Biografia Nato in Svezia da genitori islandesi, all'epoca studenti dell'università di Lund, cresce a Reykjavík dall'età di tre anni. È il minore dei due figli di Bryndís Sverrisdóttir, una storica del Museo nazionale d'Islanda, e dell'ingegnere strutturista Guðni Albert Jóhannesson (1951–2023), direttore dellOrkustofnun, il garante islandese dell'energia, dal 2008 al 2021. Suo nonno materno era il banchiere e politico del SSF Sverrir Hermannsson (1930–2018), Ministro dell'industria (1983–85) e dell'educazione (1985–87) di Steingrímur Hermannsson. Cresciuto in un milieu estraneo all'arte, da bambino mette in scena autonomamente dei piccoli spettacoli insieme alla sorella Gunnhildur, diventata poi dottoressa a Göteborg, e ad alcuni compagni di scuola. Soggetto di queste opere, di carattere satirico è la loro scuola e Sverrir vi interpreta spesso il preside.
Notato a una recita delle elementari, esordisce come attore tra i 10 e gli 11 anni interpretando Ólaf Kárason Ljósvíking nell'adattamento teatrale de La luce del mondo di Halldór Laxness che inaugura il Borgarleikhúsið di Reykjavík nel 1989, un'esperienza che lo convincerà a dedicarsi all'arte drammatica nonostante la tenera età. Lo stesso anno, appare nel popolare varietà televisivo Áramótaskaupið. Nel 1990, sette mesi dopo il suo esordio a teatro, la famiglia si trasferisce nuovamente in Svezia, a Tyresö, quando il padre ottiene la cattedra di ingegneria civile presso l'Istituto reale di tecnologia di Stoccolma. Da allora, Sverrir ha vissuto e lavorato in Svezia. L'ultimo ruolo in patria, girato poco prima di trasferirsi, sarà quello del protagonista di Emil og Skundi, miniserie televisiva tratta dai romanzi per l'infanzia di Guðmundur Ólafsson, con cui aveva recitato ne La luce del mondo, andata in onda quell'anno su Stöð 2.
Pur desiderando continuare a recitare, Sverrir si trova in difficoltà ad adattarsi alla Svezia e impararne all'età di 12 anni la lingua, causando un battuta d'arresto alla sua carriera d'attore. Tornerà a farlo dall'età di 16 anni, unendosi alla compagnia teatrale Ung utan pung. Comincia a ottenere alcune parti prima in televisione, a partire dalla miniserie adolescenziale della SVT Sexton (1996), e poi sul palco, al Replica Teater stoccolmese. Uno dei suoi primi ruoli di rilievo al cinema è quello di un ragazzo prodigio in Sprickorna i muren (2004), nel quale recita accanto a Magnus Krepper. A teatro, si distingue in The Lights di Howard Korder al Göteborgs Stadsteater nel 2008 e in una riduzione de Les Parapluies de Cherbourg al Kulturhuset Stadsteatern, mentre sul piccolo schermo accanto a Suzanne Reuter nella sitcom Cleo e nel ruolo di un adolescente che vive la controcultura degli anni 1960 in Upp till kamp (2007), un'altra miniserie della SVT. Nel 2009 vince il premio come miglior attore al Festival internazionale del cinema di Shanghai per Original.
Si impone al pubblico svedese nel 2012 con il ruolo di Pontus Hoijer nella seconda stagione del poliziesco televisivo Wallander e, l'anno seguente, interpretando il jazzista Sture Åkerberg nel film biografico su di Monica Zetterlund Monica Z, vincendovi il premio Guldbagge per il miglior attore non protagonista. Nel 2015 vince il Premio Guldbagge per il miglior attore per il ruolo di un ex giocatore di hockey alcolizzato in Flugparken.
Negli anni seguenti passa a farsi notare anche al di fuori della Svezia con una serie di ruoli in co-produzioni internazionali o di lingua inglese. Nel 2017 infatti interpreta il tennista svedese Björn Borg in Borg McEnroe, incentrato sulla sua celebre rivalità con John McEnroe, interpretato dall'attore di Hollywood Shia LaBeouf: per calarsi nei panni dello sportivo, all'epoca venticinquenne, il trentanovenne Sverrir impara a giocare a tennis, allenandosi due ore al giorno e seguendo un regime alimentare e di allenamenti che gli fa guadagnare otto chili di muscoli in sei mesi, oltre a memorizzare battuta per battuta la finale di Wimbledon del 1980 attorno a cui ruota il film. Grazie a Borg McEnroe, per il quale riceve il plauso della critica e viene candidato al premio Guldbagge e l'European Film Award per il miglior attore, viene scelto per interpretare l'anno seguente Mikael Blomkvist in Millennium - Quello che non uccide, secondo film americano tratto dall'omonima serie di romanzi, sostituendo Daniel Craig che ne aveva vestito i panni in Millennium - Uomini che odiano le donne (2009). Tuttavia, il suo esordio hollywoodiano non riscuoterà il successo sperato, risultando un flop al botteghino e venendo stroncato la sua critica, senza riuscire a lanciare la sua carriera negli Stati Uniti.
Nel 2020 interpreta il personaggio di Lance Henriksen da giovane in Falling - Storia di un padre, per la regia di Viggo Mortensen. Nel 2026 vince il premio Edda, il principale riconoscimento cinematografico del suo Paese natale, come miglior attore per L'amore che rimane, che segna il suo primo ruolo in una produzione islandese dal 1990, ad eccezione della serie televisiva del 2011 Tími nornarinnar.
Ha tre figlie, a cui parla islandese.
Filmografia parziale Cinema Call Girl, regia di Mikael Marcimain (2012) Monica Z, regia di Per Fly (2013) Borg McEnroe, regia di Janus Metz Pedersen (2017) Millennium - Quello che non uccide (The Girl in the Spider's Web), regia di Fede Álvarez (2018) Falling - Storia di un padre (Falling), regia di Viggo Mortensen (2020) Charter, regia di Amanda Kernell (2020) The Book of Vision, regia di Carlo Hintermann (2020) Operazione 6/12 - Attacco al Presidente (Omertà 6/12), regia di Aku Louhimies (2021) Non volere volare (Northern Comfort), regia di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson (2023) L'amore che rimane (Ástin sem eftir er), regia di Hlynur Pálmason (2025)
Televisione Cleo – serie TV, 6 episodi (2003) Wallander – serie TV, 12 episodi (2009-2010) Seaside Hotel (Badehotellet) – serie TV, episodi 2x02-2x04-2x06 (2015)
Riconoscimenti European Film Award 2018 – Candidatura al miglior attore per Borg McEnroe Premio Guldbagge 2014 – Miglior attore non protagonista per Monica Z 2015 – Miglior attore per Flugparken 2015 – Candidatura al miglior attore non protagonista per Gentlemen 2018 – Candidatura al miglior attore per Borg McEnroe 2021 – Candidatura al miglior attore non protagonista per Charter Premio Edda 2026 – Miglior attore per L'amore che rimane Festival internazionale del cinema di Shanghai 2009 – Miglior attore per Original
Doppiatori italiani Nelle versioni in italiano dei suoi film e serie televisive, Sverrir Guðnason è stato doppiato da: Daniele Raffaeli in Millennium - Quello che non uccide, Operazione 6/12 - Attacco al Presidente Luca Appetiti in L'amore che rimane Stefano Broccoletti in Wallander Stefano Crescentini in Falling - Storia di un padre Simone D'Andrea in The Book of Vision Gianfranco Miranda in Borg McEnroe Gabriele Sabatini in Non volere volare
Note
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