Il II Gruppo è un gruppo di volo trasporti, inquadrato nella 46ª Brigata aerea dell'Aeronautica Militare. Ha origine dal 2º Gruppo caccia della Regia Aeronautica.

Storia Prima guerra mondiale Allo scoppio della prima guerra mondiale, nel dicembre 1914, il II Gruppo squadriglie con sede a Torino era formato dalla 5ª Squadriglia da ricognizione e combattimento, 6ª Squadriglia da ricognizione e combattimento e 8ª Squadriglia da ricognizione e combattimento Nieuport.

Si mobilita nel 1915 (dopo il mese di maggio) all'Aeroporto di Udine-Campoformido con la 6ª, 7ª Squadriglia da ricognizione e combattimento e 8ª Nieuport al comando del Capitano osservatore Lelio Gaviglio alle dipendenze della 2ª Armata.

Riceve dal I Gruppo la 2ª Blériot che poco dopo si scioglie, cede la 6ª al III Gruppo e riceve la 9ª Squadriglia da ricognizione e combattimento Farman operando fino a luglio con 7ª e 8ª Nieuport e 9ª Farman. Il 17 agosto 1915 viene sciolta la 7ª viene ed il Gruppo è ad Udine con la 2ª e la 9ª Farman MF 1914 (variante del Farman MF.11 a Campoformido e la 8ª Nieuport a Clauiano di Palmanova attribuita alla 3ª Armata.

Dopo lo scioglimento delle squadriglie Nieuport rimane con la 9ª Farman ed il 25 settembre riceve la 6ª Farman che il 7 ottobre va a Chiasiellis.

Il 31 gennaio 1916 riceve la 4ª Squadriglia da ricognizione e combattimento Farman ricognizione e combattimento di Pordenone. Dopo il 18 febbraio Gaviglio cede il comando al cap. Ercole Capuzzo ed a marzo cede la 9ª al Gruppo per l'artiglieria. Con il cambio dei nomi di tutte le squadriglie in aprile la 4ª diventa 29ª Squadriglia, la 6ª diventa 30ª Squadriglia ed al Gruppo arriva la 35ª Squadriglia Voisin. Il 29 maggio cede la 30ª al III Gruppo ed il 15 agosto riceve la 27ª Squadriglia e il 1º ottobre la 76ª Squadriglia caccia Nieuport.

Fino al 1916 il reparto ha effettuato 811 ricognizioni, 654 voli caccia, 142 bombardamenti per complessive 3.366 ore di volo di guerra, perdendo 21 aerei per cause varie e rivendicando 4 vittorie (76ª Sq.).

Al 1º gennaio 1917 il Gruppo è formato da 27ª, 29ª, 30ª, 35ª e 76ª; il 2 marzo riceve la 24ª ed il 12 la 40ª Squadriglia e 22ª Squadriglia. La 35ª si scioglie l'11 marzo ed il 10 aprile la 24ª e 29ª passano al 6º Gruppo caccia ed arriva la 41ª seguita il 21 aprile dalla 81ª Squadriglia aeroplani. In aprile riceve anche la 21ª Squadriglia ed il 9 maggio la 41ª va al VI Gruppo. In maggio il Gruppo è impegnato nella decima battaglia dell'Isonzo ed il 23 maggio compie un bombardamento di massa con 26 aerei scortati da 20 caccia. Nella decima battaglia il gruppo compie 1.010 voli di guerra per 1.580 ore. Il 15 luglio arriva la 132ª Squadriglia Pomilio, il 17 perde la 30ª Farman sciolta ed il 21 luglio la 27ª transita sui Pomilio. Il 25 luglio arrivano la 33ª Squadriglia e 35ª S.P. e trasferisce la 76ª e 81ª al VI Gruppo rimanendo reparto da ricognizione.

Il 10 agosto cede la 35ª al VI Gruppo; il 2 settembre cede la 132ª al 10º Gruppo ed arriva la 133ª Squadriglia. Il 14 settembre riceve la 114ª Squadriglia dal X Gruppo e cede la 33ª al 7º Gruppo autonomo caccia terrestre ed il nuovo comandante è il maggiore Gino Zanuso. Ad ottobre la 27ª passa al 12º Gruppo caccia e riceve la 118ª Squadriglia; dal 25 ottobre torna la 132ª e la 118ª passa al V Gruppo ed il 3 novembre la 22ª passa al XII Gruppo. Il 10 novembre il Gruppo del tenente colonnello Zanuso transita sotto il Comando di Aeronautica della 4ª Armata con le squadriglie a Casoni di Sedico.

Il 27 febbraio 1918 arriva la 3ª Sezione SVA del Campo di aviazione di Isola di Carturo ed a marzo la 113ª Squadriglia SAML passa al 9º Gruppo caccia e la 114ª SAML al XIX Gruppo. Il comando di Gruppo si sposta prima a Trucca e da maggio a Marsango. Il 30 giugno la 3ª Sezione SVA lascia il Gruppo ed arrivano la 27ª e 48ª SIA dal XII Gruppo e si sciolgono la 132ª e 133ª Pomilio. Il Gruppo si sposta a Castello di Godego e l'11 luglio Zanuso lascia il comando al cap. Vittorio Giovine.

Dopo la vittoria del 4 novembre il 1º dicembre perde la 27ª e 48ª che si sciolgono ed arrivano la 21ª SAML la 57ª SVA e si sposta all'Aeroporto di Aviano al comando del magg. Djalma Juretigh. Alla fine è composto dalla 21ª, 80ª Squadriglia caccia e 4ª Sezione SVA quando viene sciolto il 13 febbraio 1919.I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 36, 37, 38

Regia Aeronautica

Guerra d'Etiopia II II Gruppo ricognizione tattica della Regia Aeronautica, nasce il 1 novembre 1935 sull’aeroporto di Adi Ugri per ordine del Comando della III Brigata aerea nell'ambito della Guerra d'Etiopia formato da: 38ª Squadriglia; 41ª Squadriglia; 118ª Squadriglia.

Al 15 gennaio 1936 era all'Aeroporto di Axum e viene inquadrato nello Stormo aeroplani da ricognizione tattica.

Il Comando superiore Aeronautica AOI chiude il 18 dicembre 1937 il II Gruppo RT per l’AOI e la Squadriglia Ro.1 (IMAM Ro.1) libica per l’AOI vengono chiusi il 1 gennaio 1938.Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 94

Il nuovo 2º Gruppo caccia terrestre fu inquadrato il 15 gennaio 1936 nel neocostituito 6º Stormo caccia terrestre, presso l'aeroporto di Campoformido (UD).

Nel 1938 in Libia vi era il 2º Gruppo Aviazione Presidio Coloniale con la 23ª Squadriglia sugli IMAM Ro.1 ed i Caproni Ca.309 di El-Adem (poi Base aerea Gamal Abd el-Nasser), la 26ª Squadriglia sui Caproni Ca.309 all'Aeroporto di Berca e la 16ª Squadriglia Ro.1 di El-Adem.

Seconda guerra mondiale All’entrata in guerra dell’Italia (il 10 giugno 1940), il 2º Gruppo del 6º Stormo Caccia Terrestre era articolato sulla 150ª, 151ª e 152ª Squadriglia, equipaggiato con 34 Fiat C.R.32 e Caproni Ca.133, questi ultimi impiegati per il trasporto logistico del reparto e per i collegamenti. Inserito nella 4ª ZAT (zona aerea territoriale), era basato all'Aeroporto di Brindisi-Casale ed all'Aeroporto di Taranto-Grottaglie, con la 150ª Sqd. del cap. Tullio De Prato, la 151ª Sqd. del cap. Elio Fiacchino e la 152ª Sqd. del cap. Edoardo Tagliavini che disponevano di 9 CR 32 ognuna. Il Gruppo era al comando del magg. Giuseppe Baylon. In Libia al 10 giugno 1940 vi era il 2º Gruppo Aviazione Presidio Coloniale comandato dal Ten. Col. Oreste Andrei sui Caproni Ca.309 di El-Adem (poi Base aerea Gamal Abd el-Nasser) con la 16ª e 23ª Squadriglia per l'Aviazione Ausiliaria per l'Esercito.

Nei primi mesi di guerra (da giugno a novembre 1940), il Gruppo fu impiegato in pattugliamenti nel settore del basso Ionio, accumulando molte ore di volo e potendo transitare così sui Fiat G.50 Freccia. La prima azione di guerra la ebbe tra l’8 e il 14 luglio 1940, in occasione della battaglia di Punta Stilo.

In Africa Settentrionale Il 20 settembre 1940, diveniva Gruppo Autonomo, sempre al comando del magg. Baylon. Dal 28 ottobre, veniva impiegato in azioni nella Campagna italiana di Grecia con i G.50; la 150ª Sqd., era ancora equipaggiata con nove Fiat CR 32. Verso il settembre del 1940, perdeva la 151ª Sqd., destinata ad operare in Belgio con il C.A.I. (Corpo Aereo Italiano). A dicembre del 1940, il Gruppo si trasferisce in Africa, con la sua 150ª e 152ª Squadriglia, per un totale di 18 Fiat G.50 Freccia. Il 16 dello stesso mese, venne assegnata di rinforzo la 358ª Squadriglia, dotata anch’essa di nove Fiat G.50 Freccia e di un Caproni Ca.133. Così, con un organico di ca. 27 aerei, passava in A.S.I. (Africa Settentrionale Italiana), prendendo base a Castel Benito (Aeroporto di Tripoli) tra il 21 e il 23 dicembre 1940. Da Castelbenito iniziò ad operare in missioni di difesa del porto di Tripoli e dintorni, iniziando da subito a far i conti con le difficili condizioni ambientali.

Dal 1º gennaio 1941, iniziò ad operare dalla base di Marana (Cirenaica) nel Deserto del Sahara, ad est di Tmassa che si trova 161 km a sud-est di Sebha, soprattutto in missioni offensive di mitragliamento e spezzonamento, scorta ad unità aeree e l’intercettazione. Nel febbraio 1941 rientrava a Castelbenito, dove finalmente i velivoli vennero dotati di filtri antisabbia, che risolsero solo in parte i problemi inerenti all’usura dei motori. Con nuovi Fiat G.50AS Freccia, il reparto ricominciava l’intensa attività di scorta e caccia.

Da marzo a giugno, i caccia, dalla base di El Ftehja (Cirenaica), vicino a Derna (Libia), assicurarono la scorta dei bombardieri Junkers Ju 87B-2/R-2 Stuka del leggendario Comandante Giuseppe Cenni (PDF), della 239ª Squadriglia, ma anche quelli tedeschi ed i Br 20 del 98º Gruppo. Il Gruppo poteva disporre di pochi velivoli, a causa del problema della manutenzione. La zona di copertura era quella di Tobruk, Sollum e Sidi Barrani. In giugno forniva la copertura aerea anche alla 55ª Divisione fanteria "Savona", nella zona di Acroma nel distretto di al-Butnan.

Il 20 maggio 1941, diveniva definitivamente Gruppo Autonomo CT, visto che il 6º Stormo era passato in posizione “quadro”, ma gli aerei, solitamente, iniziavano a scarseggiare e solamente la 150ª Sqd. poteva essere impiegata con efficacia nel settore Cirenaico. L’11 luglio 1941, il reparto venne impiegato temporaneamente sulla base di Derna (Aeroporto di Martuba), da dove compì l'ultima missione, una scorta sulla rotta di andata e ritorno per Tobruk.

Senza più aerei in grado di volare, il 22 luglio 1941, il Gruppo venne rimpatriato.

Passaggio sui Reggiane Re.2001 Ebbe base a Treviso, e dopo alcuni mesi di inattività, il 26 dicembre 1941 la sua 152ª Squadriglia passò all'Aeroporto di Gorizia per iniziare il passaggio sui Reggiane Re.2001 Falco II. Alcuni piloti passarono a Ravenna, dove iniziarono a prelevare i primi aerei a Reggio Emilia. A Gorizia comunque i piloti ricevettero anche pochi Fiat C.R.42 Falco, da impiegare in missioni di caccia notturna e difesa territoriale.

Verso la metà di gennaio 1942 la 152ª Squadriglia venne raggiunta dal personale dalla 150ª Sqd. e subito dopo da quello della 358ª Sqd. La 150ª e 358ª Squadriglia erano state poste in posizione “quadro”, e riattivate solo nel marzo 1942, dopo che ricevette i Reggiane Re.2001. La 152ª Squadriglia intanto si stava occupando della conversione sui nuovi velivoli dei loro colleghi.

Nel marzo 1942 si ricostituiva ufficialmente a Ciampino il 2º Gruppo autonomo intercettori; qui i Re.2001, portavano l’emblema di Gruppo (il “Goletto”) e l’ogiva bianca, senza nessun distintivo di Squadriglia.

Ai primi di maggio il Gruppo, al comando del tenente colonnello Aldo Quarantotti, si trasferiva in Sicilia a Caltagirone con 18 aerei Re.2001, ricevendo il battesimo del fuoco sui cieli di Malta. Fu anche il battesimo del fuoco anche per i Re.2001 ed iniziano le scorte ai bombardieri, intercettazioni e missioni di caccia libera su Malta e dintorni.

Il 17 maggio del 1942, diciannove Re.2001 Falco II stavano compiendo una missione di scorta ad un singolo CANT Z.506 Airone, impiegato in un’operazione di soccorso sul Canale di Sicilia. La formazione aerea venne intercettata da sette Supermarine Spitfire decollati da Malta. Nel combattimento, furono abbattuti tre aerei inglesi, senza perdite per i cacciatori italiani; il solo Z.506 Airone, riportò alcuni danni.

Nel giugno dello stesso anno, era sempre a Santo Pietro di Caltagirone ed a metà dello stesso mese, circa quindici aerei passarono di base all'Aeroporto di Castelvetrano, per essere impiegati in attacchi contro le forze navali inglesi nel Mediterraneo. Quello stesso giorno veniva impiegato con 17 Re.2001 al comando di Quarantotti in una missione di scorta a 14 bombardieri Savoia-Marchetti S.M.79 Sparviero del 132º Gruppo AS, assieme a sette Macchi M.C.202 del 54º Stormo CT, mandati ad attaccare il convoglio inglese “Harpoon” nell'ambito della Battaglia di mezzo giugno. Questa formazione aerea, si scontrò con gli Hawker Hurricane di scorta al convoglio da bombardare.