La diocesi di Tivoli () è una sede della Chiesa cattolica in Italia immediatamente soggetta alla Santa Sede appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2022 contava 184.210 battezzati su 200.468 abitanti. È retta dal vescovo Mauro Parmeggiani.
Territorio La diocesi comprende i seguenti comprensori territoriali: 36 comuni della città metropolitana di Roma Capitale: Tivoli, Affile, Agosta, Anticoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Camerata Nuova, Canterano, Casape, Castel Madama, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Ciciliano, Cineto Romano, Gerano, Guidonia MontecelioAd eccezione delle tre parrocchie (San Remigio, Santa Maria a Setteville e Santa Maria dell'Orazione) che appartengono alla diocesi di Roma., Jenne, Licenza, Mandela, Marano Equo, Marcellina, Percile, Poli, Riofreddo, Rocca Canterano, Roccagiovine, Roviano, Sambuci, San Gregorio da Sassola, San Polo dei Cavalieri, Sant'Angelo Romano, Saracinesco, Subiaco (eccetto l'area di pertinenza dell'abbazia territoriale di Subiaco), Vallinfreda, Vicovaro e Vivaro Romano; la frazione di Guadagnolo nel comune di Capranica Prenestina; la zona di San Vittorino nel comune di Roma; 3 comuni della provincia di Rieti: Orvinio, Pozzaglia Sabina e Turania.
Sede vescovile è la città di Tivoli, dove si trova la cattedrale di San Lorenzo martire. Sono tre i santuari riconosciuti della diocesi: il santuario della Beata Vergine delle Grazie, noto come Madonna di Quintiliolo; il santuario di Nostra Signora di Fátima a San Vittorino; e il santuario di Santa Maria delle Grazie, noto come santuario della Mentorella. A Subiaco sorge la basilica di Sant'Andrea, già concattedrale dell'abbazia territoriale di Subiaco.
Il territorio si estende su 892 km² ed è suddiviso in 84 parrocchie, raggruppate in 5 vicarie.
Storia La diffusione del Cristianesimo nell'area tiburtina risale all'epoca apostolica. Sebbene la tradizione attribuisca il ruolo di primo vescovo a san Quirino, le prime testimonianze storiche risalgono al IV secolo, con il vescovo Paolo che partecipò nel 366 all'elezione dell'antipapa Ursino in contrapposizione a papa Damaso.
La locale chiesa tiburtina è legata alla memoria della passione di santa Sinforosa e dei suoi sette figli; il loro martirio, testimoniato dal martirologio romano alla data del 18 luglio, è altresì documentato dalla scoperta nell'XIX secolo delle catacombe e della basilica dedicata alla santa al nono miglio della via Tiburtina.
Inizialmente composta da buona parte della Val d'Aniene, la diocesi ebbe l'incarico di estendere l'evangelizzazione anche alle zone più interne. È probabilmente questo il motivo per cui, nonostante la vicinanza con Roma, non venne mai proclamata sede suburbicaria. Da notare, che nel 1513 servì comunque da sede suburbicaria vicaria e fu assegnata a Francesco Soderini, che era precedentemente cardinale vescovo di Sabina; nel 1516 si rese vacante la sede suburbicaria di Palestrina e Francesco Soderini vi fu trasferito.
Due furono i papi originari di Tivoli, papa Simplicio (468-483) e papa Giovanni IX (898-900); mentre Barnaba Chiaromonti, vescovo di Tivoli dal 1782 al 1784, divenne papa nel 1800 col nome di Pio VII. All'epoca di papa Simplicio, si ebbe la prima organizzazione della diocesi, grazie all'opera congiunta del pontefice tiburtino e del vescovo Candido, il cui nome appare in diversi sinodi romani organizzati dai papi, da Ilario (461-468) a Simmaco (498-514).
Nel corso dei secoli il suo territorio di competenza ha subito numerose variazioni, dovute principalmente alla nascita e alla diffusione del monachesimo benedettino nella zona di Subiaco. Si venne a creare, così, un rapporto conflittuale tra la diocesi tiburtina e l'abbazia sublacense, che portò a un ridimensionamento della prima a favore della seconda, la quale nel 1638 ottenne lo status di abbazia territoriale con giurisdizione diocesana su un vasto territorio sottratto alla diocesi tiburtina.
Si deve al vescovo Giovanni Andrea Croce (1554-1595) l'attuazione delle riforme volute dal concilio di Trento, al quale aveva preso parte nelle sue due ultime sessioni: indisse due sinodi, nel 1565 e nel 1585; effettuò quattro volte la visita pastorale della diocesi; operò per un rilancio delle confraternite. Altro vescovo significativo per la storia ecclesiastica tiburtina fu il cardinale Giulio Roma, che ricostruì la cattedrale (1635-1640), indisse un sinodo (1637) e istituì il seminario (1647).
Durante l'occupazione napoleonica dello Stato Pontificio, il vescovo Vincenzo Manni fu esiliato in Francia.
Nel 1841, con la riorganizzazione ecclesiastica della Sabina, le parrocchie dei territori di Orvinio, Pozzaglia Sabina (con la frazione di Montorio in Valle) e Turania passarono dalla diocesi di Sabina alla sede tiburtina.
In seguito al ridimensionamento del territorio della diocesi sublacense, effettuato da Giovanni Paolo II nel 2002, sono ritornate alla diocesi di Tivoli 22 parrocchie nei comuni di Subiaco, Affile, Arcinazzo Romano, Jenne, Gerano, Cerreto Laziale, Agosta, Marano Equo, Canterano, Cervara di Roma e Camerata Nuova.Acta Apostolicae Sedis, 94 (2002), pp. 762-763.
Dal 19 febbraio 2019 le sedi di Tivoli e di Palestrina sono unite in persona episcopi.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Paolo † (menzionato nel 366)Cascioli (Atti e Memorie..., I, 1921, pp. 32-34) ritiene che il martire san Quirino, la cui iscrizione si trova nella cattedrale di Tivoli, sia stato vescovo della città tiburtina; anche Lanzoni (op. cit., p. 137) pensa che Quirino sia stato un vescovo, non di Tivoli però, ma di Siscia in Pannonia, venerato sia a Roma che a Tivoli. Fiorentino (o Fiorenzo) † (documentato all'epoca di papa Innocenzo I) Candido † (prima del 465 - dopo il 502) Anonimo † (menzionato nel 545)Vescovo ucciso dai Goti. Cascioli (Atti e Memorie..., II, 1922, p. 30) pensa che questo anonimo vescovo sia il martire san Generoso venerato a Tivoli, tesi messa in dubbio da Lanzoni (op. cit., p. 138). Anastasio I † (menzionato nel 595)Lanzoni cita Anastasio solo per l'anno 595; il suo nome appare anche in un diploma del 593, ritenuto un falso da Lanzoni e Ughelli. Gams e Ughelli riportano anche la data del 601. Decorato † (menzionato nel 649) Maurizio † (prima del 679 - dopo il 680) Anastasio II † (menzionato nel 721) Giovanni I † (prima del 743 - dopo il 761) Teodosio † (prima del 769 - dopo il 773) Sebastiano ? † (menzionato nell'826)Al concilio romano dell'826 prese parte un Sebastianus episcopus Burense, sede sconosciuta. Cappelletti ritiene che, per un errore dovuto ad un amanuense, è venuta meno la prima sillaba e che perciò la lezione corretta dovrebbe essere (Ti)burense; l'interpretazione di Cappelletti è fatta propria da storici locali, tra i quali Giuseppe Cascioli. Baronio invece, seguito dal Garruba, interpreta il termine Burense come un errore per Bariense, ossia Bari. Gams pone il vescovo Sebastiano sia nella cronotassi di Tivoli sia in quella di Bari. Gli autori dell'edizione critica degli atti conciliari optano anch'essi per Bari. Monumenta Germaniae Historica, Concilia aevi Karolini (742-842), seconda parte (819-842), a cura di Albert Werminghoff, Hannover e Lipsia 1908, p. 562,5 e nota 15. Calvo † (epoca incerta, prima dell'858)Il nome di questo vescovo appare in un privilegio, databile prima dell'858, nel Regesto sublacense. Orso † (menzionato nell'853) Leone † (menzionato nell'861) Pietro † (menzionato nell'877) Uberto † (menzionato nel 945) Giovanni II † (prima del 953 - dopo novembre 963) Benedetto I † (menzionato nel 964) Amizzone (o Aurizo) † (prima del 971 - dopo il 992)Cappelletti parla anche di un Giovanni III, menzionato nel 978. Aurizo e Amizzone sarebbero perciò due vescovi distinti, predecessore e successore di Giovanni. Gualtiero? † (menzionato nel 993)Cascioli (Atti e Memorie..., II, 1922, p. 106) cita un documento del Regesto sublacense del 993, dove si parla del vescovo Gualtiero, ma non della sede di appartenenza. La data del 1000 riportata da vari autori si riferisce ad un documento dove non è fatta alcuna menzione del nome del vescovo (Cascioli, p. 107). Bosone † (prima del 1014 ?Secondo Cascioli (Atti e Memorie..., II, 1922, pp. 107 e seguenti), la prima menzione di Bosone come vescovo è del 1026; in un diploma del 1015 Bosone era ancora un arciprete tiburtino. Secondo Cappelletti invece, Bosone è documentato come vescovo per la prima volta nel 1014, e poi ancora nel 1015, 1017, 1018. - dopo il 10 marzo 1029 deceduto)Nel 1013 Cappelletti colloca un vescovo di nome Gerardo, cui succederebbe Bosone. Benedetto II † (prima del 12 giugno 1029 - circa 1030 deceduto) Giovanni III † (prima di agosto 1030 - dopo il 1059) Adamo † (menzionato nel 1071 circa) Pietro II † (menzionato il 25 marzo 1110) Manfredo † (prima del 18 ottobre 1110 - dopo il 1119) Guido † (prima del 1125 - dopo il 1139) Ottone † (prima del 1148 - dopo il 1157)La cronologia dei vescovi Guido e Ottone non è uniforme tra gli storici della diocesi. Secondo Cascioli (Atti e Memorie..., III, 1923, pp. 108 e seguenti), Guido sarebbe documentato fino al 1154, quando consacrò un altare in una chiesa della diocesi; per Cappelletti e Gams invece già nel 1148 è documentato il vescovo Ottone. Circa questo vescovo, Cascioli (Atti e Memorie..., IV, 1924, pp. 52-55) lo attesta dal 1157 al 1169 (ma in questo caso il documento non menziona espressamente il suo nome); e rifiuta la data del 1148, perché Cappelletti non ne riporta la fonte. Milone † (prima del 1179 - dopo il 1187)Cascioli (Atti e Memorie..., IV, 1924, pp. 56-57) documenta questa vescovo ancora nel dicembre 1209. Giacomo Antonio Colonna † (1210 - dopo maggio 1219)Cascioli (Atti e Memorie..., IV, 1924, pp. 152 e seguenti) ritiene che Giacomo Antonio Colonna sia il vescovo menzionato in una lettera di papa Onorio III del 29 maggio 1219, benché in questa lettera il suo nome non sia espressamente riportato. Claro † (1219 - ?) Todino † (prima del 1248 - prima del 18 gennaio 1252 deceduto) Berardo † (prima del 21 agosto 1252In questa data Berardo, Tiburtino electo, riceve una lettera di papa Innocenzo IV. - dopo luglio 1256) Gottifredo † (?Benché Cascioli, Gams e Eubel riportino il 1260 come data ipotetica d'inizio episcopato di Gottifredo, questo vescovo tiburtino è noto solo per il suo trasferimento a Rieti (Cappelletti, op. cit., p. 679). - 23 agosto 1265 nominato vescovo di Rieti) Giacomo da Fossanova † (5 dicembre 1265 - dopo 29 novembre 1280In questa data convocò un sinodo, il primo che si conosca della Chiesa tiburtina (Cappelletti, p. 679). Il 2 luglio 1267 Clemente IV gli aveva ratificato in un breve la sua giurisdizione sui castelli di Monte Albano, del Poggio di S. Polo e sulla chiesa di S. Maria di Monte Dominico, posseduti dal monastero di S. Paolo (V. Pacifici, pp. 116-118). deceduto) Sabarizio † (10 marzo 1282 - 1318 deceduto) Giacomo II, O.F.M. † (2 ottobre 1318 - circa 1320 deceduto) Giovanni IV, O.F.M. † (5 maggio 1320 - 1337 deceduto) Branca, O.P. † (1337 - 1337 deceduto) (vescovo eletto) Giovanni V, O.P. † (1º ottobre 1337 - agosto 1342 deceduto) Nicolò I † (23 dicembre 1342 - 1349 ? dimesso) Daniele, O.E.S.A. † (5 ottobreData riportata da Cascioli (Atti e Memorie..., VII, 1927, pp. 164-165), in riferimento alla lettera di nomina di papa Clemente VI. La data del 24 ottobre riportata da Eubel è quella in cui l'eletto versa la tassa di 100 fiorini dovuta alla Santa Sede per la sua nomina. 1349 - 1367 deceduto) Filippo Gezza de Rufinis, O.P. † (8 novembre 1367 - 1380 dimesso)Secondo Eubel (op. cit., vol. I, p. 23), il cardinale Filippo Gezza de Rufinis morì prima del 22 maggio 1386.