Malinconia (in norvegese Melankoli) è una serie realizzata dal pittore norvegese Edvard Munch e composta da 5 tele (1891-1896) e due xilografie (1897-1902). Il motivo ritrae, in primissimo piano, un uomo seduto su una spiaggia con il capo sorretto dalla mano. Nella cala sullo sfondo una coppia è in procinto di imbarcarsi. I colori accentuano l’atmosfera malinconica della scena. La serie fa riferimento alla sfortunata relazione tra l’amico giornalista di Munch Jappe Nilssen e Oda Krohg, moglie del pittore Christian Krohg. Munch si rispecchia nella vicenda amorosa, in quanto in passato aveva avuto lui stesso una relazione con una donna sposata. La figura malinconica in primo piano può dunque essere associata sia a Nilssen che al pittore. Malinconia è una delle prime opere simboliste dell’artista norvegese e fa parte del suo Fregio della vita.

Storia Nel 1891 Munch realizzò un cospicuo numero di schizzi legati a Melanconia, nei quali cambia la posizione della figura in primo piano e il confine terra-acqua. Ciò che accomuna tutti gli schizzi è un personaggio bidimensionale simile a una silhouette, che sottolinea un cambiamento di stile: dal Neoimpressionismo degli anni parigini al Sintetismo e Simbolismo. Secondo Reinhold Heller il numero degli schizzi conferma l’importanza che Munch dà al motivo, ma anche la sua continua ricerca di nuove espressioni artistiche. All’esposizione dell’autunno 1891 a Oslo, Munch presentò, oltre ad altre 3 opere, la sua prima versione di Melanconia, che a quel tempo era ancora intitolata Sera. Si ritiene che si trattasse del pastello che attualmente si trova al Museo Munch di Oslo. Lo storico d’arte Arne Eggum crede invece che il dipinto a olio, datato 1894 e appartenente a una collezione privata, possa essere stato completato già nel 1891 e presentato in un’esposizione.Reinhold Heller: Edvard Munch. Leben und Werk. Prestel, München 1993. ISBN 3-7913-1301-0, S. 52–53, 57.

Le reazioni alla nuova opera di Munch erano quasi tutte negative. Il pittore norvegese Erik Werenskiold rimproverava a Munch “le cose sono lasciate a metà: i colori a olio e i pastelli spalmati tra loro e spesso e volentieri grandi parti di tela non sono dipinte.” I critici del settore giornalistico sminuirono i suoi quadri in quanto “umoristi”. Solo Christian Krohg, che insieme a sua moglie aveva fatto da modello per la coppia sul molo, si espresse a favore: “è un dipinto davvero commovente, è solenne e quasi religioso”. Krohg notò un ampio divario tra la tradizione norvegese, alla quale anche i suoi quadri appartenevano, e le opere di Munch, in cui manca ogni relazione coi predecessori comuni. Con le sue opere Munch si rivolgeva direttamente all’anima dell’osservatore: “lui è il primo e il solo che si cimenta con l’idealismo e che osa fare della natura, del modello ecc. i portatori del suo stato d’animo e così facendo osa di più. Avete mai sentito i colori risuonare come in questo quadro?”

Munch trascorse, grazie a una borsa di studio, l’inverno del 1891/1892 a Nizza. Le impressioni che aveva portato con sé dall’estate in Norvegia lo tenevano occupato ben più del contesto mediterraneo. Nacquero i primi lavori preparatori per l’intenso cielo rosso al tramonto, che più tardi ritroveremo ne L’urlo. Continuò a dedicarsi al tema Sera/Melanconia, su cui realizzò una vignetta per il poeta danese Emanuel Goldstein. Probabilmente a marzo 1892,Reinhold Heller: Edvard Munch. Leben und Werk. Prestel, München 1993. ISBN 3-7913-1301-0, S. 54–55, 57. prima di tornare nuovamente in Norvegia, Munch realizzò, una composizione di dipinti partendo dagli schizzi per la vignetta. La serie fu inizialmente acquistata da Charlotte e Christian Mustad ed è ora di proprietà del Museo nazionale della Norvegia, dove è esposta dal 1970.Melancholy, 1892 im Nationalmuseum Oslo. I primi disegni mostravano ancora il soggetto di profilo delle altre versioni. In seguito il soggetto è stato dipinto frontalmente, con la testa rivolta verso il basso. Solo nel luglio 1892 Munch concluse definitivamente i lavori alla vignetta, a cui si era dedicato per circa 6 mesi.Reinhold Heller: Edvard Munch. Leben und Werk. Prestel, München 1993. ISBN 3-7913-1301-0, S. 57. Melanconia è parte di Sviluppo e dissoluzione dell’amore , uno dei cicli che compongono il Fregio della vita, una serie di opere sul tema della vita, dell’amore e della morte.Hans Dieter Huber: Edvard Munch. Tanz des Lebens. Reclam, Stuttgart 2013, ISBN 978-3-15-010937-3, S. 65–70. Tra il 1893 e il 1896 Munch realizzò altre tre composizioni di dipinti sul tema, tra cui xilografie risalenti al 1896 e 1902. Nel catalogo ragionato di tutte le opere grafiche di Munch compilato da Gerd Woll queste tre ulteriori opere sono chiamate Evening, Melancholy I e Melancholy III. Le incisioni sono quasi identiche. Ciò nonostante solo la versione del 1902 mantiene l’orientamento della composizione dei dipinti, mentre la versione del 1896 è speculare. Entrambe le stampe sono costituite da due lastre che a loro volta sono state divise per permettere diverse applicazioni di colore in svariate combinazioni.Gerd Woll: The Complete Graphic Works. Orfeus, Oslo 2012, ISBN 978-82-93140-12-2, S. 123, 198. Utilizzò il titolo Melanconia per altre due opere successive: nell’effige di una donna che piange sulla spiaggia (parte del fregio Reinhardt-Fries, esposto alla Neue Nationalgalerie di Berlino) e nel ritratto della sorella Laura, che sin da ragazza soffriva di depressione.

Descrizione In primo piano, nell’angolo destro della tela, un uomo siede, ripiegato su se stesso, su una spiaggia rocciosa.Arne Eggum: Die Bedeutung von Munchs zwei Aufenthalten in Frankreich 1891 und 1892, S. 124–125. Si sorregge pensieroso il capo con la mano, tipico atteggiamento malinconico.Reinhold Heller: Edvard Munch. Leben und Werk. Prestel, München 1993. ISBN 3-7913-1301-0, S. 52–53. La versione del 1892 si discosta dalle altre, in quanto l’uomo è completamente confinato nell’angolo in basso a destra, voltando le spalle alla spiaggia. La postura e la posizione della mano lo proiettano al di fuori della scena.Matthias Arnold: Edvard Munch. Rowohlt, Reinbek 1986. ISBN 3-499-50351-4, S. 44. L’isolamento della figura fa sì che l’occhio dello spettatore ritorni sullo sfondo percependolo come un soggetto di altrettanta importanza.Ulrich Wiesner: Munchs Inszenierung symbolischer Konstellationen. In: Edvard Munch. Liebe, Angst, Tod. Kunsthalle Bielefeld, Bielefeld 1980, ohne ISBN, S. 440. Nella parte superiore del dipinto si notano tre figure su un pontile: una coppia e un uomo con in mano dei remi. Si dirigono verso una barca gialla attraccata. La riva sinuosa che precede il pontile, congiungendosi agli alberi e alle nuvole, crea profondità prospettica.

La prima versione del dipinto, risalente al 1891, è una combinazione di più tecniche pittoriche: pastello, colori a olio e matita su tela; alcune porzioni di tela non sono state dipinte.Reinhold Heller: Edvard Munch. Leben und Werk. Prestel, München 1993. ISBN 3-7913-1301-0, S. 53. Secondo il critico Hans Dieter Huber, questo conferisce al dipinto lo stile degli affreschi realizzati a secco.Hans Dieter Huber: Edvard Munch. Tanz des Lebens. Reclam, Stuttgart 2013, ISBN 978-3-15-010937-3, S. 48–49. Anche le successive versioni a olio mantengono forme bidimensionali e contorni semplificati che ricordano il sintetismo. Mancano prospettiva aerea e ombreggiatura; solo la testa e le mani del protagonista sono connotate da una tridimensionalità plastica.Reinhold Heller: Edvard Munch. Leben und Werk. Prestel, München 1993. ISBN 3-7913-1301-0, S. 53–54. Secondo i critici Tone Skedsmo e Guido Magnaguagno, il dipinto anticipa, con le sue pennellate fluide e con la “semplificazione e stilizzazione di linee, forme e colori”, lo stile delle opere successive di Munch.Tone Skedsmo, Guido Magnaguagno: Melancholie, 1891. In: Edvard Munch. Museum Folkwang, Essen 1988, ohne ISBN, Kat. 25.

Interpretazioni Lo storico dell’arte Alf Bøe ha visto in Malinconia una “grande svolta” di Munch. Dopo i tentativi di Notte a Saint-Cloud e La fanciulla malata, Munch ha trovato in quest’opera emblematica uno stile intenso e psicologico. Quello stesso stile che nell’ultimo decennio del secolo avrebbe caratterizzato le sue opere simboliste.Alf Bøe: Edvard Munch. Bongers, Recklinghausen 1989, ISBN 3-7647-0407-1, S. 14. Secondo Tone Skedsmo e Guido Magnaguagno l’opera riflette in primo luogo lo spirito dell’artista. Munch imprime i suoi pensieri e le sue emozioni direttamente sulla tela. Tutto nella composizione è finalizzato alla creazione della giusta atmosfera: gli elementi naturali, le forme ampie e semplificate, il movimento sinuoso della costa, il tono opaco dei colori. Hans Dieter Huber, storico dell’arte, ha analizzato l’effetto dei colori: dal “giallo-verde della foschia della gelosia” al “serpeggiante blu-viola” della riva, che oltre a stabilire un collegamento tra il malinconico personaggio e la scena del molo, “sembra volerlo ammaliare e intrappolare”. Anche la barca gialla sullo sfondo del dipinto (in tedesco anche conosciuto come Das Gelbe Boot, la barca gialla) ha il colore della gelosia. Come già Christian Krohg ha rimarcato: “Dobbiamo ringraziare Munch perché la barca è gialla; se non fosse stata gialla, egli non avrebbe mai dipinto questo quadro.”Arne Eggum: Melancholie. In: Edvard Munch. Liebe, Angst, Tod. Kunsthalle Bielefeld, Bielefeld 1980, ohne ISBN, S. 131.

Shelley Wood Cordulack fa riferimento invece all’insolita spiaggia nera. Questo elemento non solo collega dal punto di vista composizionale la figura nera in primo piano con le sagome altrettanto nere sullo sfondo, ma trasmette anche tristezza e malinconia, motivi principali dell’opera.Shelley Wood Cordulack: Edvard Munch and the Physiology of Symbolism. Fairleigh Dickinson University Press, Madison 2002, ISBN 0-8386-3891-0, S. 81–82 (via Questia ). Per Ann Temkin, curatrice del MoMa, la linea costiera suggerisce sia una visione interiore del mondo, sia un paesaggio reale.Edvard Munch. Melancholy. 1891 beim Museum of Modern Art New York. Secondo Arne Eggum, storico dell’arte, simboleggerebbe la solitudine, il vuoto e la malinconia del personaggio in primo piano, poiché traccia un collegamento tra questi e la coppia sullo sfondo.Arne Eggum: Die Bedeutung von Munchs zwei Aufenthalten in Frankreich 1891 und 1892, S. 124. Anche Reinhold Heller interpreta la coppia come una proiezione dell’uomo geloso. Il gioco tra illusione e realtà si rafforza grazie alle diverse tecniche pittoriche e alla contrapposizione tra profondità dello spazio e forme bidimensionali. Munch stesso descrive il dipinto in un appunto del 1894/1895: “La gelosia, una lunga riva deserta”. Per Ulf Küster la situazione ricorda il dramma di Ibsen Spettri, nel quale il personaggio Helene Alving racconta di Spettri che il pubblico non può vedere. Allo stesso modo la figura in primo piano nel quadro sembra comunicare all’osservatore la scena sullo sfondo. Munch ha trasferito sulla tela l’espediente teatrale della teicoscopia (i fatti non vengono presentati direttamente ma descritti da un osservatore nel momento stesso in cui accadono).Ulf Küster: Gespenster. Gedanken zum Theatralischen bei Edvard Munch. In: Dieter Buchhart (Hrsg.): Edvard Munch. Zeichen der Moderne. Hatje Cantz, Ostfildern 2007, ISBN 978-3-7757-1912-4, S. 33.