Novara (AFI: , ; in dialetto novarese), è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e seconda città per popolazione del Piemonte.

La città è diventata uno strategico snodo logistico dell'Italia nord-occidentale, essendo situata al crocevia tra le rotte commerciali Torino-Milano e Genova-Svizzera.

In città ha inoltre sede l'Università degli Studi del Piemonte Orientale, struttura tripolare condivisa con Alessandria e Vercelli.

Simbolo cittadino è la cupola della Basilica di San Gaudenzio di Alessandro Antonelli alta 121 metri.

Geografia fisica

Posizione Novara dista circa dal fiume Ticino che segna il confine tra Piemonte e Lombardia, da Milano, da Torino, dal Lago Maggiore, dal Lago d'Orta, dalla Liguria, e dal confine di Stato tra Italia e Svizzera in Provincia di Varese.

Territorio

La città sorge su una piccola collina ed è bagnata dai torrenti Agogna e Terdoppio che attraversano rispettivamente la periferia occidentale ed orientale della città. La zona nord-orientale è attraversata dal Canale Quintino Sella, emissario del Canale Cavour che a sua volta scorre al confine nord della città, nei pressi dei quartieri di Veveri e Vignale. Nei pressi del quartiere Bicocca ha le sorgenti il torrente Arbogna.

Il paesaggio della piana irrigua novarese è caratterizzato e fortemente condizionato dalla risicoltura, profondamente antropizzato e regolato a fini produttivi, frutto della secolare opera di bonifica e trasformazione che ha determinato la semplificazione morfologica del territorio, livellato e terrazzato anche sui modesti rilievi, e la presenza di una fitta rete irrigua, con canali, rogge, fossi, fontanili.

Il centro della città sorge in posizione sopraelevata di alcuni metri sul territorio circostante, nel punto più elevato di una dorsale di origine fluvio-glaciale, ultima propaggine morenica dei ghiacciai alpini, che digrada dolcemente verso sud fino a Vespolate (Valle dell'Arbogna).

Oltre alla coltura del pioppo, prevalentemente a filare, vi sono residui di aree boscate lungo i corsi d'acqua.

In base al rapporto Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente il comune di Novara si colloca al 72º posto su 106 capoluoghi di provincia italiani.

Clima

Novara presenta un clima temperato umido (classificazione Köppen-Geiger Cfa) tipico della Pianura Padana, con estati calde e afose, inverni freddi e nebbiosi, e stagioni intermedie miti e piovose.

Gli estremi termici registrati in città sono caratterizzati dal record di freddo del 7 febbraio 2012 () misurato dall'osservatorio Geofisico del Torrion Quartaranota: occorre tuttavia precisare che il record non è omogeneo con la serie climatica storica, in quanto in passato le temperature erano rilevate in centro città a venti metri di altezza dal suolo, e dal record di caldo del 11 agosto 2003 () registrato dalla stazione ARPA di Novara.

Secondo una recente analisi dei dati storici raccolti e validati dal climatologo Luca Dal Bello per il Centro Meteorologico Lombardo la provincia di Novara risulta essere tra i territori italiani più colpiti dal cambiamento climatico. La temperatura media annua calcolata sul trentennio 1961-1990 è di 12,9 °C, mentre quella calcolata sul trentennio 1991-2020 è di 14,1 °C. L'incremento totale della temperatura media calcolata sulla serie storica è di .

In base alla stessa analisi dei dati climatologici storici la piovosità media annua è di , senza variazioni sostanziali nel tempo ma con piogge più concentrate in brevi periodi. La media nivometrica annuale, pari a , è condizionata da decenni che in passato sono stati molto nevosi, come gli anni '40 () o gli anni '10 () del 1900, e gli ultimi anni ormai caratterizzati da una costante scarsità di innevamento (solo nel decennio 2011-20) e con inverni senza neve sempre più ricorrenti. Il regime pluviometrico è caratterizzato da due massimi (uno principale a maggio con , uno secondario a ottobre con ) e dal minimo di gennaio con 52,7 mm. I temporali estivi tendono ad essere più frequenti rispetto ai capoluoghi del Piemonte ubicati a sud della linea del Po, dato che Novara è leggermente più esposta alle instabilità atlantiche estive che percorrono Alpi e Prealpi.

Secondo la classifica annuale dell'indice di vivibilità climatica in Italia, elaborato dal Corriere della Sera in collaborazione con gli esperti del ILMeteo.it, Novara è al 46º posto su 107 capoluoghi. Nella classifica annuale dell'indice climatico italiano, prodotto da Il Sole 24 Ore in collaborazione con 3BMeteo, la città risulta invece 76º su 107 capoluoghi.

Storia

La città fu fondata attorno all'anno 89 a.C. come colonia di diritto latino, in occasione della concessione della cittadinanza latina alle tribù celtiche della Gallia Transpadana. In età imperiale Novaria, nome latino di Novara, era un municipium situato sulla strada tra Vercellae (Vercelli) e Mediolanum (Milano). La sua pianta a strade perpendicolari (rimasta parzialmente intatta) risale all'epoca romana. Dopo che la città venne distrutta nel 386 da Magno Massimo per aver parteggiato per il suo rivale Valentiniano II, venne ricostruita da Teodosio I. In seguito venne saccheggiata da Radagaiso (nel 405) e da Attila (nel 452).

In epoca romana, dalla città iniziava la via Novaria-Comum, strada romana che collegava la città con Comum (Como) passando per Sibrium (Castelseprio), e passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Gallia Cisalpina con la Gallia transalpina.

Nel 569 giunsero i Longobardi che abitarono non nelle città ma sparsi sul territorio. Proprio all'epoca longobarda risalgono le prime testimonianze del culto a San Gaudenzio. Nel 841 si ha notizia di una chiesa, costruita fuori dalle mura, nella quale era custodito il corpo del santo patrono cittadino.

La città si sviluppò, diventando poi un Comune medievale. L'imperatore Enrico V di Franconia vide nel gesto un atto di ribellione e, sceso in Italia per recarsi a Roma, attaccò Novara incendiandola e distruggendo il lato sud delle mura. Nel 1176, a Legnano, un drappello di trecento novaresi e vercellesi contribuì alla vittoria sull'Imperatore da parte della Lega Lombarda.

Tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo il Comune di Novara si assicurò il controllo di buona parte del Novarese, con l'eccezione dell'enclave vescovile della Riviera di San Giulio. Alla fine del XII secolo accettò la protezione di Milano e divenne così dominio dei Visconti e poi degli Sforza.

Nel corso delle cosiddette Guerre d'Italia, la città fu protagonista di ben due assedi: il primo nel 1495 e il secondo nel 1500.

Nel 1706 Novara venne occupata dalle truppe dei Savoia. Con la Pace di Utrecht, la città, insieme a Milano, divenne parte dell'Impero Asburgico. Dopo l'occupazione del 1734 da parte di Carlo Emanuele III, passò, nell'anno successivo, a Casa Savoia.

Dopo la campagna in Italia di Napoleone Bonaparte, Novara fu capitale del Dipartimento dell'Agogna, per poi essere riassegnata alla Casa Savoia nel 1814. L'8 aprile 1821 fu luogo di una battaglia in cui le truppe regolari sarde e austriache sconfissero i liberali costituzionali piemontesi; nell'ancora più tremenda Battaglia di Novara del 23 marzo 1849, l'esercito piemontese fu sconfitto dagli austriaci del maresciallo Radetzky; questo fatto portò all'abdicazione di Carlo Alberto di Savoia ed alla occupazione della città da parte degli austriaci. La sconfitta dei Piemontesi può essere vista come l'inizio del Risorgimento italiano.

Con il regio decreto nº 3702 del 23 ottobre 1859 ("Decreto Rattazzi"), fu istituita la provincia di Novara, che comprendeva all'epoca anche le attuali province di Vercelli, di Biella e del Verbano-Cusio-Ossola.

Durante gli anni tra il 1943 e il 1945 la città fu teatro di feroci scontri tra partigiani e miliziani della RSI. Un episodio particolarmente tragico svoltosi inizialmente all'attuale stadio Alcarotti di Novara, dove viene creato nei primi giorni dopo il 25 aprile un campo di concentramento con oltre 1.500 persone è noto come l'eccidio dell'ospedale psichiatrico di Vercelli.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con DCG n. 7714 del 24 ottobre 1928.

In precedenza è stato in uso uno stemma «di rosso alla croce d'argento caricata in cuore della lettera N maiuscola romana di verde». La croce d'argento in campo rosso è simbolo comune a molte città che seguivano la parte ghibellina.

Il gonfalone è un drappo di bianco, riccamente ornato di decori dorati.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

L'antico nucleo cittadino di Novara, di forma pressoché pentagonale, è situato su un modesto rilievo collinare (oggi Centro Storico, sede dell'omonima circoscrizione) e conserva ancora per gran parte, nonostante le pesanti manomissioni in chiave moderna e le molte architetture neoclassiche, l'antico impianto medievale con strade ciottolate e piccole piazze (piazza delle Erbe e piazza della Repubblica).

Anticamente la città era dotata di una cinta muraria avente un perimetro di 2200 metri, innalzata alla fine del I secolo d.C. durante l'età imperiale. Parzialmente distrutte nel 1110 le mura furono successivamente ricostruite ed infine demolite agli inizi del Novecento per permettere lo sviluppo cittadino. Due tratti delle antiche mura romane, tornate alla luce a seguito di scavi archeologici, sono visibili oggi presso largo Cavour e nell'area verde alle spalle del Conservatorio Cantelli, tra via Solaroli e via Dominioni. Esse appaiono realizzate con la tecnica dell'opus mixtum utilizzando ciottoli di fiume legati tra loro con malta, posti di piatto e intervallati da basse fasce orizzontali in mattone.

Dopo il loro abbattimento, le mura hanno lasciato posto agli attuali baluardi, grandi viali alberati che circondano il centro storico.

Quale municipio romano, anche il reticolo stradale di Novara era caratterizzato da un cardo e da un decumano che corrispondono, il primo agli attuali Corso Cavour e Corso Mazzini (già Corso di Porta Sempione) ed il secondo a Corso Italia (già Corso di Porta Torino) e Corso Cavallotti (già Corso di Porta Milano). Le due strade si incontrano nel cosiddetto Angolo delle Ore.

Centro storico

Il monumento più celebre di Novara è la basilica di San Gaudenzio, costruita tra fine Cinquecento ed inizio Seicento, e caratterizzata dall'imponente cupola neoclassica a pinnacolo (alta 121 metri) progettata da Alessandro Antonelli e aggiunta al corpo della chiesa nella seconda metà del XIX secolo, da molti considerata la più alta al mondo in mattoni.Sulla storia della costruzione si veda:

Di particolare interesse anche il campanile di Benedetto Alfieri (zio del più famoso Vittorio Alfieri), l'organo a canne costruito da Vincenzo Mascioni e, soprattutto, il Polittico di Gaudenzio Ferrari.

Centro della vita religiosa cittadina è l'imponente Cattedrale, in stile neoclassico, progettata anch'esso da Alessandro Antonelli e costruita a metà del XIX secolo demolendo la preesistente cattedrale romanica (sorge infatti nello stesso punto in cui si trovava anticamente il tempio di Giove), della quale appartengono ancora la parte inferiore del campanile, il Chiostro della Canonica e l'Oratorio di San Siro.

Di fronte al Duomo si trova il Battistero, il più antico edificio della città tuttora esistente e una delle più antiche architetture paleocristiane del Piemonte.