Con l'espressione Cinema britannico si indica il cinema del Regno Unito. Il Regno Unito ha avuto grande influenza nello sviluppo tecnologico, commerciale e artistico della storia del cinema. Nonostante una serie di produzioni inglesi di successo, l'industria cinematografica è caratterizzata da un dibattito ancora aperto circa la sua identità, che include problematiche economiche e culturali, e le influenze del cinema statunitense ed europeo.

Panoramica

La produzione cinematografica nel Regno Unito ha attraversato una serie di boom e recessioni. Nonostante molti fattori possano essere impiegati per determinare il successo dell'industria, il numero di film inglesi prodotti per anno rende un'idea del suo sviluppo: l'industria cinematografica ha sperimentato un'espansione nel momento della nascita nel 1910 ma durante gli anni venti ha attraversato una recessione causata dalla superiore competizione del cinema statunitense. Il "Cinematograph Films Act" del 1927 introdusse misure protettive miranti alla ripresa dell'industria cinematografica e portò ad un picco di produzione che raggiunse i 192 film nel 1936. Poi però, un'espansione incontrollata causò un crollo improvviso che portò a una diminuzione del numero dei film fino a tutta la seconda guerra mondiale.

La produzione cinematografica si risollevò dopo la guerra, con un lungo periodo di relativa stabilità e di crescenti investimenti statunitense. Ma un altro periodo di declino colpì il cinema alla metà degli anni settanta, raggiungendo un minimo storico di 24 film nel 1981. La scarsa produzione continuò per tutti gli anni ottanta, ma aumentò di nuovo negli anni novanta grazie a nuovi investimenti pubblici e privati.

Nonostante i livelli produttivi diano un'idea della situazione, la storia del cinema britannico è complessa e consta di differenti movimenti culturali che si sono sviluppati indipendentemente. Alcuni dei film che riscontrarono maggior successo furono prodotti durante le fasi di recessione, come ad esempio Momenti di gloria (Chariots of Fire) (1981).

Storia Origini

Comunemente si fa discendere dall'opera dei fratelli Lumière e all'anno 1892, la nascita del cinema, e al 1896 il suo debutto a Londra. Bisogna però ricordare che le prime immagini in movimento sviluppate su una pellicola di celluloide furono eseguite a Londra, presso Hyde Park, nel 1889 da William Friese-Greene, un inventore britannico che brevettò il procedimento nel 1890. Quella pellicola è davvero il primo esempio di immagine in movimento mai proiettata.

I primi a costruire e a far funzionare una macchina da presa da 35 mm in Gran Bretagna furono Robert W. Paul e Birt Acres. Furono gli autori del primo film britannico Incident at Clovelly Cottage nel febbraio 1895, non appena fu scaduto il brevetto sulla macchina da presa. Presto aprirono molte compagnie cinematografiche per rispondere alla grande domanda di nuovi film, come la Mitchell and Kenyon di Blackburn. Dal 1898 il produttore statunitense Charles Urban estese gli interessi della sede londinese della Warwick Trading Company alla produzione di film britannici, per la maggior parte documentari e notiziari. Più tardi fondò la Charles Urban Trading Company, che tra l'altro produsse i primi film a colori.

Il boom degli anni '30 Dalla metà degli anni venti l'industria cinematografica britannica stava cedendo alla fortissima concorrenza del cinema di Hollywood, che crebbe di più anche grazie ad un mercato interno più grande. Nel 1914, il 25% dei film proiettati nel Regno Unito erano britannici; nel 1926 la percentuale crollò al 5%. Un provvedimento legislativo, il "Cinematograph Films Act" del 1927 fu approvato con l'intenzione di dare impulso all'industria interna, richiedendo alle sale cinematografiche del Regno Unito di mostrare una quota minima imposta di film britannici. Questa legge fu tecnicamente un successo, con un numero di spettatori per i film britannici che andò al di là della quota prevista. Ma dall'altra parte, l'urgenza di raggiungere questa quota per legge ebbe l'effetto di dare spazio a film di bassa qualità (i cosiddetti quota quickies), realizzati con pochi mezzi e col solo obiettivo di sfruttare il momento legislativo favorevole. Alcuni critici ritennero che il proliferare di questi film di serie B fosse responsabile di un arretramento nello sviluppo dell'industria cinematografica. Bisogna considerare però che molti cineasti britannici si formarono proprio grazie a questi quota quickies, compresi Michael Powell e Alfred Hitchcock.

Ricatto (Blackmail) (1929) di Alfred Hitchcock è considerato il primo film sonoro britannico. Nell'era del muto gli spettatori erano ricettivi rispetto a pellicole provenienti da tutte le nazioni. Ma, con l'avvento del sonoro molti attori stranieri, o quelli con spiccati accenti regionali, si trovarono fuori mercato, mentre l'inglese più formale divenne la norma. Il sonoro inoltre incrementò l'influenza dei già popolarissimi film statunitensi.

A partire da Drifters di John Grierson, gli anni trenta videro l'emergere di una nuova scuola di film documentari realistici chiamata "Movimento del Film Documentario" (The Documentary Film Movement). Fu Grierson a coniare il termine "documentario" per descrivere un film di "non-finzione", e produsse il film più celebrato dello stesso movimento degli anni trenta, Night Mail (1936), scritto e diretto da Basil Wright and Harry Watt, che comprendeva il poema di Wystan Hugh Auden. Altre figure chiave di questo movimento furono Humphrey Jennings, Paul Rotha e Alberto Cavalcanti. Molti di questi più avanti produssero film importanti sulla seconda guerra mondiale.

Diversi altri nuovi talenti emersero in questo periodo, e Alfred Hitchcock avrebbe confermato il suo status di uno fra i migliori giovani registi britannici con i suoi thriller L'uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much) (1934), Il club dei trentanove (39 steps) (1935) e La signora scompare (The Lady Vanishes) (1938), prima di trasferirsi ad Hollywood.

Anche il Music hall mostrò la sua influenza nelle commedie cinematografiche di questo periodo, ed emersero numerosi personaggi popolari, compresi George Formby, Gracie Fields, Jessie Matthews e Will Hay.

Molte delle più importanti produzioni britanniche degli anni trenta furono prodotte dalla "London Films", fondata dall'emigrante ungherese Alexander Korda. Queste comprendono Vita futura (Things to Come) (1936), L'arte e gli amori di Rembrandt (1936) e La contessa Alessandra (Knight Without Armour) (1937), così come i primi film in Technicolor Il principe Azim (The Drum) (1938), Le quattro piume (The Four Feathers) (1939) e Il ladro di Bagdad (1940). Questi arrivarono immediatamente dopo Sangue gitano (Wings of the Morning) (1937), il primo film a colori britannico.

Dopo gli anni boom a cavallo del 1930, i crescenti investimenti e l'eccessivo ottimismo che accompagnarono l'espansione verso il mercato statunitense, causarono lo scoppio della "bolla" nel 1937. Delle 640 compagnie di produzione britanniche registrate tra il 1925 e il 1936, 20 erano quelle ancora attive nel 1937. Inoltre a 10 anni di distanza, andava rinnovato il provvedimento legislativo del 1927. Il "Cinematograph Films Act" nella versione rinnovata del 1938 assicurava incentivi per le compagnie del Regno Unito perché realizzassero meno film ma di qualità superiore e, sotto l'influenza della politica mondiale, incoraggiava gli investimenti statunitensi ed esteri. Un risultato fu la creazione da parte della statunitense MGM di uno studio inglese, la MGM British a Hertfordshire, che produsse alcuni film di grande successo, inclusi Un americano a Oxford (A Yank at Oxford) (1938) e Addio, Mr. Chips! (Goodbye, Mr. Chips) (1939), prima che intervenisse la seconda guerra mondiale.

Seconda guerra mondiale Le restrizioni imposte dalla guerra mondiale sembrarono dare nuova energia all'industria cinematografica britannica. Dopo un inizio zoppicante, il cinema britannico cominciò ad usare sempre di più le tecniche documentaristiche e autori precedentemente impegnati in documentari realizzarono film improntati sulla realtà, molti dei quali aiutarono a formare un'immagine popolare della nazione in guerra. Tra i più famosi di questi film ci sono: Eroi del mare (In Which We Serve) (1942), Went the Day Well? (1942), La tigre del mare (We Dive at Dawn) (1943), Due nella folla (Millions Like Us) (1943) e La via della gloria (The Way Ahead) (1944).

Negli ultimi anni di guerra lo studio cinematografico Gainsborough Pictures produsse una serie di melodrammi, derisi dalla critica ma di grandissima popolarità quali: L'uomo in grigio (The Man in Grey) (1943) e La bella avventuriera (The Wicked Lady) (1945). Questi permisero la nascita di una nuova generazione di divi come Stewart Granger, Margaret Lockwood e James Mason. Anche la Two Cities, una compagnia di produzione indipendente, fece alcuni importanti film: La famiglia Gibbon (This Happy Breed) (1944), Spirito allegro (Blithe Spirit) (1945), ed Enrico V (Henry V) (1944) e Amleto (Hamlet), entrambi di Laurence Olivier.

Gli anni della guerra inoltre videro la nascita del connubio artistico tra Powell e Pressburger con film quali Gli invasori - 49º parallelo (Forty-Ninth Parallel) (1941), Duello a Berlino (The Life and Death of Colonel Blimp) (1943) e Un racconto di Canterbury (A Canterbury Tale) (1944) che sebbene girati in tempo di guerra, erano molto più sulla popolazione colpita dalla guerra piuttosto che sulle vicende belliche.

Cinema del dopoguerra Verso la fine degli anni quaranta, la "Rank Organisation", fondata nel 1937 da J. Arthur Rank, divenne il soggetto dominante dell'industria cinematografica britannica. Acquistò un gran numero di stabilimenti di produzione, e finanziò alcuni dei più grandi cineasti emersi in quel periodo. Forte del successo che il cinema britannico aveva incontrato durante la seconda guerra mondiale, l'industria del cinema raggiunse nuove vette di creatività negli anni dell'immediato dopoguerra. Tra i film più significativi prodotti in questo periodo abbiamo Breve incontro (Brief Encounter) (1945) di David Lean del quale vanno ricordati anche due adattamenti da Dickens, Grandi speranze (1946) e Le avventure di Oliver Twist (1948), Fuggiasco (Odd Man Out) (1947) e Il terzo uomo (The Third Man) (1949) di Carol Reed, e Scala al paradiso (A Matter of Life and Death) (1946), Narciso nero (Black Narcissus) (1946) e Scarpette rosse (The Red Shoes) (1948) di Powell e Pressburger. Gli "Ealing Studios" intrapresero la produzione delle loro celebri commedie a partire da Whisky a volontà (1949), Sangue blu (Kind Hearts and Coronets) (1949) e Lo scandalo del vestito bianco (The Man in the White Suit) (1951).

Negli anni cinquanta ci fu un leggero arretramento rispetto al prestigio che aveva acquisito il cinema britannico in campo mondiale, e ci si cominciò a concentrare maggiormente su commedie popolari mentre le storie drammatiche legate alla seconda guerra mondiale erano rivolte più che altro al mercato interno.

I film di guerra erano spesso basati su storie vere, in uno stile dimesso simile a quello già usato in tempo di guerra. Questi film contribuirono a far diventare delle star attori come John Mills, Jack Hawkins e Kenneth More, e alcuni dei successi più grandi furono Mare crudele (The Cruel Sea) (1953), The Dambusters (1954), La giungla degli implacabili (The Colditz Story) (1955) e Bader il pilota (Reach For The Sky) (1956).

Di questo periodo sono anche le serie di commedie popolari come quella dei film sulla "St. Trinians" e quella sui "dottori" iniziata con Quattro in medicina (Doctor in the House) nel 1954. Il protagonista di quest'ultima era Dirk Bogarde, probabilmente la star più popolare del cinema britannico degli anni cinquanta. Più tardi Bogarde fu sostituito da Michael Craig e Leslie Phillips, e la serie proseguì fino al 1970. La Rank Organisation produsse alcune altre commedie di successo, come La rivale di mia moglie (Geneviève) nel 1953.