La breccia corallina è una pietra ornamentale con fondo di colore rossastro, contenente clasti (macchie) di colore giallo, bianco o rosa. sul sito del Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici (collezione dei marmi antichi) e Sul sito dell'ISPRA (ex Servizio geologico nazionale).

Descrizione Si tratta di una breccia calcarea con ematite, con cemento rosso corallo e con clasti di colore avorio (dismicrite), proveniente da cave nella Bitinia, presso il villaggio di Vezirhan (provincia di Bilecik). Altre cave nei pressi hanno prodotto le varietà della breccia nuvolata (con tonalità rosate e giallastre e "nuvole" rosate) e del brocatellone (con cemento dai toni brunastri e clasti giallastri o grigi). Esportata a Roma a partire dalla tarda età augustea, soprattutto per colonne e rivestimenti parietali.

La forma dei clasti è spigolosa con una dimensione centimetrica o decimetrica. È chiamato Marmor Sagarium o Sangarium per la località di provenienza, dal fiume Sagario o Sangario, l'odierno Sakarya.

I manuali di mineralogia e i testi di storia antica catalogano la breccia corallina tra i marmi antichi.

Storicamente il suo utilizzo è attestato anche in età medievale, in particolare nei cantieri di Capitanata e Terra di Bari dagli architetti della corte degli Svevi. Il maggiore esempio in tal senso è rappresentato da Castel del Monte ma ci sono anche altre esempi come il palazzo di Lucera.

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Note

Voci correlate Marmi colorati antichi

Collegamenti esterni sul sito di un opificio privato.

Categoria:Marmi antichi