Gli stereotipi nei confronti degli ebrei sono rappresentazioni estremamente generalizzate degli ebrei, spesso di natura caricaturale e con una forte componente di pregiudizio ed antisemitismo. La diaspora ebraica è stata stereotipata per oltre duemila anni come capro espiatorio per una moltitudine di problemi sociali, come ad esempio: gli ebrei che agiscono sempre con una spiacevole ostilità nei confronti dei cristiani, i riti religiosi ebraici pensati come una minaccia verso la Chiesa e lo Stato e gli ebrei comunemente intesi come assassini di cristiani con le loro azioni estreme.

L'antisemitismo è poi proseguito e si è sviluppato nel corso dei secoli fino a raggiungere il suo culmine nella Germania nazista e durante la seconda guerra mondiale con la "Shoah". Il film muto del 1904 intitolato Cohen's Advertising Scheme ha stereotipato gli ebrei come dei mercanti intriganti.

Oggetti, frasi e tradizioni comuni utilizzate per enfatizzare o ridicolizzare l'ebraismo includono la pasta lievitata del bagel, i suonatori di violino, la tradizione musicale del Klezmer, il sottoporsi alla circoncisione, il lagnarsi piagnucoloso, il disputare e mercanteggiare ad ogni piè sospinto e l'espressione di varie frasi yiddish come Mazel tov, shalom e "Oy vey".

Storia L'autore Martin Marger scrive che "tutto un insieme di distinti e consistenti stereotipi negativi, alcuni dei quali possono essere rintracciati già nell'Europa medioevale, è stato applicato agli ebrei nel corso della storia". I temi propagandistici dell'antisemitismo, come l'"accusa del sangue", appaiono nel XII secolo e furono accompagnati ad aggressioni e pogrom contro gli ebrei. Europa medioevale La rappresentazione degli ebrei come nemici storici del cristianesimo e della cristianità costituisce a tutt'oggi il più dannoso stereotipo anti-ebraico il quale si riflesse nella letteratura del tardo X secolo fino all'inizio del XII. Gli ebrei furono spesso descritti come vere e proprie consorterie sataniche o come essere loro stessi dei diavoli, oltre che la vivida e palese "incarnazione del male assoluto"Gerstenfeld, Manfred. "Anti-Israelism and Anti-Semitism: Common Characteristics and Motifs ." Jewish Political Studies Review 19:1-2 (Spring 2007). Institute for Global Jewish Affairs, marzo 2007. consultato il 01-03-09..

Fisicamente gli ebrei sono stati ritratti come minacciosi, feroci, ribollenti, con verruche e altre deformità; fino a dotarli di corna, zoccolo fesso e marsina. Tale immaginario è stato ampiamente utilizzato secoli dopo nei temi propagandistici del nazionalsocialismo nel corso degli anni venti-quaranta del XX secolo. Questa propaganda si appoggiava essenzialmente sugli stereotipi ebraici per spiegare l'affermazione che voleva il popolo ebraico essere appartenente ad una "razza inferiore".

Sebbene gli ebrei non fossero particolarmente associati con la concessione di prestiti nell'antichità, uno stereotipo che li fa agire con estrema abilità in questa pratica è stato sviluppato a partire dall'XI secolo. Jonathan Frankel osserva che un tale stereotipo, anche se ovviamente reso un'esagerazione, conserva una solida base di realtà. Benché non tutti gli ebrei fossero prestatori di moneta, il divieto nei riguardi dell'usura della Chiesa cattolica, significava che gli ebrei erano i principali rappresentanti del mondo mercantile.

Caratteristiche fisiche Nelle caricature e nei cartoni animati si suppone spesso che gli ebrei abbiano grossi nasi,occhi scuri, le palpebre cadentiKenez, Peter (2013). The Coming of the Holocaust: From Antisemitism to Genocide. New York: Cambridge University Press. p. 98. . consultato l'11 dicembre 2016 . e la kippah usurata; lo scopo prevalente dello stereotipo del naso ebraico è quello di farne uno dei tratti maggiormente definiti per caratterizzare qualcuno come ebreo.

La diffusione dello stereotipo di raffigurare gli ebrei con un grande naso può essere fatto risalire al XIII secolo, questo secondo l'esperta in storia dell'arte Sara Lipton; la rappresentazione del naso uncinato si radicò nel corso dei secoli nell'immaginario europeoSara Lipton, (14 novembre 2014). The Invention of the Jewish Nose. The New York Review of Books. Consultato il 29 maggio 2016 .. Il più antico racconto caricaturale anti-ebraico è un dettagliato ghirigoro raffigurato nel margine superiore del libro erariale inglese Exchequer Receipt Roll del 1223: esso mostra tre ebrei dall'apparenza demente all'interno di un castello ed un altro ebreo in mezzo a loro con un grande nasoLipton, Sara (6 giugno 2016). "The First Anti-Jewish Caricature?". The New York Review of Books..

Gli ebrei sono stati anche ritratti come scuri di carnagione e affetti da irsutismo; esiste un fungo commestibile di bosco di color marrone, l'"Auricularia cornea" il quale viene ancor oggi comunemente denominato "orecchio peloso dell'ebreo"Discover Nature. James Cook University. consultato il 15 dicembre 2016 ..

Nella cultura popolare europea precedentemente al XX secolo i capelli rossi vennero comunemente identificati tra i tratti distintivi ebraici negativi in quanto rappresentazione figurativa di Giuda Iscariota; durante l'attività dell'inquisizione spagnola nel Sud Italia tutte le persone con i capelli rossi vennero identificate per essere ebreiThe Jewish Persona in the European Imagination: A Case of Russian Literature, By Leonid Livak, (Stanford University Press 2010).. In Italia i capelli rossi furono identificati con gli ebrei italiani e Giuda (colui che "tradì il Signore") venne tradizionalmente descritto con rossi capelli ricci sia nell'arte italiana sia in quella spagnolaJudas's Red Hair and The Jews, Journal of Jewish Art (9), 31–46, 1982, Melinnkoff R.M.

Gli scrittori da William Shakespeare a Charles Dickens identificano i personaggi ebrei dotandoli di folti capelli rossiShakespeare and the Mediterranean: the selected proceedings of the International Shakespeare Association World Congress, Valencia, 2001, Theatres and Performances, (University of Delaware Press, 2004), page 40.

Avidità e intelligenza Le accuse di essere avidi, spilorci ed eccessivamente attaccati ai soldi fanno parte dell'antisemitismo economico. Gli ebrei sono stati spesso stereotipati come ingordi e meschini per quanto riguarda il denaro; anche questo pregiudizio nacque nel Medioevo, quando la Chiesa vietava ai cristiani di prestare denaro con interessi (una pratica allora denominata come usura, anche se la parola prese poi il significato dell'addebito di un interesse eccessivo). Gli ebrei potevano quindi svolgere professioni ed attività proibite ai cristiani, come per l'appunto quella di usuraio, tanto che molti ebrei entrarono nel commercio del prestito su interesse. Ciò ha condotto fino a tutto il Rinascimento e oltre all'associazione degli ebrei con le pratiche di usura.

Pubblicazioni apocrife e antisemitiche come i Protocolli dei Savi di Sion e testi letterari come Il mercante di Venezia shakespeariano e Oliver Twist di Dickens rafforzarono lo stereotipo dell'ebreo disonesto; Dickens più tardi espresse il suo rammarico per la sua rappresentazione di Fagin (il ricettatore di beni rubati) fatta nel romanzo e nelle successive edizioni ridusse i riferimenti alla sua ebraicità.

Il personaggio di Mr. Riah nel romanzo dickensiano seguente, intitolato Il nostro comune amico, diventa un gentile creditore ebreo e può essere stato creato come una giustificazione dopo Fagin. Riferimenti e allusioni minori presenti ne Le mille e una notte, I tre moschettieri, Pattini d'argento e L'adolescente (la storia di un ragazzo che fa di tutto per poter diventare ricco come i Rothschild) sono solo alcuni esempi della prevalenza di queste percezioni negative.

Alcuni, come l'economista statunitense Paul Volcker, suggeriscono come un tale stereotipo sia diminuito, prevalentemente negli Stati Uniti d'America. Un sondaggio svolto su 1747 adulti statunitensi e condotto dall'Anti-Defamation League nel 2009, ha rilevato che il 18% crede che "gli ebrei abbiano troppo potere nel mondo degli affari", il 13% che "gli ebrei siano più predisposti di altri nell'utilizzare pratiche losche ed equivoche per ottenere quello che vogliono", mentre il 12% che "gli ebrei non sono altrettanto onesti degli altri uomini d'affari".

La frugalità, la parsimonia e la bramosia ebraica sono tra i temi tipici più popolari delle battute sugli ebrei, anche tra gli stessi ebrei (vedi storiella ebraica).

Lo stereotipo diventa particolarmente bizzarro se associato ad una presunta intelligenza superiore, della quale gli ebrei approfittano per guadagnare più degli altri: esiste infatti uno stereotipo secondo il quale gli ebrei sarebbero colpevoli di essere particolarmente intelligenti, approfittandosene per riuscire nella vita e nel lavoro più della media. L'intelligenza e i vantaggi che ne derivano sono considerati un difetto, una mancanza nei confronti dei non ebrei. Tra i principali sostenitori di questo stereotipo vi è lo psicologo statunitense Kevin MacDonald.

Prevalenza Stati Uniti

David Schneider scrive che "tre grandi gruppi di tratti fanno parte dello stereotipo ebraico; innanzitutto gli ebrei sono considerati potenti e manipolatori, in secondo luogo vengono accusati di dividere la loro lealtà tra gli Stati Uniti d'America e Israele; in terzo luogo vengono tratteggiati con i valori riguardanti il materialismo, l'aggressività e l'esclusivismo".

Circa un terzo dell'intera popolazione ebraica europea emigrò nel corso del XIX secolo e durante i primi decenni del XX; circa l'80% di questi immigrati scelse di andare negli Stati Uniti. Anche se non vi sono dubbi che la rappresentazione europea degli ebrei influenzasse i giudizi degli statunitensi, non vi furono mai (a differenza di quanto accadde in Europa) né massacri né restrizioni legali. Sulla base del fatto che l'intera popolazione statunitense è composta da immigrati, l'identità degli ebrei americani viene descritta come essere fluida, trattabile e altamente volontaria.

Con i primi insediamenti di comunità ebraiche facenti parte della Storia degli Stati Uniti d'America (periodo coloniale) venne nella generalità dei casi data agli ebrei la possibilità di vivere apertamente in quanto tali. L'atteggiamento verso gli ebrei - agli occhi delle autorità coloniali - fu che essi in realtà portassero diversi vantaggi all'intera popolazione, soprattutto nelle attività patrimoniali e commerciali. La maggior parte degli ebrei si stabilì nelle città portuali e prosperò nei mestieri industriali contando sui legami familiari e comunitari per le proprie contrattazioni e negoziazioni.

Migliorarono così l'immagine degli ebrei agli occhi dei primi statunitensi i quali gli permisero di vivere sin dall'inizio senza paura nelle loro case, con il loro cibo casher e a volte autorizzandoli ad affittare prima e a prendere possesso poi delle proprie abitazioni. L'esistenza del Colportore aprì però le possibilità di spargere stereotipi riguardanti l'aspetto esteriore: giubbetto e cravatta, con un cappello a larghe tese sempre ben calcato in testa, in quanto gli ebrei compresero ben presto che un cliente potenziale avrebbe avuto meno propensione di aprire la porta ad un uomo sporco e trasandato rispetto che ad uno in abiti eleganti.