Lautostrada A2, detta anche Salerno-Reggio Calabria o Autostrada del Mediterraneo, è un'autostrada italiana che collega Salerno a Reggio Calabria passando per Cosenza e Vibo Valentia. Lunga , è interamente gestita dall'Anas ed è gratuita.
È la quarta autostrada italiana per lunghezza dopo la A1, A14 e A4.
È parte delle strade europee E45 e E841 e rappresenta la prosecuzione naturale dell'itinerario che nasce con la A1 a Milano, proseguendo per la A30 da Caserta, con termine presso lo svincolo di Villa San Giovanni, fungente da porta d'accesso per la Sicilia.
Classificazioni
Precedenti Fino al 13 giugno 2017, l'autostrada aveva due denominazioni in base al percorso:
da Fisciano a Salerno era denominata RA 2 Salerno-Avellino (denominazione ora rimasta solo per il tratto Innesto A2/A30 - Atripalda con nuova denominazione "Raccordo di Avellino"); da Salerno a Reggio Calabria era denominata, unitamente al tratto Napoli-Salerno, A3 Napoli - Reggio Calabria (denominazione ora rimasta solo al tratto Napoli-Salerno).
Fino al 1988, anno di apertura della bretella Fiano Romano-San Cesareo presso Roma, la denominazione A2 era assegnata all'autostrada che collegava Roma a Napoli, comprendendo quella che è divenuta la diramazione Roma Sud dell'autostrada A1 e il rimanente percorso da San Cesareo a Napoli, poi integrato nell'autostrada A1.
Dal 2017 La denominazione "Autostrada del Mediterraneo" (diramazioni incluse) è entrata in vigore il 13 giugno 2017 tramite il decreto ministeriale 13/06/2017 (G.U. n. 153 del 03/07/2017). Il cambio di denominazione è stato deciso in seguito alla fine dei lavori di ammodernamento. Sono entrate in vigore le seguenti tre denominazioni: A2 diramazione Napoli - Innesto A2 presso Salerno est - Innesto A3 presso Salerno Centro, di lunghezza 2,335 km; A2 del Mediterraneo - Innesto A30 e RA2 presso Fisciano - Innesto A2dir RC presso Villa San Giovanni - 432,600 km (su strada sono rimasti invariati i capisaldi, Salerno e Reggio Calabria); A2 diramazione Reggio Calabria - Innesto A2 presso lo svincolo di Villa San Giovanni - Innesto RA4 presso Reggio Calabria nord, di lunghezza 9,048 km.
Contestualmente è stata lanciata una campagna pubblicitaria a scopo turistico, con dieci percorsi culturali e uno spot interpretato da Giancarlo Giannini.
Storia Nei primi anni 1960, il governo italiano decise di finanziare la costruzione di un'autostrada che collegasse il resto dell'Italia alla Calabria, regione fino a quel momento considerata "l'Isola nella Penisola" o "la Terza Isola" perché gli aspri rilievi non permettevano di raggiungerla facilmente. A differenza dell'Autostrada del Sole, tuttavia, la realizzazione della Salerno-Reggio Calabria non poté contare sulla partecipazione di capitali privati, e lo Stato dovette farsi interamente carico dell'opera. Il 24 luglio 1961 venne approvata la legge n. 729 (cosiddetta legge Zaccagnini) che definiva il nuovo Piano di costruzioni stradali e autostradali e assegnava all'Anas la costruzione e la futura gestione della Salerno-Reggio Calabria, autorizzandola a contrarre mutui per 180 miliardi di lire, costo iniziale stimato dell'opera.
I lavori iniziarono il 21 gennaio 1962 in località Montevergine (Reggio Calabria) alla presenza del Presidente del Consiglio Amintore Fanfani il quale, nella cerimonia della posa della prima pietra in cui prevedeva che l'infrastruttura sarebbe stata completata entro tre anni, posò una lapide che recitava:Il riferimento era all'antica strada romana via Capua-Regium.
L'autostrada venne aperta all'esercizio tra Salerno e Lagonegro nel 1967, l'anno successivo raggiunse Cosenza e nel 1969 arrivò a Gioia Tauro. Nel 1972 una frana nei pressi di Lagonegro danneggiò i viadotti Taggine e Sirino; ciò causò chiusura di parte dell'autostrada e l'apertura di una deviazione (e una strozzatura tra gli allora km 131 e 132). Nel 1974 l'autostrada raggiunse Reggio Calabria.
L'autostrada realizzata era a due corsie per ciascun senso di marcia, priva di corsie d'emergenza e con sole piazzole di sosta distanziate tra loro, e il suo tracciato misurava
Il costo finale fu calcolato in 368 miliardi di lire.
Lavori di ammodernamento (1997 - 22 dicembre 2016) L'impetuosa motorizzazione del Paese degli anni '60 e '70 rese presto evidente l'inadeguatezza delle infrastrutture della tratta Salerno-Reggio Calabria. A causa delle curve pericolose e delle corsie strette (3,5 metri di larghezza), negli anni a venire si verificarono numerosi incidenti e ingorghi.
Il primo governo a mettere in agenda un consistente piano di interventi sulla Salerno-Reggio Calabria fu il secondo governo Craxi, nel 1987, con lo stanziamento di 1000 miliardi di lire.
Negli anni seguenti si sono susseguiti progetti di ammodernamento e ampliamento, che hanno portato alla progressiva cantierizzazione di tratte per l'ampliamento a due carreggiate (tra l'innesto con la A2dir NA presso Fratte e Sicignano degli Alburni la tratta è stata ammodernata a 3 corsie più corsia d'emergenza). Considerata l'importanza dell'opera, l'attività di ammodernamento ha visto diverse indagini sulle infiltrazioni della 'Ndrangheta nei relativi appalti, alcune operazioni di polizia finite sulle cronache nazionali e il presenziamento dei cantieri da parte delle forze dell'ordine.
Il concreto avvio dei lavori di ammodernamento avvenne nel 1997, seppur con una certa lentezza, con l'appalto di pochi lotti di modeste dimensioni; subì un'importante accelerazione con l'approvazione della legge Obiettivo n. 443 del 21 dicembre 2001 e la riprogettazione della cantierizzazione dell'autostrada da parte dell'Anas. Sopraggiunte difficoltà tecniche, crisi finanziarie delle ditte appaltatrici e infiltrazioni mafiose nei lavori hanno, in più occasioni, rallentato o arrestato la prosecuzione dei lavori di ammodernamento con aumento consistente di costi e tempistiche, creando notevoli disagi al territorio interessato e ai fruitori dell'autostrada.
L'ammodernamento non è consistito semplicemente in un allargamento della vecchia sede stradale (attuato in alcuni tratti), ma anche nella vera e propria costruzione di una nuova autostrada con graduale abbattimento della precedente, in presenza di costante flusso di traffico spesso predisposto su singola carreggiata a doppio senso di circolazione, con continue deviazioni. Il nuovo tracciato (costruito sia con il riutilizzo del percorso precedente sia in variante) è stato frutto di numerose rettifiche, con profilo più lineare, diminuzione delle pendenze e addolcimento delle curve. Il primo tratto è caratterizzato da tre corsie per senso di marcia più corsia di emergenza per circa 50 km, dall'innesto con la A2dir NA al km 8 fino a Sicignano degli Alburni al km 58, e da due corsie per senso di marcia più corsia di emergenza per la rimanente tratta ammodernata.
Vi sono alcuni tratti ammodernati senza corsia di emergenza; si segnalano tra i principali:
Viadotto Torbido, km 135,5, 280 metri circa, ammodernato senza corsia di emergenza per terreno franoso durante la manomissione; Tratto di circa dall'area di servizio Galdo (km 151,5) allo svincolo di Laino Borgo (km 156,5), ammodernato senza corsia di emergenza ma con banchina pavimentata a destra per motivi tecnici. Viadotto Italia, km 161,1, ammodernata la campata centrale senza corsia di emergenza per preservare una parte del vecchio viadotto. Viadotto Rago, km 181,9, 400 metri circa, ammodernato senza corsia di emergenza per motivi tecnici. Galleria Romania, km 186,6, 75 metri circa, ammodernata senza corsia di emergenza per motivi tecnici. Viadotto Sfalassà, km 415,0, ammodernata la campata centrale senza corsia di emergenza per la stessa motivazione del viadotto Italia.
Al 26 luglio 2016, con l'apertura del lotto tra Laino Borgo e Campotenese in Calabria (in cui rientra anche il viadotto Italia), sono stati completati 374,15 km (di cui 3,935 km stralciati dai lavori), mentre 68,77 km dovevano ancora essere cantierizzati.
Il 22 dicembre 2016, con l'apertura al traffico della galleria "Larìa", sono stati completati i lavori di ricostruzione dell'autostrada secondo gli standard moderni, con carreggiate più larghe.
Il piano di manutenzione (2016-2017) Nel mese di marzo 2016, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Anas presentò il cosiddetto "Piano di Manutenzione", una manovra di project review che accantonava i lavori di ricostruzione dei tre tratti non ammodernati Morano - Firmo, Cosenza - Altilia e Pizzo - Vibo Valentia per complessivi (a cui, erroneamente, si è fatto spesso riferimento come a "gli ultimi da ammodernare") in favore di un rinnovamento in sede. La scelta del Piano di Manutenzione, il cui costo stimato era di 1 miliardo di euro, interamente finanziato, avrebbe, secondo Anas, comportato notevoli vantaggi tra cui il dimezzamento della durata dei lavori e un minore impatto sull'ambiente e la viabilità, rispetto ad una ricostruzione adottata negli altri tratti. Il piano prevede, in particolare: L'adeguamento delle barriere di sicurezza (i cosiddetti guardrail), tramite la loro sostituzione con barriere tipo H2, con profilo salva motociclisti; L'installazione di barriere fonoassorbenti o fonorepellenti, ove necessario; Il rinnovo della pavimentazione, tra cui la posa di nuovo asfalto e nuova segnaletica orizzontale; L'installazione di centraline meteorologiche e apparecchiature per la connettività wireless, pannelli a messaggio variabile e telecamere di videosorveglianza; L'installazione di impianti d'illuminazione in corrispondenza degli svincoli, nonché di nuova segnaletica turistica in prossimità di essi; Il restauro di elementi ammalorati su ponti e viadotti, compreso il rinforzo e l'adeguamento alle norme antisismiche, nonché la posa di reti di protezione; La sostituzione della segnaletica verticale con la nuova denominazione A2; L'adeguamento delle gallerie, con l'installazione di luci a LED, ventilatori e altri elementi per la sicurezza.
Inizialmente tra Cosenza e Altilia si è studiata la costruzione di una nuova carreggiata sud complanare (in direzione Reggio Calabria), in modo da destinare, nello stesso tratto, entrambe le carreggiate esistenti al traffico in direzione Salerno, di cui una riservata all'arrampicamento dei mezzi pesanti, ma il progetto fu definitivamente scartato.
Se da un lato l'attuazione del piano di manutenzione ha condannato i tratti non ammodernati a rimanere sostanzialmente identici nella struttura, dall'altro ha messo finalmente inizio a un'importante azione di manutenzione straordinaria per l'intero tracciato autostradale, in particolar modo proprio per i tratti non ammodernati la cui cura è sempre stata messa in secondo piano, nell'ottica di ricostruirli in futuro, spingendo, quindi, alla realizzazione di interventi che avrebbero dovuto essere attuati già da molto tempo, primo fra tutti il rinnovo della pavimentazione.
L'ammodernamento prosegue sul resto dell'infrastruttura con allargamento delle corsie, sostituzione delle barriere di sicurezza, nuovo asfalto drenante e costruzione della nuova banchina laterale; non è invece prevista la corsia di emergenza per questi tratti.
La ricostruzione delle opere complementari
Sebbene i lavori dell'autostrada finirono il 22 dicembre 2016, non furono ammodernate, nel progetto dell'ammodernamento dell'autostrada, le aree di servizio ed alcune opere complementari.
Nel corso del 2017 fu aperta la nuova area di servizio Campagna est che soppiantò quella presente sul vecchio tracciato. Sempre nello stesso periodo fu aperta la nuova area di servizio Villa San Giovanni est sempre per soppiantare quella presente sul vecchio tracciato ormai chiusa dal 2013.
Il 13 dicembre 2019 l'area di servizio Galdo ovest viene temporaneamente dismessa a seguito di fatturati bassi e per la distanza dell'edificio vetusto dall'autostrada.