La diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo () è una sede della Chiesa cattolica in Italia immediatamente soggetta alla Santa Sede appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2023 contava 219.938 battezzati su 229.520 abitanti. È retta dal vescovo Gerardo Antonazzo.
Patroni della diocesi I patroni della diocesi sono Santa Restituta, commemorata il 27 maggio; San Benedetto, festeggiato il 21 marzo; San Tommaso, venerato il 7 marzo; San Giovanni, celebrato il 29 agosto; e la Madonna di Canneto, la cui ricorrenza liturgica è il 22 agosto.
Territorio
Comuni e province La diocesi comprende la parte meridionale della provincia di Frosinone (incluse la valle di Comino, la valle del Liri e la valle dei Santi, con esclusione dei comuni di Ausonia e Coreno Ausonio) nel Lazio, la valle Roveto nella provincia dell'Aquila, ovvero in Abruzzo, e la parte settentrionale della provincia di Caserta in Campania. In totale abbraccia 60 comuni.
Provincia dell'Aquila (Abruzzo) Balsorano, Canistro, Civita d'Antino, Civitella Roveto, Morino, Pescocanale (frazione di Capistrello) e San Vincenzo Valle Roveto.
Provincia di Frosinone (Lazio) Acquafondata, Alvito, Aquino, Arce, Arpino, Atina, Belmonte Castello, Broccostella, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri, Cassino (tranne l'abbazia di Montecassino), Castelliri, Castelnuovo Parano, Castrocielo, Cervaro, Colfelice, Colle San Magno, Esperia, Fontana Liri, Fontechiari, Gallinaro, Isola del Liri, Pescosolido, Picinisco, Pico, Piedimonte San Germano, Pignataro Interamna, Pontecorvo, Posta Fibreno, Rocca d'Arce, Roccasecca, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, San Vittore del Lazio, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Andrea del Garigliano, Sant'Apollinare, Sant'Elia Fiumerapido, Santopadre, Settefrati, Sora, Terelle, Vallemaio, Vallerotonda, Vicalvi, Villa Latina, Villa Santa Lucia e Viticuso.
Provincia di Caserta (Campania) Rocca d'Evandro e San Pietro Infine.
Parrocchie e zone pastorali
Il territorio si estende su una superficie di km² ed è suddiviso in 142 parrocchie raggruppate in 8 zone pastorali: Sora, Cassino, Aquino, Pontecorvo, Isola del Liri, Balsorano, Atina e Cervaro.
Cattedrali e santuari Sede vescovile è la città di Sora, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Cassino, Aquino e Pontecorvo sorgono le tre concattedrali dedicate rispettivamente al Santissimo Salvatore, Santa Maria Assunta e San Germano Vescovo, ai Santi Costanzo Vescovo e Martire e Tommaso d'Aquino e a San Bartolomeo Apostolo.
Nel territorio della diocesi si trovano inoltre cinque santuari:Annuario diocesano 2015, pp. 13-14. Cervaro: Maria Santissima de Piternis Pontecorvo: Santi Cosma e Damiano Sant'Elia Fiumerapido: Maria Santissima delle Indulgenze Settefrati: Maria Santissima di Canneto, basilica minore Sora: Maria Santissima della Figura
A questi santuari si aggiunge un'abbazia cistercense, quella di San Domenico Abate a Sora.
Storia La diocesi è frutto dell'unione, sancita nel 1986, di tre sedi: Aquino e Sora, attestate nel V secolo, e Pontecorvo, eretta nel 1725. Nel 2014 alla diocesi sono state annesse le parrocchie appartenenti all'abbazia territoriale di Montecassino.
Sora La diffusione del cristianesimo in quest'area viene tradizionalmente fatta risalire ai tempi apostolici o ai primi secoli cristiani, come attestato dalle passioni dei santi Giuliano e Restituta, che avrebbero subito il martirio nel II e nel III secolo. Controversa è l'attribuzione alla sede di Sora del vescovo sant'Amasio, riconosciuto come protovescovo sia a Sora nel III secoloGustavo Strafforello, La Patria. Geografia dell’Italia, Torino, Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, p. 249 che a Teano nel IV secolo.
La prima notizia storicamente documentata sulla diocesi di Sora risale alla fine del V secolo con il vescovo Giovanni, che fu destinatario di una lettera di papa Gelasio I (492-496). Suo probabile successore è il vescovo Sebastiano, che prese parte ai concili simmachiani del 501 e del 502. Dopo Valeriano, che partecipò al concilio di papa Agatone del 680, non sono più noti vescovi di Sora fino alla fine del X secolo, a causa delle varie distruzioni subite dalla città, a partire da quella dei Longobardi, di cui parla Gregorio Magno nei suoi scritti.
Nel 966 Sora appare nell'elenco delle diocesi suffraganee della sede metropolitana di Capua, istituita da papa Giovanni XIII; nel secolo successivo tuttavia, Giovanni fu consacrato vescovo di Sora da papa Gregorio VII (1073/74) e nel Liber Censuum della Chiesa di Roma della fine del XII secolo, Sora è compresa tra le diocesi immediatamente soggette alla Santa Sede, status mantenuto fino ad oggi.Kehr, Italia pontificia, VIII, pp. 100-101 (nº 2).
Nell'XI secolo i monaci benedettini contribuirono alla rinascita religiosa del territorio. Tre vescovi di Sora, Palombo, Giovanni e Roffredo, furono monaci cassinesi. Inoltre, nel 1011 san Domenico fondò nei pressi di Sora l'abbazia benedettina che oggi porta il suo nome.
Un privilegio concesso da papa Pasquale II nel 1110Testo della bolla in: Ughelli, Italia sacra, I, col. 1245. Anche: Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 101, nº 3. definisce i confini della diocesi di Sora, il cui territorio «si articolava intorno alla valle di Comino, Arpino, Sora, e la valle Roveto in Abruzzo».
Probabilmente nel XII secolo a Sora fu annessa la soppressa diocesi di Atina, la quale tuttavia appare in un privilegio del 1195 tra le prepositure sottoposte all'abbazia territoriale di Montecassino.Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 197.
Il 9 ottobre 1155 fu solennemente consacrata da papa Adriano IV la cattedrale di Sora, che già l'anno successivo subì uno spaventoso incendio, primo di numerosi incidenti che rovinarono o distrussero in più occasioni l'edificio, ultimi il terremoto del 1915 e l'incendio dell'anno successivo.
Il vescovo Guido (ante 1229 - post 1244) fu uno dei più importanti personaggi della storia di Sora. Osò affrontare le ire dell'imperatore Federico II che assediò e distrusse la città nel 1229: vescovo e soldato, non esitò ad unirsi al suo popolo per fiaccare la tracotanza dell'imperatore svevo. Morì anch'egli fuggiasco come buona parte del popolo sorano.
A partire dal XVI secolo, i vescovi sorani si applicarono per attuare in diocesi le riforme volute dal concilio di Trento. Il vescovo Tommaso Gigli fondò ufficialmente il seminario diocesano il 7 giugno 1565 alloggiato in alcuni locali del palazzo vescovile; spettò a Girolamo Giovannelli la costruzione di una nuova struttura, inaugurata nel 1618. Al Giovannelli si deve anche la celebrazione di un sinodo diocesano e la visita pastorale della diocesi.
Le visite pastorali aiutano a definire le chiese e il territorio della città e della diocesi. «In Sora erano presenti cinque parrocchie: la cattedrale, Santa Restituta, San Bartolomeo dove era stato battezzato il futuro cardinale Cesare Baronio (1538-1607), San Giovanni Battista, San Silvestro; quindi tre importanti comunità di regolari: i conventuali nella chiesa di San Francesco, i cappuccini nella chiesa della Madonna degli Angeli, il collegio dei gesuiti con la chiesa di Santo Spirito.»
Al momento della piena unione con Aquino e Pontecorvo, la diocesi di Sora comprendeva 60 parrocchie nei comuni di Sora (11), Alvito (4), Arpino (4), Broccostella, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri (3), Castelliri, Fontana Liri (2), Fontechiari, Gallinaro, Isola del Liri (3), Pescosolido (2), Picinisco (2), Posta Fibreno, San Donato Val di Comino, Settefrati (2), Vicalvi, Balsorano (3), Canistro (2), Capistrello, Civita d'Antino (2), Civitella Roveto (2), Morino (3) e San Vincenzo Valle Roveto (5).Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 21, 27 gennaio 1987, supplemento straordinario nº 5, pp. 60-62. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle parrocchie della diocesi che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 6 dicembre 1986 su richiesta del vescovo del 15 settembre 1986.
Aquino e Pontecorvo Incerta è l'epoca della nascita e della diffusione del cristianesimo ad Aquino e nel suo territorio. Di certo esisteva una comunità cristiana aquinate tra la fine del IV secolo e gli inizi del V, come attestano i carmi di Paolino di Nola che parlano di gruppi di pellegrini che da Aquino giungevano a Nola per venerare la tomba di san Felice.
La diocesi di Aquino è attestata per la prima volta nella seconda metà del V secolo. Primo vescovo noto è Costantino, presente al sinodo romano indetto da papa Ilario nel 465 e al sinodo lateranense celebrato da papa Felice III nel 487. Segue Asterio, che prese parte ai concili simmachiani del 501 e del 502. Il terzo vescovo aquinate è san Costanzo, patrono della diocesi, vissuto verso la metà del VI secolo e di cui parla Gregorio Magno nei suoi Dialoghi, come i suoi due immediati successori, Andrea e Giovino.
Lo stesso pontefice riferisce che dopo Giovino la chiesa aquinate rimase vacante, in concomitanza con l'invasione longobarda della regione. La vacanza della sede dovette durare a lungo, perché non sono più conosciuti vescovi di Aquino fino al X secolo. Nel 966 Aquino appare nell'elenco delle diocesi suffraganee della sede metropolitana di Capua, istituita da papa Giovanni XIII; tuttavia questa suffraganeità fu effimera, perché già nel secolo successivo i vescovi aquinati appaiono consacrati dai papi di Roma, come Martino nel 1060 e Leone nel 1074.
Complessa è la storia della cattedrale di Aquino e delle sue diverse ubicazioni. Una prima cattedrale, intitolata a San Pietro, si trovava nel Capitolium della città antica ed è documentata per la prima volta nel 1094. È nota poi una seconda cattedrale intitolata a San Costanzo nel XII secolo, e una terza di nuovo intitolata a San Pietro nel XVI secolo; una quarta cattedrale venne costruita agli inizi del Settecento dal vescovo Giuseppe De Carolis, e venne distrutta durante i bombardamenti del 1944; l'attuale cattedrale fu ricostruita in luogo diverso dalla precedente, più ampio, e consacrata il 19 ottobre 1963 e il 17 gennaio 1974 elevata alla dignità e al grado di basilica minore.
A partire da Flaminio Filonardi (1579-1608) i vescovi di Aquino posero la loro residenza a Pontecorvo a causa dell'insalubrità dell'aria aquinate e della mancanza di un palazzo vescovile, che si affettarono a costruire nella nuova sede. Il 16 gennaio 1581 Filonardi celebrò nella collegiata San Bartolomeo di Pontecorvo il primo sinodo diocesano per l'attuazione delle riforme volute dal concilio di Trento; altri sinodi furono indetti dai vescovi Francesco Antonio Spadea nel 1744 e nel 1747, e da Giacinto Sardi nel 1785. Si deve a Filonardi l'apertura a Pontecorvo del seminario vescovile il 17 novembre 1583.D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 30.
Il 23 giugno 1725 in forza della bolla In excelsa di papa Benedetto XIII fu eretta la diocesi di Pontecorvo che contestualmente venne unita aeque principaliter alla diocesi di Aquino. Fino alla prima metà dell'Ottocento spettava al capitolo della cattedrale di Aquino di nominare il vicario capitolare di Pontecorvo, durante la vacanza della sede, privilegio che papa Gregorio XVI concesse poi al capitolo di Pontecorvo. La cattedrale di Pontecorvo, documentata per la prima volta nel 1052, fu distrutta durante la seconda guerra mondiale; la nuova, edificata nel dopoguerra, fu elevata al rango di basilica minore da papa Pio XII nel 1958.