Il rapporto fra religione e scienza è stato da sempre un oggetto di studio di filosofi, teologi, scienziati e altri, fin dall'antichità classica.
Le prospettive sono diverse in base alle regioni geografiche, le culture e le epoche storiche, alcune delle quali caratterizzano il rapporto come un conflitto, altre lo descrivono come armonioso e pacifico, e altre ancora dicono che vi sia una minore interazione.
Introduzione La scienza ammette la ragione, l'empirismo, e l'evidenza, mentre le religioni includono rivelazione, fede e sacralità sebbene ammettano anche spiegazioni filosofiche e metafisiche riguardo allo studio dell'universo. Sia la scienza, sia la religione, sono complessi tentativi sociali e culturali che variano fra le culture e che hanno subito cambiamenti nel tempo.Stenmark, Mikael (2004). How to Relate Science and Religion: A Multidimensional Model. Grand Rapids, Mich.: W.B. Eerdmans Pub. Co. ISBN 0-8028-2823-X. Molte delle innovazioni scientifiche e tecniche antecedenti alla Rivoluzione scientifica furono ottenute da società organizzate sulla base di tradizioni religiose. Inoltre, molti elementi del metodo scientifico furono dovuti a pionieri pagani, islamici e cristiani. Durante l'Età dell'oro islamica, furono gettate le fondamenta del metodo scientifico da Ibn al-Haytham.Haq, Syed (2009). "Science in Islam". Oxford Dictionary of the Middle Ages. ISSN 1703-7603. Retrieved 2014-10-22.G. J. Toomer. Toomer p. 464: "Schramm sums up [Ibn Al-Haytham's] achievement in the development of scientific method." Ruggero Bacone, che viene spesso accreditato come colui che formalizzò il metodo scientifico, era un frate francescano.Clegg, Brian. . Carroll and Graf Publishers, NY, 2003 L'induismo storicamente ha abbracciato la ragione e l'empirismo, con l'idea che la scienza apportasse una legittima, ma incompleta conoscenza del mondo. Il pensiero confuciano considerò differenti visioni della scienza nel tempo. Molti buddisti oggi vedono la scienza come complementare alle proprie credenze. Mentre la classificazione del mondo materiale degli antichi Indiani e Greci nell'aria, terra, fuoco e acqua era più filosofica, i medio-orientali medievali impiegavano l'osservazione pratica e sperimentale per classificare i materiali.Science and Islam, Jim Al-Khalili. BBC, 2009
Tuttavia, eventi storici in Europa come il processo a Galileo Galilei, insieme alla Rivoluzione scientifica e all'Età dei Lumi, portarono gli studiosi come John William Draper a postulare una tesi di conflitto che considera la religione e la scienza due discipline da sempre in conflitto metodologicamente, politicamente e fattualmente, nel corso della storia. Questa tesi è sostenuta da alcuni scienziati contemporanei, come per esempio Richard Dawkins, Steven Weinberg e Carl Sagan, e alcuni creazionisti. Mentre la tesi di conflitto resta popolare al pubblico, essa ha perso l'appoggio di molti storici della scienza contemporanei.Colin Archibald Russel (2002), in G.B. Ferngren (curatore), Science & Religion: A Historical Introduction, Johns Hopkins University Press, p. 7, ISBN 0-8018-7038-0: The conflict thesis, at least in its simple form, is now widely perceived as a wholly inadequate intellectual framework within which to construct a sensible and realistic historiography of Western science.Shapin, S. (1996). The Scientific Revolution. University of Chicago Press. p. 195. In the late Victorian period it was common to write about the ‘warfare between science and religion’ and to presume that the two bodies of culture must always have been in conflict. However, it is a very long time since these attitudes have been held by historians of science.Brooke, J. H. (1991). Science and Religion: Some Historical Perspectives. Cambridge University Press. p. 42. In its traditional forms, the conflict thesis has been largely discredited.
Ma molti scienziati, filosofi, e teologi, nel corso della storia, come Francisco J. Ayala, Kenneth R. Miller e Francis Collins, hanno visto compatibilità o indipendenza fra la religione e la scienza. Il biologo Stephen Jay Gould, altri scienziati, e alcuni teologi contemporanei considerano la religione e la scienza come due magisteri non sovrapponibili, in quanto si rivolgono fondamentalmente a forme separate di conoscenza e aspetti della vita. Alcuni teologi o storici della scienza, fra cui John Lennox, Thomas Berry, Brian Swimme e Ken Wilber, propongono un'interconnessione fra la religione e la scienza, mentre altri come Ian Barbout credono che siano perfino parallele.
L'accettazione pubblica dei fatti scientifici può essere influenzata dalla religione; molti negli Stati Uniti respingono l'evoluzione per selezione naturale specialmente con riguardi verso gli esseri umani. Ciò nonostante, l'Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti ha scritto che «l'evidenza dell'evoluzione può essere completamente compatibile con la fede religiosa», una visione ufficialmente promossa da molte confessioni religiose nel globo.Committee on Revising Science and Creationism: A View from the National Academy of Sciences and Institute of Medicine of the National Academies (2008). . National Academy of Sciences.
Storia dei concetti di "religione" e "scienza" I concetti di "scienza" e "religione" sono un'invenzione recente: "religione" risale al XVII secolo, al periodo della colonizzazione, della globalizzazione, e della Riforma protestante,Harrison, Peter (2015). The Territories of Science and Religion. University of Chicago Press. ISBN 0-226-18448-X.Nongbri, Brent (2013). Before Religion: A History of a Modern Concept. Yale University Press. ISBN 0-300-15416-X.Josephson, Jason Ananda (2012). The Invention of Religion in Japan. University of Chicago Press ISBN 0-226-41234-2. "scienza" risale al XIX secolo, al periodo dei tentativi di definizione stretta degli studiosi della natura,Cahan, David, ed. (2003). From Natural Philosophy to the Sciences: Writing the History of Nineteenth-Century Science. Chicago: University of Chicago Press. ISBN 0-226-08928-2.Numbers, Ronald; Lindberg, David, eds. (2003). When Science and Christianity Meet. Chicago: University of Chicago Press. ISBN 0-226-48214-6. e "religione e scienza" è un'espressione che risale al XIX secolo, a causa della reificazioneProcesso per cui una persona o un rapporto sociale si fanno res, "cosa". AA.VV., Enciclopedia della Filosofia, in Le Garzantine, N-Z, 2006 di entrambi i concetti. I termini "Buddismo", "Induismo", "Taoismo", e "Confucianesimo" risalgono al XIX secolo. Nel mondo antico e medievale, le radici etimologiche latine sia di scienza (scientia), sia di religione (religio), erano intese come qualità interiori dell'individuo o virtù, mai come dottrine, pratiche, o effettive fonti di conoscenza.
Solo nel XVII secolo il concetto di "religione" assunse la sua forma moderna, in quanto gli antichi testi come la Bibbia, il Corano, e altri testi sacri non possedevano alcun concetto di religione nelle lingue originarie, e nemmeno lo avevano le persone o le culture nelle quali questi testi sacri furono scritti. Nel XIX secolo, Max Müller fece notare che ciò che oggi viene chiamato religione antica, sarebbe stato chiamato "legge" nell'Antichità.Max Müller. . p. 28. Per esempio, non esiste un preciso termine equivalente a "religione" in Ebraico, e il Giudaismo non distingue chiaramente tra le identità religiose, nazionali, razziali o etniche.Hershel Edelheit, Abraham J. Edelheit, , p. 3, citing Solomon Zeitlin, The Jews. Race, Nation, or Religion? ( Philadelphia: Dropsie College Press, 1936). La parola sanscrita "dharma", a volte tradotta come "religione", significa anche legge o dovere. Durante la classicità dell'Asia meridionale, lo studio della legge consisteva in concetti come la penitenza per mezzo della pietà e le cerimonie in aggiunta a tradizioni pratiche. Il Giappone medievale all'inizio ebbe un'unione simile tra il "potere imperiale" e l'universale "legge di Buddha", ma queste in seguito divennero indipendenti fonti di potere.Kuroda, Toshio and Jacqueline I. Stone, translator. Japanese Journal of Religious Studies 23.3–4 (1996)Neil McMullin. Buddhism and the State in Sixteenth-Century Japan. Princeton, N.J. : Princeton University Press, 1984. Durante la sua lunga storia, il Giappone non ebbe un concetto di "religione", in quanto non esisteva una parola giapponese corrispondente, nemmeno nient'altro di vicino a questo significato, ma quando le navi da guerra americane apparvero nei pressi delle coste del Giappone nel 1853 e forzarono il governo giapponese a siglare trattati, richiedendo, fra altre cose, la libertà di religione, il paese ebbe a che fare con questa idea occidentale.
Solo nel XIX secolo il concetto di "scienza" assunse la sua forma moderna con nuovi titoli professionali, come per esempio "biologia" e "biologo", "fisica" e "fisico", fra altri campi tecnici e titoli; vennero fondate istituzioni e comunità, e si verificarono applicazioni e interazioni senza precedenti con altri aspetti della società e della cultura. Il termine scienziato fu coniato per la prima volta dal naturalista-teologo William Whewell nel 1834 e fu applicato a coloro che ricercavano la conoscenza e la comprensione della natura.Oxford English Dictionary data l'origine del termine "scientist" al 1834. Dal mondo antico, a partire da Aristotele, fino al XIX secolo, il termine "filosofia naturale" era l'espressione comunemente utilizzata per descrivere la pratica dello studio della natura.Grant, Edward (2007). A History of Natural Philosophy: From the Ancient World to the Nineteenth Century. Cambridge: Cambridge University Press. ISBN 0-521-68957-0. L'opera di Isaac Newton Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687), il cui titolo si traduce con "Principi matematici della filosofia naturale", riflette l'allora corrente utilizzo delle parole "filosofia naturale", simile a "studio sistematico della natura". Anche nel XIX secolo, un trattato di Lord Kelvin e Peter Guthrie Tait, che aiutò a definire molta della fisica moderna, era intitolato Treatise on Natural Philosophy (1867).
Scienza e fede in Occidente fino al XX secolo
L'incontro tra fede e ragione nel Medioevo
Agostino d'Ippona
Aurelio Agostino d'Ippona (354-430) fu responsabile dell'incontro tra la fede cristiana e il platonismo. Con Agostino, possiamo quindi parlare di un rapporto fra la fede religiosa e la ragione critica della filosofia, ma non ancora di un rapporto con la scienza moderna che pretende la prova sperimentale.
La "seconda navigazione" di Platone costituisce una delle più grandi conquiste del pensiero occidentale, vale a dire il guadagno della dimensione soprasensibile. Secondo Platone, saremmo più sicuri se avessimo una divina rivelazione, un divino logos (discorso) a cui affidarci; una tale rivelazione sarebbe una nave più solida. La tesi di Agostino è la seguente: alcuni filosofi hanno compreso che c'è l'aldilà, ma la ragione umana da sola non poteva dare agli uomini il mezzo con cui pervenire nell'aldilà. Tale mezzo è la croce di Cristo. Perciò, per Agostino, fede e ragione sono complementari, tesi riassunta nella formula «credo ut intelligam, intelligo ut credam» (credo per capire, capisco per credere); questa è la cosiddetta "terza navigazione".