione più utilizzato per il cinese.
Ad esempio, il carattere 信, xìn ("verità", "fede", "sincerità", "fiducia") ha come radicale 亻, rén ("persona"), composto da due tratti. La chiave di lettura ha invece sette tratti (言, yán, "discorso", "parola", "dire"). Per cercarlo nel dizionario, bisogna trovare il radicale della persona nella sezione che elenca tutti i radicali (人, 木, 鸟, 日, 目, 王, ecc.). Una volta trovato, si cerca la chiave di lettura tra i caratteri con il radicale della persona (什, 但, 你, 做, 住, 们, 俩, 位, 件, 做, 体, 低, ecc.) e con una chiave di sette tratti (tra cui necessariamente si trova 信). Una volta individuato il carattere nel dizionario, è possibile leggerne la romanizzazione pinyin, la versione tradizionale, il significato e tutti i vocaboli che iniziano con quel carattere.
Filologia e paleografia dei sinogrammi Nella tabella che segue, i 214 radicali (部首, abbreviabile in 部, come già li chiamava Xu Shen 许慎) sono suddivisi per numero di tratti (笔画, abbreviabile in 画). La tabella riporta inoltre il numero, ordinato in crescendo, assegnato a ciascun radicale nel dizionario classico Kangxi (ed oggi anche uno standard Unicode). La pulsantiera all'inizio di ciascuna sezione permette di ordinare la lista anche in base alla romanizzazione, eseguita con il pinyin (che include peraltro la modulazione tonale, fondamentale, e altri nomi in base alla posizione del radicale). Il nome è quello usato in cinese moderno, anche se successivamente le altre lingue hanno adattato il nome (ad esempio, 大 si pronuncia "dà; dài", mentre in coreano, se non è in isolamento, si pronuncia "dae" /dɛ/), conservando talvolta caratteristiche della pronuncia del cinese medio. Alcuni radicali possono apparire da soli e sviluppare nuovi significati, altri sono rigorosamente legati. La descrizione spiega il pittogramma originario, il senso e l'eventuale evoluzione di stile, includendo la semplificazione della metà Novecento. Alcuni radicali sono anche chiavi di lettura di altri caratteri e, durante la stilizzazione, possono avere assunto l'aspetto di falsi amici. Si ricorda inoltre che alcuni radicali, da quando i caratteri sono stati semplificati e/o alcune loro varianti sono state epurate, sono caduti in disuso. Ad esempio, il carattere 吹 (chuī), "soffiare", aveva la variante 龡, epurata. Era uno dei pochi caratteri che conteneva il radicale del flauto 龠 yuè, già raro in passato e oggi in disuso. Insieme alla descrizione del carattere, sono presenti i caratteri semplificati più diffusi classificati/classificabili sotto quel radicale, con l'eccezione di pochi caratteri rari. Sono contenuti in gran parte nell'HSK6 (2020), che corrisponde ad un livello C2. In alcuni radicali, viene aggiunta anche la spiegazione che ne da Xu ShenL'interpretazione di Xu Shen, contenuta nello Shuowen Jiezi e accompagnata dalla trascrizione in fanqie, è presa da zdic.net.
Infine, alcune peculiarità di cultura cinese possono aiutare a disambiguare gli utilizzi e i significati che si porta dietro il carattereLa ricostruzione filologica è in larga misura basata sulla versione di Chaziwang.com, oltre che conoscere qualche curiosità appartenente alla cultura cinese. Quelle storiche e arcaiche sono quelle più importanti perché i primi documenti con i pittogrammi, cioè i primissimi sinogrammi, sono i gusci divinatori di tartaruga e le scapole di bue del periodo Shāng (商朝, 1600-1046 a.C.) e Zhou (周朝), raffigurati più avanti anche su vasi e di bronzo (sempre del periodo Shang e Zhou), specchi di bronzo, bracieri, pettini e strisce di seta. Sono quindi nati in epoche remote, in cui il pensiero, le abitudini, il sistema socio-politico e il progresso tecnico erano diversi da quelli moderni. Queste peculiarità costituiscono anche delle conoscenze basilari miscellanee sulla cultura cinese.
I radicali caduti in disuso (cioè quelli che non sono il radicale di nessun carattere diffuso), a parte quelli inseriti per errore nel Dizionario Kangxi, sono 入、生、隶、面、飞、首、斗、卤、黄、黹、鬯、黾、鼎、鼓、齐、龙、麻、龟 e 龠, per un totale di 19 radicali. I radicali tuttora in uso sono quindi 195 su 214.
Al contrario, tra i radicali più frequenti e aventi contemporaneamente molti caratteri nel cinese moderno si contano 人、心、言、冰、水、草、手、口、女、火、八、刀、土、尸、肉 / 月、木、竹、衣、辵、金、雨、页、食 e 阜 (presente a sinistra, in caratteri come 阴 e 阳). Molti altri, seppure ancora in uso, possiedono meno caratteri. A loro volta, questi caratteri possono essere abbastanza rari.