Strumentista d'archi alla cappella ducale della basilica di San Marco, fu maestro concerti alla medesima dal 1661 e maestro di all'orchestra dell'orfanotrofio dei mendicanti dall'anno seguente. Tra le sue opere perdute si ricordano l'Ermelinda e il Don Chisciotte della Mancia. Compose altresì 12 a 2-4 strumenti con organo, una Triosonata conservata a Vienna, una Cantata e un pezzo per voce e basso continuo incluso in una raccolta di Canzonette per camera pubblicata nel 1670. A detta del figlio Alessandro, Carlo fu molto richiesto dalle corti straniere, ma non si mosse mai da Venezia.
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Categoria:Compositori barocchi Categoria:Nobili e cittadini della Repubblica di Venezia