Il 1º Reggimento corazzato è una unità atipica dell'Esercito Italiano alle dipendenze del Comando Militare Esercito "Sardegna", che provvede alla gestione del Poligono Militare di Capo Teulada in Sardegna.

Storia Le origini Il 1º Reggimento fanteria carrista venne costituito a Vercelli il 15 settembre 1936 articolato su comando, deposito, un battaglione di carri di rottura e tre battaglioni carri d’assalto, poi denominati rispettivamente "medi" e "leggeri.

Il 1 gennaio 1938 ricevette il XXIII battaglione carri L "Stennio" mentre il 30 novembre dello stesso anno cedette al 32º Reggimento fanteria carrista il IV° battaglione carri M con la contemporanea assegnazione del IV battaglione carri L "Monti" e del XXII battaglione carri L "Coralli". Nel 1939 cedette il III battaglione carri L al 32º Reggimento fanteria carrista e due battaglioni carri L al 33º Reggimento fanteria carrista, ricevendo dal 32º Reggimento Fanteria Carrista il CCCXXIII battaglione carri M che, divenuto nel 1940 III battaglione carri M13/40, venne inviato alla Brigata corazzata speciale in Libia. Il 10 giugno 1940, all'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale era inquadrato nel Raggruppamento Celere della 4ª Armata, prendendo parte alle operazioni sulle Alpi Occidentali, inizialmente dislocato in seconda schiera nell'alta Valle della Dora Riparia con alcuni reparti che operarono nel settore Moncenisio-Bardonecchia. Nell'agosto 1940 cedette due battaglioni carri L al 32º Reggimento fanteria carrista. Al termine delle ostilità con la Francia fu inviato per qualche tempo a Cesena e poi a ottobre 1940 rientrò a Vercelli. A fine dicembre 1940 il Comando di Reggimento ed il IV battaglione carri L raggiunsero l'Africa Settentrionale dove costituì il presidio di El-Mechili presso il quale rimase sino al ripiegamento di dicembre, effettuato a stretto contatto con l'avversario. Il 26 dicembre 1940 il battaglione carri L da poco giunto passò alle dirette dipendenze del X Corpo d'armata. In Libia il comando di reggimento ricevette in forza due battaglioni carri medi di recentissima costituzione, il VI proveniente dall'Italia e il XXI ottenuto in Libia per trasformazione del preesistente battaglione carri L. Nel corso della battaglia del 6 febbraio 1941 ad Agedabia perdette il comandante catturato con parte del comando dagli inglesi ed entrambi i battaglioni carri dipendenti i quali furono letteralmente sorpresi dall'offensiva britannica, quando erano ancora in piena crisi organizzativa perché appena giunti in Cirenaica e non pronti al combattimento. Il Comandante, Colonnello Antonio Galleani fu catturato insieme agli ufficiali del comando e fatto prigioniero dagli inglesi. Lo stendardo del Reggimento fu comunque messo in salvo dal personale del reggimento che era riuscito a sottrarsi alla cattura e che rientrò a Vercelli a inizio marzo 1941.

Il 15 marzo 1941 venne ricostituito in Patria il comando di Reggimento, per trasformazione del comando Truppe al Deposito affidato al Colonnello Amedeo Pederzini; il 1º Reggimento fanteria carrista venne assegnato alla 136ª Divisione corazzata "Giovani Fascisti" con un organico che prevedeva il XVI battaglione carri M13/40, il III Gruppo corazzato "Lancieri di Novara" su L6/40, un reparto riparazioni e recuperi, una compagnia contraerea da 20 mm e la 54ª officina MP, ma di fatto l'assegnazione alla 136ª Divisione corazzata "Giovani Fascisti" venne annullata; il XVI battaglione carri, ricevuto dal deposito del 32º Reggimento fanteria carrista nel maggio 1943 sarà ceduto allo stesso 32º Reggimento fanteria carrista ridislocato in Sardegna.

Nel corso del 2° Conflitto mondiale il Deposito del 1° Reggimento fanteria carrista mobilitò diversi battaglioni che poi furono impiegati da altri comandi. Tra di essi il X battaglione carri medi. Nel novembre 1941 sempre nel deposito reggimentale venne costituito il I battaglione carri Lf (lanciafiamme) poi disciolto a poco più di un mese dalla sua costituzione con le due compagnie assegnate una al II battaglione carri Lf del 4º Reggimento fanteria carrista, l'altra al Comando Truppe Montenegro. Verso il 1943 fu anche costituito il II battaglione carri Pesanti ma purtroppo non riuscì ad essere completato a causa delle note vicende armistiziali.

In seguito alle vicende armistiziali l'11 settembre 1943 il Reggimento ed il deposito reggimentale vennero disciolti e in quell'occasione lo stendardo pur messo in salvo, fu nascosto in un luogo rimasto segreto a causa della scomparsa degli ufficiali che lo avevano lì occultato.

Il 1º luglio 1948 venne costituito, presso la Scuola di Carrismo di Roma il 1º Reggimento carristi, articolato su due battaglioni carri M4 Sherman, che dal 7 settembre 1948 passò alle dipendenze della Brigata corazzata "Ariete", cambiando successivamente denominazione per ridare vita al 132º Reggimento carristi.

Il CAUC e la ricostituzione del Reggimento

L'11 maggio 1959 venne costituito a Capo Teulada il "CAUC" (Centro di Addestramento Unità Corazzate), per lo specifico addestramento dei reparti che impiegavano mezzi corazzati, che, dal 1º maggio 1974 venne trasformato in 1º Reggimento fanteria corazzato che ha ereditato così la Bandiera del 1º Reggimento fanteria carrista. Al Reggimento vennero assegnati i reparti necessari allo svolgimento dei suoi compiti presso il poligono di Capo Teulada; fra i compiti assegnati all'unità quello dell'organizzazione della struttura riguardante i mezzi, i materiali, i servizi e la sicurezza del poligono, il funzionamento dello stesso quale area di addestramento per le esercitazioni in bianco ed a fuoco per le truppe meccanizzate e corazzate fino a livello gruppo tattico. In quel periodo l'attività del Reggimento era quasi esclusivamente finalizzata al supporto delle unità in addestramento provenienti da tutti i paesi della NATO; la 1ª compagnia carri e la 2ª compagnia bersaglieri erano le unità che esprimevano la capacità operativa del Reggimento stesso. Presso il poligono era presente anche un piccolo squadrone elicotteri addetti alla ricognizione ed inizialmente equipaggiati con i vecchi Agusta-Bell AB47.

Il 9 marzo 1993 la denominazione venne modificata in 1º Reggimento corazzato articolato su comando, compagnia comando e servizi, 1º battaglione corazzato, (articolato a sua volta su 1ª compagnia carri, 2ª compagnia bersaglieri, compagnia armi di sostegno, batteria artiglieria campale semovente), compagnia mantenimento, nucleo carabinieri, reparto alla sede.

Stemma araldico Lo stemma è stato concesso con decreto del 14 luglio 1975.Aggiornato in base a quanto disposto dallo SME con circ. 121 in data 9.2.1987 - Giornale Ufficiale del 14.2.1987

Lo scudo "pieno" con lo smalto d'azzurro riassume i requisiti meritati dal 1º reggimento fanteria carrista, dal quale discende l'attualè unità: vigilanza, fierezza, amor di Patria, buona fama. La banda d'argento è tratta dal vecchio stemma del 1º carristi, mentre la folgore di porpora è uno specifico riferimento alla specialità bersaglieri il cui colore tradizionale è il cremisi, in riferimento ai repartì che, nel dopoguerra, hanno fatto parte di unità corazzate. I due torrioni simboleggiano il legame territoriale del reggimento con la Sardegna, rappresentata araldicamente da nuraghi e torrioni.

Note

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