Cittadina dal pregevole patrimo artistico e urbanistico, vanta siti d'interesse nazionale come la chiesa barocca di Santa Lucia o la Cartoteca storica delle Marche. Si trova a cavallo tra la media Vallesina e la zona montana, il che la rende di conseguenza anche il comune più interno tra quelli dove viene prodotto il celebre Verdicchio dei Castelli di Jesi.
È sede del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Storia Origini Le origini di Serra San Quirico sono incerte. Alcuni ritrovamenti archeologici farebbero risalire i primi insediamenti all'epoca preromana. Successivamente i Romani, al fine di controllare il passaggio strategico dalla Gola della Rossa, fondarono un presidio militare attorno al quale, verosimilmente, si sviluppò il villaggio originario. Alcuni racconti leggendari attribuiscono la fondazione al console Marco Attilio Regolo.
Fu distrutta dalle invasioni barbariche e, nel primo medioevo, fu incorporata nell'Esarcato di Ravenna e più tardi nella circoscrizione carolingia della Marca Inferiore. Intorno al 980 San Romualdo contribuì alla rinascita del luogo facendovi costruire una prima chiesa, dedicata a San Quirico.
Medioevo
Nel 1228 Serra San Quirico stringe alleanza con la vicina Massaccio (Cupramontana). Tre anni più tardi, stipula "Patti e Convenzioni" con Jesi, ponendosi - di fatto - sotto la protezione della potente città, alla quale offrì il palio (con interruzioni e modificazioni sostanziali) sino al 1373, in segno di evidente sottomissione. Infatti la prima attestazione relativa all'esistenza di consoli e quindi del libero comune, è relativa al 1231, quando quest'ultimi si sottomisero alla Respublica Æsina.
Con l'annessione del castello di Sasso nel 1260, Serra San Quirico acquisisce 80 famiglie e accresce notevolmente il suo dominio. Nel 1265, con intervento pontificio, diviene "Immediate Subiectum" alla Santa Sede; dal 1295 è documentata l'esistenza dello Statuto comunale. La Chiesa la fortificò notevolmente e vi stanziò un’agguerrita milizia. La trasformazione in una vera e propria cittadella si svolse nel secolo successivo; nel 1374 furono ultimate le opere di riedificazione del Cassero e della cinta muraria, rinforzata da dodici torri. Tuttavia, Francesco Sforza la espugnò nel 1444.
In epoca rinascimentale, Serra San Quirico fu fervido luogo di cultura, con l'istituzione di una cattedra di lettere greche e il soggiorno per vario tempo di Annibal Caro, l’insigne letterato che volgarizzò l’Eneide. Questi ebbe un rapporto ambivalente con la città, arrivando a scrivervi al riguardo vere e proprie epistole dai toni satirico-burleschi. Ciononostante gli viene tradizionalmente attrubuito il celebre profilo panoramico di Serra San Quirico come "un vascello di pietra" con "la prua sulla valle dell’Esino".
Molti serrani, sin dal XV secolo, si dedicarono alla lavorazione del salnitro per la fabbricazione della polvere da sparo, attività che proseguì fin oltre la proclamazione del Regno d’Italia - lo stesso Domenico Gaspari nelle sue Memorie storiche di Serrasanquirico (1883) menziona il particolare sviluppo economico e sociale del castello di Sasso per la presenza di una "buona fabbrica di polvere pirica".
Epoca pontificia Nel quadro della Marca Anconitana e dello Stato Pontificio, l’assetto istituzionale cittadino conobbe in età moderna (XVI-XVIII secolo) una tendenza alla chiusura degli organi di governo. Il restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì il consolidamento dell’oligarchia cittadina come nobiltà civica.
Storia moderna
Nel XVII secolo, con la riforma dello Stato Pontificio, vennero revocati gli statuti comunali, facendo perdere alla città ogni potere e diritto politico. Fu la fine del florido tempo delle libertà comunali. In quel periodo, a valle, nei pressi della riva del fiume Esino - già sede di un antico mulino - venne eretta la Chiesetta della Madonna di Loreto per accogliere i viandanti che si accingevano ad attraversare la Gola della Rossa, infestata da briganti. Pian piano attorno a questo edificio si sviluppò la grossa contrada che oggi prende il nome di "Borgo Stazione".
Col XIX secolo Serra San Quirico assorbì quali comuni appodiati il castello di Domo e l'ex Contea di Rotorscio, raggiungendo l'attuale estensione territoriale. Il 18 settembre 1841 ci fu invece la visita pastorale di papa Gregorio XVI, proveniente da Loreto. Nell'anno 1865 per la Stazione di Serra San Quirico transitò il primo treno della ferrovia Ancona-Roma.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il capoluogo comunale possiede un centro storico ben conservato, dal caratteristico impianto medievale trecentesco; si segnalano in particolare: Le Copertelle, caratteristici passaggi coperti che corrono lungo le mura del paese. Il Cassero, torre d'avvistamento e di difesa, eretta fra il 1360 e il 1374. Il Teatro comunale Santa Maria del Mercato, all'ingresso del paese, è un'antica abbazia in stile romanico risalente al 1289, adibita a teatro cittadino nel 1928. L’elemento principale è il campanile - traforato da monofore binate e bifore - considerato il più bello della Vallesina. Il Municipio, affiancato dalla torre civica duecentesca - decapitata dopo il terremoto del 1930 - accoglie nelle sue sale l'archivio storico con documenti che risalgono al XII secolo. Palazzo Piccioni e la sottostante loggia Manin, sulla destra della piazza principale; il primo è uno storico palazzo nobiliare, già convento dei Padri Filippini, che oggigiorno ospita la biblioteca comunale, una mostra di acquerelli del pittore serrano Fausto Ducahttps://www.museionline.info/musei/museo-fausto-duca e la sala consiliare comunale: particolarmente pregevole è proprio quest'ultima, per il relativo soffitto ligneo a cassettoni. La loggia Manin è invece un loggiato pubblico che si affaccia sulla campagna circostantehttps://www.corriereproposte.it/cosa-vedere/serra-san-quirico-litinerario.html. La Parrocchiale dei SS. Quirico e Giulitta; chiesa matrice della città, ha origini romaniche (fu fondata da San Romualdo) pur essendo stata totalmente ricostruita dopo il sisma del 1741; conserva nell'abside una tela di Pasqualino Rossi, mentre nella navata sinistra si trova un dossale in terracotta raffigurante la Madonna della Misericordia tra san Domenico e san Quirico, Misteri del Rosario, attribuita a Pietro Paolo Agabiti e databile al secondo quarto del XVI secolo. Il Complesso monumentale e la Chiesa di Santa Lucia; il tempio è un edificio barocco con caratteristico campanile terminante a bulbo, dove sono custodite le tele di Pasqualino de Rossi raffiguranti Le storie di Santa Lucia, suo capolavoro del XVII secolo. La chiesa presenta una decorazione plastica barocca realizzata su disegno di Leonardo Scaglia; ospita la tela di Santa Lucia e Santa Caterina, attribuita a Guido Reni, una Madonna e santi del Cavalier d'Arpino e altre due tele di Pasqualino de Rossi: la Madonna del Carmelo e la Vergine assunta. Questo luogo è un esempio integro del barocco nelle Marche. Conserva anche l'organo originale con cantoria del romano Giuseppe Testa (datato 1676), i paliotti intarsiati in scagliola degli altari laterali, fino alle stesse panche intarsiate con monogrammi (metà del XIX secolo) ed il pavimento in pianelle di cotto. Nel Complesso monumentale trova sede il Polo museale di Santa Lucia, ospitante la Cartoteca storica delle Marche, il Museo Premio Ermanno Casoli e il Museo di Storia naturale del territorio. La Chiesa di San Filippo Neri, dall'interno barocco con ricca cantoria lignea. L'ex Chiesa di San Francesco, la più grande del paese, adibita oggi a spazio espositivo ed auditorium. Tempio dal gusto barocco, vi era posta (fino al 1811) la tavola con la Madonna con Bambino in trono, santa Maria Maddalena, sant'Antonio da Padova e angelihttps://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/21645/Lorenzo%20di%20Maestro%20Giovanni%20de%20Carolis%20%28Giuda%29%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%2C%20santa%20Maria%20Maddalena%2C%20sant%27Antonio%20da%20Padova%20e%20angeli, dipinta da Lorenzo di Giovanni de Carris,(tra 1515 e 1525), oggi conservata nella Pinacoteca di Brera,Alessandro Delpriori, Lorenzo di Giovanni de Carris, detto il Giuda, Madonna col Bambino con san Giovannino, santa Maria Maddalena e sant’Antonio da Padova, in Lorenzo de Carris e i pittori eccentrici nelle Marche del primo Cinquecento, a cura di Alessandro Delpriori, catalogo di mostra, Perugia, 2016, pagg. 114 - 115. mentre la sua predella con Cristo Risorto tra i Santi Sebastiano, Quirico, Nicola e Rocco, si trova in deposito presso il Senato della Repubblica.Alessandro Delpriori, Lorenzo di Giovanni de Carris, detto il Giuda, Cristo risorto tra i santi Sebastiano, Quirico, Nicola e Rocco, in Lorenzo de Carris..., Cit., Perugia, 2016, pagg. 116 - 117. L'ex Chiesa di Sant'Angelo al Pino, del XIX secolo. Il Santuario del Cuore Immacolato di Maria, presso Borgo Stazione, la cui costruzione risale al 1943, su disegno dell'architetto romano Leopoldo Rota. Il tempio ospita un possente organo a canne della ditta F.lli Ruffati di Padova, mentre nelle sale parrocchiali hanno sede il Museo dei Fossili, il giornale locale L'Eco della Rossa8 free Magazines from ECODELLAROSSA.IT ed un piccolo cineteatro (Nuovo Teatro della Rossa).
Società Evoluzione demografica
Cultura Manifestazioni Numerose manifestazioni culturali hanno luogo nella cittadina.
Tra la fine di agosto e l'inizio di settembre Serra San Quirico ospita il Frasassi Climbing Festival, il più grande evento di arrampicata delle Marche, una manifestazione che valorizza il territorio del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. L'evento trasforma il borgo medievale in una palestra a cielo aperto, grazie all'arrampicata urbana sulle mura storiche, ma offre anche arrampicata sulle falesie e sui blocchi naturali del Monte Murano, escursioni e altre attività sportive.
L'Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata ONLUS (ATGTP) dal 1983 organizza la "Rassegna Nazionale Teatro Scuola Educazione" (TSE), cui partecipano decine di gruppi teatrali scolastici di ogni ordine e grado. La rassegna ha una durata di 3 settimane, a partire dalla metà di aprile. Nei 3 giorni in cui i singoli gruppi soggiornano in loco, oltre a presentare le loro performance, partecipano alle varie attività proposte dagli operatori. L'organizzazione della TSE si avvale della collaborazione con enti di formazione quali l'Accademia di belle arti di Brera (Milano), l'Accademia di Belle Arti di Macerata, l'Università degli Studi di Macerata, l'Università degli Studi di Pavia, l'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Nel 2017 la Rassegna ha visto l'eccezionale presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso.
Durante l'ultima settimana di luglio si svolge la manifestazione "Paese dei Balocchi", dedicata ai bambini, con spettacoli, laboratori manuali con carta o legno ed altre attività ludico-ricreative nel centro storico del paese, chiuso al traffico.
Durante la Quaresima - specialmente in occasioni particolari come quando, nel 2016, la Festa dell'Annunciazione ha coinciso con il Venerdì Santo, evento che tradizionalmente porterebbe alla prodigiosa "fioritura" della S.Spina - vengono proposte manifestazioni di promozione della reliquia che corrisponderebbe a una delle spine della corona di Cristo, conservata da secoli nella Chiesa di S. Quirico.
Nella settimana del 15 luglio si svolgono invece le solenni celebrazioni religiose e civili per i patroni Quirico e Giulitta.https://www.templarioggi.it/testimony/processione-e-s-messa-festa-del-santo-patrono-di-serra-san-quirico-an-15-07-2024/https://www.comune.serrasanquirico.an.it/it/eventi/631435
A partire dall'ottobre 2024 un comitato giovanile ha inoltre riproposto la Festa del Golosone, un evento di musica e giochi popolari, assente in precedenza per quasi vent'anni.
Enogastronomia