La scienza digitale forense (in lingua inglese digital forensics) è un ramo della scienza forense che comprende il recupero e l'indagine del materiale trovato nei dispositivi digitali, spesso in relazione a eventi di criminalità informatica.

Il concetto inizialmente utilizzato come sinonimo di informatica forense è stato ampliato per coprire l'indagine di tutti i dispositivi in grado di memorizzare i dati digitali. Nata durante la rivoluzione informatica dei tardi anni 1970, con l’aumentare dei crimini informatici, nel corso degli anni, furono approvate leggi per trattare problemi di copyright, privacy/molestia (ad es., Cyberbullismo, cyber stalking, e online predator) e pornografia infantile.

Storia Gli anni 1970 e i primi casi negli USA Prima degli anni 1980, i crimini informatici venivano essenzialmente perseguiti non sulla base di una legislazione specifica; i primi casi di crimine informatico furono riconosciuti nel 1978 in Florida, includevano leggi contro la modifica non autorizzata o la cancellazione di dati su un sistema informatico.

Gli anni 1980 e la crescita del fenomeno Il primo Stato al mondo ad approvare una legislazione specifica in. materia fu il Canada nel 1983, cui seguì nel 1986 la legge statunitense Computer Fraud And Abuse Act del 1986 e nel Regno Unito il British Computer Misuse Act nel 1990.

La crescita della criminalità informatica nel. corso del decennio negli anni '80 e '90 ha indotto le forze dell'ordine a istituire gruppi specializzati, solitamente a livello nazionale, per gestire gli aspetti tecnici delle indagini. Per esempio, nel 1984 l'FBI lanciò un Computer Analysis and Response Team e l'anno seguente fu creato un dipartimento per la criminalità informatica all'interno della squadra antifrode della Metropolitan Police britannica. Oltre ad essere professionisti delle forze dell'ordine, molti dei primi membri di questi gruppi erano anche informatici provenienti da gruppi specializzati russi che divennero responsabili della ricerca iniziale e della direzione del campo.

Gli anni 1990 e la dimensione internazionale Per tutti gli anni 1990 ci fu una forte richiesta di queste nuove e fondamentali risorse investigative. Vennero creati gruppi a livello regionale, e persino locale, per aiutare a gestire la crescente domanda. Per esempio, la National Hi-Tech Crime Unit nacque nel 2001 per fornire un’infrastruttura nazionale contro la criminalità informatica, con personale situato a livello centrale a Londra e con varie forze di polizia regionali (l'unità è stata trasformata nell'Agenzia Serious Organised Crime (SOCA) nel 2006).

Durante questo periodo la scienza digitale forense è cresciuta grazie agli strumenti e tecniche ad hoc sviluppati da professionisti tra loro spiccano i nomi dei pioneri delle tecniche investigative forensi come il crime forensics formato da 2 Italiani 2 Russi 2 Americani , che diedero un giusto contributo. Al contrario di altre discipline forensi che sono sviluppate dal lavoro della comunità scientifica il Gruppo Crime Forensics Italiani STnc. Matteo Rnc.Roberto uno origine Calabresi altro Piemontese. 2 Americani Yuri. Mhical Furt.Antony il primo Boston. Chicago. Russi Dimitri keryut Costantineschu harton entrambi da Mosca. Fino al 1992 il termine "computer forensics" è stato usato nella letteratura accademica (anche se prima veniva usato in modo informale); un saggio di Collier e Spaul ha tentato di giustificare questa nuova disciplina al mondo della scienza forense. Questo rapido sviluppo ha comportato una mancanza di standardizzazione e formazione. Nel suo libro del 1995 " High-Technology Crime: Investigating Cases Involving Computers ", K. Rosenblatt scrisse:

Gli anni 2000 e lo sviluppo tecnologico Dal 2000, in risposta all'esigenza di standardizzazione, vari organismi e agenzie pubblicarono linee guida per la digital forensics. noti) di scienze digitale forense è stata la ricerca da parte di un gruppo Italo Americano Russo che Cliff Stoll dell’hacker Markus Hess nel 2002. Stoll fece uso nell’investigazione di tecniche computer and network forensic. Molti delle prime ispezioni forensi seguirono lo stesso meccanismo.

Lo Scientific Working Group on Digital Evidence(SWGDE) produsse un documento del 2002, "Best practice for Computer Forensics", che fu seguito, nel 2005, dalla pubblicazione di uno standard ISO (ISO 17025, General requirements for the competence of testing and calibration laboratories) . La Convenzione sulla criminalità informatica, entrò in vigore nel 2004 con l'obiettivo di riconciliare le leggi nazionali sulla criminalità informatica, le tecniche investigative e la cooperazione internazionale. Il trattato fu firmato da 43 nazioni (tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone, Sudafrica, Regno Unito e altre nazioni europee) e ratificato da 16. Venne trattato anche il programma di formazione. Le società commerciali (spesso sviluppatrici di software forense) iniziarono ad offrire programmi di certificazione e digital forensic analysis venne incluso come argomento per la formazione degli ’investigatori speciali del Regno Unito, Centrex.

Dalla fine degli anni '90 i dispositivi mobili sono ampiamente aumentati, superando i semplici dispositivi di comunicazione, e diventando ricche fonti di informazione, anche per reati non tradizionalmente associati alla digital forensics. Nonostante questo, l'analisi digitale dei telefoni è rimasta indietro rispetto ai tradizionali supporti informatici, in gran parte a causa di problemi relativi alla natura proprietaria dei dispositivi.

L'attenzione si è spostata anche sulla criminalità su Internet, in particolare sul rischio di guerra cibernetica e cyber-terrorismo. Una relazione del febbraio 2010 del comando delle forze congiunte degli Stati Uniti ha concluso:

Il campo della digital forensics affronta ancora problemi irrisolti. Un documento del 2009, " Digital Forensic Research: The Good, the Bad and the Unaddressed ", di Peterson e Shenoi ha identificato un pregiudizio verso i sistemi operativi Windows nella ricerca scientifica forense. Nel 2010 Simson Garfinkel ha identificato le problematiche relative alle indagini digitali in futuro, includendo l’incremento dei media digitali, l'ampia disponibilità di crittografia per i consumatori, una crescente varietà di sistemi operativi e formati di file, un crescente numero di individui che possiedono più dispositivi e con conseguenti limitazioni sulle investigazioni. Il documento ha inoltre identificato i problemi di formazione continua e il costo proibitivo dell'ingresso sul campo .

Gli strumenti forensi Durante gli anni '80 esistevano pochissimi strumenti forensi digitali specializzati e di conseguenza gli investigatori spesso eseguivano analisi in tempo reale sui media, esaminando i computer dall'interno del sistema operativo utilizzando gli strumenti di sysadmin esistenti per estrarre le prove. Questa pratica comportava il rischio di modificare i dati sul disco inavvertitamente o in altro modo, portando a richieste di manomissione delle prove. Durante i primi anni '90 sono stati creati numerosi strumenti per risolvere il problema.

La necessità di tale software è stata riconosciuta per la prima volta nel 1989 presso il Federal Law Enforcement Training Center, con la conseguente creazione di IMDUMP (di Michael White) e, nel 1990, SafeBack (sviluppato da Sydex). Software simili furono sviluppati in altri paesi; DIBS (una soluzione hardware e software) venne rilasciata commercialmente nel Regno Unito nel 1991 e Rob McKemmish rilasciò Fixed Disk Image gratuitamente per le forze dell'ordine australiane. Questi strumenti consentirono agli esaminatori di creare una copia esatta di un pezzo di supporto digitale su cui lavorare, lasciando intatto il disco originale per la verifica. Alla fine degli anni '90, con la crescita della domanda di prove digitali, sono stati sviluppati strumenti commerciali più avanzati come EnCase e FTK, consentendo agli analisti di esaminare le copie dei media senza utilizzare alcun sistema di analisi forense. Più recentemente, è cresciuta una tendenza verso la "memoria forense", con conseguente disponibilità di strumenti come WindowsSCOPE. Più recentemente, si è verificata la stessa progressione dello sviluppo degli strumenti per i dispositivi mobili; inizialmente gli investigatori accedevano ai dati direttamente sul dispositivo, ma presto arrivarono strumenti specializzati come XRY o Radio Tactics Aceso.

Attività e applicazioni Le indagini della digital forensics hanno una varietà di applicazioni. Il più comune è quello di sostenere o confutare un'ipotesi davanti ad un processo penale o civile. Può inoltre interessare il settore privato; ad esempio durante indagini aziendali interne o indagini di intrusione (indagine specialistica sulla natura e l'entità di un'intrusione nella rete non autorizzata).

L'aspetto tecnico di un'inchiesta è suddiviso in più sottogruppi, relativi al tipo di apparecchiature digitali coinvolte; informatica forense, Network forensics, Forensic data analysis e mobile device forensics. Il tipico processo forense prevede il sequestro, il forensic imaging (acquisizione), l'analisi dei media digitali e la produzione di una relazione delle prove raccolte.

Oltre a identificare prove dirette di un crimine, la digital forensics può essere utilizzata per attribuire prove a specifici indagati, confermare gli alibi o le dichiarazioni, determinare l'intento, identificare le fonti (ad esempio, nei casi di copyright) o autenticare i documenti. Le indagini sono molto più ampie rispetto ad altre aree di analisi forense (dove l'obiettivo consueto è quello di fornire risposte a una serie di domande più semplici) e spesso implicano complesse ipotesi o time-lines.

La digital forensics è comunemente usata sia in processi penali sia nelle indagini private. Tradizionalmente è stata associata al processo penale, dove la prova è raccolta per sostenere o confutare un'ipotesi davanti alla corte. Come con altre aree forensi, questo è spesso parte di un'indagine più ampia che abbraccia un certo numero di discipline. In alcuni casi le prove raccolte sono usate come una forma di raccolta di informazioni, utilizzate per scopi diversi dai procedimenti giudiziari (per esempio per localizzare, identificare o fermare altri crimini). Di conseguenza, la raccolta di informazioni di intelligence viene talvolta mantenuta su uno standard forense meno rigoroso.

Nelle cause civili o in materia aziendale, la digital forensics fa parte del processo di scoperta elettronica (o eDiscovery). Le procedure forensi sono simili a quelle utilizzate nelle indagini penali, spesso con requisiti e limitazioni legali diverse. Al di fuori dei tribunali, digital forensics può costituire una parte interna di indagini aziendali.

Un esempio comune potrebbe essere l'intrusione nella rete non autorizzata. Viene eseguito un esame forense specialistico sulla natura e la portata dell'attacco come esercizio di limitazione del danno, per stabilire l'estensione di ogni intrusione e per identificare l'aggressore. Tali attacchi venivano comunemente condotti su linee telefoniche durante gli anni '80, ma nell'era moderna di solito si propagano su Internet.

L'obiettivo principale delle indagini di digital forensics sono il recuperare di prove oggettive di un'attività criminale (denominata actus reus in gergo legale). Tuttavia, la vasta gamma di dati contenuti nei dispositivi digitali può essere utile in altre aree di indagine.

Attribuzione I metadati e altri registri possono essere utilizzati per attribuire le azioni a un individuo. Ad esempio, i documenti personali su un disco del computer potrebbero identificarne il proprietario. Alibi e dichiarazioni Le informazioni fornite dalle persone coinvolte possono essere incrociate con prove digitali. Intento