Le leggi contro la mescolanza razziale o leggi antimiscegenazione furono una serie di atti legislativi volti all'imposizione della segregazione razziale a livello matrimoniale o di rapporti intimi, con la penalizzazione del matrimonio interrazziale e talvolta anche dello stesso rapporto sessuale tra i membri di diverse razze.
Storia Tali leggi vennero introdotte per la prima volta nell'America settentrionale a partire dalla fine del XVII secolo in molte delle Tredici colonie e successivamente da una buona parte degli Stati federati degli Stati Uniti d'America e dai suoi territori; esse rimasero in vigore in molti Stati fino al 1967. A seguito della seconda guerra mondiale gli Stati via via abrogarono indipendentemente tali leggi. Nel 1967, con il caso "Loving contro Virginia", le restanti legislazioni vigenti vennero ritenute incostituzionali dalla Corte suprema degli Stati Uniti d'America.
Leggi del tutto simili furono promulgate anche nell'Italia fascista con le leggi razziali, nella Germania nazista come parte delle "Leggi di Norimberga" ed in Sudafrica come parte del sistema dell'apartheid. Negli Stati Uniti il matrimonio interrazziale, la convivenza e i rapporti sessuali sono stati definiti "mescolanza genetica" (miscegenazione), fin da quando il termine venne coniato nel 1863.
L'uso contemporaneo del termine è meno frequente, fatta eccezione per riferirsi alle leggi storiche che vietavano la pratica.
Africa Egitto In Egitto il governo ritiene che per tutti i matrimoni tra uomini egiziani e donne israeliane si debba decidere su base individuale se si debba escludere gli uomini dalla loro cittadinanza egiziana. Il Consiglio dei ministri prende in considerazione anche il fatto se la donna israeliana sia araba o ebrea. La legge egiziana dice che la cittadinanza può essere revocata solo se il cittadino ha dimostrato di essere una spia; sposarsi con un israeliano viene considerato un atto di spionaggio.
Sudafrica sotto l'apartheid In Sudafrica il "Prohibition of Mixed Marriages Act, 1949" proibì il matrimonio tra bianchi e non bianchi. La legge sulla registrazione della popolazione ("Population Registration Act, 1950") fornì la base per la separazione delle popolazioni di razze differenti; secondo i termini di questo atto, tutti i residenti sudafricani dovettero essere classificati come bianchi, "colorati" o nativi (in seguito chiamati "Bantu"). Gli indiani vennero inclusi nella categoria asiatica nel 1959.
Sempre nel 1950 venne approvato l'"Immorality Act", che criminalizzò tutte le relazioni sessuali tra bianchi e non bianchi; l'atto prolungò un divieto anteriore (risalente al 1927) alle relazioni tra bianchi e neri e a un divieto di rapporti sessuali tra bianchi e non bianchi.. Entrambi gli atti vennero abrogati nel 1985.
America Stati Uniti
Negli Stati Uniti attualmente non esistono leggi nazionali che vietano la mescolanza razziale. Tuttavia per molto tempo esistettero leggi statali in singoli Stati, in particolare negli Stati Uniti meridionali e nelle Grandi Pianure, che proibivano la mescolanza. Tali legislazioni furono parte integrante della legge statunitense fin da quando gli Stati Uniti si resero indipendenti dagli inglesi a seguito della guerra d'indipendenza americana e tali rimasero fino a quando non furono dichiarate incostituzionali nel 1967.
Definendo tipicamente la mescolanza razziale come un crimine, queste leggi vietarono la solennizzazione di matrimoni tra persone di razze differenti e finanche l'officiazione di tali cerimonie. A volte gli individui che tentavano di sposarsi non sarebbero stati dichiarati colpevoli di miscegenation, ma sarebbero state portate contro di loro accuse di adulterio o fornicazione. Tutte le leggi anti-miscegenation vietavano indistintamente il matrimonio tra bianchi e gruppi non bianchi, soprattutto afroamericani, ma spesso anche nativi americani e asiatici in generale.
Lo Stato dell'Oklahoma nel 1908 vietò inoltre il matrimonio tra una persona di origine africana ed una persona di origine non africana. La Louisiana nel 1920 proibì il matrimonio tra nativi americani e afroamericani (e dal 1920 al 1942 anche il concubinaggio tra tali persone). Il Maryland nel 1935 vietò il matrimonio tra neri e filippini (vedi Pinoy) (See version of article in the USC Digital collection) }.
In molti Stati le leggi contro la mescolanza criminalizzarono anche la convivenza e la sessualità tra bianchi e non bianchi.
Asia Arabia Saudita Alle donne saudite è proibito sposare uomini che non siano arabi (di Stati appartenenti al Consiglio di cooperazione del Golfo) senza una dispensa speciale ottenibile solamente dal re in persona. Secondo la legge della Sharia, le donne saudite, in quanto musulmane, non sono autorizzate in nessun caso a sposare uomini non musulmani.
Gli uomini sauditi possono richiedere un permesso governativo se vogliono sposare una donna straniera e devono avere almeno 25 anni per poterlo richiedere. Possono ottenere un permesso per prendere una donna straniera come seconda moglie soltanto se la loro prima moglie è affetta da tumore, è disabile o non è in grado di sopportare una gravidanza. Agli uomini sauditi è proibito sposare donne provenienti dal Bangladesh, dalla Birmania, dal Ciad e dal Pakistanhttp://www.middle-east-online.com/english/?id=67478 Saudi Arabia toughens restrictions on marriage with foreigners.
Cina Leggi politiche che hanno scoraggiato la mescolanza razziale sono state emesse sotto varie dinastie, tra cui un decreto dell'836 che impediva ai cinesi di avere relazioni con altri popoli come iraniani, arabi, indiani, malesi e abitanti di Sumatra.
India A seguito degli avvenimenti scaturiti nei moti indiani del 1857 vennero prese diverse severe misure anti-miscegenation, le quali furono promulgate subito dopo dagli inglesi.
Europa Francia Nel 1723, nel 1724 e nel 1774 diversi atti amministrativi vietarono il matrimonio interrazziale, soprattutto nell'impero coloniale francese, anche se non è chiaro se tali atti fossero legittimi. Il 2 maggio 1746 il Parlamento francese convalidò un matrimonio interrazziale p.129.
Sotto il re Luigi XVI l'ordine del Conseil du Roi del 5 aprile 1778, firmato da Antoine de Sartine, proibì "ai bianchi di entrambi i sessi di contrarre matrimonio con negri, mulatti o con altre persone delle colonie" del Regno. I neri erano molto aumentati in Francia, soprattutto nella capitale ParigiArrest du Conseil d'état du Roi concernant les mariages des noirs, mulâtres, ou autres gens de couleur, du 5 avril 1778 (Lille: NJB Peterinck-Cramé, 1778)..
Tuttavia vi fu un divieto interrazziale di matrimonio, non un divieto interrazziale di intrattenere relazioni sessuali. Inoltre si trattò di un atto amministrativo, non di una legge. Non vi fu mai alcuna legge razziale sul matrimonio nel Regno di Francia{fr} Pétition des hommes de couleur de la Martinique et de la Guadeloupe, Impriperie E. Duverger, Paris (feb. 1829), p. 8-9, ad eccezione della Louisiana franceseLouisiana code, art.. Ma alcune regole limitate vennero fatte applicare in materia di patrimonio culturale e di nobiltà di sangue. In ogni caso i nobili ebbero sempre bisogno dell'autorizzazione del re per il loro matrimonio.
Il 20 settembre 1792 tutte le restrizioni relative al matrimonio interrazziale furono abrogate dal governo rivoluzionarioLaw of September 20th, 1792. L'8 gennaio 1803 una circolare governativa napoleonica proibì i matrimoni tra maschi bianchi e donne nere e tra uomini neri e donne biancheArchives nationales (henceforward A.N.) BB15–211, R4, no 3266, sebbene il codice napoleonico del 1804 non contenesse nulla di specifico sul matrimonio interrazziale.
Nel 1806 un tribunale francese convalidò un matrimonio interrazziale.. Nel 1818 il più alto tribunale francese (la Corte di cassazione) convalidò un matrimonio contratto a New York tra un uomo bianco e una donna meticciaSir Beguin and Emilie born slave in Guadeloupe—. Tutti i divieti amministrativi furono annullati da una legge ad hoc nel 1833Law of April 24th, 1833.
Germania nazista
La discriminazione contro la mescolanza razziale fu per lo più una conseguenza dell'antisemitismo portato avanti dal nazionalsocialismo, il quale riteneva che gli ebrei fossero un gruppo di persone presumibilmente legate da stretti legami di sangue, formando un'unità che non poteva né integrarsi né separarsi. Si dichiarò che l'influenza ebraica avesse un impatto negativo sulla Germania ed in tal maniera si giustificarono le discriminazioni e le persecuzioni. Per poter essere risparmiati occorreva dimostrare la propria appartenenza al gruppo di "razza ariana" (con un apposito certificato).
Anche se la dottrina nazista sottolineò l'importanza della fisionomia e dei geni nella determinazione della razza, in pratica essa poté nella stragrande maggioranza dei casi essere stabilita solo attraverso le religioni seguite dagli antenati di ciascun individuo. Le persone furono considerate non-ariane (cioè ebrei) se almeno uno dei propri quattro nonni era stato iscritto come membro di una comunità ebraica; non importava se quei nonni fossero nati da una famiglia ebraica o si fossero convertiti in età adulta. Le credenze religiose reali del singolo erano anche immateriali, così come lo status individuale nell'Halakhah.
Nel settembre del 1935 il governo nazionalsocialista adottò una legge contro la mescolanza razziale nell'ambito delle Leggi di Norimberga. Il 15 settembre il «Gesetz zum Schutze des deutschen Bluts und der deutschen Ehre» ("Protezione del sangue e dell'onore tedesco") proibì i rapporti sessuali matrimoniali ed extraconiugali tra persone considerate non ariane e quelle ariane (persone con sangue tedesco), inclusi tutti i matrimoni ove almeno uno dei partner fosse un cittadino tedesco. L'esistenza di una presunta "razza ariana" e di altre razze non ariane così come furono concepite e classificate dal nazismo fu un'invenzione del tutto arbitraria e non scientifica del razzismo scientifico nazista.
I non ariani compresero soprattutto ebrei-tedeschi e tedeschi gentili di origine ebraica. Tuttavia i tedeschi extraeuropei, soprattutto di discendenza africana e i tedeschi considerati appartenenti al gruppo minoritario dei Sinti e dei Rom (gli zingari) vennero considerati anch'essi come non ariani; il 26 novembre le leggi furono estese a tutti "gli zingari, i negri e alla loro prole bastarda".
Gli eventuali rapporti extraconiugali con ariani vennero contrassegnati con il termine "Rassenschande" (vergogna razziale) ed avrebbero potuto essere puniti con l'incarcerazione, più tardi seguita solitamente dalla deportazione in un campo di concentramento e spesso implicante la morte del detenuto. I tedeschi di origine africana e di altri paesi extraeuropei furono classificati in base alla loro origine o all'origine dei loro genitori. Sinti e Rom furono per lo più classificati in seguito a registrazioni di polizia, ad esempio menzionando loro o i loro antenati come zingari, quando cercarono di ottenere i permessi necessari come venditori ambulanti o per trasferirsi in un'altra città.