La diocesi di Pozzuoli () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2023 contava 539.695 battezzati su 556.230 abitanti. È retta dal vescovo Carlo Villano.

Territorio La diocesi comprende la città di PozzuoliLa frazione di Licola è amministrativamente suddivisa fra i comuni di Pozzuoli e di Giugliano in Campania (diocesi di Aversa). La parrocchia di San Massimo e Santa Maria Goretti comprende la porzione di Licola del comune di Pozzuoli., i comuni di Quarto, Bacoli e Monte di Procida, parte del comune di Marano di NapoliLa sola parrocchia Sant'Alfonso Maria dei Liguori; le altre parrocchie del comune appartengono all'arcidiocesi di Napoli., e i quartieri della zona occidentale di Napoli (Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e Soccavo).

Sede vescovile è la città di Pozzuoli, dove si trovano la basilica cattedrale di San Procolo Martire e la concattedrale di San Paolo Apostolo.

Il territorio diocesano si estende su 105 km² ed è suddiviso in 69 parrocchie, raggruppate in 8 foranie: Bacoli-Monte di Procida, Bagnoli, Fuorigrotta, Quarto, Pianura, Pozzuoli 1, Pozzuoli 2, Soccavo.

Storia La prima notizia storicamente sicura dell'esistenza di una comunità cristiana a Pozzuoli risale agli Atti degli apostoli che nel descrivere le tappe del viaggio compiuto dall'apostolo Paolo da Cesarea di Palestina a Roma, si esprimono così:

La venuta a Pozzuoli dell'apostolo Paolo in compagnia di Luca è databile, secondo la comune opinione degli studiosi, nella primavera dell'anno 61.

Se nella seconda metà del I secolo esisteva a Pozzuoli una comunità cristiana, si deve concludere che il cristianesimo vi giunse molto presto e che probabilmente furono ebrei convertiti a portarlo. Ai moli puteolani infatti facevano scalo non solo gli orientali che si recavano a Roma, ma tutte le navi provenienti dai porti del Mediterraneo e così i mercanti di ogni paese affluivano in città, prendevano dimora, si riunivano in corporazioni nazionali e importavano con le merci la loro religione. Anche gli ebrei avevano un loro quartiere commerciale, come attesta Giuseppe Flavio, il quale, sbarcato a Pozzuoli nell'anno 64 dopo uno scampato naufragio nel mare della Sirte, s'incontrò con i suoi connazionali i quali esercitavano il mestiere del prestito di danaro, dietro cauzione di mercanzie immagazzinate e destinate a Roma.

Secondo una tradizione che risalirebbe però alla fine del XVI secolo, il primo vescovo della città fu Patroba, menzionato da Paolo nella lettera ai Romani () e consacrato da san Pietro nel 42, ed il secondo fu Celso, venerato a Pozzuoli fin dalla prima metà dell'XI secolo. Questi due santi, però, a seguito degli studi compiuti da Angelo D'Ambrosio sotto il pontificato di papa Giovanni XXIII nell'ambito di un'ampia riforma del calendario delle feste liturgiche delle chiese locali, sono stati ritenuti dei santi immaginari, mai esistiti realmente, e quindi depennati durante la stesura del nuovo calendario.D'Ambrosio, Le origini e lo sviluppo del Cristianesimo a Pozzuoli dal I al XV secolo, pp. 45-47.

Il primo vescovo storicamente attestato è invece l'usurpatore Fiorenzo, vescovo ariano vissuto all'epoca degli imperatori Graziano e Valentiniano II, condannato ed espulso dalla sua sede tra il 363 ed il 378. Un epitaffio, oggi scomparso, riporta la data della deposizione del vescovo Teodoro il 13 maggio 435. Segue il vescovo Giulio, che fu legato papale al concilio di Efeso del 449. Dopo Claudio, che forse tuttavia non apparteneva alla Chiesa puteolana, è noto il vescovo Aucupio, che prese parte al sinodo romano indetto da papa Simmaco nel 499 e probabilmente anche a quello celebrato da papa Gelasio I del 495, dove però i vescovi sono documentati senza la loro sede di appartenenza. Seguono Gemino, menzionato nell'epistolario di papa Pelagio I, un anonimo, citato nelle lettere di Gregorio Magno, e Gaudioso, che partecipò al concilio romano celebrato da papa Agatone nel 680 per condannare l'eresia monotelita.

La cronotassi episcopale di Pozzuoli riprende con il X secolo con il vescovo Stefano, a cui il suddiacono napoletano Pietro, suo contemporaneo, dedicò la Passione di Sant'Artema di Pozzuoli. Incerta e molto frammentaria è la serie dei vescovi successivi fino alla metà del XIII secolo. Alcuni privilegi concessi ai vescovi Donato e Mauro nella prima metà del XII secolo sembrano documentare la dipendenza di Pozzuoli dall'arcidiocesi di Capua, mentre sul finire del secolo essa appare tra le suffraganee dell'arcidiocesi di Napoli, metropolia a cui Pozzuoli rimarrà legata fino ad oggi.Kehr, Italia pontificia, VIII, pp. 466-467.

Nel 1249 è documentata per la prima volta l'esistenza del capitolo dei canonici della cattedrale con il titolo di congregatio clericorum sanctae sedis putheolanae. Per eliminare l'intrusione dei laici nelle nomine dei vescovi, nel 1303 Giovanni Brito stabilì la norma che fossero solo i canonici della cattedrale ad eleggere il vescovo diocesano.Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.

Tra XV e XVI secolo diversi ordini e congregazioni religiose fondarono le loro residenze a Pozzuoli. Tra questi si ricordano i minori osservanti nel 1472, i carmelitani nel 1475, i domenicani nel 1509 e i cappuccini nel 1574. Anche la vita laicale si organizzò con la nascita e la diffusione delle confraternite; la prima di cui si ha conoscenza è quella del Santissimo Corpo di Cristo istituita nel 1540.

Al vescovo Leonardo Vairo (1587-1603) si deve la prima attuazione dei decreti di riforma del concilio di Trento: «Egli diede inizio alla serie delle visite pastorali e dei sinodi e istituì il seminario (31 maggio 1587). Inoltre promosse il decoro del culto, il miglioramento intellettuale e morale del clero e l'istruzione religiosa dei fanciulli e degli adulti.»

Alla morte del Vairo e fino al 1732, la diocesi puteolana fu governata da 14 vescovi per lo più anziani o ammalati, che poco fecero per rinnovare la vita della diocesi, impegno al quale invece si dedicarono con costanza i vescovi Niccolò de Rosa (1733-1774), Gerolamo Landolfi (1775-1789) e Carlo Maria Rosini (1797-1836). A Raffaele Purpo (1843-1876) si deve l'istituzione delle "Società operaie di mutuo soccorso", mentre Giuseppe Petrone (1921-1933) organizzò l'associazionismo cattolico nell'Azione Cattolica.

Una controversia sorta nel dopoguerra tra i vescovi di Pozzuoli e di Aversa circa i confini delle loro diocesi, fu risolta dalla Santa Sede nel 1957, con la decisione di far coincidere i confini delle due sedi con quelli dei comuni di Pozzuoli e di Giugliano in Campania. Sacra Congregazione Concistoriale, Decreto Cum palustribus, AAS 49 (1957), p. 748.

Dal 1958 al 1966 la sede di Pozzuoli fu unita in persona episcopi all'arcidiocesi di Napoli; l'unione con Napoli fu preceduta e seguita da due lunghi periodi di sede vacante per un totale di sedici anni.

L'8 luglio 1961 papa Giovanni XXIII, con la bolla Cognitum est omnibus, concesse al cardinale Alfonso Castaldo e ai suoi successori l'uso del pallio nel territorio della diocesi puteolana, in quanto di fondazione apostolica. Il privilegio del pallio terminò alla fine del mandato di ordinario del vescovo Salvatore Sorrentino, come stabilito dal motu proprio Inter eximia promulgato da papa Paolo VI nel 1978.

Su richiesta dell'amministratore apostolico Salvatore Sorrentino, la Congregazione dei riti, con decreto del 1º dicembre 1967, confermò san Gennaro e san Procolo patroni principali della diocesi, a cui aggiunse come patroni secondari san Paolo e sant'Artema.Testo del decreto in: A. D'Ambrosio, Il cristianesimo nei Campi Flegrei dalle origini all'era dei martiri, I Quaderni di Blossio 4, 1995, p. 19.

Il 12 novembre 1990 la diocesi ha ricevuto la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II.

I vescovi Salvatore Sorrentino e Silvio Padoin diedero avvio alla nascita e all'istituzione del museo diocesano d'arte sacra, ospitato negli ambienti del seminario diocesano, chiuso nel 1970. Il 20 maggio 2016 è stata inaugurata la nuova sede museale nel palazzo vescovile del rione Terra.

Il 7 giugno 2003 è stato indetto l'VIII sinodo diocesano, il primo dopo il concilio Vaticano II, chiusosi con la pubblicazione del Libro del Sinodo il 25 gennaio 2007Cristiani a Pozzuoli nel Terzo Millennio, VIII Sinodo diocesano 2007..

Dal 22 maggio 2021 è unita in persona episcopi alla diocesi di Ischia.

La cattedrale

Sorse tra il V e il VI secolo sul sito dell'antico tempio di Giove, eretto da Lucio Calpurnio in onore di Cesare Ottaviano Augusto: l'antico edificio venne fatto restaurare dal vescovo Martín de León Cárdenas (1631-1650) e venne dedicato ai santi Gennaro, vescovo di Benevento, e Procolo, suo diacono, che subirono il martirio a Pozzuoli sotto l'impero di Diocleziano. La costruzione è stata irrimediabilmente danneggiata da un incendio nel 1964: la cattedra episcopale allora fu trasferita nella chiesa del Carmine che assunse il ruolo di procattedrale. L'11 maggio 2014 la basilica cattedrale è stata solennemente riaperta al culto.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. San Patroba ? † San Celso ? † San Giovanni ? † Massimo ? †D'Ambrosio, Le origini e lo sviluppo del Cristianesimo a Pozzuoli dal I al XV secolo, p. 47. I due vescovi Giovanni e Massimo appaiono recentemente nella cronotassi dei vescovi puteolani. Di Giovanni si ha conoscenza solo in scritti successivi alla metà del XVII secolo, mentre Massimo è menzionato in una leggendaria Vita greca di san Gennaro, assieme a Massenzio di Cuma, e inserito tra i vescovi di Pozzuoli da Biagio Cantera (Memorie storiche della chiesa Puteolana, Napoli, 1886). Fiorenzo † (prima del 363 - dopo il 378) (vescovo ariano)Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma, 1999, pp. 837-838. Teodoro † (? - 13 maggio 435 deceduto)Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. II, Roma, 2000, p. 2169. Giulio † (prima del 448 ? - dopo il 449)Petri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, pp. 1202-1204.Dopo Giulio, Ughelli, e tutti gli autori che dipendono da lui, inseriscono il vescovo Stefano a cui il suddiacono napoletano Pietro, suo contemporaneo, dedicò la Passione di Sant'Artema di Pozzuoli. Ughelli tuttavia sbagliò la cronologia di questo vescovo, che appartiene al X secolo, non al V. Claudio ? † (menzionato nel 465)Secondo Lanzoni, Claudio fu episcopus pausulanus nel Piceno, non puteolanus. Della stessa opinione gli editori della Prosopographie de l'Italie chrétienne. Claudio è escluso anche nella cronotassi di Angelo D'Ambrosio. Aucupio † (prima del 495 ? - dopo il 499)Petri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, pp. 217-218. Gemino † (documentato tra settembre 558 e febbraio 559)Petri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, p. 909. Anonimo † (menzionato nel 600)Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 213. Zosimo ? †Questo vescovo deriverebbe da una errata lettura del martirologio geronimiano, che ha fatto del martire Sossio di Miseno, in alcuni codici chiamato Sosimus, un vescovo puteolano. Escluso da Lanzoni, Petri, D'Ambrosio. Gaudioso † (menzionato nel 680) Stefano † (circa 928 - 936)D. Ambrasi - A. D'Ambrosio, La Diocesi e i Vescovi di Pozzuoli, Napoli, 1990, p. 197. Leone † (? - circa 1059 ritirato)D. Ambrasi - A. D'Ambrosio, La Diocesi e i Vescovi di Pozzuoli, Napoli, 1990, p. 198. Mauro † (menzionato nel 1105) Donato † (prima del 1119 - dopo il 1121) Giovanni II † (menzionato nel 1153) Anonimo † (menzionato nel 1187 e 1188)Kamp, Kirche und Monarchie…, vol. I, pp. 371-374. Anonimo † (menzionato nel 1193) Giovanni III † (prima del 1197 - dopo il 1209)