È noto per quella che lui stesso ha chiamato teoria della nascita. L'obiettivo è quello di individuare, in un quadro teorico che spieghi più generalmente la fisiologia della nascita e l'inizio del pensiero umano, origini e cause delle patologie mentali, allo scopo di proporre un conseguente impianto di diagnosi e cura psicoterapeutica delle stesse.

Il nome di Fagioli è anche legato alla pratica della cosiddetta analisi collettiva, un'originale forma di terapia di gruppo iniziata nel 1975 e terminata in concomitanza con la scomparsa dello psichiatra. Alla teoria ed alla pratica di Fagioli è legata la rivista scientifica Il sogno della farfalla, nonché la scuola di specializzazione in psicoterapia dinamica Bios Psychè.

Biografia Nato a Monte Giberto, nel 1931, durante la seconda guerra mondiale partecipa in qualità di staffetta alla lotta partigiana, affiancando il padre, medico condotto e chirurgo, sul campo di battaglia.Left del 18 febbraio 2017. Laureatosi in Medicina e Chirurgia a Roma nel 1956, si specializza poi in neuropsichiatria a Modena.

Gli inizi Nel 1957 svolge le sue prime attività manicomiali a Venezia, sull'isola di San Clemente, dove entra in aperto contrasto con l'approccio psichiatrico tradizionale e contenitivo dell'epoca, discendente diretto della psichiatria ottocentesca, nel 1960 si reca a Padova per studiare e lavorare con Ferdinando Barison; dove dimostra un approccio innovativo nel rapporto con i pazienti. Nel 1963 è a Kreuzlingen, nel Sanatorium Bellevue fondato da Ludwig Binswanger ed all'epoca diretto dall'omonimo nipote, padre dell'analisi esistenziale.Mariopaolo D, Del Missier G, Stocco E, Testa E, "Psichiatria e psicoterapia in Italia dall'Unità ad oggi", L'Asino D'Oro, Roma, 2016 Qui ha modo di esperire in prima persona la prassi terapeutica applicata e perfezionata dallo psichiatra Fabrizio Napolitani, teorico dell'analisi di gruppo. La pratica terapeutica di Napolitani prevedeva la trasformazione dei pazienti da oggetti di cura a soggetti capaci di comunicazione, socializzazione e organizzazione della vita comunitaria. L'esperienza prosegue in Italia, dove Fagioli entra a far parte del gruppo di medici della Comunità Terapeutica creata nel 1963 da Napolitani a Roma. Nel 1972, grazie all'interessamento dello psicoterapeuta e psicoanalista Luigi Antonello Armando, la casa editrice Armando Editore pubblica il volume "Istinto di morte e conoscenza: pensieri di psicoanalisi" (poi soltanto "Istinto di morte e conoscenza", come d'ora innanzi verrà citato). Il testo aveva iniziato a circolare in forma dattiloscritta già alla fine del 1970, configurandosi come il risultato di ricerche iniziate negli anni di Padova, e parzialmente consegnate ad alcuni articoli preparatori, tra i quali principalmente "Alcune note sulla percezione delirante paranoicale e schizofrenica".Fagioli M, "Alcune note sulla percezione delirante paranoicale e schizofrenica", in “Il sogno della farfalla”, 3, 2009, pp. 9-22. Due anni dopo, nel 1974, insieme al suddetto Armando ed altri autori, contribuisce al volume "Il potere della psicoanalisi: documenti sulla storia della istituzione psicoanalitica in Italia dal 1969 al 1973"; si tratta di una denuncia delle dinamiche di potere insite nel training analitico, perno della formazione degli psicoanalisti italiani secondo le regole della Società Psicoanalitica Italiana. Le affermazioni contenute in tale volume, costituenti per la Società Psicoanalitica Italiana oltraggio all'istituzione, costano nel 1976 a Fagioli ed Armando l'espulsione dalla Società stessa; all'espulsione contribuirono comunque in gran misura anche le tesi, antitetiche rispetto all'ortodossia freudiana, che Fagioli aveva avanzato in "Istinto di morte e conoscenza". e i successivi "La marionetta e il burattino" (1974) e "Psicoanalisi della nascita e castrazione umana" (1975) (poi "Teoria della nascita e castrazione umana", come d'ora innanzi verrà citato) contengono quella che Fagioli chiamerà in seguito teoria della nascita.

La nascita dell'analisi collettiva Nel frattempo, nel 1975, Nicola Lalli, responsabile dell'Istituto di psichiatria dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", invita Fagioli a svolgere attività di supervisione di psichiatri e specializzandi che operavano in quel centro; a tali sedute, però, inizia in breve a partecipare un consistente numero di persone, non necessariamente operanti nel settore psichiatrico, ed in massima parte provenienti dal mondo della sinistra extraparlamentare, da ambienti operai e dalla scena artistica. Dall'originario seminario singolo, così, Fagioli passa a quattro incontri, su altrettanti giorni della settimana; è l'inizio della cosiddetta analisi collettiva. Unitamente alle critiche radicali che Fagioli muove a Sigmund Freud, tanto in interventi pubblici quanto, più in dettaglio, nei suoi scrittiprincipalmente in Fagioli M, "Istinto di morte e conoscenza", L'Asino D'Oro, Roma, 2017. In Psicoanalisi della nascita e castrazione umana, la critica di Fagioli a Freud sembra più indirizzata al Freud idealizzato, istituzionale, «burattinaio sadico e invidioso», che impedisce tra l'altro l'ascolto del Freud pensatore. Si veda Fagioli M, Psicoanalisi della nascita e castrazione umana, Nuove Edizioni Romane, Roma 1978, p. 22., l'analisi collettiva richiama l'attenzione dei giornali. Essa si caratterizza per un principio di gratuità, nonché di anonimato di quanti vi partecipano; per Fagioli, non conta l'identità sociale del paziente, ma la dinamica umana, e pertanto universale, che nell'ambito del setting analitico di gruppo può manifestarsi. Dopo i primissimi anni, tuttavia, Giancarlo Reda, direttore dell’Istituto di Psichiatria de "La Sapienza”, impone a Fagioli di concludere i seminari, con la giustificazione che i risultati della ricerca, che avrebbero dovuto giustificare l'esistenza dei seminari stessi, non erano né controllabili né validabili. Nel novembre del 1980, quindi, Fagioli è costretto a lasciare i locali dell'Unità Esterna dell'Istituto di Psichiatria di Villa Massimo (dove era potuto rimanere fino ad allora grazie all'interessamento dello stesso Lalli), e continua l'analisi collettiva nel proprio studio privato nel quartiere romano di Trastevere.Fagioli M, "Una vita irrazionale (Lezioni 2006)", Nuove Edizioni Romane, Roma, 2008. Del 1980 è anche il volume-intervista "Bambino, donna e trasformazione dell'uomo".Fagioli M, "Bambino, donna e trasformazione dell'uomo", L'Asino D'Oro, Roma, 2013.

Il rapporto con il cinema, l'architettura, la scultura e la poesia Ai primi anni dell'analisi collettiva, risale la collaborazione con il regista italiano Marco Bellocchio. Fagioli e Bellocchio, in particolare, lavorano insieme ai film Diavolo in corpo (1986), La condanna (1991) e Il sogno della farfalla (1994). Diavolo in corpo, critico nei confronti di certi ambienti della sinistra dell'epoca, suscita scalpore; in particolare, Fagioli viene accusato dai produttori del film di aver plagiato il regista. Bellocchio, ad ogni modo, rifiuterà sempre le accuse.Sostenne ad esempio: “evidentemente ero tentato da questo azzardo e avrei potuto cavarmela benissimo, ma le mie esigenze più profonde, come le mie pretese più coscienti, mi fecero capire, già in corso d’opera, che non ero in grado di realizzare da solo certe immagini, semplicemente perché non le avevo, non ne avevo l’esperienza, ne avevo alcune, ma me ne mancavano altre e fondamentali, perciò chiesi aiuto a Fagioli, alla sua esperienza e alla sua immaginazione. […] “Diavolo in corpo” si concluse magnificamente, girò il mondo ottenendo dappertutto un grande successo. È un film che ha saputo resistere al tempo e alle calunnie che ci furono solo in Italia” in Anche La condanna è al centro di polemiche, che arrivano fino alla condanna mediatica di apologia di stupro; in difesa intervengono tanto il regista quanto lo stesso Fagioli, mentre il film si aggiudica l’Orso d’Argento, gran premio della giuria al Festival di Berlino 1991. La partecipazione di Bellocchio all'analisi collettiva è continuata ben oltre il periodo della triade di film appena menzionati, coincidendo con la realizzazione di molti dei suoi film successivi. Il rapporto di Fagioli col cinema, comunque, non si limita alle collaborazioni con Marco Bellocchio; lo psichiatra firma infatti in prima persona, tra gli altri, Il cielo della luna (1997 - con musiche dello stesso Fagioli ed Enrico Pieranunzi), presentato al Locarno Festival, ed il docufilm La psichiatria esiste? (2002), presentato nel 2003 al cinema Farnese di Roma. In campo artistico, Fagioli si è espresso inoltre anche come scultore - si veda, tra le varie, la “Scultura Blu”, esposta nel 2005 alla Facoltà di Studi Orientali dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - e come architetto - Massimo Fagioli e l'architetto Paola Rossi hanno realizzato, con Françoise Bliek, il cosiddetto “Palazzetto Bianco”, sempre a Roma. Sebbene in particolare il Palazzetto Bianco abbia incontrato l'apprezzamento dei critici del settore - figurando in diversi volumi di opere scelte, tra i quali ad esempio quello di Vittorio Sgarbi "Le meraviglie di Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri"Sgarbi V, "Le meraviglie di Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri", Bompiani, Milano, 2011. Ma si vedano anche Presistenza Puglisi L (a cura di), "Palazzetto Bianco-Roma”, "ItaliArchitettura” - opere selezionate, UTET - scienze tecniche, Vol. nº 2, 2010; Uribe Gonzàlez M (a cura di), testi di M. Locci, F.Pagano, S.Panti, E.Zichella, introduzione di F.Purini, "Roma CITTA’ CAPOLAVORO – Guida Architettonica", Prospettive Edizioni, 2009 - meno fortunata è la fontana di Largo Ettore Rolli a Porta Portese, realizzata ancora su disegno dello psichiatra e volta ad una riqualificazione dello spazio urbano di destinazione. Complice una pressoché totale assenza della manutenzione richiesta per monumenti con acqua, la fontana è stata infatti criticata da alcuni esperti - tra cui lo stesso Sgarbi - e da parte degli abitanti della zona. In forma più privata, Fagioli si cimenta anche con la poesia, come testimoniato dal volume "Poesia", pubblicato postumo.Fagioli M, "Poesia", L'Asino D'Oro, Roma, 2018. Tra i libri amati da Fagioli, a quanto asserito pubblicamente ai SeminariDomenica Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2007 vedi Associazione Culturale Amore e Psiche Blog https://segnalazioni4.blogspot.com/search?q=la+fonte+meravigliosa anche in occasione dell'uscita di una edizione del romanzo di Ayn Rand,Ayn Rand, La fonte meravigliosa, Accademia, Milano 1978 abbiamo La fonte meravigliosa, il cui protagonista è ispirato all'architetto Frank Lloyd Wright, che parlava di architettura organica, «cioè credeva che una casa si debba creare secondo le necessità degli abitanti e le caratteristiche ambientali, proprio come un organismo vivente» e che in una casa le stanze erano più importanti della facciata.La storia dell'arte raccontata da Ernst H. Gombrich, Leonardo La Repubblica Roma 1994, p. 558 © Phaidon Press Limited, London 1950

Massimo Fagioli e la politica