Leutanasia su minori nella Germania nazista (in lingua tedesca Kinder-Euthanasie) è il nome dato agli omicidi organizzati di bambini e ragazzi fino ai 16 anni fisicamente disabili o affetti da un forte disturbo mentale durante l'epoca del nazionalsocialismo in oltre 30 "reparti speciali" adibiti all'uopo. Almeno 5.000 bambini sono stati vittime di questo programma, che è stato un diretto precursore dei successivi omicidi di bambini verificatisi nei campi di concentramento.
Background
Le basi ideologiche del nazismo si fondarono essenzialmente sul darwinismo sociale il quale impugnava senza riserve la nozione di "sopravvivenza dei più forti", sia a livello individuale sia a quello d'interi popoli e stati. Questa nozione affermò di avere dalla sua parte la "legge di Natura"; tutte le opinioni religiose e umanitarie contrastanti si sarebbero in ultima analisi rivelate come "innaturali".
Una popolazione avrebbe potuto dimostrare il proprio valore solo nel lungo periodo in questa "lotta per la sopravvivenza" in corso; questo poteva verificarsi soltanto se promuovevano i "migliori" e nel contempo, se necessario, se eliminavano tutti quelli che invece indebolivano la stirpe. Inoltre esclusivamente un popolo il più possibile "puro" avrebbe potuto mantenersi in corsa nella "lotta per l'esistenza".
Per mantenere e migliorare la "razza nordica"-germanica, pertanto, avrebbero dovuto essere rigorosamente rispettate le leggi dell'eugenetica e dell'igiene razziale, biologicamente orientate; vale a dire con la promozione dei "geneticamente sani" e la contemporanea eliminazioni dei "difettosi". Tutti coloro che avevano un qualche malattia ereditaria (in seguito conosciuta come malattia genetica) o che erano gravemente handicappati fisici o mentali (vedi disabilità) furono classificati come esempi di "vita indegna di essere vissuta" (lebensunwertes Leben).
In conclusione sarebbero stati, in termini di selezione naturale, eliminati. Questa forma di eugenetica nazista fu alla base della politica di salute genetica nazionalsocialista, che venne elevata al grado di dottrina ufficiale dello Stato.
Nel 1929 Adolf Hitler disse al congresso del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori svoltosi a Norimberga "che una rimozione media annuale di 700-800.000 dei più deboli di un milione di bambini significava un aumento del potere della nazione e non un suo indebolimento"Völkischer Beobachter, Bavarian edition dated 7 August 1929. In: Enzyklopädie des Nationalsozialismus, edited by Wolfgang Benz, Hermann Graml and Hermann Weiß, Digitale Bibliothek, Vol. 25, p. 578, Directmedia, Berlin 1999. Così facendo egli fu in grado di ben affrontare le argomentazioni scientifiche che trasferirono agli esseri umani la teoria darwiniana della "selezione naturale" e, attraverso il concetto di "igiene razziale", formularono l'utopia di una "selezione umana", così come affermato da Alfred Ploetz (il fondatore dell'igiene razziale tedesca).
Già nel 1895 Ploetz chiese che la prole umana non dovesse "essere lasciata al fortuito incontro di un momento di ebbrezza... Se, tuttavia, si scopre che il neonato è un bambino debole e illegittimo il consiglio medico, che decide sui casi della cittadinanza per il bene più alto della comunità, dovrebbe preparare una dolce morte, per esempio usando una piccola dose di morfina [...]"The Capability of Our Race and the Protection of the Weak. An Essay on Racial Hygiene and its Relation to Human Ideals, Particularly for Socialism, Vol. 1 of the series "Principles of Racial Hygiene", Fischer Verlag, Berlin, 1895, cited by Klee in Euthanasia in the Nazi State p. 18.
Ne 1935 Hitler annunciò anche alla sede nazionale del partito di Norimberga, a Gerhard Wagner, medico del Reich, che avrebbe dovuto mirare ad "eliminare gli insani incurabili" al più presto, in caso di una guerra futuraAngelika Ebbinghaus, Klaus Dörner (ed.): Vernichten und Heilen. ("Extermination and Headling") p. 301Mitscherlich/Mielke: Medizin ohne Menschlichkeit. ("Medicine Without Humanity") ;. 183 ff..
L'eliminazione di tutti quegli esseri umani che risultavano per il nazismo "indesiderati" venne attuata sotto la dicitura di "eutanasia di Stato", questo all'inizio della seconda guerra mondiale. Molte delle petizioni dei genitori di bambini disabili inviate alla cancelleria del Reich chiesero che venisse data ai loro figli "l'uccisione misericordiosa"; queste vennero usate come una giustificazione e per dimostrare che esisteva un'effettiva domanda esterna al riguardo.
Fasi del programma di eutanasia nazista Gli omicidi causati dall'eutanasia nazista possono essere ampiamente suddivisi nelle seguenti fasi: eutanasia su minori dal 1939 al 1945 eutanasia su adulti dal 1940 al 1945 Aktion T4, uccisioni in camera a gas centralizzate dal gennaio del 1940 all'agosto del 1941 eutanasia decentrata o parzialmente controllata da farmaci da parte della malnutrizione dal settembre del 1941 al 1945 eutanasia su disabili o detenuti, conosciuta come Aktion 14f13 dall'aprile del 1941 al dicembre del 1944 prima fase dall'aprile del 1941 all'aprile del 1944 seconda fase dall'aprile al dicembre del 1944 Action Brandt (dal nome del medico personale del führer Karl Brandt) dal 1943 al 1945; ma recenti ricerche non la contano più direttamente come parte del complesso eutanasico nazistaSandner: Verwaltung des Krankenmordes (Management of Murder of the Sick"), p. 587 f..
Secondo le ultime stime all'incirca 260.000 persone sono cadute vittime in questa "guerra contro i malati"Angelika Ebbinghaus, Klaus Dörner (ed.): Vernichten und Heilen. ("Extermination and Healing"), p. 297.
Il caso "Kinder K." L'occasione immediata per dare avvio all'eutanasia organizzata su minori viene considerata nella letteratura specialistica il cosiddetto caso "Kinder K." Il suo nome più comune, "Knauer Case", non dovrebbe più essere utilizzato, questo secondo i risultati della ricerca effettuata dello storico della medicina Udo Benzenhöfer eseguita nel 2006Udo Benzenhöfer: Richtigstellung. In: Deutsches Ärzteblatt, Jg. 104, H. 47, 23 November 2007, p. A-3232.
In questo particolare caso i genitori presentarono una richiesta perché al loro figlio gravemente disabile fosse concessa un'"uccisione misericordiosa"; la domanda fu ricevuta dalle autorità in un tempo non verificabile prima della metà del 1939 presso l'"Ufficio del Fuhrer". Quest'ufficio era un'agenzia del partito nazista e di una cancelleria privata posta sotto l'autorità diretta di Hitler, che impiegava circa 195 dipendenti nel 1939.
Il principale segretario dell'ufficio, Hans Hefelmann, assieme al suo vice Richard von Hegener, fu il responsabile dell'"atto di clemenza"; il capo della direzione centralizzata, quindi il superiore diretto di Hefelmann, era l'"Oberdienstleiter" Viktor Brack, uno dei principali organizzatori dell'eutanasia nazista.
Le relazioni di questo caso si basano principalmente sulle stesse affermazioni degli imputati fatte durante il processo ai dottori, che ripetutamente indicarono il caso di un "bambino K."Udo Benzenhöfer: Kindereuthanasie im Dritten Reich. Der Fall Kind Knauer. ("Child Euthanasia in the Third Reich. The Case of Child Knauer") In: Deutsches Ärzteblatt, Jg. 95, H. 19, 8 May 1998, p. A-1187–A-1189Udo Benzenhöfer: Ohne jede moralische Skrupel ("Without any Moral Scruples") In: Deutsches Ärzteblatt, Jg. 97, H. 42, 20 October 2000, p. A-2766–A-2772
Secondo le dichiarazioni del giornalista francese di origini tunisine Philippe Aziz effettuate nel corso di in un'intervista egli suppose nel 1973 che questo bambino fosse stato rintracciato come appartenente ad una certa famiglia Kessler a Pomßen. Tuttavia, dopo diversi giorni d'indagini accurate, Benzenhöfer giunse alla conclusione che "Kinder K." fosse stato in realtà Gerhard Herbert Kretschmar, nato il 20 febbraio 1939 a Pomßen e morto il 25 luglio dello stesso anno.
Nel 2007 tuttavia Benzenhöfer apprese dalla sorella del defunto ch'esso non fu un disabile ma che anzi morì di morte naturale; di conseguenza Benzenhöfer dovette rivedere la sua affermazione. L'identità effettiva del bambino non è quindi ancora del tutto chiara. Una nuova ricerca ha aperto la possibilità che avrebbe potuto essere una bambina morta già nel marzo del 1938 all'ospedale infantile di Reudnitz (Lipsia).Udo Benzenhöfer: Der Fall Leipzig. ("The Leipzig Case"), pp. 51 ff.
Quest'ospedale infantile rimase collegato direttamente all'ospedale universitario per minori di Lipsia e al suo direttore, il neurologo e psichiatra nazista Werner Catel. Le affermazioni precedentemente accettate dai membri della cancelleria di Hitler nella letteratura scientifica del dopoguerra rimangono quindi aperte al quesito. Una datazione precisa degli eventi che circondano il caso di "Kinder K." (a tutto il 2008) non è possibile solo sulla base delle affermazioni rilasciate. È concepibile che il periodo che inizia nel 1938 fino all'inizio/metà del 1939 (come inizio della fase di pianificazione concreta per effettuare l'omicidio) è realistico.
Se il caso di "Kinder K." fosse avvenuto effettivamente nel marzo del 1938, ipotesi sulla quale vi è qualche evidenza e riscontro, allora questo può essere descritto nel migliore dei casi come l'avvio ufficiale dell'eutanasia su minori nella Germania nazista e non come l'innesco di un caso specifico e del tutto isolato.
Secondo la testimonianza data dei partecipanti la richiesta del 23 maggio del 1939 condusse ad un incontro dei genitori del bambino col direttore dell'ospedale universitario di Lipsia Catel, incentrata sulle possibilità di sopravvivenza del figlio malformatoHeilen und Vernichten im Nationalsozialismus. ("Healing and Extermination under Nazism"), p. 172. Secondo la successiva dichiarazione di Catel, egli affermò che "liberare" il bambino da un'eventuale morte precoce rappresentò la soluzione migliore per tutti coloro che vi si ritrovarono coinvolti. Ma poiché assistere attivamente ad una morte eutanasica era in quel momento ancora punibile legalmente, Catel consigliò ai genitori di presentare una richiesta direttamente ad Hitler tramite la sua cancelleria privata.
Sulla base di questa richiesta, in una dichiarazione rilasciata davanti al giudice investigativo durante l'inchiesta svoltasi il 14 novembre del 1960 Hefelmann dichiarò quanto segue:
Ai ricordi del suo capo il vice di Hefelmann, Richard von Hegener, aggiunse:
Nel corso del processo ai dottori, Brandt dichiarò quanto segue per il caso di "Kinder K":
Comitato del Reich per la registrazione scientifica di malattie gravi ereditarie e congenite Questa prima morte tramite eutanasia di un minore portò ad un'accelerazione significativa nell'attuazione di piani - rimasti fino ad allora ancora latenti - di sterminio eugenetico, iniziati teoricamente con la promulgazione della legge per la prevenzione delle malattie ereditarie (Gesetz zur Verhütung erbkranken Nachwuchses), istituita il 14 luglio 1933 e condotta a più tappe verso l'eutanasia di minori e adulti. Vi fu uno sviluppo quasi parallelo delle decisioni che condussero al programma di eutanasia di questi due gruppi.
Hefelmann descrisse nel modo seguente questo ulteriore sviluppo:
La questione venne inizialmente discussa con un cerchio interno composto da Hefelmann e Hegener, capo dell'Ufficio centrale II della cancelleria, da Viktor Brack e dal responsabile degli ospedali psichiatrici della divisione IV (Salute e benessere sociale) del ministero dell'Interno del Reich, il dottor Linden. Oltre a ciò, la commissione si riunì per organizzare l'eutanasia dei bambini; essa era composta oltre che da Brandt, anche dall'oculista Hellmuth Unger, dal pediatra Ernst Wentzler, dallo psichiatra eugenetico Hans Heinze e probabilmente anche dal professor Catel.