Il Reggimento "Cavalleggeri di Lodi" è un reggimento dell'arma di cavalleria dell'Esercito italiano. Oggi appartiene alla specialità "cavalleria di linea"; attualmente è inquadrato nella Brigata meccanizzata "Pinerolo" di cui costituisce la pedina esplorante.

Fu un reggimento di cavalleria dell'Armata Sarda del Regno di Sardegna prima, e del Regio Esercito poi. Si distinse durante la presa di Roma e nella battaglia di Zanzur, avvenuta durante la guerra italo turca. Nel corso della prima guerra mondiale partecipò alla campagna di Macedonia e alla sesta battaglia dell'Isonzo, ma al termine del conflitto fu sciolto. Ricostituito nel corso della seconda guerra mondiale come Raggruppamento Esplorante Corazzato (R.E.Co.) "Cavalleggeri di Lodi", fu intensamente impiegato durante la campagna di Tunisia e, poi, nel corso dell'operazione Husky. Nel 1952 l'Esercito Italiano ricostituì il reparto, dapprima come squadrone, poi trasformato in successione in Gruppo Esplorante, Gruppo Squadroni Esplorante (G.E.D.), Gruppo Squadroni e infine nuovamente elevato a Reggimento. Dopo aver partecipato alla missione in Libano fu sciolto nell'ottobre 1995. Il suo stendardo, decorato con tre Medaglie d'argento al valor militare e con la Medaglia di bronzo al valor civile, venne trasferito al Sacrario delle Bandiere al Vittoriano, Roma.

Il 10 dicembre 2019 lo stendardo lasciò il Vittoriano per essere trasferito a Lecce dove il Reggimento "Cavalleggeri di Lodi" (15°) viene ricostituito il 10 gennaio 2020 nell'ambito della Brigata meccanizzata "Pinerolo" per trasformazione del 31º Reggimento carri.

Storia

Dopo la fine della seconda guerra d’indipendenza,. che terminò con l’annessione al Regno di Sardegna della Lombardia, Paolo Griffini,. eroe della Cavalleria piemontese decorato con la Medaglia d'oro al valor militare, chiese insistentemente al re Vittorio Emanuele II che il nome della sua città natale fosse assegnato a uno dei nuovi reggimenti di cavalleria allora in fase di nuova costituzione. La costituzione del Reggimento fu formalizzata con Regio Decreto 25 agosto 1859, che stabilì che il reparto fosse composto da uno Stato maggiore, quattro squadroni attivi e uno deposito, secondo le tabelle organiche annesse al Regio Decreto dell’11 marzo 1852, e assumesse il nome di “Cavalleggeri di Lodi”.. Il reparto fu ufficialmente costituito il 16 settembre ad Alessandria, inquadrando elementi lombardi provenienti dallo sconfitto Esercito austriaco, a uomini appartenenti al 3º squadrone del "Nizza Cavalleria", del 1° "Cavallereggi di Saluzzo" e del 4° "Cavallereggi di Alessandria", per una forza complessiva di 24 ufficiali, 515 uomini e 358 cavalli. Primo comandante fu nominato il maggiore Giacinto Felice Manuel di San Giovanni. La circolare nº 77 del 13 ottobre 1859 firmata dal Ministro della Guerra Alfonso La Marmora, ne specificò l’uniforme e l’armamento.Le armi erano quelle della cavalleria leggera: sciabola modello 1834, moschetto (da portare a tracolla) modello 1833 a percussione, calibro 17.5, del peso di 2.400 grammi e lungo cm. 85; e pistola modello 1844, calibro 17, del peso di 1.010 grammi e lunga cm. 34, a percussione. Il nuovo reggimento fu inizialmente mandato a Saluzzo, da dove si trasferì a Chambéry, capitale della Savoia, il 24 novembre successivo. In seguito alla cessione della regione alla Francia, il reggimento rientrò in Italia, raggiungendo Vercelli il 6 aprile 1861, mentre lo squadrone deposito raggiunse Lodi il 17 dello stesso mese, insieme al nuovo comandante, il tenente colonnello Carlo Vicario di San Agabio.

A partire dal 30 gennaio 1863. il reggimento viene trasferito nel sud Italia, per essere impiegato in attività di repressione del brigantaggio,. prendendo posizione ad Aversa a partire dal 10 marzo dello stesso anno. Le operazioni militari iniziarono il 27 aprile da Campobasso, e il primo scontro avvenne il 5 ottobre quando il 1º Squadrone si scontrò con la banda del Brigante Michele Caruso a Masseria Francavilla, ma i malviventi riuscirono a fuggire dopo un violento scontro. Il 21 febbraio 1864 il 1º Squadrone si scontrò con una numerosa banda di malviventi a Torre Oppido,. in provincia di Bari, e il 9 luglio con la banda di Carmine Crocco, al secolo Carmine Donatelli,. a Canestrelli Ofanto che causò un notevole numero di perdite tra i briganti..

All’inizio del maggio 1866. il Reggimento partì per il nord Italia in vista delle operazioni belliche contro l’Austria-Ungheria, schierandosi a Ferrara. Il 23 giugno il reggimento iniziò le operazioni belliche, che a fasi alterne, terminarono con il trattato di pace firmato il 3 ottobre che vide il reggimento riunire i suoi reparti a San Quirino.. Nel gennaio 1867 il reggimento stabilì la sua sede a Vicenza, trasferendosi poi, l’11 luglio 1869, a Bologna. Nel settembre 1870 il reggimento partecipò all’invasione dello Stato Pontificio,. entrando a Roma il 20 settembre dello stesso mese.. Rientrato nella sede di Bologna, con Regio Decreto del 10 settembre 1871 la forza del reggimento aumentò a 49 ufficiali, 1.014 uomini con 748 cavalli.. L’8 agosto 1900 un reparto di formazione su due squadroni partecipò a Milano ai funerali di Re Umberto I, assassinato a Monza il 29 luglio precedente..

A partire dal 15 agosto 1911. il 1º e il 3º squadrone sbarcarono a Tripoli, in Libia, per partecipare alla guerra con i turchi, accampandosi successivamente nell’oasi di Henni Bu-Meliana per entrare in combattimento nella notte tra il 25 e il 26 ottobre. Per il coraggio dimostrato nel corso dell’azione, il tenente Paolo Solaroli di Briona. fu decorato con la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.. L’8 giugno 1912 il reggimentoIl mezzo reggimento, insieme ai similari "Cavallereggi Guide" e "Lancieri di Firenze" faceva parte della Brigata di cavalleria al comando del generale Luigi Coardi di Bagnasco e di Carpeneto. prese parte alla vittoriosa battaglia di Zanzur.. Il 20 settembre, durante il combattimento di Sidi-Bilal,. cade colpito a morto il comandante il maggiore Giuseppe De DominicisVeterano delle guerre d'Africa, tre volte decorato al valor militare. che fu decorato con la Medaglia d'argento al valor militare alla memoria.. Dopo la fine ufficiale della guerra i reparti del reggimento presero parte alle operazioni di controguerriglia, e il 23 ottobre,. 1912 durante il combattimento di Monterus Nero gli squadroni caricarono insieme allo Squadrone "Savari libici"Lo squadrone "Savari libici" era al comando del capitano Guarinini-Matteucci. contro formazioni arabe che avevano accerchiato una colonna italiana, formata dalla 1ª Divisione al comando del generale Clemente Lequio di Assaba. Per questa azione la bandiera del reggimento fu decorata con la seconda Medaglia d’argento al valor militare, mentre il comandante dei reparti, maggiore Roberto Brussi fu decorato con la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia..

Prima guerra mondiale Nel corso del 1914 il mezzo reggimento rientrò. in Italia, ma poco dopo il 1º Squadrone fu nuovamente inviato in Libia. All’atto dell’entrata in guerra dell’Italia, avvenuta il 24 maggio 1915, il reggimento lasciò la guarnigione di Napoli per raggiungere la zona di operazioni il 1º giugno successivo.. Il 24 maggio 1916 alcuni squadroni furono trasferiti in Albania, in forza alla 38ª Divisione,. per combattere contro le truppe austro-ungariche nel settore del Vojussa. mentre altri reparti si distinsero nell'occupazione di Gorizia.. Nel 1918 il 7º e 8º Squadrone furono trasferiti sul fronte francese. con compiti di collegamenti, i reparti si schierarono a cavallo della valle dell’Ardre, tra Reims e la Marna.

Nel settore dei Balcani alcuni reparti presero parte, in forza alla 35ª Divisione, all’occupazione della Bulgaria avvenuta a partire dall’ottobre 1918, rimanendovi come forza di occupazione fino all’anno successivo.. Una volta rientrati in patria tutti i reparti, in seguito al riordinamento dell’esercito il reggimento fu ufficialmente sciolto il 20 aprile 1920.. Seconda guerra mondiale Lo scoppio della seconda guerra mondiale vedeva in linea generale le forze armate italiane notevolmente distanziate sul piano tecnologico rispetto agli eserciti alleati.

In particolare l'arma di cavalleria, afflitta da mille remore conservatrici che nel ventennio tra le due guerre ne impedirono la meccanizzazione, entrava in guerra con le proprie unità ancora "a cavallo", cioè con armamento, addestramento, ordinamento e capacità complessive del tutto inadeguate rispetto alle esigenze della guerra meccanizzata. Con l'esclusione di alcuni reparti corazzati che vennero costituiti nei primi anni di guerra e impiegati autonomamente distaccati dai reggimenti cui solo nominalmente appartenevano, il grosso della cavalleria preferì conservare le proprie caratteristiche tradizionali benché ormai fosse chiaro a tutti che erano del tutto obsolete. La riconversione di un paio di reggimenti di cavalleria in unità corazzate avvenne infatti con incolmabile ritardo e non poterono risultare impiegabili se non agli inizi del 1943. Lodi fu fra i reggimenti di cavalleria designati ad assumere fisionomina meccanizzata.

A 22 anni di distanza dal suo scioglimento, il reggimento venne dunque ricostituito su mezzi meccanici, presso la Scuola di cavalleria di Pinerolo il 15 febbraio 1942 con la denominazione di Raggruppamento Esplorante Corazzato (R.E.Co.) "Cavalleggeri di Lodi" al comando del colonnello Tommaso Lequio di Assaba.. con circolare 0024320, del 17 gennaio 1942 La sede del comando era ad Abbadia Alpina e i reparti a Cumiana, a Bricherasio, a San Secondo e a Osasco. Al primo nucleo formativo il "I Gruppo A di Savoia Cavalleria" al completo, che era nella zona di Pontinia, agli ordini del maggiore principe Vitaliano Borromeo Arese, impiegato in difesa costiera, con 4 squadroni e un plotone comando, con maggioranza di cavalieri lombardi, gli fu affiancato il "Gruppo corazzato di addestramento" della Scuola di cavalleria, dislocato a None, agli ordini del maggiore Ettore Bocchini Padiglione. i reparti vennero completati con elementi tratti da tutti i reggimenti e dalla Scuola, con prevalenza di coloro che avessero frequentato corsi di addestramento per autoblindo; Il "Nizza" Cavalleria cedette effettivi di 3 squadroni già bene addestrati e costituì, al proprio deposito, quello del "Lodi".

La formazione del R.E.Co era la seguente: comando squadrone comando I Gruppo 1º Squadrone autoblindo 2º Squadrone motociclisti 3º Squadrone carri L-6/40. II Gruppo Squadrone motociclisti Squadrone carri L6/40 Squadrone contraerei da 20 mm Squadrone semoventi controcarro L40 da 47/32

Il 15 aprile, con la circolare 0030850/3 del 9 aprile, dello Stato maggiore del Regio Esercito, venne assegnato un Gruppo semovente da 75/18, su 2 batterie. In primavera il R.E.Co. venne inviato nella zona di Pordenone, a disposizione dell'8ª Armata, in attesa di partire per il fronte russo, nell'estate nella zona di Savona, a disposizione della 10ª Divisione fanteria "Piave" per partecipare all'eventuale occupazione della riviera mediterranea francese e nel settembre, per l'ordine 081630/307, del 19 settembre, dello Stato maggiore, ebbe, come destinazione l'Africa settentrionale, presso il XX Corpo d'armata di manovra, per la difesa del Sahara libico e venne inviato ai porti d'imbarco.