I riformisti iraniani (in persiano: اصلاح‌طلبان, romanizzato: Eslâh-Talabân,) costituiscono una corrente politica islamico-liberale in Iran. Rappresentano uno dei due principali schieramenti del panorama politico post-rivoluzionario iraniano insieme ai cosiddetti "principalisti". Le sue principali ideologie ispiratrici, oltre al riformismo, sono il postislamismo, e il repubblicanesimo.

Il periodo definito come “era riformista” in Iran viene talvolta fatto coincidere con gli anni dal 1997 al 2005, corrispondenti ai due mandati presidenziali di Mohammad Khatami. Il Consiglio per il Coordinamento del Fronte delle Riforme rappresenta la principale organizzazione ombrello e coalizione del movimento; esistono tuttavia anche gruppi riformisti non affiliati a tale organismo, come il Fronte dei Riformisti.

Masoud Pezeshkian, esponente riformista, è stato eletto presidente in seguito alle elezioni presidenziali iraniane del 2024 ed è stato successivamente confermato dalla Guida Suprema Ali Khamenei il 28 luglio.

Contesto politico Organizzazioni Il Movimento del 2 Khordad non indica soltanto la coalizione composta da 18 gruppi e partiti politici del fronte riformista, ma si riferisce anche, in senso più ampio, a tutti coloro che sostennero i programmi di riforma promossi da Khatami nel 1997.

Il fronte riformista comprende diversi partiti politici; tra i più noti si annoverano i seguenti: Fronte di Partecipazione dell'Iran Islamico: tra le figure di spicco figurano Mohammad-Reza Khatami, Saeed Hajjarian, Alireza Alavitabar, Abbas Abdi, Mohsen Safaie Farahani, Mohsen Aminzadeh e Mostafa Tajzadeh. Questo partito è stato descritto come la componente predominante del Fronte del 2 Khordad, nonché come il principale partito riformista e quello più strettamente legato al presidente Khatami. Società dei Chierici Militanti: tra i principali esponenti si ricordano Mohammad Khatami, Hadi Khamenei, Majid Ansari, Mohammad Tavasoli e Mohammad Mousavi Khoeiniha. È stata definita il principale organismo clericale di orientamento riformista. Organizzazione dei Mojahedin della Rivoluzione Islamica: tra le figure di rilievo vi sono Behzad Nabavi, Mohsen Armin, Mohammad Salevati e Feyzollah Arabsorkhi. I Mojahedin sono stati descritti come uno dei gruppi politici chiave del fronte riformista.

Idee Molti riformisti sostengono una visione di liberalismo islamico e promuovono un’agenda islamista di orientamento progressista. Alcuni intellettuali iraniani hanno contribuito alla nascita di un movimento organizzato in questa direzione. Tra le figure più influenti spicca Abdolkarim Soroush, che per anni è stato una delle poche voci pubbliche a criticare apertamente le politiche del regime. Le sue lezioni all’Università di Teheran attiravano numerosi studenti, molti dei quali avrebbero poi dato impulso al movimento del 2 Khordad. Diverse personalità di rilievo del movimento provengono proprio dall’ambiente intellettuale legato a Soroush. Tuttavia, con l’ascesa del movimento del 2 Khordad, Saeed Hajjarian emerse come principale teorico e stratega, in particolare all’interno del campo di Khatami. Secondo Mahmoud Sadeghi, la tendenza economica prevalente tra i riformisti è riconducibile alla socialdemocrazia.

Il nucleo filosofico di questa trasformazione è stato definito da alcuni studiosi come una forma di “whiggismo religioso”. Analogamente alla convinzione whig britannica in un progresso inevitabile, pensatori come Soroush sostenevano che, sebbene la rivelazione divina sia immutabile, la comprensione umana della religione — ossia il sapere religioso — è dinamica e deve evolvere in sintonia con la ragione e con i progressi delle scienze moderne. Questa prospettiva ha fornito una giustificazione teologica alla possibilità di conciliare l’Islam con un sistema di governo democratico, interpretando la democratizzazione della Repubblica Islamica non come un abbandono della fede, bensì come una sua necessaria evoluzione storica.

Il movimento è stato inoltre descritto come un agente di trasformazione del lessico politico e del discorso pubblico: termini quali imperialismo, mostazafen (diseredati), jihad, mojahed (combattenti), shahadat (martirio), radici, rivoluzione ed “occidentalite” (Gharbzadegi) sono stati progressivamente affiancati — o sostituiti — da concetti moderni come democrazia, modernità, libertà, uguaglianza, società civile, diritti umani, partecipazione politica e cittadinanza.

Seguaci Il nucleo del movimento riformista sarebbe costituito da esponenti della sinistra islamica, esclusi dalla competizione elettorale in quanto epurati e, più in generale, privati di potere dai conservatori islamici dopo la morte dell’Imam Ruhollah Khomeini nel 1989. Tra coloro che, dalla sinistra islamica, si sono evoluti in riformisti figurano Abdolkarim Soroush, Saeed Hajjarian, Akbar Ganji, Ali Akbar Mohtashami-Pur, Ebrahim Asgharzadeh, Mohsen Mirdamadi, Mir-Hossein Mousavi, nonché gruppi studenteschi come l’Associazione Islamica (Anjoman-e Eslami) e l’Office for Strengthening Unity.

Numerose istituzioni hanno sostenuto il movimento riformista, tra cui organizzazioni quali l’Organization of the Mojahedin of the Islamic Revolution (OMIR), il Majma’a Rohaneeyoon Mobarez (Forum del Clero Militante), l’Office for Fostering Unity e il Freedom Movement of Iran. Anche diversi organi di stampa si sono schierati a favore, tra cui la rivista Iran-e-farda e Kian.

Si ritiene che il sostegno a Mohammad Khatami abbia attraversato regioni e classi sociali, includendo persino alcuni membri del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, seminaristi di Qom e appartenenti ai Basij. Il cuore del suo elettorato rimaneva tuttavia costituito dalla moderna classe media, dagli studenti universitari, dalle donne e dai lavoratori urbani. Ad esempio, nel 1995 circa la metà dei 60,5 milioni di abitanti dell’Iran era troppo giovane per essere stata in vita al tempo della Rivoluzione islamica iraniana.

Note

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