Osimo è un comune italiano di abitanti della provincia di Ancona nelle Marche.

Geografia fisica Territorio Comune di superficie medio-grande, Osimo si estende su un territorio collinare. Il suo centro storico sorge su due colline affiancate, la più alta delle quali, su cui sorge il duomo della città, si chiama Gòmero. L'avvallamento fra le due colline, un tempo visibile nella linea del centro storico, è stato pareggiato sempre più ad ogni rifacimento del manto.

Il terreno è abbastanza fertile e favorisce l'agricoltura. A circa 3 km scorre il fiume Musone. A poca distanza si trova anche la costa adriatica.

Centro abitato Appena fuori le mura del centro storico di Osimo sono riconoscibili due quartieri: Borgo San Giacomo, a nord-ovest di Osimo; Borgo Guarnieri (prima detto Filello): situato a sud del centro storico, appena fuori porta Musone. Il Borgo è costituito da una serie di casette un tempo tutte uguali, fatte costruire nel Cinquecento dalla nobile famiglia Guarnieri per le persone addette al suo servizio.

Clima

Il clima di Osimo è quello tipico del Medio versante Adriatico italiano, ossia di transizione tra clima mediterraneo e clima continentale. Le precipitazioni sono abbastanza regolari e non troppo abbondanti (tra 650 e 700 mm annui), con picco tra la fine dell'estate e l'autunno. La zona di Osimo risulta comunque meno piovosa rispetto alla città di Ancona o ai comuni che si trovano a nord del capoluogo (vedi Falconara Marittima), probabilmente anche a causa dell'ombra pluviometrica esercitata dal monte Conero che dista una decina di chilometri in linea d'aria (verso E-N/E). Gli inverni sono generalmente freddi e umidi, con precipitazioni e nebbie abbastanza frequenti. La neve è tutt'altro che rara e in certe occasioni può cadere copiosa: fra le nevicate notevoli degli ultimi anni, si ricordano quelle del gennaio 2005 (con almeno 50 cm di manto bianco) e soprattutto quelle del febbraio 2012, quando lo strato nevoso superò il metro d'altezza dopo circa 10 giorni di precipitazioni pressoché continue. Le estati sono solitamente calde e afose, dominate dalla brezza marina proveniente da E-S/E e intervallate da temporali anche violenti. Un vento caratteristico della zona (come di tutto il medio-basso versante Adriatico) è il Garbino: questo proviene da O-S/O e fa impennare le temperature, causando nel contempo una drastica diminuzione dell'umidità (effetto Fohn). In presenza di questo vento, d'estate si possono toccare punte sui +40°.

Un evento meteorologico recente, ma che rimarrà per sempre nella storia della città, è la grande alluvione del 16 settembre 2006. In meno di 24 ore caddero fino a 205 mm di pioggia, con punte di 150–180 mm in 3 ore. Il risultato fu una disastrosa inondazione nella valle dell'Aspio, tra i comuni di Osimo, Offagna, Camerano e Castelfidardo, con danni per decine e decine di milioni di euro.

Origini del nome Attualmente esistono due ipotesi sull'origine del toponimo "Osimo". Alcuni storici, fra i quali il GrillantiniCarlo Grillantini, Storia di Osimo, IV edizione, Osimo, 2006, p. 134., sostengono che il nome derivi dal termine greco "αὑξάνω", confermato poi dal latino "augeo" e poiché i due verbi hanno il significato di accrescere, gli studiosi ritengono che Osimo debba significare "accrescimento", intendendo così quel fenomeno per cui una località, grazie alla sua favorevole posizione geografica, subisce nel tempo uno sviluppo dal punto di vista urbanistico, economico, sociale e culturale.

Secondo l'altra ipotesi, sostenuta da storici quali il tedesco Radke e Gino Vinicio Gentili,Gino Vinicio Gentili, Osimo nell'antichità: i cimeli archeologici nella civica raccolta d'arte e il Lapidario del Comune, Casalecchio di Reno, Grafis edizioni, 1990, pp. 19-20. il toponimo avrebbe un'origine umbro-sabina (quindi legata alle genti picene), analoga al celtico "Uxama", che significa "alta", "elevata": il nome starebbe pertanto ad indicare la posizione geografica su cui sorge l'abitato, che un tempo si presentava molto più scoscesa e di difficile accesso rispetto ad oggi.

Nel dialetto locale di campagna, la città si chiama Òsemo (o Òsemu); oggi gli osimani e gli abitanti della zona la chiamano comunemente Òsimo.

Storia Origini Le testimonianze archeologiche più antiche attestate nel territorio di Osimo provengono dalla bassa valle del fiume Musone e del suo affluente di destra Fiumicello: si tratta di numerosi oggetti di selce scheggiati, ritrovati unitamente con ossa di animali e corna di cervo, che si datano al Paleolitico superiore (- anni fa). Nel IX secolo a.C. sul colle di Osimo e sull'altura di Monte S. Pietro si stanziarono i Piceni, che diedero vita a due insediamenti distinti con relative necropoli.

LAuximum romana

Con la Battaglia di Sentinum (odierna Sassoferrato) del 295 a.C., i Romani iniziarono la conquista del Piceno, coinvolgendo anche Osimo (Auximum): nel 173 a.C. si ha testimonianza, attraverso un passo dello storico Livio, che i censori Q. Fulvius Flaccus e A. Postumius Albinus appaltarono le mura urbiche e decisero la costruzione di tabernae (botteghe) attorno al foro. Considerata l'inespugnabilità dell'abitato e la sua posizione centrale rispetto all'area picena, i Romani decisero inoltre, nel 157 a.C., di dedurvi una colonia, iscrivendone i cittadini nella tribù Velina.

Alto Medioevo In età altomedievale, la città continuò a rivestire grande importanza all'interno del Piceno. il suo ruolo strategico è messo in evidenzia dal fatto che vi si svolsero alcuni momenti importanti della Guerra greco-gotica (535-553), ovvero quella parte della complessa campagna militare attraverso cui l'imperatore romano d'Oriente Giustiniano I volle riaffermare la presenza imperiale nel Mediterraneo occidentale. In particolare è da ricordare l'assedio del 539, conclusosi con la vittoria delle truppe imperiali.

Nel 727-728 la città fu conquistata dai Longobardi guidati dal re Liutprando, che ne fece, insieme ad Ancona, due ducati direttamente alle sue dipendenze, e poli nevralgici per il controllo delle mire espansionistiche del Duca di Spoleto.

Nel 774 il re longobardo Desiderio minaccia papa Adriano I, che chiede aiuto al re dei Franchi Carlo Magno, il quale sconfigge il nemico ed annette i territori longobardi al Regno franco: inoltre, tenendo fede alla promessa del padre Pipino, dona l'Esarcato e la Pentapoli (de cui fa parte Osimo) al papa, territori che andranno poi a formare il nucleo del nascente Stato della Chiesa.

Epoca comunale

Agli inizi del XII secolo la città fu una delle prime a diventare libero comune, acquisendo grande importanza all'interno della Marca: durante il lungo periodo di lotta tra Guelfi e ghibellini, Osimo si trovò spesso a parteggiare per i secondi, tanto che sostenne l'arcivescovo Cristiano di Magonza durante l'assedio di Ancona del 1172.

Come seguace di Manfredi di Svevia, il papa la privò nel 1240 della sede vescovile, che riebbe solo nel 1264 con la sconfitta degli Svevi. Nel 1316 a seguito alla rivolta dei fratelli Lippaccio e Andrea Gozzolini, la città fu dominata da quest'ultimi. Ma nel 1320 Osimo venne di nuovo scomunicata dal papa, che la privò anche del titolo di città. Questo indebolì fortemente Osimo e i cittadini, sobillati dai Guelfi, si ribellarono e i fratelli furono costretti ad abbandonare la città nel 1329. Tornati di nuovo poco dopo, i Gozzolini vennero definitivamente cacciati il 13 giugno 1337 dall'intervento di Malatesta Guastafamiglia, chiamato al governo dal popolo. Tuttavia ben presto Malatesta divenne capitano dei Fiorentini e lasciò la città. Così gli Osimani chiamarono al governo diversi condottieri per non doversi assoggettare ancora al dominio papale e perdere la propria autonomia.

Le signorie e il papato La Chiesa adottò una strategia pacificatrice dei legati pontifici, specialmente del cardinale Egidio Albornoz, così Osimo si riconciliò con la Chiesa e nel 1368 riebbe la sede vescovile e il titolo di città.

Tuttavia le lotte delle varie signorie con la Chiesa non cessarono, infatti i Malatesta ebbero la città in alterna vicenda fino al 1417, quando papa Martino V li fece cacciare dal vescovo di Ancona. Nel 1433 Osimo viene presa da Francesco Sforza, mandato da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, per indebolire il potere papale, che ne fece il centro delle sue operazioni militari nelle Marche; ma nel 1443, avvicinandosi Alfonso V d'Aragona col suo esercito per recuperarle al pontefice, gli osimani si ribellarono allo Sforza il 19 di agosto e tornarono alla diretta dipendenza della Chiesa.

Nel 1486 il capitano di ventura, osimano, Boccolino di Guzzone con l'aiuto del popolo riuscì ad impadronirsi della città. Ricorse perfino al sultano Bayezid II per averne l'appoggio contro il papa. Ma le truppe papaline di Gian Giacomo Trivulzio riuscirono ad assoggettare la città il 2 agosto 1487.

Dal 1487 la città tornò definitivamente sotto il dominio dello Stato Pontificio, del quale seguì le vicende perdendo la sua autonomia per sempre. In età moderna, il progressivo restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì l’affermazione di un’oligarchia cittadina, configuratasi come nobiltà civica. Questo periodo pacifico, ma di stagnazione, fu rianimato dall'istituzione del Collegio Campana, che richiamò illustri insegnanti ed allievi, divenuti poi famosi, come i papi Leone XII e Pio VIII.

Occupazione francese e successiva annessione al Regno d'Italia Durante l'occupazione napoleonica Osimo fu sottomessa dai francesi ed entrò a far parte del Dipartimento del Musone. Nel 1803 vennero nominati dal viceré del Regno d'Italia Eugenio Napoleone i membri del consiglio comunale della cittadina: Scotta Paolo, Fiorenzi Luigi, Costici Saverio, Pranzetti Antonio, Ungarini Vincenzo, Cappanova Pietro, Francesconi Girolamo e Bonfigli Andrea.

Successivamente venne poi restaurato il governo pontificio, ma ebbe vita breve in quanto ben presto molti abitanti, guidati dal conte Francesco Fiorenzi, imbracciarono le armi e combatterono per l'indipendenza dell'Italia nella storica battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860. Col plebiscito del successivo novembre, Osimo entrò a far parte del Regno d'Italia.

Storia contemporanea

Nella Prima guerra mondiale era sede della 102ª Squadriglia del Corpo Aeronautico del Regio Esercito.

Dopo i bombardamenti di Ancona dell'ottobre 1943, Osimo assunse il ruolo di capoluogo di regione in quanto tutti gli uffici statali vennero trasferiti in città fino alla sua capitolazione. Osimo venne liberata dai partigiani della V div. Garibaldi Marche il 6 luglio 1944 ma la dura Battaglia del Musone durò fino al 18 luglio successivo. Secondo il generale polacco Anders la battaglia che dipanò nelle campagne tra Osimo e Filottrano fu la più cruenta per l'esercito polacco dopo quella di Montecassino. L'abbattimento della Linea difensiva tedesca "Edith" lungo il fiume Musone permise l'occupazione del porto di Ancona, cosa questa che accelerò l'assalto alla Linea Gotica trovandola impreparata.

Il trattato di Osimo, firmato il 10 novembre 1975 nella villa Monte San Pietro, di proprietà del conte Giulio Leopardi Dittajuti, sancì l'appartenenza alla Jugoslavia della Zona B dell'ex Territorio Libero di Trieste (ovvero dell'Istria nord-occidentale), e l'appartenenza all'Italia della Zona A (corrispondente alla provincia di Trieste). Oggi il territorio dell'ex Zona B appartiene in parte alla Slovenia e in parte alla Croazia.

Il 16 settembre 2006 Osimo ed alcuni comuni limitrofi, in particolare le frazioni di Aspio ed Osimo Stazione sono stati colpiti da una alluvione che ha causato ingenti danni alle industrie del luogo.

Dal 2015, per le vie del centro storico nell'ultima domenica di agosto, viene svolta la rievocazione storica in costume "Osimo Rivivi '700" in memoria della consegna della bandiera saracena alla città avvenuta nel 1723.

Simboli