Biografia

Figlio di Giuseppe, Gaetano Ottani (o Gaetano Bernardino Ottani) come pittore si formò a Bologna, all'Accademia Clementina e si ispirò alle opere di Ferdinando Galli da Bibbiena. Ebbe una complessa carriera come scenografo, come pittore e come tenore.

Esordi Come scenografo, a Bologna, nel 1742, con l'aiuto di Gaetano Stegani, dipinse le architetture e le prospettive per il dramma Andromaca, rappresentato al teatro Formagliari. Nel 1744 realizzò le scenografie per il Ciro riconosciuto, musicato da Niccolò Jommelli su testo di Metastasio e andato in scena al Formagliari.

Nel 1743 decorò il sepolcro di Cristo per il Giovedì Santo, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie di Bologna e nel 1745 ha realizzato un ornato al dipinto di Nicola Bertuzzi nella cappella dell'oratorio superiore della Chiesa di Santa Maria della Visitazione, detta anche chiesa di Santa Maria del Ponte delle Lame. Dipinse ad olio capricci di rovine e di marine, sulla scia di Pietro Paltronieri, detto il Mirandolese.

Entrato in contatto con Carlo Filippo Aliberti, un artista torinese e specialista in architettura civile e teatrale e che lavorava alla corte sabauda, fra il 1754 e il 1756 decise di risiedere a Torino, . Come tenore, la sua carriera teatrale, che si sviluppò tra il 1747 e il 1770, lo portò a calcare le scene di molti teatri italiani e austriaci.

Carriera come tenore Sosteneva le parti di sovrano o di genitore ed ebbe ruoli nel Bajazet di Agostino Piovene; nel Demofoonte, Spartito manoscritto. Roma - Biblioteca musicale governativa del Conservatorio di musica S. Cecilia, collocazione: Governativo G-Mss-15. e inoltre nel Demetrio, in Alessandro nell'Indie, e nella Clemenza di Tito, opere musicate su testo di Pietro Metastasio.

La sua carriera ebbe inizio al teatro Formagliari di Bologna e al teatro Sant'Angelo di Venezia, durante il carnevale 1747. Nel 1748 cantò a carnevale nel teatro delle Dame a Roma e in autunno a Lucca. A primavera 1749 era a Parma, col Demetrio di Nicolò Jommelli; a carnevale 1750 cantò al teatro Regio di Torino. Tornò a Venezia, al teatro di San Giovanni Grisostomo, in autunno 1750 e carnevale 1751 e si esibì a Reggio, ad aprile 1751, con il Lucio Papirio di Baldassare Galuppi. Cantò al Regio Teatro Ducale di Milano, per il carnevale 1752 e per quello del 1770. Fu anche al teatro San Carlo di Napoli, a primavera e in autunno 1752, con la Clemenza di Tito di Christoph Willibald Gluck e nello stesso ruolo, ma su musica di Andrea Adolfati, si presentò al teatro Burgtheater di Vienna, in autunno 1753. Fino al 1768 fu ingaggiato dal Regio di Torino per molte stagioni e vi cantò opere di Nicolò Jommelli, di Ignaz Holzbauer, di Tommaso Traetta, di Antonio Sacchini. Si esibì anche a Genova (1758 e 1765), a Padova (1762), a Roma (1765).

A Torino nel 1770 ebbe contatti con Charles Burney, che lo lodò sia come cantante sia come pittore.Charles Burney, in Viaggio musicale in Italia, 1770, p. 69, scrisse: «Dipinge alla maniera di Claude Lorrain e di Du Vernet».

Cantò a Torino in Enea nel Lazio di Vittorio Amedeo Cigna Santi, musicato da Traetta (1760) e nello stesso anno 1760 si esibì nelle Feste d’Imeneo, azioni mitologiche di Carlo Innocenzo Frugoni, musicate da Traetta e messe in scena per le nozze dell’arciduca d’Austria (futuro Giuseppe II d'Austria) con Isabella di Borbone. A primavera 1761 cantò nel dramma per musica Enea e Lavinia di Jacopo Antonio Sanvitale, tratto da Fontenelle; nel 1768 cantò nella reggia di Colorno; in agosto 1769 nel teatro Ducale, per le nozze dell'infante Ferdinando (poi Ferdinando I di Parma) con Maria Amalia d'Asburgo-Lorena, cantò nelle Feste d’Apollo, su musiche di Gluck.

Carriera come pittore Gaetano Ottani, pittore di paesaggi con rovine, di visioni notturne su colonnati, fantasiosi e ricchi di particolari, di marine inventate, realizzò una serie di sovrapporte per il palazzo reale di Torino ed ebbe commissioni per decori in ville e in palazzi piemontesi. Amava dipingere fantasiose prospettive di rovine e di marine. Dal 1757 lavorò per la villa dell'architetto Filippo Castelli, a San Damiano d'Asti. Ispirandosi al gusto del narrare di origine veneta, creava elaborate ed imponenti architetture, classiche o gotiche, cui faceva pendere un intrico di verdure e che innalzava con un occhio alla scenografia e ai costumi teatrali, tanto da farle eccedere dall'inquadratura del dipinto.

Il 7 ottobre 1766 fu ammesso all'Accademia Clementina di Bologna e pubblicò il Libro primo di Cartelle, una raccolta di suoi disegni con marine e rovine, incisi da Angelo Gizzardi, da Dionisio Valesi e da Pietro Peiroleri e dedicata al principe ereditario Vittorio Amedeo III. Nella dedica delle Cartelle specificava che erano state inventate e disegnate da Gaetano Ottani bolognese pittore e musico tenore accademico clementino. Nel volume sono compresi i ritratti dell'artista e del principe in dedica.

Nel 1770 Gaetano Ottani divenne membro dell'Accademia di belle arti di Verona e nel 1773 nell'Accademia di belle arti di Parma. Membro della Compagnia di San Luca, di Torino, divenuta più tardi Accademia Albertina, ne divenne priore nel 1782.

Dal 1774 Ottani ottenne da Vittorio Amedeo III uno stipendio di 600 lire all'anno; nel 1779 gli fu conferita la patente di musico e nel 1784 un aumento a 1000 lire, per la realizzazione di quattro dipinti all'anno e per il servizio nella Cappella reale, in cui risulta attivo come cantante, fino al 1798.

Tra il 1775 e il 1780, nel castello di Moncalieri, eseguì una serie di marine; nel 1779 per il padre Giovan Battista Martini realizzò copie dei ritratti di Giovanni Battista Somis e di Lorenzo Somis - dipinti da Louis-Michel van Loo o da Charles-Amédée-Philippe van Loo - che oggi sono nel Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. Allegoria della Pittura e Allegoria dell’Astrologia, datate 1785, furono da lui dipinte per palazzo Chiablese. Due marine sono nella Pinacoteca nazionale di Bologna. Fu sepolto a Torino il 18 gennaio 1801.

Ha anche interpretato, come tenore

Partitura. Bologna - Biblioteca dell'Accademia Filarmonica, collocazione: capsa I, n.5.

Partitura. Roma - Biblioteca musicale governativa del Conservatorio di Santa Cecilia, collocazione: Governativo G-Mss-15. Partitura. Venezia - Biblioteca nazionale Marciana, collocazione: Canal (=10702).

Partitura. Napoli, Biblioteca del Conservatorio di musica San Pietro a Majella, collacozione: Rari 7.7.7

Note

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