La terza guerra anglo-maratha (1817–1818) detta anche guerra pindaride fu la terza delle tre guerre anglo-maratha combattute tra la Compagnia britannica delle Indie orientali e l'Impero Maratha, in India. La guerra lasciò alla Compagnia il controllo di gran parte del subcontinente. Essa ebbe inizio con l'invasione del territorio maratha ad opera delle truppe della CompagniaBakshi, Ralhan, 2007, p. 261, guidate dal governatore generale Hastings (non imparentato con Warren Hastings, primo governatore generale del Bengala) ed appoggiate dalle forze del generale Thomas Hislop. Le operazioni iniziarono dapprima contro i Pindari, una formazione irregolare di musulmani e di maratha dell'India centrale.«Questi, molti erano originariamente musulmani o cavalieri maratha che, sbandati, si posero al servizio dei Pindari... Molti Pindari dissero di essere musulmani, ma alcuni nemmeno sapevano ripetere la kalima[t Allāh], ovvero il credo musulmano, né conoscevano il nome del profeta.» McEldowney, 1966, p. 18
Le forze del Peshwa Bajirao II, appoggiate da quelle di Mudhoji II Bhonsle di Nagpur e Malharrao Holkar III di Indore, insorsero contro la Compagnia. Pressioni e diplomazia convinsero il principale dei quattro capi maratha, Daulatrao Shinde di Gwalior, a rimanere neutrale pur perdendo il controllo del Rajasthan.
Le vittorie britanniche distrussero l'Impero maratha e gli fecero perdere la tradizionale indipendenza. Il Peshwa venne sconfitto nelle battaglie di Khadki e di Koregaon. Molte altre battaglie minori vennero combattute dalle forze del Peshwa per evitare la sua cattura.
Il Peshwa fu infine catturato e posto in residenza obbligata a Bithur, presso Kanpur. Gran parte del suo territorio venne annesso dai Britannici e divenne parte della Presidenza di Bombay. Il Maharaja di Satara fu reinsediato come regnante del suo territorio come Stato principesco. Nel 1848 questo territorio venne anch'esso annesso dalla Presidenza di Bombay sulla base della politica della Dottrina della decadenza di Lord Dalhousie. Bhonsle venne sconfitto nella battaglia di Sitabuldi mentre Holkar nella battaglia di Mahidpur. La porzione settentrionale dei domini di Bhonsle attorno a Nagpur, assieme ai territori del Peshwa a Bundelkhand, furono annessi dai Britannici nei Territori di Saugor e Nerbudda. La sconfitta di Bhonsle e Holkar portò anche all'acquisizione dei regni maratha di Nagpur e Indore da parte britannica. Assieme a Gwalior (presa ai Shinde) e a Jhansi (presa al Peshwa), questi territori divennero Stati principeschi sottoposti al controllo britannico. La superiorità tecnologica del Regno Unito si espresse assai bene nella rapida vittoria contro gli indigeni indiani.Black, 2006, p. 78
Antefatto
Le relazioni tra Britannici e Maratha erano peggiorate dalla fine del XVIII secolo, quando l'espansionismo coloniale britannico aveva portato a intaccare sempre più le aree dell'Impero maratha che era il più potente tra gli Stati indiani indipendenti.
Dopo la sconfitta dei britannici nella Prima guerra anglo-maratha, a partire dalla Seconda guerra anglo-maratha aveva avuto inizio un irreversibile processo di colonizzazione dell'India realizzata dai britannici anche grazie ad alleanze con gli Stati locali, spesso in lotta tra loro o insofferenti della presenza dell'Impero maratha.
Preludio L'Impero maratha non era riuscito a impiegare la tattica della guerriglia armata contro l'impero britannico.Chhabra, 2005, p. 39 Anche gli sforzi fatti di modernizzare i propri eserciti si dimostrarono vani: le nuove tecnologie non furono assimilate dai soldati che avevano nel frattempo anche perso l'uso dei vecchi metodi di combattimento. L'Impero maratha mancava di un efficiente sistema di spionaggio e di un adeguato sistema diplomatico. L'artiglieria maratha era ormai datata e, a differenza di altri Stati, l'Impero non era in grado di produrre localmente i propri cannoni, che erano quindi importati; mancava anche l'addestramento alle truppe incaricate di impiegarli. I movimenti militari venivano eseguiti senza un'adeguata conoscenza della geografia locale, finendo spesso per bloccare gli effettivi in punti senza possibilità di attraversamento. I britannici si avvantaggiarono di questi elementi per sconfiggerli.
All'epoca della guerra, il potere della Compagnia britannica delle Indie Orientali stava rinforzandosi, mentre quello dell'Impero Maratha era in declino.Naravane, 2006, p. 79 I Britannici erano risultati vittoriosi dalla precedente guerra anglo-maratha e il Peshwa dell'Impero era all'epoca Bajirao II. Molti capi maratha che si erano schierati con il Peshwa erano ora sotto il controllo o la "protezione" britannica. I Britannici costituirono un'alleanza con la dinastia Gaekwad di Baroda per evitare che il Peshwa potesse incassare le imposte di quella regione. I Gaekwad inviarono un messaggero al Peshwa di Pune per negoziare la questione delle tasse. L'inviato, Gangadhar Shastri, era sotto la protezione britannica ma fu assassinato, e il ministro del Peshwa, Trimbak Dengle, fu accusato del misfatto dai britannici.
Costoro colsero quindi l'occasione per costringere Bajirao a firmare un trattato.Naravane, 2006, pp. 79–80 Il trattato (Trattato di Poona) fu siglato il 13 giugno 1817. Il punto chiave imponeva al Peshwa di ammettere la propria colpa di aver fatto eliminare Dengle, rinunciando quindi alle sue pretese su Gaekwad, consegnando inoltre formalmente ai britannici alcuni punti chiave nel territorio tra cui le fortezze del Deccan, del Konkan e i territori a nord del fiume Narmada e a sud del Tungabhadra. Il Peshwa non avrebbe inoltre dovuto comunicare con nessun'altra potenza presente in India, a eccezione del Regno Unito, o senza il consenso di questo.Chhabra, 2005, p. 17 Il Residente britannico Mountstuart Elphinstone chiese inoltre al Peshwa di sciogliere i suoi reggimenti di cavalleria.
Il piano dei Maratha
Il Peshwa sciolse la cavalleria, ma segretamente chiese ai suoi componenti di mantenersi pronti e offrì loro sette mesi di paga anticipata.Naravane, 2006, p. 80 Bajirao chiese a Bapu Gokhale di preparare una reazione militare a questi soprusi.Duff, 1921, pp. 468–469 Nell'agosto del 1817, i forti di Sinhagad, Raigad e Purandar furono rafforzati dal Peshwa.Duff, 1921, p. 468 Gokhale segretamente iniziò a reclutare truppe per la guerra ormai imminente. Molti Bhil e Ramoshi vennero convocati per l'occasione e furono compiuti sforzi per unificare Bhonsle, Shinde e Holkar, anche con l'uso di mercenari Pindari. Il Peshwa identificò una serie di Indiani scontenti al servizio del Residente britannico Elphinstone e segretamente li reclutò: uno di questi era Jaswant Rao Ghorpade. Furono reclutati segretamente anche alcuni Europei.Duff, 1921, p. 470 Alcuni Indiani, come Balaji Pant Natu, rimasero comunque fermamente al fianco dei Britannici. Molti sepoy indiani rifiutarono l'offerta del Peshwa,Duff, 1921, p. 474 mentre altri riferirono il fatto ai loro ufficiali superiori. Il 19 ottobre 1817, Bajirao II celebrò la festività di Dassera a Pune, dove le truppe erano radunate in gran numero. Durante le celebrazioni, gran parte della cavalleria maratha caricò i Sepoy al servizio dei britannici nell'intento di intimorire ElphinstoneDuff, 1921, p. 471 e cercare nel contempo di far disertare alcune reclute. Il Peshwa fece personalmente progetti per uccidere Elphinstone, malgrado l'opposizione di Gokhale. Elphinstone era perfettamente a conoscenza di questi piani, grazie alla fitta rete di spionaggio coordinata da Balaji Pant Natu e Ghorpade.
Burton provò a stimare la forza dei Maratha nel 1817 circa: si trattava di circa fanti, cavalieri e 589 cannoni. Di questi, il Peshwa aveva sotto il proprio controllo diretto cavalieri, fanti e 37 cannoni. Il quartier generale del Peshwa era a Pune, nel Tamil Nadu, a sud dell'impero. Gli Holkar avevano il secondo più alto numero di cavalieri, con unità e fanti, oltre a 107 cannoni. Shinde e Bhonsle avevano numeri simili di militari con e cavalieri rispettivamente. Shinde aveva fanti e Bhonsle, . Shinde aveva il maggior numero di cannoni con 140 pezzi, mentre Bhonsle ne aveva 85. Holkar, Shinde e Bhonsle avevano i loro quartieri generali rispettivamente a Indore, Gwalior e Nagpur. Il leader afghano Amīr Khān era posizionato a Tonk nel Rajputana con cavalieri, fanti e 200 cannoni.Burton, 1908, p. 153United Service Institution of India, 1901, p. 96 I Pindaridi si trovavano a nord della valle del Narmada nelle regioni di Chambal e Malwa dell'India centrale. Tre capi Pindaridi erano schierati con Shinde: Setu, Karim Khan e Dost Mohammad. Le loro forze erano pari a , e cavalieri rispettivamente. Il resto dei capi pindaridi, Tulsi, Imam Baksh, Ṣāḥib Khān, Kadir Baksh, Nathu e Bapu erano alleati con Malharrao Holkar II. Tulsi e Imām Baksh avevano ciascuno cavalieri, Kadir Baksh ne aveva . Ṣāḥib Khān, Nathu e Bapu avevano rispettivamente , 750 e 150 cavalieri.Naravane, 2006, pp. 86–87
L'inizio della guerra
Il territorio del Peshwa era un'area chiamata Desh, oggi parte del moderno Stato del Maharashtra. La regione consisteva nelle valli dei fiumi Krishna e Godavari e nelle piane dei Monti Sahyadri. Il territorio dei Shinde attorno a Gwalior e Bundelkhand era una regione collinare di fertili valli che si estendeva sino alla Pianura indo-gangetica a nord. Il territorio Pindari consisteva nelle valli e nelle foreste di Chambal, nella regione nord-occidentale del moderno Stato del Madhya Pradesh. I Pindari operavano anche nel Malwa, una regione pianeggiante a nordovest dello Stato del Madhya Pradesh, a nord del Vindhya Range. Gli Holkar erano di base nell'alta valle del Narmada.Nadkarni, 2000, p. 10
La guerra fu per lo più condotta passo dopo passo dai Britannici, nel tentativo di espandere la propria influenza e nel contempo per i Maratha fu un tentativo di fermare gli invasori stranieri.Black, 2006, pp. 77–78 La guerra iniziò come una campagna militare contro i Pindari.Sarkar, Pati, 2000, p. 48 Vedendo che i Britannici erano in conflitto con i Pindari, le forze del Peshwa attaccarono i Britannici alle 16:00 del 5 novembre 1817 sul fianco destro delle loro forze. Le forze dei Maratha comprendevano cavalieri, fanti e 20 cannoni. mentre i Britannici disponevano di cavalieri, fanti e 8 cannoni.Naravane, 2006, p. 81 sul fronte dei Maratha, erano disponibili inoltre altri cavalieri e fanti di guardia al Peswha sulla Collina di Parvati. I Britannici includevano nel loro numero l'unità del capitano Ford che stava ancora giungendo da Dapodi a Khadki. e chiesero anche al generale Smith di accorrere a Khadki per la battaglia ma questi non giunse per tempo.
Tre colline nella regione, la collina di Parvati, quella di Chaturshringi e quella di Khadki, sovrastavano quello che sarebbe stato il campo di battaglia e mentre il Peswa era attestato su quella di Parvati, i Britannici avevano occupato quella di Khadki. Le due colline erano separate tra loro da quattro chilometri. Il fiume Mula scorreva a fondo valle e poteva essere attraversato da diversi punti. Diversi canali (nalla in lingua marāṭhi) venivano alimentati dal fiume ma anche questi non costituivano un ostacolo e molti erano ingombri di vegetazione.