Biografia Appena ottenuta l'abilitazione all'insegnamento elementare, lavorò per due anni in un istituto scolastico della provincia di Avellino, fino a quando non ottenne la cattedra di ruolo nella scuola del suo paese natale. Successivamente sposò una donna originaria di Corno Giovine da cui ebbe otto figli.

Oltre ad esercitare la professione d'insegnante, Cremaschi era un appassionato di storia locale e di cultura popolare del suo territorio. Il suo primo lavoro pubblicato fu infatti un piccolo pamphlet di venti pagine che raccontava, con approfondita documentazione, la storia del suo paese. Dopo questa prima esperienza iniziò a dedicarsi completamente allo scrivere opere in dialetto lodigiano, le quali offrono il ritratto della situazione sociale dell’epoca, seppur in chiave umoristica, esordendo nel 1880 e continuando a scrivere fino al 1929.

Tra le sue opere più famose si possono citare: Un biùlch ch’l voeul toeu muié, Còsse vége ma semper noeuve, ‘l ciacer del donn in dla stala, ‘l donn al furn, La capuralina d’la Mun tagnoeula, La storia del Casir dla Curt e quella de Tranquil so camarada, ‘L marcà dla cara vù, Un Casalin e un Cudugnin alla sagra dla Maiocca (1909) e ‘L bagul dl donn in dla stala (1881). La sua ultima fatica letteraria è stata ‘L testament dl por Pin.

Nei suoi libri, quasi tutti pubblicati dalla tipografia Gambarini di Casalpusterlengo, Cremaschi ha sempre cercato di scrivere in una grafia compatibile con le parlate della bassa lodigiana.

Morì a Ospedaletto Lodigiano nel 1935 ed è seppellito nel cimitero del paese.

Tutte le sue opere, raccolte dallo storico lodigiano Giovanni Agnelli, sono custodite nella Civica Biblioteca Laudense.

L'arresto Durante il regno di Umberto I, la polizia teneva molto in considerazione i reati di vilipendio alla figura del re, tanto che quando Cremaschi pubblicò uno dei suoi libretti dal titolo La storia d’un purché, venne arrestato poiché si sospettò che in certi passi l’autore avesse voluto fare allusioni o riferimenti irrispettosi nei suoi confronti. Ci volle l’intervento dell’autorevole storico Giovanni Agnelli perché venisse riconosciuta l’integrità e la fede monarchica dell’autore, che venne alla fine liberato.

Citazioni dalle opere

Note

Bibliografia Vita e opere di Gianstefano Cremaschi, a cura della Pro Loco di Ospedaletto Lodigiano, Rozzano, 1979

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