Monte Roberto è un comune italiano di abitanti della provincia di Ancona nelle Marche.

Geografia fisica

Territorio

Il comune sorge in una collina alta 348 m s.l.m., nella parte centrale della provincia di Ancona e della Vallesina. Il territorio inoltre è attraversato dal fiume Esino presso le due frazioni, Pianello Vallesina e Ponte Pio. È situato a circa 30 km dalla costa adriatica e il suo territorio è caratterizzato da un'ampia vista panoramica, che nelle giornate serene consente di scorgere sia il Mare Adriatico che le montagne dell'Appennino umbro-marchigiano, si estende su una superficie di 13,51 km² e confina a nord con Castelbellino, a est con Jesi, a sud con San Paolo di Jesi e Cupramontana e a ovest con Maiolati Spontini. Il punto più basso (72 m s.l.m.) del territorio è localizzato nella frazione di Ponte Pio, mentre il punto più alto (367 m s.l.m.) si trova nei pressi della strada provinciale che porta a Maiolati Spontini. Le frazioni comunali sono quattro: Pianello Vallesina (la più importante fra tutte), Ponte Pio, Sant'Apollinare(dove si trova anche la zona industriale) e Costa. Il terreno di Monte Roberto è caratterizzato da campi a coltura intensiva, ricco di querce, di viti per la produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi e di olivi sopra tutto, tra le numerose varietà regionali il leccino, la mignola, la raggia e l'ascolana, mentre a fondo valle nella zona di Pianello Vallesina si trovano colture di cereali come grano (al punto da farle meritare l'appellativo di "granaio" dello Stato Pontificio), orzo, granoturco e farro e di prodotti ortofrutticoli tipo pomodori, mele, ciliegie e pesche. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media), Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana n. 3274 del 20 marzo 2003, aggiornata con la Delibera della Giunta regionale delle Marche n.1046 del 29 luglio 2003.

Flora e fauna

Sono presenti vari boschi composti principalmente da querce come il cerro ed il rovere, poi da faggi, olmi montani ed acacie e da vari animali come la volpe, il cinghiale, il picchio, il riccio, la lepre e l'istrice, invece nel fiume Esino sono presenti varie specie di salici piangenti, pioppi e di canne, di pesci come la trota, il barbo italico e il cavedano italico e di uccelli tipo il cannareccione, il pendolino europeo e l'usignolo di fiume.

Idrografia

Il territorio comunale è attraversato da tre rigagnoli a carattere torrentizio, il primo è il Fosso di San Giovanni che nasce nel territorio di Cupramontana, il secondo che sgorga da Staffolo attraversa Sant'Apollinare ed il terzo è un fosso che nasce all'interno del territorio comune. Tutti e tre rigagnoli sono affluenti di destra del fiume Esino, l'unico corso d'acqua di maggiore importanza del luogo e di tutta la provincia di Ancona, seguito dal Musone, dal Cesano e dal Misa.

Clima

Di inverno il clima è freddo e umido con piogge molto abbondanti che sono condizionate dalla disposizione dell'Appennino umbro-marchigiano rispetto alla circolazione occidentale prevalente nell'area Mediterranea e con nevicate che cadono per brevi periodi, occasionalmente anche per lunghi come la nevicata del 2012, che ha portato accumuli di neve fresca fino a 2 metri e con temperature che di solito scendono sotto lo zero provocando gelate mattutine. Sempre di inverno occasionalmente si possono verificare nebbie durante il mattino. Le estati invece sono calde e secche con una elevata presenza di umidità, con rilevanti attività temporalesche soprattutto nella parte pomeridiana e con punte massime fino a 35°C, a volte anche superiori come l'ondata di caldo del 2012. La media annuale di piovosità è di 839,3 mm.

Classificazione climatica: zona E, 2.158 GG, Ordinanza del Presidente della Repubblica Italiana n.n. 412 del 26 agosto 1993, con successivo aggiornamento al 31 ottobre 2009.

Origini del nome La storia ci riferisce che attraverso la prima menzione della località in un documento del 1079 l'origine del nome Monte Roberto deriverebbe con tutta probabilità da "Monte di Roberto", un Dominus Loci, "signore del luogo" chiamato Roberto che doveva essere un feudatario laico di origine longobarda.

Storia

Ricco di testimonianze di epoche preistoriche, il territorio di Monte Roberto era popolato prima della dominazione della civiltà romana prima dagli Umbri, poi dai Piceni e infine nel IV secolo a.C. dai Galli senoni una tribù celtica proveniente dalla Francia e stanziatisi dalla Romagna all'Esino.

Nella pianura, in territorio di Pianello Vallesina, sembra collocarsi l'antica città di Planina raccontata da Plinio il Vecchio nella Naturalis historia, popolata dalla tribù Velina, i cui ruderi furono visibili fino al sette-ottocento. In contrada Noceto, nel 1881, fu rinvenuta una necropoli picena del VI secolo a.C.; i reperti allora riportati alla luce sono ora conservati nel Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona.

Con la Caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio venne conquistato nel 476 da Odoacre, capo degli Sciri, poi nel 493 dagli Ostrogoti guidati da Teodorico, nel 554 con Giustiniano I, imperatore dell'Impero bizantino che istituì l'Esarcato d'Italia, nel 751 dai Longobardi che lo annessero al Ducato di Spoleto e nel 754 dai Franchi di Pipino il Breve che conquistò i territori del vecchio esarcato e con l'accordo papale della Promissio Carisiaca li donò all'autorità di papa Stefano II Orsini, creando lo Stato della Chiesa e dando quindi inizio al potere temporale dei papi.

Alle devastazioni barbare la città di Planina non sopravvisse.

Nel medioevo iniziarono ad essere presenti numerosi monasteri benedettini. Dopo l'anno 1000, Monte Roberto si presentava come un piccolo agglomerato edilizio e contrada che facevano parte del territorio di Castelbellino, soggetto inizialmente all'autorità di un feudatario laico, un dominus loci chiamato Roberto (da cui avrebbe preso origine il toponimo) probabilmente di origine longobarda. Nel 1137 Lotario II, imperatore del Sacro Romano Impero fu respinto, e nel 1167 anche l'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1219, Monte Roberto venne inglobato nel Contado della città di Jesi, quindi nello Stato Pontificio. Nel 1354 Monte Roberto viene assediato e saccheggiato dalle bande del condottiero Fra Moriale, come punizione per aver aderito alle politiche dei Visconti al fine di mantenere la sua autonomia. Viene poi riconquistato dal cardinale Egidio Albornoz inviato dal pontefice nella "riconquista" delle Terre Pontificie". Nel 1433 il paese fu occupato dalle truppe di Francesco Sforza, Duca di Milano nel tentativo di conquista dell'Italia Centrale. Successivamente fu anche in potere dei Malatesta, una famiglia nobiliare che governava l'odierna provincia di Rimini. Nel 1517 il comune venne saccheggiato dalle truppe di Francesco Maria I Della Rovere nella guerra contro la famiglia dei Medici per rimpossessarsi del Ducato di Urbino e successivamente fu riconquistato dall'esercito papale, ma nel 1808 fu conquistato, assieme alle Marche al Regno Napoleonico, nella cosiddetta Repubblica Romana. Con la Restaurazione del 1815 si ritornò di nuovo sotto il papato e nel 1860 fu annesso al Regno d'Italia con la battaglia di Castelfidardo, vinta dal Regno di Sardegna guidato da Vittorio Emanuele II di Savoia. Monte Roberto quindi, così come totalmente la regione Marche rimase strettamente legato allo Stato Pontificio fino al 1861, quando ci fu la proclamazione del Regno d'Italia e perciò venne definitivamente riconosciuto Comune autonomo della provincia di Ancona dal Parlamento del Regno d'Italia. Dalla prima metà del '900 ha avuto un notevole incremento, a valle, la frazione di Pianello Vallesina, divisa in parte con il comune di Castelbellino: un insediamento formatosi inizialmente intorno ad una chiesa del '600, Santa Maria del Trivio, situata in una posizione favorevole, all'incrocio fra diverse strade che andavano verso i castelli di Monte Roberto, Castelbellino e Maiolati Spontini, e facilmente raggiungibile da Jesi: fattori che favorirono la nascita del nucleo abitativo, denominato Pianello.

Simboli

Stemma Lo stemma del comune è di colore azzurro con un leone di argento, coronato all'antica, lo scudo è circondato da un ramo di quercia e uno di alloro e sormontato dalla corona muraria di comune.

Gonfalone Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di azzurro. Al centro è posto lo stemma comunale. In cima è presente un fiocco tricolore, a simboleggiare la bandiera della Repubblica Italiana.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Abbazia di Sant'Apollinare

È situata a Sant'Apollinare, frazione comunale ed è con tutta probabilità la più antica abbazia della Vallesina; la sua origine si può far risalire al VII-VIII secolo e collegata alla primitiva immigrazione di monaci nella valle dell'Esino. La dedicazione a Sant'Apollinare, vescovo di Ravenna, è un'eco del dominio ravennate-bizantino del VI-VII secolo in un territorio divenuto poi zona di confine tra bizantini e longobardi. Conobbe il massimo splendore nei secoli XII-XIV, mentre nel Quattrocento si iniziò un lento decadimento. Da allora non mancarono interventi che cambiarono il volto dell'antica struttura. Solo in tempi più recenti, nel 1968 e nel 1973, più oculate operazioni di restauro hanno fatto recuperare all'abbazia l'autentica fisionomia romanico-gotica. L'affresco absidale del 1508, scoperto durante i lavori di restauro e recuperato nel 1974 togliendo un sovrastante dipinto ad olio del XVIII secolo, è stato attribuito ad Arcangelo di Andrea di Bartolo da Jesi.

Chiesa di San Carlo Un tempo proprietà della Confraternita del Santissimo Sacramento, ora del comune, la prima chiesa risale al XVII secolo, quella attuale è stata ricostruita nelle immediate vicinanze durante il terzo decennio dell'Ottocento. Vi si conservano all'interno due tele del pittore Antonio Sarti.

Chiesa parrocchiale di San Silvestro Dedicata a papa Silvestro I, è stata costruita tra il 1768 e il 1795 su progetto dell'architetto Mattia Capponi di Cupramontana. Conserva dal 1928, resti provenienti dalla chiesa di Santa Chiara di Jesi, la cantoria e i due coretti laterali in legno dorato e scolpito realizzati verso il 1710 da Angelo Scoccianti scultore di Cupramontana. Vi sono poi due tele del pittore genovese Stefano Casabona, una tela di Antonio Sarti raffigurante il Martirio di san Lorenzo, proveniente dall'antica chiesa, ed un crocifisso ligneo del XVI-XVII secolo di bella fattura.

Chiesa della Sacra Famiglia I lavori di costruzione sono iniziati nel gennaio 2011 e si sono conclusi nel giugno 2012. È stata realizzata per volontà del cittadino ed ex sindaco Elvio Socci che, colpito da un male incurabile,

Edicole votive Nel territorio sono presenti due edicole sacre, che sono situate a Monte Roberto, lungo la Strada Provinciale 11 dei Castelli in direzione di Castelbellino.

Architetture civili

Castello Le mura castellane risalgono al XIV-XV secolo; in parte restaurate, alcuni tratti caddero durante il terremoto del 1741. L'anello edilizio, di forma ovale allungata ha un circuito quasi continuo, sui torrioni e sulle mura sono state realizzate in tempi più recenti civili abitazioni. Sul torrione ad occidente c'è la cosiddetta "sala del trono" le cui decorazioni risalgono al primo o secondo decennio dell'Ottocento. La leggenda vuole riportare a Roberto il Guiscardo (1015-1085) l'origine del castello di Monte Roberto, dove avrebbe trascorso la sua infanzia l'imperatore Federico II di Svevia. Solo nel corso del 1200 si ha la trasformazione in un castello vero e proprio.

Villa Salvati