Le banconote della lira italiana sono state strumenti di pagamento, in forma cartacea, dall'introduzione della lira come valuta del Regno d'Italia, fino all'entrata in vigore dell'euro il 1º gennaio 2002. Nel corso della loro storia, sono stati emessi 19 tagli di banconota, dal più basso di valore, la banconota da 50 centesimi di lira, al più alto, quella da 500 000 lire.

Regno d'Italia (1861-1946) La lira (simbolo: ₤, comunemente anche L. o LIT) divenne ufficialmente la valuta italiana con l'emissione del decreto del 24 agosto 1862, con il quale ebbe corso legale e sostituì tutte le altre valute circolanti negli stati pre-unitari.

Anche prima dell'unificazione italiana, varie banche della penisola avevano emesso banconote sotto forma di carta moneta convertibile in metallo preziosoIl valore era pari a 4,5 g d’argento e a 0,29032225 g d’oro.. A seguito dell'unificazione politica dell'Italia, la Banca Nazionale nel Regno d'Italia, emise banconote da 25, 50, 100, 500 e 1.000 lire di misure 80 x 40 mm, che venivano stampate dall'Officina carte valori di Torino.

Nel 1866 le banconote divennero inconvertibili; fu stabilito dunque il corso forzoso fino al 1881. A causa di ciò, la diffusione di banconote sul mercato divenne più difficile, in quanto i cittadini preferivano le monete; fu così che il governo italiano decise nel 1874 di emettere biglietti di piccolo taglio.

Nel 1881 il governo decise di prolungare la durata del corso forzoso per altri due anni e, a causa di una crisi finanziaria, nel 1887 venne nuovamente impedita la convertibilità tra la banconota e il corrispettivo in metallo prezioso.

Nel 1895, il governo italiano affidò la stampa delle banconote alla Banca d'Italia e venne emesso il primo regolamento per i biglietti di banca. Si decise di utilizzare esclusivamente la carta bianca filigranata fornita da cartiere italiane, mentre i disegni riportati sulle banconote furono fatti dall'orafo senese Rinaldo Barbetti. Molti osservatori criticarono la banalità del disegno e le carenze nell'esecuzione, che secondo loro avrebbero facilitato la falsificazione; nonostante ciò quelle stesse banconote verranno stampate anche nei decenni successivi.

Nel 1910 Giovanni Capranesi venne incaricato di disegnare nuove banconote da 50, 100, 500 e 1 000 lire. La prima banconota, quella da 50 lire, venne emessa al pubblico solamente nel 1915 e vi rimase fino al 1950. Contemporaneamente vennero avviati da parte della Banca d'Italia i lavori per la costruzione di una cartiera per la produzione della carta in proprio, ma a causa dell'insufficienza di materiale, la produzione della carta filigrana venne sempre eseguita anche presso Cartiere Miliani Fabriano.

Nel 1928 venne istituito l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che aveva il compito di provvedere al fabbisogno grafico e alla stampa della pubblica amministrazione, tra cui appunto le banconote. Durante la Seconda guerra mondiale si conclusero a L'Aquila i lavori dello stabilimento per la produzione delle banconote da: 50, 100, 500 e 1 000 lire, che dovevano circolare nell'Africa italiana e in Albania. Purtroppo, l'edificio subì gravi danni durante i bombardamenti e nel 1944 terminò la sua produzione.

Al contempo, a Roma erano ancora in diffusione le banconote disegnate da Barbetti. Nel nord Italia, con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, ripresero le attività negli stabilimenti dell’Istituto Italiano Arti Grafiche di Bergamo, delle Officine Alfieri e Lacroix di Milano e dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara.

Nel sud Italia a seguito dello sbarco degli alleati si diffuse un nuovo tipo di moneta, la Am-lira, che rimase in commercio fino al 1950.

Tipi di banconote nel periodo pre-fascista (1861-1922) Banconota da 50 centesimi (mezza lira) La banconota da 50 centesimi era di colore bronzo e sopra di essa era riportata la scritta a corso forzoso inconvertibile. Fu stampata solamente nel 1874 ed era un biglietto di consorziale.

Banconota da 1 lira La banconota da 1 lira presenta cinque versioni:

La prima, del 1869, è di colore verde chiaro. Sul recto sono presenti quattro ovali, due nella parte superiore, in cui in ciascuno è inserito il valore della banconota, e due nella parte inferiore, in cui compare il contrassegno di stato. Nel verso invece compaiono dei personaggi storici tra cui Camillo Benso. La seconda, del 1874, è di colore verde e rosso arancio. Sul recto è presente il valore della banconota, mentre sul verso è raffigurato un soggetto non definito. La terza, del 1881, differisce leggermente dall'emissione precedente. La quarta, del 1893, è di colore verde-arancio sul recto e azzurro sul fronte. Sulla parte sinistra del recto compare il re di profilo, mentre al centro del verso è presente lo stemma dei Savoia. Di questo tipo si stamparono 7 serie da 1 000 000 di pezzi ciascuna. La quinta, del 1914, presenta due sole differenze con la versione precedente: re Umberto I viene sostituito dal re Vittorio Emanuele III e il volto del re è rivolto a sinistra e non più a destra.

Banconota da 2 lire La banconota da 2 lire presenta quattro versioni:

La prima, del 1866, è di colore verde chiaro. Sul recto è raffigurato Camillo Benso, mentre sul verso è presente una scritta, che verrà poi utilizzata anche per altre banconote:

La seconda, del 1874, è di colore verde chiaro. Sul recto viene esplicitato che la banconota è un biglietto consorziale a corso forzoso ed inconvertibile, mentre sul verso è riportata la stessa scritta della versione precedente. La terza, del 1894, è di colore rosaceo. Sul recto è presente il re raffigurato di profilo, mentre sul verso compare al centro lo stemma dei Savoia. La quarta, del 1914, differisce dalla versione precedente solo per la sostituzione del re Umberto I con il nuovo sovrano, Vittorio Emanuele III, ritratto di profilo verso sinistra.

Banconota da 5 lire La banconota da 5 lire presenta quattro versioni:

La prima, del 1866, è di colore azzurro. Sul recto compaiono due figure: Camillo Benso e Cristoforo Colombo. Sul verso compare una figura centrale circondata da 4 riquadri in ognuno dei quali compare un cinque. La seconda, del 1874, è di colore rosaceo. Sul recto compare il 5 ripetuto due volte, mentre sul verso è riportata una scritta simile a quella della banconota da 2 lire. La terza, del 1892, è di colore marrone chiaro. Sul recto compare un'effigie del re Umberto I ritratto di profilo, mentre sul verso il re è accompagnato da un riquadro contenente un 5. La quarta, del 1904, è di un colore più chiaro. Sul recto della banconota compare un'effigie del re Vittorio Emanuele III ritratto di profilo verso sinistra, mentre sul verso viene riportano la data di emissione con la scritta: “Regio Decreto 7 ottobre 1904 N.556".

Banconota da 10 lire La banconota da 10 lire presenta quattro versioni:

La prima, del 1866, è di colore verde. Sul recto sono raffigurati Camillo Benso e Cristoforo Colombo, mentre sul verso viene riportata al centro la scritta della banconota da 2 lire. La seconda, del 1874, è di colore azzurrino. Sul recto viene esplicitato che la banconota è un biglietto consorziale a corso forzoso inconvertibile, mentre sul verso compare un soggetto non definito. La terza, del 1883, è di colore arancio. Sul recto è riportata un'effigie del re Umberto I così come sul recto. La quarta, del 1910, è di colore azzurrino. È molto simile alla precedente, con la differenza che l'effigie del re non è presente sul verso.

Banconota da 20 lire La banconota da 20 lire presenta un'unica versione, che risale al 1874 ed è un biglietto di stato. Sul recto presenta lo stemma dei Savoia su sfondo azzurrino.

Banconota da 25 lire La banconota da 25 lire presenta 3 versioni, di cui solo l'ultima è una banconota emessa dalla Banca d'Italia:

La prima, del 1895, è di colore rosaceo. Sul recto viene riportata una raffigurazione di una donna, mentre sul verso è presente uno sfondo ricco di particolari. La seconda, del 1902, è di colore chiaro. A sinistra sul recto compare l'effigie di Vittorio Emanuele III rivolto verso destra, al centro compare lo stemma dei Savoia. Sul verso compare la scritta 25. La terza, del 1918, è di colore arancio e azzurro. Sul recto è presente un'aquila, mentre sul verso compare l'Italia turrita.

Banconota da 50 lire La banconota da 50 lire presenta 3 versioni, tutte emesse dalla Banca d'Italia:

La prima, del 1873, è di colore verde chiaro. Sul recto compare un'effigie dell'Italia turrita, mentre sul verso è riportato lo stemma dei Savoia al centro di un'ancora. La seconda, del 1896, è di colore verde più intenso rispetto alla versione precedente. Sul recto compare una grande L, mentre sul verso viene inserita un'effigie di una donna. La terza, del 1915, presenta un forte cambiamento di stile e di colori rispetto alla versione precedente. Sul recto appare la dea Minerva, che tiene in una mano lo scudo e nell'altra l'ulivo. Intorno alla figura della dea, Capranesi inserisce rami e aranci che fanno da contorno anche all'effigie di Dante Alighieri; inoltre viene rimossa la matrice laterale. Sul verso invece sono raffigurati due buoi che tirano un aratro, il tutto circondato da una cornice arancione.

Banconota da 100 lire La banconota da 100 lire presenta due versioni:

La prima, del 1874, è di colore azzurrino. Sul recto viene riportato il valore della banconota esplicitando che è un biglietto consorziale a corso forzo inconvertibile, mentre al centro sul verso è inserita l'effigie di una donna. La seconda, del 1897, è di colore marroncino. Sul recto è rappresentata la grande B, mentre sul verso dei soggetti raffigurati con uno stile classico.

Banconota da 250 lire La banconota da 250 lire è presente solo nella versione del 1874 come biglietto consorziale

Banconota da 500 lire La banconota da 500 lire presenta 2 versioni, entrambe emesse dalla Banca d'Italia:

La prima, del 1898, è di colore rosa. Sul recto viene riportata la grande C con la matrice laterale, mentre sul verso Barbetti raffigura dei soggetti utilizzando uno stile classico. La seconda, del 1919, è di colore più scuro rispetto alla versione precedente. Sul recto viene raffigurata una donna presumibilmente contadina e un'effigie con Leonardo da Vinci. Sul verso invece sono presenti: un'aquila e un gruppo scultoreo realizzato da Nicola Cantalamessa. Questa versione fu realizzata utilizzando il disegno di Capranesi, che si ispirò alla banconota da 50 lire, sempre fatta da lui.

Banconota da 1 000 lire La banconota da 1 000 lire è la banconota di valore più alto realizzata durante il Regno d'Italia. Sono presenti 3 versioni, di cui solamente la prima è un biglietto di stato:

La prima, del 1874, è di colore verde. Sul recto sono raffigurati dei soggetti disegnati con uno stile classico, mentre sul verso sono rappresentati gli stemmi di Genova e Torino, con in basso il busto di Cristoforo Colombo. La seconda, del 1878, è di colore azzurrino. Sul recto sono raffigurate al centro due donne che si tengono per mano, mentre ai lati sono presenti due bambini. Sul verso i soggetti rimangono uguali alla versione precedente. La terza, del 1896, è di colore rosaceo. Sul recto è rappresentata la grande M, mentre sul verso sono inserite due effigie.

Tipi di banconote emesse tra il ventennio fascista e la nascita della Repubblica (1922-1946) Con il decreto ministeriale del 19 maggio 1926, le banconote italiane vennero ritoccate dal punto di vista grafico. Venne infatti deciso che sul verso della banconota andava posto il fascio littorio mentre sul recto doveva apparire la data, a cui seguiva l'ordinale in numeri romani con l'anno dell'era fascista.

Durante il ventennio, la Banca d'Italia creò solamente tre nuovi tipi di banconote: