Guastalla (Guastàla in dialetto guastallese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna, nonché capoluogo dell'Unione di comuni della Bassa ReggianaLa città è sede legale dell'Unione Bassa Reggiana che comprende anche i comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Luzzara, Novellara (sede effettiva), Poviglio e Reggiolo..

Geografia fisica La città è il principale centro amministrativo, politico ed economico della Bassa reggiana, già capitale dell'omonimo ducato oltre ad essere ex capoluogo di provincia, di circondario e sede vescovile.

È situata nella Val Padana, poco distante dalla riva destra del fiume Po, a circa 30 km da Reggio Emilia, Parma e Mantova. Relativamente vicine sono anche altre tre importanti città: Verona (79 km), Modena (55 km) e Cremona (65 km).

Confina a nord con il comune di Luzzara, ad est con Reggiolo, a sud con Novellara e Cadelbosco di Sopra e ad ovest con Gualtieri e con il comune di Dosolo. A ponente l'abitato è lambito dal torrente Crostolo, che proprio qui sfocia nel Po. La città è ai confini con la Lombardia (Provincia di Mantova).

Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è composto dalle frazioni di San Giacomo, San Girolamo, San Martino, San Rocco e Tagliata per un totale di 52,56 km².

Origini del nome Il toponimo Guastalla si fa derivare dal longobardo wardistall "posto di guardia" (al locativo), bastione germanico avanzato contro i Bizantini che si spingevano fino a Mantova; nel secolo XI è documentato come Wardestalla, nel 1318 come plebes de Guastalla.

Storia

Le prime testimonianze archeologiche relative ad un centro abitato in questa zona sembrano risalire al periodo etrusco. Tuttavia è in epoca altomedievale che il nome della città viene menzionato per la prima volta all'interno di fonti storiche: Ludovico II il Giovane dona alla moglie Angilberga Guastalla, il "posto di guardia" longobardo fortificato, avanzato contro i bizantini installati a Mantova. In questa località vi era una cappella dedicata a san Pietro, il cui prestigio accrebbe nei decenni fino ad essere insignita della dignità plebana nel 980, per poi essere consacrata nel 997 da papa Gregorio V.

Gli anni attorno al 1000 videro Guastalla passare spesso di proprietà, dall'autorità papale agli imperatori, dai feudatari ai più potenti signori dell'epoca. È solo sotto il dominio dei Canossa, che il nucleo abitato sorto attorno alla chiesa di Pieve, ottenuto il privilegio di nullius dioecesis da parte di Urbano II, cominciò ad assumere importanza per la presenza di ampie zone coltivate su terreno fertile a due passi dal Po, area strategica di passaggio in un punto di guado del fiume. Nel 1102 la contessa Matilde di Canossa consegnò Guastalla al monastero di San Sisto di Piacenza. La zona passò poi sotto il controllo dei Cremonesi e successivamente, con Giberto III, dei Correggesi e infine dei Visconti che la occuparono fino al 1402.

Sarà poi la famiglia Terzi a cedere Guastalla al mantovano Guido della signoria dei Torelli, trasformandola in contea nel 1428. I Torelli la governarono dal 1406 al 1539 dando così inizio al ciclo dei signori che dominarono e crearono la città in quanto spazio architettonico organizzato con la presenza del palazzo nobiliare, del castello, delle chiese, della piazza. Guastalla divenne così una città rinascimentale. Con la morte di Achille Torelli, senza eredi maschi, la città diventò eredità della sua unica figlia, Ludovica, nota come "contessa di Guastalla", moglie di Ludovico Stanga, conte di Castelnuovo Bocca d'Adda.

Questa nuova realtà nata sulla riva destra del Po, in una fertile e produttiva zona di pianura, destò l'attenzione di Ferrante I Gonzaga con l'intento di farne un possedimento degno della sua casata. Il 3 ottobre 1539 la contea di Guastalla venne così acquistata da Ferrante al prezzo di scudi d'oro e annessa in poco tempo all'Impero. Il 6 settembre 1541 l'imperatore Carlo V concedeva formalmente Guastalla al dominio dei Gonzaga, che si dichiarò così indipendente dal Ducato di Milano.

Sotto la dinastia dei Gonzaga ebbero inizio 207 anni di signoria, che si trasformarono ben presto in sovranità. Durante questo periodo Guastalla raggiunse il suo massimo splendore. La sua nobiltà era ormai diventata per dignità al pari delle signorie più rilevanti dell'epoca. Vi furono ospitati artisti come Campi e Guercino, e poeti come Tasso e Guarini. Venne istituita la zecca, diretta dall'incisore Gasparo Mola, che produsse moneta fino al 1746. Nel 1621, sotto il dominio di Ferrante II la città divenne ducato ed allargò i suoi territori inglobando prima Reggiolo poi, sotto il governo di Cesare II, Dosolo e Luzzara. Da allora assunse una certa importanza come capitale del ducato dei Gonzaga, fino alla fine del 1600, secolo in cui ebbe inizio la crisi dinastica del ramo dominante, quella di Mantova.

Per la sua posizione strategica, Guastalla divenne una delle città fortificate più importanti del tempo. Questa connotazione guerriera come fu il simbolo di potenza militare fu anche il segno della sua rovina. Infatti nel 1689, attaccata dagli spagnoli, venne privata dei suoi elementi di fortificazione come le mura e la rocca. Durante la guerra di successione polacca venne occupata dagli austriaci e ceduta nel 1735 a Carlo Emanuele III di Savoia. Con il cadere della dinastia gonzaghesca subentrarono i Borbone di Parma che la posero in un ruolo subalterno. Nel 1806 ritornò ducato sovrano e concesso a Paolina Bonaparte e a suo marito il principe Camillo Filippo Ludovico Borghese. Successivamente Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d'Asburgo-Lorena la incorporarono nuovamente nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, di cui fu un'exclave fino al 1847, quando in seguito al trattato di Firenze, il territorio guastallese venne annesso al Ducato di Modena e Reggio. Sotto la repressiva dominazione austro-estense la cittadina fu dichiarata capoluogo dell'omonima provincia.

In seguito alla seconda guerra d'indipendenza italiana e alla conseguente caduta del ducato estense, Guastalla venne annessa al Regno di Sardegna grazie al plebiscito del 1860. Inclusa nella provincia di Reggio Emilia, la cittadina conservò la sua caratteristica di primario centro agricolo e commerciale della bassa reggiana. Nel 1883 fu raggiunta dalla ferrovia per Parma e cinque anni più tardi dalla linea per Reggio Emilia. La nascita dello stato italiano non risolse i problemi economici, come la questione agraria e la povertà, che affliggevano da secoli le campagne guastallesi e più in generale la pianura Padana. L'esperienza dei moti contadini de La Boje nella vicina provincia mantovana ed contemporaneo diffondersi nei comuni reggiani degli ideali socialisti propagandati da Camillo Prampolini favorì la nascita anche a Guastalla di circoli, società di mutuo soccorso e leghe contadine. L'organizzazione politica socialista, rafforzatasi notevolmente in pochi anni riuscì conquistare il comune nel 1894 con la nomina a sindaco dell'avvocato Adelmo Sichel. In quegli stessi anni iniziarono a sorgere le primissime attività industriali legate alla lavorazione del legno.

Nella primavera 1921 l'amministrazione socialista guastallese venne costretta alle dimissioni dalle violenze fasciste.

Durante la seconda guerra mondiale le campagne circostanti Guastalla brulicarono di attività partigiana. Nel secondo dopoguerra si assistette alla trasformazione dell'economia guastallese da prettamente agricola ad agro-industriale.

Simboli Stemma

Lo stemma del Comune di Guastalla è costituito da uno scudo d'armi troncato di azzurro e di rosso, sul quale è raffigurato un leone d'oro, il tutto sormontato da una corona ducale (Guastalla fu capitale di un Ducato dal 1621 al XIX secolo). Sembra che Guastalla tra il XIV e il XV secolo utilizzasse come proprio emblema il biscione dei Visconti insieme al toro dei Torelli, suoi signori. Tra XV e XVI secolo si affermò come simbolo civico il leone attuale. In genere lo stemma è rappresentato incorniciato da uno scudo a cartoccio ripreso dagli antichi Statuti, mentre sul gonfalone è raffigurato uno scudo sannitico. Gonfalone Il gonfalone consiste in un drappo bianco al centro del quale è collocato lo stemma del Comune contornato da rametti d'alloro e quercia incrociati alla base, il tutto sormontato dall'iscrizione "Città di Guastalla".

Onorificenze L'imperatore Ferdinando II d'Asburgo conferì il titolo di Città il 2 luglio 1621.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il cuore della città è piazza Mazzini, una tipica piazza emiliana circondata da portici, dominata dal monumento a Ferrante I Gonzaga, opera di Leone Leoni. Sulla piazza si affacciano la Concattedrale di San Pietro Apostolo, opera cinquecentesca di Francesco Capriani, il palazzo Ducale in gran parte ricostruito (al cui interno è allestito il Museo Cittadino), e il Municipio, iniziato nella prima metà del Quattrocento e terminato dai Gonzaga durante il Cinquecento. Esso reca sotto il portico i modelli delle antiche unità di misura.

Dalla piazza si accede ai portici quattrocenteschi di corso Garibaldi, la più antica via della città, che conducono alla Biblioteca Maldotti, ricca di manoscritti, antiche edizioni a stampa e una nutrita collezione di dipinti. Antistante la biblioteca sorge la chiesa di Santa Croce (detta anche della Morte, in quanto era sede della Confraternita della Morte, che accompagnava spiritualmente i criminali al patibolo), risalente al 1587. Dall'interno è possibile scendere nei sotterranei e visitare il precedente luogo religioso di origine medievale. Nelle vicinanze della chiesa è inoltre possibile notare l'edificio nel quale albergò Garibaldi durante la sua permanenza nella città.

Il corso si apre poi su piazza Garibaldi, al cui centro è presente il monumento a lui dedicato. Dalla piazza è inoltre possibile ammirare la chiesa dellImmacolata Concezione (oratorio di pianta ottagonale), la chiesa del Santissimo Crocifisso (o delle Cappuccine) e la chiesa di Santa Maria Annunziata (o Santa Maria dei Servi), eretta alla fine del Cinquecento su disegno di Francesco Capriani: notevole, all'interno, la Deposizione, tela di Giuseppe M. Crespi. Su lato est della piazza si trova Palazzo Frattini, sede del Centro Culturale Comunale.

Da piazza Garibaldi, percorrendo via Verdi si arriva al Teatro Comunale in stile neoclassico, risalente al 1671. Scegliendo invece via Volturno si arriva in piazza Matteotti, dove sorge l'imponente Torre Civica o "Campanón", nel luogo che un tempo fu dell'antica rocca trecentesca abbattuta dagli spagnoli nel 1689. I lavori di costruzione della torre, progettata dall'architetto parmense Cristoforo Trivellino, iniziarono nel 1723 e terminarono nel 1732. L'edificio supera i 40 metri d'altezza e per la sua costruzione vennero utilizzati i materiali recuperati dalla vecchia rocca dei Torelli.

Più avanti, in via Piave, sorge il seicentesco Santuario in stile barocco Beata Vergine della Porta, progettato dall'architetto Prospero Mattioli per ordine del Duca Vincenzo Gonzaga. La chiesa conserva paliotti in scagliola policroma, opera di artigianato carpigiano.

Svoltando per via Cavour si giunge in piazza Martiri Patrioti (ex Piazza Roma), al cui centro è presente il monumento in memoria dei caduti della prima guerra mondiale. La piazza è ornata da lampioni in stile Liberty.

Tornando in Strada Gonzaga (comunemente nota come via Gonzaga) è notevole la ex chiesa di San Francesco, costruita nel 1606 su disegno di Ferrante II Gonzaga, adibita nel ventunesimo secolo a sala mostre.

Scegliendo via Spallanzani è possibile notare la chiesa di San Carlo (o delle Agostiniane), edificata nel 1626 sempre per ordine di Ferrante II Gonzaga.