La 40ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino si è svolta a Berlino dal 9 al 20 febbraio 1990, con lo Zoo Palast come sede principale. Direttore del festival è stato per l'undicesimo anno Moritz de Hadeln.
L'Orso d'oro è stato assegnato ex aequo al film statunitense Music Box - Prova d'accusa di Costa-Gavras e al film cecoslovacco Allodole sul filo di Jiří Menzel.
L'Orso d'oro alla carriera è stato assegnato al regista, sceneggiatore e produttore Oliver Stone, mentre la Berlinale Kamera è stata assegnata al regista e sceneggiatore Frank Beyer, all'attore Martin Landau, al regista e pedagogista Karel Vachek e all'attore e regista Bernhard Wicki.
In questa edizione è stato assegnato per la prima volta il Premio Wolfgang Staudte, intitolato al regista, attore e sceneggiatore tedesco scomparso nel 1984 e riservato a uno dei film presentati nella sezione Forum.
Il festival è stato aperto da Fiori d'acciaio di Herbert Ross, proiettato fuori concorso.
La retrospettiva di questa edizione ha incluso due programmi: "The Year 1945", dedicato a produzioni internazionali realizzate nel 1945, e "40 Years Berlinale", dedicato ad alcuni dei film più significativi presentati nel corso delle passate edizioni del festival.
Storia
La 40ª edizione della Berlinale vide la realizzazione di un ambizioso progetto che il direttore Moritz de Hadeln aveva in mente sin dal febbraio 1989, quando durante un colloquio con Horst Pehnert, viceministro della cultura e presidente dell'amministrazione cinematografica della DDR, aveva espresso il desiderio di una proiezione concomitante dei film in entrambi i settori di Berlino.. All'epoca quasi nessuno credeva che una cosa del genere sarebbe successa davvero nel futuro immediato, ma gli sviluppi politici internazionali avrebbero presto fatto incontrare i destini della Germania e del Festival di Berlino. Il 9 novembre dello stesso anno de Hadeln rinnovò a Pehnert la sua proposta, sostenuta anche dalla Berliner Festspiele, e quella sera stessa tutto cambiò rapidamente: durante una conferenza stampa, la dichiarazione del funzionario della SED Günter Schabowski secondo cui tutte le norme per i viaggi all'estero erano state revocate con effetto immediato rappresentò un passo decisivo verso l'abbattimento del muro di Berlino e l'inizio della fine della Repubblica Democratica Tedesca..
L'evento rese improvvisamente possibile il sogno di de Hadeln di una rassegna estesa a tutta la città e di una collaborazione concettuale con le autorità cinematografiche della Germania Est. La nuova offerta incluse la proiezione a Berlino Est dell'intero programma ufficiale, con il festival che si sarebbe fatto carico dei costi e avrebbe curato gli accordi con produttori e detentori dei diritti. Alla fine di novembre, durante il Festival internazionale del documentario e del film d'animazione di Lipsia de Hadeln incontrò Pehnert e Dietmar Keller, nuovo ministro della cultura della DDR, ed ebbe la sensazione che da parte delle autorità della Germania Est sarebbe arrivata una decisione positiva.. L'impresa trovò il favore di tutti e iniziarono i preparativi per il finanziamento degli eventi. Furono presi accordi per consentire il trasporto esente da dazi di film e materiale pubblicitario attraverso il confine, oltre a consentire agli ospiti di utilizzare il valico di frontiera di Invalidenstraße.
Nel progetto furono coinvolti anche i direttori delle altre sezioni della Berlinale, così che oltre ai film in concorso e ad una selezione dei film della sezione Panorama, anche l'intero programma del Kinderfilmfest e gran parte di quello del Forum internazionale del giovane cinema furono proiettati anche a Berlino Est.. «Per noi berlinesi è incredibile, impensabile, inimmaginabile poter andare dall'altra parte della città liberamente, senza problemi», commentò il direttore del Forum Ulrich Gregor, «è come respirare un'altra aria, è uno stimolo immensamente importante che dà nuove motivazioni al nostro lavoro». Il 4 dicembre 1989 le autorità della Germania Est dettero il loro consenso ufficiale. Al festival fu concesso l'utilizzo gratuito dei cinema Kosmos, Colosseum e Kino International e in cambio i proventi della vendita dei biglietti e il controllo della pubblicità sarebbero rimasti alle autorità di Berlino Est.
Uno degli anni storicamente più significativi della Berlinale fu però considerato piuttosto mediocre in termini cinematografici e, così come già avvenuto negli ultimi anni, Moritz de Hadeln fu criticato per la forte presenza di Hollywood in concorso. Dopo il festival il quotidiano Die Tageszeitung arrivò a chiedere le sue dimissioni, mentre la regista Helma Sanders-Brahms aveva già avviato il dibattito prima del suo inizio, lasciando il comitato di selezione per protesta contro la costante crescita del dominio del cinema americano. In effetti, grandi produzioni come La guerra dei Roses di Danny DeVito, L'ombra di mille soli di Roland Joffé, Nato il quattro luglio di Oliver Stone, Fiori d'acciaio di Herbert Ross e Crimini e misfatti di Woody Allen (gli ultimi due fuori concorso) non suscitarono molto entusiasmo.. Per la maggior parte degli osservatori, i film americani più interessanti di quest'anno risultarono Drugstore Cowboy di Gus Van Sant e Roger & Me di Michael Moore nel Forum e Blue Steel - Bersaglio mortale di Kathryn Bigelow nel Panorama..
In realtà i “contrappesi” cinematografici e tematici all’egemonia hollywoodiana furono presenti in tutte le sezioni, incluso il concorso che propose uno sguardo sarcastico sulla società sovietica contemporanea con Sindrome astenica di Kira Muratova, la denuncia delle condizioni dell'esercito sovietico con Karaul di Aleksandr Rogozhkin e Coming Out di Heiner Carow, primo film a tematica omosessuale della Repubblica Democratica Tedesca che si aggiudicò l’Orso d'argento per il miglior contributo artistico. Il Forum presentò una vetrina di "film sospesi" della Germania Est, opere degli ultimi venticinque anni bloccate dalla censura tra cui Generazione 45 di Jürgen Böttcher, Wenn du groß bist, lieber Adam di Egon Günther e Das Kaninchen bin ich di Kurt Maetzig. Particolarmente apprezzati furono il film politico-satirico sovietico Ono di Sergej Ovčarov e due opere di Aki Kaurismäki, La fiammiferaia (premio INTERFILM) e Leningrad Cowboys Go America.
Ma se da una parte la Berlinale sembrò aver assolto il suo consueto impegno come vetrina per l'Europa orientale con la presenza di numerose produzioni provenienti da Germania Est, Unione Sovietica, Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria nelle diverse sezioni, il malcontento di molti commentatori fu provocato anche dalla debolezza di diversi film europei occidentali in concorso: Légami! di Pedro Almodóvar e La vengeance d'une femme di Jacques Doillon furono tra i pochi accolti positivamente. Anche l'assegnazione dell'Orso d'oro ex aequo al film statunitense Music Box - Prova d'accusa di Costa-Gavras e a Allodole sul filo del cecoslovacco Jiří Menzel, realizzato nel 1969 e da allora bandito dal regime comunista, fu ritenuta da alcuni una decisione saggia della giuria internazionale, in bilico tra oriente e occidente, ma scontentò gran parte di pubblico e critica che avrebbero preferito vedere il film di Menzel come unico vincitore.
Una volta terminato il festival, l'entusiasmo per l'impresa di aver esteso le proiezioni anche a Berlino Est lasciò inoltre il posto alla delusione per lo scarso riscontro di pubblico, soprattutto nei confronti dei film dell'est europeo. Meno di 20.000 spettatori assistettero ai film in concorso, il Forum registrò 10.000 presenze, il Panorama circa 5200 e altri 3400 videro la replica dei film del Kinderfilmfest..
Giurie Giuria internazionale Michael Ballhaus, direttore della fotografia (Germania Ovest) - Presidente di giuria Vadim Abdrašitov, regista (Unione Sovietica) Suzana Amaral, regista e sceneggiatrice (Brasile) Steven Bach, scrittore (Stati Uniti) Roberto Benigni, attore, regista e sceneggiatore (Italia) Lívia Gyarmathy, regista e sceneggiatrice (Ungheria) Margaret Ménégoz, produttrice (Francia) Helke Misselwitz, regista e sceneggiatrice (Germania Est) Otto Sander, attore e doppiatore (Germania Ovest) Stephen Silverman, attore (Stati Uniti) Rita Tushingham, attrice (Regno Unito)
Kinderjury Il premio riservato alla sezione Kinderfilmfest è stato assegnato da una giuria composta da membri di età compresa tra 11 e 14 anni, selezionati dalla direzione del festival attraverso questionari inviati l'anno precedente.
Selezione ufficiale In concorso 00, regia di Josef Nermuth (Austria) Allodole sul filo (Skrivánci na niti), regia di Jiří Menzel (Cecoslovacchia) Los ángeles, regia di Jacob Berger (Spagna, Francia, Svizzera, Belgio) A spasso con Daisy (Driving Miss Daisy), regia di Bruce Beresford (Stati Uniti) Black Snow (Ben ming nian), regia di Xie Fei (Cina) O Brinco, regia di Flavia Moraes (Brasile) Coffee and Cigarettes II, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti) Coming Out, regia di Heiner Carow (Germania Est) Dias Melhores Virão, regia di Carlos Diegues (Brasile) Dobrodolska hora, regia di Vincenzo Gioanola (Italia) Final, regia di Irène Jouannet (Francia) Un giorno nella vita (Silent Scream), regia di David Hayman (Regno Unito) La guerra dei Roses (The War of the Roses), regia di Danny DeVito (Stati Uniti) A halálraítélt, regia di János Zsombolyai (Ungheria) Ilha das Flores, regia di Jorge Furtado (Brasile) Kamen-Süd, regia di Riki Kalbe e Barbara Kasper (Germania Ovest) Karaul, regia di Aleksandr Rogozhkin (Unione Sovietica) The Kiss Contract, regia di Iqtadar Hasnain e John Wilson (Regno Unito) Légami! (Átame!), regia di Pedro Almodóvar (Spagna) Mistertao, regia di Bruno Bozzetto (Italia) Monarchia, regia di Maja Rokovic (Germania Ovest) La mucca (Korova), regia di Aleksandr Petrov (Unione Sovietica) Music Box - Prova d'accusa (Music Box), regia di Costa-Gavras (Stati Uniti) Nato il quattro luglio (Born on the Fourth of July), regia di Oliver Stone (Stati Uniti) Nekoc je bilo, regia di Ales Verbic (Yugoslavia) Les Noces de papier, regia di Michel Brault (Canada) Oltre il confine la libertà (Herzlich willkommen), regia di Hark Bohm (Germania Ovest) L'ombra di mille soli (Fat Man and Little Boy), regia di Roland Joffé (Stati Uniti) Die Panne, regia di Klaus Georgi e Lutz Stützner (Germania Est) Il racconto dell'ancella (The Handmaid's Tale), regia di Volker Schlöndorff (Stati Uniti, Germania Ovest) La ragazza terribile (Das schreckliche Mädchen), regia di Michael Verhoeven (Germania Ovest) Il segreto, regia di Francesco Maselli (Italia) Sindrome astenica (Astenicheskiy sindrom), regia di Kira Muratova (Unione Sovietica) Sonnet, regia di Tomas Donela (Australia) Talvisota, regia di Pekka Parikka (Finlandia) Tma/Svetlo/Tma, regia di Jan Švankmajer (Cecoslovacchia) La Vengeance d'une femme, regia di Jacques Doillon (Francia) Vigyázat, lépcsö!, regia di István Orosz (Ungheria)
Fuori concorso 300 mil do nieba, regia di Maciej Dejczer (Danimarca, Francia, Polonia) Alla ricerca dell'assassino (Everybody Wins), regia di Karel Reisz (Regno Unito, Stati Uniti) Crimini e misfatti (Crimes and Misdemeanors), regia di Woody Allen (Stati Uniti) Fiori d'acciaio (Steel Magnolias), regia di Herbert Ross (Stati Uniti) Qin yong, regia di Siu-Tung Ching (Hong Kong) Racconto di primavera (Conte de printemps), regia di Éric Rohmer (Francia) Spur der Steine, regia di Frank Beyer (Germania Est) La tempesta di Shakespeare (Resan till Melonia), regia di Per Åhlin (Svezia, Norvegia)
Panorama Aber wenn man so leben will wie ich, regia di Bernd Sahling (Germania Est) Annie, regia di Monika Treut (Germania Ovest) Aratuthjun, regia di Ara Mnazakanjan (Unione Sovietica) Arzach, regia di Arman Manaryan (Unione Sovietica) Ashkharums, regia di Ruben Gevorkyants (Unione Sovietica) Aspettando la luce (Waiting for the Light), regia di Christopher Monger (Stati Uniti)