Autore prolifico, padre della moderna neurologia romana, quello che colpisce osservando la bibliografia di Mingazzini è la sua intensa operosità scientifica, svoltasi ininterrottamente dal 1883 al 1929 per quasi 50 anni . Affiancato nel lavoro dai colleghi Ugo Cerletti e Mario Gozzano sullo sfondo dei primi trenta anni del Novecento romano, contribuì alla creazione di strutture cliniche adeguate, educando nel contempo la futura generazione di neurologi romani nel seno del “primato dell’anatomia”.G. Fumarola, Diagnostica delle malattie del sistema nervoso, Pozzi, Roma 1922, p.18 Fra i suoi allievi si contano Giuseppe Amantea, Andrea Clementi, Gaetano Perusini e Gioacchino Fumarola, suo primo assistente.Gaetana Silvia Rigo e Giuseppe Armocida, «Mingazzini, Giovanni» Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 74 (2010) Giorgio Zanchin e Giuseppina Salomone, Profilo Storico della Società Italiana di Neurologia, 2011, p. 104.

Biografia Gli anni giovanili Giovanni Mingazzini nasce ad Ancona il 15 Febbraio 1859 da Ferdinando Mingazzini, ingegnere, e da Cesarina Franceschelli. Questi trascorre parte della sua infanzia nella città natìa per poi trasferirsi con la famiglia a Roma, ove compirà gli studi liceali.

Gli studi universitari Sempre più deciso ed interessato ad intraprendere la carriera medica si immatricolò presso l’Università di Roma "la Sapienza" nell’anno accademico 1877-78. Durante gli anni universitari è solito frequentare le lezioni del fisiologo Jacob Moleschott e dell'anatomista Francesco Todaro, con i quali stringe un rapporto di reciproca stima ed amicizia che lo porterà inoltre ad abbracciare quella visione anatomo-fisiologica di stampo positivista cara ad entrambi i professori. Terminati gli studi, nel 1883 consegue la laurea in medicina con una tesi sugli studi morfologici e fisiologici sul sistema nervoso.

Prime esperienze lavorative e all'estero Subito dopo la laurea Giovanni Mingazzini presta servizio presso l'Arcispedale San Giovanni a Roma, svolgendo contemporaneamente ricerche sulla morfologia cerebrale e sull'antropologia presso il Laboratorio di Psicologia sperimentale diretto da Giuseppe Sergi.

Nell’anno 1884, abbandonato l’Arcispedale di S. Giovanni, prende la decisione di recarsi a Monaco di Baviera dove perfezionerà la propria tecnica ospedaliera ed il lavoro neuroanatomico attraverso un'esperienza biennale presso la scuola di psichiatria e neuroanatomia di Bernhard Aloys von Gudden e Konstantin von Monakow. A questo periodo risalgono le prime pubblicazioni, riguardanti quasi esclusivamente lo studio del sistema nervoso centrale. Non a caso, nel 1884, viene dato alle stampe un piccolo manuale di anatomia dal titolo “Manuale di anatomia degli organi nervosi centrali dell’uomo: ad uso dei Medici e degli studenti”, riproposto poi attraverso una seconda ristampa nel 1889.

Carriera accademica ed ospedaliera Conclusa l’esperienza a Monaco,nel 1885 il giovane neurologo intraprende la carriera accademica ottenendo il posto di assistente universitario nell’istituto anatomico diretto da Francesco Todaro. Comincia un periodo di apprendistato quadriennale che lo condurrà nel 1889 a conseguire la libera docenza in Anatomia Umana normale e, solo quattro anni dopo, quella in Neuropatologia e Psichiatria (1894).Alla carriera accademica che occupò gran parte della sua vita, il Mingazzini seppe affiancare una duratura esperienza sentimentale che lo legò alla compagna e moglie Helene Bobrik (Mubrungen, 1 Gen 1870 – Roma, 3 Lug 1942) sino alla morte. Troviamo scritto a proposito della loro relazione:

|autore=Francis Schiller, Webb Haymaker}} Nonostante ciò la vicinanza della moglie sarà fondamentale, poiché è grazie a lei che imparerà a leggere pubblicazioni tedesche senza alcuna difficoltà, ravvivando costantemente i rapporti scientifici con la scuola neurologica e anatomopatologica di Monaco diretta da Franz Nissl.

Non ancora conseguita la prima libera docenza, Mingazzini cerca di prendere posto nella corrente anatomo-fisiologica romana partecipando a numerosi congressi, senza perdere mai di vista coloro che avevano segnato più di tutti il suo percorso accademico e non, vale a dire J. Maleschott e G. Sergi; è il 1887 quando il Mingazzini partecipa al XII congresso dell’Associazione medica italiana tenutosi a Pavia, occasione per presentare una serie di osservazioni neurologiche che solo un anno dopo prenderanno corpo nel lavoro Sopra 30 crani ed encefali di delinquenti italiani. La voce del Mingazzini acquista rilevanza sempre crescente, fin quando nel 1891 ottiene il posto di anatomopatologo presso l’ospedale-manicomio romano di S. Maria della Pietà nella sua sede della Lungara. Ivi fonda un laboratorio di anatomopatologia avanzato nelle indagini strumentali, ricco di preparati istologici e tagli seriali dell’encefalo. Laboratorio che reggerà nelle vesti di direttore.

Dopo i primi tre anni trascorsi presso l’ospedale di S. Maria della Pietà, nel 1893 nasce il primo figlio Ermanno Mingazzini (Roma, 25 Apr 1893 – Roma, 3 Mar 1965) il quale, una volta, conclusi gli studi liceali, seguirà le orme del padre iscrivendosi alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma. L’anno seguente consegue le libere docenze sopracitate (Neuropatologia e Psichiatria) così da ottenere nel 1896 la cattedra nella clinica neurologica di malattie nervose e mentali presso "La Sapienza" succedendo ad Ezio Sciamanna. Questi, grande neurologo e psichiatra italiano, continuò ad insegnare neurologia e clinica psichiatrica che dal 1895 rese autonoma dal manicomio. Il Mingazzini frattanto diviene padre per la seconda volta con l’arrivo del piccolo Paolino Mingazzini (Roma, 4 Genn 1895 - Roma, 4 Mar 1977) che diventerà un noto archeologo e docente.

Pur perseverando nel proprio lavoro, tanto da ricevere l'appellativo di “straordinario” nella ricerca e lo studio delle malattie mentali nel 1900 e l’ordinariato nel 1905, Giovanni Mingazzini continua ad adoperarsi incessantemente nella crescita e nel benessere del manicomio di S. Maria della Pietà dove, dopo diciassette anni trascorsi da autorità nel settore anatomopatologico, subentra nel 1907 a Clodomiro Bonfigli nella direzione della clinica neurologica, posto che occuperà fino al 1921 quando chiuderà la sede di via della Lungara. Sotto la nuova direzione la clinica neurologica si trasferisce dal manicomio ai locali di patologia medica del policlinico Umberto I, fino al 1924 in cui troverà collocazione in un edificio del quartiere universitario San Lorenzo. Nel frattempo Giovanni Mingazzini dovette lasciare la direzione del Laboratorio di Anatomiapatologica del Manicomio di Roma al collega Ugo Cerletti (1907).

Mingazzini, la SIN e l'Eugenetica Sulla Rivista di Patologia Nervosa e Mentale del 1907 una notizia avvisa i lettori che:

Il primo, forse il più celebre annuncio della costituzione della SIN (Società Italiana di Neurologia), evoluzione della Società Frenopatica (2 Giugno 1861), poi Freniatrica risalente al 1873, come luogo d’incontro tra i cultori delle scienze neurologiche e psichiatriche. Nel Settembre dello stesso anno si tiene la prima riunione della corrispettiva società tedesca, la Deutsche Gesellschaft fur Neurologie che, alla stregua della Società italiana, indebolisce il legame che ancora teneva strette Neurologia e Psichiatria, mentre si propugna un nuovo sodalizio tra Neuropatologia e Chirurgia.

Nessuna notizia sembra riguardare la neocostituita Società Italiana di Neurologia e non vi è alcun ragguaglio sull'iter che porta al I Congresso della società, l'8 Aprile 1908. In questa occasione svariati furono i temi affrontati: Fisiologia e patologia dei lobi frontali, relatore Leonardo Bianchi; Struttura della cellula nervosa, relatore Onofrio Fragnito; Le afasie, relatore Giovanni Mingazzini.

Sebbene già attivo nei seminari e congressi della Società Italiana di Neurologia in Mingazzini perdura un amore, seppur clinico, nei confronti della branca antropologica cui era rimasto legato in virtù dell’amicizia con G. Sergi. Fu così che in occasione della seduta del 21 Marzo 1913 della Società Romana di Antropologia, lo stesso Sergi assieme al collega Alfredo Niceforo, si fa promotore della formazione di un Comitato Italiano di Studi Eugenici e la cui commissione include, tra gli altri, anche gli psichiatri Antonio Marro e Giovanni Mingazzini.

In essa si precisa che lo scopo del comitato:

L’analisi proposta da Giovanni Mingazzini e da Sergi ha un timbro puramente conoscitivo, eppure numerosi furono i casi di interventisti ed interpreti originali delle teorie eugenetiche, si ricordi Giuseppe Lopriore, il quale arrivò a sostenere che:

Sempre più inevitabile appare oramai l’avvicinamento del Mendelismo all’Eugenica. Tale cambiamento porta con sé innovazione e ricerca in un ambito che, nell’italia della prima metà del secolo XX, aveva ricevuto ben poca attenzione. Nasce l’associazione degli eugenisti italiani nel 1919 con l'acronimo di SIGE (Società Italiana di Genetica ed Eugenica), sotto la direzione di Ernesto Pestalozza, Corrado Gini, Cesare Artom e lo stesso Mingazzini che andrà a farne parte come membro del Direttivo. A tal proposito questi ebbe a dire che le conoscenze biologiche sono a tal punto avanzate “da permettersi un intervento diretto nella funzione legislativa” e da legittimare la richiesta di “leggi anche a carattere draconiano a tutela della conservazione fisica e psichica dell’organismo”. Insomma, c’era da stare molto cauti.

La clinica di malattie nervose e mentali Nel 1919, dopo la morte di Augusto Tamburini, viene incaricato dell’insegnamento Sante De Sanctis, neo ordinario di Psicologia presso l’Istituto di Clinica Psichiatrica della Sapienza, incarico temporaneo destinato a terminare di lì a poco. Non a caso l’anno seguente la disciplina si fonderà per decreto del Ministero con la Neurologia (Malattie Nervose) nella nuova struttura che prende il nome di Clinica delle Malattie Nervose e Mentali. La cattedra è assegnata a Giovanni Mingazzini, noto per il carisma delle sue lezioni che conferiscono alla Psichiatria una marcata impronta neuropatologica basata sulla grande conoscenza dell’anatomia, dell’anatomia patologica e dell’istopatologia del Sistema Nervoso.

Derivata dalla fusione delle due discipline la Clinica delle Malattie Nervose e Mentali si trasferisce definitivamente in viale dell’Università 30 dove si trovano tutt’oggi la Neurologia e la Psichiatria, con la Scuola di Specializzazione in Psichiatria. Così come era stata concepita da Augusto Tamburini nel 1910 e attuata da Giovanni Mingazzini dieci anni più tardi, la disposizione attuale della nuova Clinica Neuropsichiatrica era la seguente: l’edificio presentava i reparti neurologico, psichiatrico, pensionato per paganti, radiologico, istologico, sierologico, di chimica biologica, oftalmologico, elettroterapico, fotografico, ambulatorio e la biblioteca.

Giovanni Mingazzini reggerà la Clinica delle Malattie Nervose e Mentali dal 1920 al 1929, quando nel 3 di Dicembre si spense a causa di un attacco di cuore nella città che sin da ragazzo lo aveva ospitato. La facoltà di Medicina e Chirurgia romana non acconsentendo all'orfanilità della Clinica propose la prestigiosa cattedra a Sante de Sanctis, che accettò di ricoprire solo a condizione che la sua precedente cattedra di Psicologia non andasse perduta, ma fosse invece messa a concorso.

Principali contributi scientifici