La modella promozionale è una modella assunta per veicolare la domanda dei consumatori per un prodotto, un servizio, un marchio interagendo direttamente con i potenziali clienti. Esse servono a rendere più attraente un prodotto o un servizio e fornire informazioni ai giornalisti e ai consumatori in occasione di manifestazioni fieristiche e di convegni.
Descrizione Le responsabilità della modella promozionale dipendono dalla specifica campagna di marketing in corso e possono includere: aumentare la notorietà del prodotto, fornire informazioni sul prodotto, creare un'associazione nella mente del consumatore tra il prodotto o il marchio e consegnare oggetti ai consumatori, come un campione del prodotto stesso, un piccolo omaggio o informazioni stampate. Le campagne di marketing che impiegano modelle promozionali possono svolgersi in negozi al dettaglio o centri commerciali, fiere, eventi promozionali speciali, club o persino in spazi pubblici all'aperto. Le modelle promozionali possono anche fungere da presentatrici televisive per intervistare celebrità, ad esempio in occasione di premi cinematografici, eventi sportivi, ecc. Sono spesso posizionate in luoghi ad alto traffico per raggiungere il maggior numero possibile di consumatori, o in luoghi in cui ci si aspetta la presenza di un particolare tipo di consumatore target.
Storia
L'impiego di persone come strumento di promozione diretta dei prodotti si sviluppò parallelamente alla diffusione delle fiere commerciali, delle esposizioni e delle forme di marketing esperienziale. Con la crescita delle manifestazioni fieristiche nel corso del XX secolo, le aziende iniziarono ad affiancare ai propri rappresentanti commerciali personale incaricato di attirare i visitatori agli stand, fornire informazioni di base, distribuire materiale promozionale e raccogliere contatti. Le modelle promozionali divennero così una componente dell'attività espositiva, in particolare nei settori in cui l'immagine del marchio aveva un ruolo rilevante.
Un'evoluzione particolarmente visibile si verificò nel settore dei motori. In Giappone, l'impiego di modelle nelle competizioni automobilistiche è documentato dalla seconda metà degli anni 1960 e diede origine alla figura della race queen. La modella e cantante giapponese Rosa Ogawa è indicata in diverse fonti come una delle prime figure associate a questa tradizione. Inizialmente il ruolo comprendeva attività di rappresentanza e promozione degli sponsor e assistenza durante le cerimonie; successivamente le race queens divennero una presenza caratteristica degli eventi motoristici giapponesi.
Negli anni 1970 e 1980 l'impiego di modelle promozionali si diffuse ulteriormente anche al di fuori del Giappone, comprendendo fiere, esposizioni automobilistiche e manifestazioni sportive. Nel motorsport occidentale la pratica assunse particolare visibilità negli anni 1980 e 1990. Un episodio frequentemente citato è la sponsorizzazione delle 24 Ore di Le Mans del 1983 da parte di Hawaiian Tropic, che portò sul circuito proprie modelle per promuovere il marchio. La pratica fu successivamente ripresa in Giappone, anche in occasione della 8 Ore di Suzuka.
Durante gli anni 1990 e 2000 le modelle promozionali divennero una presenza consolidata in numerosi saloni automobilistici, fiere tecnologiche e dell'intrattenimento e competizioni sportive.
Parallelamente, la funzione professionale si diversificò. Oltre all'aspetto estetico e all'attrazione dei visitatori, le modelle promozionali potevano essere incaricate di illustrare prodotti e servizi, distribuire campioni e materiale pubblicitario, raccogliere dati dei potenziali clienti e assistere il personale commerciale.
A partire dagli anni 2000 e soprattutto nel decennio successivo, l'impiego di modelle in abiti particolarmente succinti negli eventi fieristici e sportivi divenne oggetto di crescenti controversie. I critici considerarono tali pratiche forme di sessualizzazione e oggettificazione delle donne e sottolinearono il rischio che la loro presenza riducesse la professionalità delle manifestazioni, soprattutto nei settori tecnologici tradizionalmente a prevalenza maschile.
Le critiche contribuirono a modificare le politiche di numerosi eventi. Nel settore delle fiere tecnologiche, ad esempio, alcune manifestazioni introdussero codici di abbigliamento e linee guida per il personale degli stand. Anche nello sport si verificò un progressivo abbandono di alcune forme tradizionali di promozione.
Nel XXI secolo la modella promozionale continua tuttavia a essere utilizzata in fiere, lanci di prodotto, eventi commerciali, attività nei punti vendita e campagne di marketing esperienziale. Il ruolo tende a essere definito sempre più in termini di rappresentanza del marchio, conoscenza del prodotto, interazione con il pubblico e raccolta di contatti, anziché esclusivamente sulla base dell'aspetto fisico. Tipologie Il mondo degli sport motoristici impiega spesso modelle promozionali come parte della squadra ai box in alcuni tipi di corse automobilistiche. Le modelle, chiamate grid girl o pit/paddock girl in Europa, sono molto comuni in molti campionati in tutto il mondo. Negli Stati Uniti sono chiamate umbrella girl.
In Giappone esiste il fenomeno delle race queen (レースクイーン), spesso considerate "idol".
"Spokesmodel" è un termine usato per indicare una modella impiegata per essere associata a un marchio o prodotto specifico nelle pubblicità. Una spokesmodel può essere una celebrità utilizzata solo nelle pubblicità (a differenza di una "brand ambassador", che ci si aspetta anche che rappresenti l'azienda in vari eventi), ma spesso il termine si riferisce a una modella non molto famosa. In Giappone sono conosciute come campaign girl (キャンペーンガール) o image girl (イメージガール) e vengono assunte da agenzie governative.
Una trade show model (modella di fiera) è un'assistente impiegata nelle fiere commerciali per supportare le attività promozionali e di rappresentanza di un'azienda. Lavora presso lo stand espositivo, accoglie i visitatori e contribuisce a presentare l'immagine aziendale. L'abbigliamento e il ruolo svolto possono variare a seconda del contesto fieristico e della strategia comunicativa dell'espositore; talvolta vengono utilizzati abiti personalizzati legati al marchio o ai prodotti promossi.
Nelle arti marziali e negli sport da combattimento, le ring girl sono inservienti che rimuovono l'equipaggiamento d'ingresso (come giacche, tuniche e altri indumenti) e le cinture da campione dal ring dopo che un lottatore se li è tolti prima del suo incontro. Entrano anche sul ring tra un round e l’altro per mostrare il cartello con il numero del round.
Le walk-on girls sono modelle che accompagnano i giocatori sul palco nei tornei di freccette, una pratica introdotta negli anni '90.
Le podium girl, formalmente note come "hostess del tour" (in francese: hôtesses du Tour), sono donne note soprattutto per aver consegnato premi e baci ai vincitori del Tour de France e di altre importanti corse ciclistiche, tra cui il Giro d'Italia e la Vuelta a España. Nel Tour de France, un team di quattro podium girl era impiegato dallo sponsor principale della corsa, la banca francese LCL S.A. Sono responsabili dell'intrattenimento dei clienti degli sponsor prima della partenza mattutina della corsa e nelle feste dopo la fine della corsa, ma il loro ruolo più visibile e prestigioso è nella cerimonia di premiazione al termine di ogni giornata di gara.
Le ring girl, le walk-on girls e le podium girls possono anche fungere da modelle promozionali per gli eventi e le manifestazioni relative allo sport che rappresentano.
Controversie
Fiere Il termine gergale booth babe (o booth bunny) è utilizzato per riferirsi a qualsiasi modella femminile da fiera. Alle modelle viene in genere chiesto di posare per le fotografie con i partecipanti alla convention, ma a volte si verificano comportamenti inappropriati da parte di essi. Dalla fine degli anni '90 e sempre più, la pratica di impiegare booth babe è stata, in modo controverso, fortemente criticata da alcuni giornalisti e segmenti dell'industria dei videogiochi e delle comunità dell'elettronica di consumo. I critici delle booth babes lo hanno dichiarato un problema sessista, descrivendo la pratica come "obsoleta", oggettivante e degradante, oltre che irrispettoso e alienante per le altre donne, in particolare quelle nel settore dell'information technology. A loro volta, altri sostengono che le modelle e le aziende vengono ingiustamente prese di mira, accusando i critici di fare sensazionalismo, di mostrare una correttezza politica "estrema", di essere pro-censura e di diffondere un panico morale di tipo puritano.
Anche il soprannome "booth babe" è controverso in quanto è considerato offensivo e degradante da alcuni, comprese le stesse modelle. Il termine continua tuttavia a essere spesso utilizzato dai giornalisti e dalle persone contrarie alla presenza delle modelle che definiscono "booth babes".
I cambiamenti negli standard sociali e commerciali hanno portato a una diminuzione nell'uso di modelle promozionali nelle fiere dagli anni 2010 in poi, soprattutto negli Stati Uniti.
Alcune aziende hanno introdotto un codice di abbigliamento per le modelle promozionali che impiegano, vietando ad esempio abiti troppo scollati e succinti.
Sport Alcune importanti aziende e manifestazioni sportive hanno cessato l'impiego di modelle promozionali, come la Professional Darts Corporation e la Formula 1.
Le tradizionali podium girls del Tour de France sono state oggetto di critiche nel 2013. Sono state rimosse e sostituite con un uomo e una donna come presentatori a partire dal Tour de France 2020.
Alcuni giornalisti sportivi sostengono che l'uso delle ring girl sia superfluo. I critici sostengono che la presenza di donne seminude fornisca stimolazione sessuale al pubblico maschile, mentre altri la considerano una tradizione innocua.
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Note
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