Biografia Róbert Bezák è nato a Prievidza il 1º marzo 1960 in una famiglia devota e fin da bambino ha preso in considerazione l'idea di diventare prete.
Formazione e ministero sacerdotale Dopo la scuola primaria e secondaria ha continuato gli studi presso il liceo di Prievidza dove si è diplomato nel 1979. In seguito ha studiato nella Facoltà teologica di Bratislava. Nel 1979 è entrato in segreto nella Congregazione del Santissimo Redentore e ha pronunciato i primi voti. Nel 1983 ha professato i voti perpetui. Dal momento che l'appartenenza all'Ordine era proibita non lo ha detto nemmeno ai genitori e ai compagni di studio nella facoltà.
Durante il secondo anno di studi universitari ha collaborato con l'Associazione cattolica del clero "Pacem in terris" che mirava a normalizzare i rapporti tra Stato e Chiesa. Ha anche partecipato a uno sciopero della fame organizzato dalla stessa associazione. Per questo è stato interrogato dalla polizia segreta ma non ha collaborato. Nel febbraio del 1988 è stato sotto indagine della polizia segreta con il nome in codice di Sebastian.
Il 14 giugno 1984 è stato ordinato presbitero a Banská Bystrica dal vescovo Jozef Feranec. Dal 1984 al 1990 è stato vicario parrocchiale a Brezno, Detva e a Žiar nad Hronom e amministratore parrocchiale a Sklené Teplice, Tužina e Uľanka. Dal 1990 al 1993 ha studiato per la licenza in teologia morale presso l'Accademia alfonsiana a Roma. Nel 1993 è stato eletto vice-provinciale dei Padri Redentoristi in Slovacchia e ha quindi interrotto gli studi. Tre anni dopo è stato eletto presidente della Conferenza dei superiori maggiori del suo paese. Dal 1994 al 2000 ha insegnato teologia morale all'Istituto teologico di Banská Bystrica e all'Aloisianum dell'Università di Trnava. Dal 2005 al 2008 è stato amministratore del santuario mariano di Staré Hory e dal 2008 alla nomina episcopale è stato amministratore della parrocchia del quartiere Radvaň di Banská Bystrica e superiore della casa dei redentoristi nella medesima parrocchia.
Ministero episcopale Il 18 aprile 2009 papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo di Trnava. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 6 giugno successivo dal cardinale Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, coconsacranti l'arcivescovo Mario Giordana, nunzio apostolico in Slovacchia, e l'arcivescovo di Bratislava Stanislav Zvolenský. Era il più giovane vescovo del suo paese.
Fin da subito ha cercato attuare la sua visione di "Chiesa aperta" in accordo con le direttive del Concilio Vaticano II. Ha quindi creato centri di aiuto con lo scopo di prestare aiuto a gente socialmente più debole e senza casa e ha introdotto regolari incontri con i fedeli al fine di favorire i contatti con il popolo e in cui i fedeli potevano porgli qualsiasi domanda. Ha anche aperto al pubblico diversi spazi della Curia e in essi ha aperto una galleria, un ristorante e un collegio per la formazione cristiana degli studenti e ha istituito la Web TV dell'arcidiocesi. Regolarmente informava i fedeli delle sue attività per mezzo della sua pagina internet e ha introdotto in Slovacchia un'iniziativa già diffusa all'estero: "La notte delle chiese". Ha anche adottato diverse misure per favorire un governo aperto, trasparente e responsabile dei beni dell'arcidiocesi.
Proprio per questo motivo, in accordo con lo sforzo della Chiesa per la trasparenza e il rispetto della legge nel trattamento dei suoi beni, ha informato più volte la Santa Sede circa i gravi problemi connessi all'amministrazione dell'arcidiocesi durante l'episcopato del suo predecessore, monsignor Ján Sokol. Questi nel paese è considerato una persona controversa. Secondo diverse inchieste giornalistiche in passato avrebbe collaborato con la polizia segreta del regime comunista cecoslovacco e amministrato male i beni dell'arcidiocesi. Grande collaboratore di Ján Sokol è stato per anni Štefan Náhlik, registrato come collaboratore della polizia segreta, al quale l'arcivescovo ha affidato ampie responsabilità in finanziario e nella gestione del personale. In una lettera inviata nel 1999, l'allora vescovo ausiliare e vicario generale Dominik Tóth lo ha però definito inadeguato nel ricoprire i suoi incarichi.
Dopo il suo insediamento monsignor Bezák ha riscontrato che i conti dell'arcidiocesi erano effettivamente in disordine. Sono emersi diversi cosiddetti "conti neri" che non figuravano nei libri contabili dell'arcidiocesi con movimenti finanziari di grosse somme, inclusi diversi prelievi in contanti. Molti dei conti neri sono stati chiusi nel 2008 e nel 2009. È emersa inoltre l'impossibilità di verificare l'origine di alcune entrate (donazioni e assegni) e la sigla di contratti molto svantaggiosi per l'arcidiocesi. Il suo predecessore concedeva l'affitto di vasti terreni della diocesi a prezzi irrisori a persone amiche che, a loro volta, riaffittavano gli stessi terreni a terzi, ad un prezzo decisamente superiore. È emerso anche che una somma considerevole era stata trasferita sul conto privato personale dell'arcivescovo Ján Sokol. Questi allo stesso tempo aveva un conto all'Istituto per le opere di religione che definiva il suo conto privato, anche se il permesso per creare questo conto lo aveva ottenuto l'arcidiocesi e non la persona privata del suo arcivescovo.
L'arcivescovo Bezák ha avvertito i rischi connessi con i fatti menzionati e ha cercato di risolvere tutto responsabilmente nell'ambito della gerarchia ecclesiastica. Ha quindi informato le autorità competenti della Chiesa ovvero il nunzio apostolico, l'arcivescovo metropolita di Bratislava, la Segreteria di Stato della Santa Sede e il prefetto della Congregazione per i vescovi. Ha anche chiesto alle autorità menzionate di investigare su questi fatti.
Il 22 gennaio 2012 è giunta nell'arcidiocesi la delegazione guidata dal vescovo di Litoměřice Jan Baxant che avrebbe effettuato una visita apostolica. Monsignor Bezák pensava che questa fosse una risposta al suo invito di esaminare le incongruenze nell'amministrazione dell'arcidiocesi durante l'episcopato del suo predecessore. Era vero il contrario. È emerso che la visita era diretta a verificare l'operato di monsignor Bezák che si sarebbe reso colpevole di diverse dichiarazioni contrarie alla dottrina ecclesiastica. La visitazione non ha nemmeno sfiorato l'ambito economico. Monsignor Baxant non ha esaminato alcun documento durante la visita e non è andato a verificare i fatti negli spazi della curia arcivescovile. Inoltre ha interrogato solamente persone scelte in anticipo e non i rappresentanti delle comunità dei religiosi, i rappresentanti delle conferenze episcopali circostanti. Non ha nemmeno invitato i laici a fornire una è propria opinione sul loro vescovo. Il 25 gennaio 2012 i decani e i membri del collegio dei consultori, anche se originariamente non erano stati invitati a parlare nel quadro della visita, hanno chiesto un appuntamento con il vescovo Baxant durante il quale gli hanno consegnato una lettera comune in favore dell'arcivescovo Bezák. Dubbi connessi sull'andamento e sulla forma della visita sono stati espressi anche dal presidente della Conferenza episcopale František Tondra. La visita si è conclusa il 1º febbraio 2012. Monsignor Bezák, pur essendo l'indagato, non aveva avuto la possibilità di esprimersi a proposito delle contestazioni a lui rivolte e delle conclusioni della visita apostolica come è solito in tali circostanze. Come ha confermato lo stesso monsignor Baxant, l'arcivescovo Bezák non era stato informato dei risultati. Tra il 31 gennaio e il 2 febbraio 2012 i fedeli laici hanno preparato una veloce petizione per appoggiare il loro arcivescovo e sono state raccolte circa 350 firme che sono state inviate al visitatore apostolico e alla nunziatura apostolica a Bratislava. Dato però che la visita era finita in anticipo, un incontro personale con il vescovo Baxant non è stato più possibile.
Il 3 maggio 2012 monsignor Bezák ha ricevuto una lettera del nunzio apostolico Mario Giordana in cui era scritto che, in connessione con la visita apostolica, il prefetto della Congregazione per i vescovi gli rivolgeva undici domande alle quali egli doveva rispondere e che doveva restringere il suo governo pastorale alla sola gestione economica dell'arcidiocesi. Poteva continuare soltanto con l'amministrazione ordinaria. Le domande avevano per oggetto alcune sue dichiarazioni su sacerdozio femminile, celibato ecclesiastico e rapporti prematrimoniali, sul suo comportamento e su presunte frequentazioni con persone di dubbia fama. L'arcivescovo Bezák ha risposto in maniera rispettosa ma decisa alle domande che però ha definito umilianti. All'incontro personale che ha avuto il 26 giugno successivo con il nunzio apostolico, quest'ultimo gli ha consegnato una lettera da lui firmata, in cui gli faceva sapere che papa Benedetto XVI lo invitava a presentare per iscritto le sue dimissioni. La lettera non conteneva le motivazioni che avevano spinto il papa a compiere questo passo. Nella lettera si diceva anche che la notizia delle dimissioni sarebbe stata diffusa al massimo una settimana dal 26 giugno 2012. La mattina del 28 giugno il nunzio ha consegnato personalmente all'arcivescovo un'altra lettera con la data del giorno precedente nella quale si comunicava che il 2 luglio 2012 alle ore 12.00 sarebbe stata resa pubblica la notizia del sollevamento dal suo ufficio poiché aveva rifiutato di dimettersi liberamente. Monsignor Bezák ha quindi chiesto al nunzio di programmare un'udienza con il Santo Padre o con il prefetto della Congregazione per i vescovi che però non gli è stata concessa.
Domenica 1º luglio 2012 l'arcivescovo Bezák ha letto le due lettere del nunzio apostolico ai fedeli riunti nella cattedrale di san Giovanni Battista a Trnava con l'intenzione di congedarsi da loro, consapevole che si trattava probabilmente della sua ultima messa domenicale con i fedeli dell'arcidiocesi. Ha potuto farlo perché le lettere non erano vincolate dal segreto pontificio. Lo stesso giorno, alle ore 22 gli è stata consegnata una terza lettera del nunzio apostolico che gli comunicava che se fosse venuto a Roma per un appuntamento con il prefetto della Congregazione per i vescovi il 3 luglio, il giorno successivo non sarebbe stata pubblicata la notizia della sua rimozione. Monsignor Bezák gli ha chiesto di poter avere una conversazione telefonica con il prefetto per consultare in anticipo i motivi dell'incontro. Monsignor Giordana gli ha risposto che il prefetto non avrebbe parlato per telefono.
Il 2 luglio 2012 il bollettino della sala stampa della Santa Sede ha pubblicato la notizia del suo sollevamento dalla cura pastorale dell'arcidiocesi e che questa sarebbe stata guidata dal vescovo Ján Orosch come amministratore apostolico sede vacante. L'arcivescovo Bezák non ha ricevuto nessun decreto firmato dal papa o dal prefetto della congregazione competente in cui si stabiliva il suo status giuridico. Nonostante ciò, ha comunque interrotto qualsiasi atto connesso alla cura pastorale dell'arcidiocesi di Trnava. Solo il 4 luglio 2012, durante la seduta del collegio dei consultori, il vescovo Ján Orosch ha presentato il suo decreto di nomina come amministratore apostolico datato al 2 luglio e firmato dal prefetto della Congregazione per i vescovi. Il nunzio apostolico gli ha anche ordinato di lasciare il territorio dell'arcidiocesi di Trnava. Visti i dubbi circa il modo del sollevamento dalla cura pastorale dell'arcidiocesi, monsignor Bezák ha scritto una lettera al Santo Padre il 6 luglio, una al nunzio apostolico Mario Giordana l'11 luglio 2012 e una al segretario di Stato il 17 luglio 2012. Nessuna di queste ha ricevuto risposta e non ha mai potuto incontrare privatamente papa Benedetto XVI. L'arcivescovo Bezák ha sempre riconosciuto l'autorità del Santo Padre e ha sempre dichiarato obbedienza e filiale sottomissione alla sua decisione.