Una scultura nella roccia o scultura rupestre è una scultura a rilievo scolpita su una roccia solida o "viva" come una rupe, piuttosto che su un pezzo di pietra staccato. Tali sculture sono una categoria di arte rupestre, e si trovano a volte come parte di, o in congiunzione con, l'architettura rupestre.Harmanşah (2014), 5–6. Tuttavia, esse tendono ad essere ignorate nella maggior parte degli studi sull'arte rupestre, che si concentrano sulle incisioni e sulle pitture dei popoli preistorici. Alcune di tali opere sfruttano i contorni naturali della roccia e li usano per definire un'immagine, ma non rappresentano sculture fatte dall'uomo. Le sculture nella roccia sono state realizzate in molte culture lungo tutta la storia umana, ed erano particolarmente importanti nell'arte del Vicino Oriente antico.Harmanşah (2014), 5–6; Canepa, 53. Le sculture nella roccia sono generalmente abbastanza grandi, come è necessario al fine di avere un impatto all'aperto. La maggior parte delle sculture discusse in questa voce ha figure che sono di grandezza superiore a quella naturale e, in molti casi, multipla di quella naturale.

Stilisticamente, esse si legano normalmente ad altri tipi di scultura della cultura e del periodo considerati, e tranne gli esempi ittiti e persiani sono discusse generalmente come parte di quel tema più ampio.Ad esempio da Rawson e da Sickman & Soper. Le sculture rupestri su superfici quasi verticali sono molto comuni, ma si trovano anche sculture su superfici essenzialmente orizzontali. Il termine esclude tipicamente le sculture a rilievo dentro le grotte, sia naturali che esse stesse scavate dall'uomo, che si trovano specialmente nell'architettura rupestre indiana. Sono inoltre solitamente escluse le formazioni di roccia naturale trasformate in statue o altre sculture a tutto tondo, particolarmente famose alla Grande Sfinge di Giza. È probabile che siano incluse le sculture su grandi massi lasciati nella collocazione naturale, come il rilievo ittita di İmamkullu, ma i massi più piccoli possono essere chiamati stele od ortostati scolpiti. Molte o la maggior parte delle sculture antiche in origine erano probabilmente dipinte su uno strato di gesso; in alcune rimangono tracce di questo.

Il primo requisito per una scultura nella roccia è una parete di pietra adatta; una rupe quasi verticale minimizza il lavoro necessario, altrimenti spesso si taglia una parete di roccia inclinata per ottenere un'area verticale da scolpire. La maggior parte del Vicino Oriente antico era ben provvisto di colline e montagne che offrivano molte pareti rupestri. Un'eccezione era la terra dei Sumeri, dove tutta la pietra doveva essere importata attraverso considerevoli distanze, ragione per la quale l'arte mesopotamica mostra la scultura nella roccia solo intorno ai bordi della regione. Gli Ittiti e gli antichi Persiani furono i più prolifici artefici di sculture rupestri nel Vicino Oriente.Canepa, 53.

La forma è adottata da alcune culture e ignorate da altre. Nelle molte stele commemorative del Nahr el-Kalb, 12 chilometri a nord di Beirut, i successivi sovrani imperiali hanno scolpito memoriali e iscrizioni. I sovrani antico-egizi, neo-assiri e neo-babilonesi includono immagini a rilievo nei loro monumenti, mentre i sovrani romani e islamici no, né quelli più moderni (che erigono lastre di pietra scolpite altrove e adattate alla roccia).Harmanşah (2014a), 95–96; Kreppner, 372–373; St. Chad Boscawen, Sir William, mappa completa "The Monuments and Inscriptions on the Rocks at Nahr", Transactions of the Society of Biblical Archæology, vol. 7, 1882, Longmans, Green, Reader and Dyer, pp. 331–352.

Egitto Sebbene i petroglifi preistorici incisi siano comuni in Egitto, in generale la forma non è molto comune nell'antica arte egizia, ed è possibile solo in alcune parti del paese, generalmente quelle lontane dai principali centri della popolazione, come era Abu Simbel. Ci sono un gruppo di figure che circondano un'immagine di Mentuhotep II, che morì nel 2010 a.C. e fu il primo faraone del Medio Regno.Callender, in: Ian Shaw (a cura di), 139, Oxford History of Ancient Egypt, 2000, OUP, , 9780191590597.

Prima che venissero tagliate e spostate, le figure colossali fuori dai templi di Abu Simbel erano sculture ad altissimo rilievo. Altre sculture fuori dai templi scavate nella roccia possono essere qualificate come sculture rupestri. Le sculture presso Nahr el-Kalb commemorano Ramsete II,Harmanşah (2014a), 95. e sono all'estremo margine del suo impero (in realtà al di là dell'area che sicuramente controllava) nel moderno Libano.

Ittiti ed Assiri Gli Ittiti furono importanti produttori di sculture nella roccia, che formano una parte relativamente grande dei pochi resti artistici che hanno lasciato.Bonatz. Il rilievo di un re a Karabel fu visto da Erodoto, che pensavamo erroneamente che raffigurasse il faraone egizio Sesostri I.Harmanşah (2014a), 88–89; Livius.org su "Il rilievo di Sesostri" nelle Storie di Erodoto 2.102–103, 106 Questo, come molti rilievi ittiti, è vicino a una strada, ma in effetti è piuttosto difficile da vedere dalla strada. Ci sono più di una dozzina di siti, la maggior parte a oltre 1.000 metri di altezza, che dominano le pianure e si trovano tipicamente vicino all'acqua. Questi siti furono forse collocati con un occhio al rapporto degli Ittiti con il paesaggio piuttosto che come mera propaganda dei sovrani, segni del "controllo del paesaggio", o indicatori di confine, come si è spesso pensato.Harmanşah (2014a), 90–94; Ullmann, Lee Z., in Harmanşah (2014), capitolo 8; tuttavia, vedi anche Bonatz. Le sculture sono spesso presso siti con un significato sacro sia prima che dopo il periodo ittita, e apparentemente presso luoghi in cui il mondo divino era considerato a volte irrompere in quello umano.Harmanşah (2014a), 92.

A Yazılıkaya, appena fuori della capitale di Ḫattuša, una serie di sculture di dei ittiti in processione decorano "camere" all'aperto fatte aggiungendo barriere tra le formazioni naturali di roccia. Il sito era apparentemente un santuario, e probabilmente un sito di sepoltura, per la commemorazione degli antenati della dinastia governante. Era forse uno spazio privato per la dinastia e per un piccolo gruppo dell'élite, diversamente dalle sculture più pubbliche lungo la strada. La forma abituale di queste ultime mostra i maschi reali che portano armi, di solito impugnando una lancia, portando un arco sulle spalle, con una spada alla cintura. Hanno attributi associati con la divinità, e così sono mostrati come "dei-guerrieri".

Gli Assiri presero probabilmente la forma dagli Ittiti; i siti scelti per le loro 49 sculture registrate spesso hanno anche poco senso se l'intento era di "segnalare" alla popolazione generale, essendo alte e distanti, ma spesso vicino all'acqua. I Neo-Assiri registrarono in altri luoghi la realizzazione delle sculture rupestri, inclusi i rilievi in metallo sui Cancelli di Balawat che le mostrano mentre vengono fatte, e si è suggerito che il principale pubblico a cui intendevano rivolgersi fossero gli dei, dato che le sculture e le iscrizioni che spesso le accompagnano sono quasi una sorta di "rapporto sugli affari" presentato dal sovrano.Kreppner, ovunque; 368 per le 49 sculture. Un sistema di canali costruito dal re neo-assiro Sennacherib (regno 704–681 a.C.) per fornire acqua a Ninive era segnato da numerosi rilievi che mostravano il re con gli dei.Kreppner, 371; Malko, Helen, "Neo-Assyrian Rock Reliefs: Ideology and Landscapes of an Empire", Metropolitan Museum, consultato il 28 novembre 2015. Altre sculture nella galleria del Tigri, una grotta nella Turchia moderna che si credeva fosse la sorgente del fiume Tigri, sono "quasi inaccessibili e invisibili per gli esseri umani".Kreppner, 374–375. Costruita probabilmente dal figlio di Sennacherib Esarhaddon, Shikaft-e Gulgul è un tardo esempio nell'Iran moderno, apparentemente legato a una campagna militare.Kreppner, 369–370; Van der Spek, R.J., "The Assyrian Royal Rock Inscription from Shikaft-i Gulgul", Iranica Antiqua, vol. XII, 1977.

Persia

La grande scultura nella roccia intagliata, posta tipicamente in alto accanto a una strada e vicino a una sorgente d'acqua, è una forma comune nell'arte persiana, usata perlopiù per glorificare il re e proclamare il controllo persiano sul territorio.Canepa, 53 e ovunque. Canepa, 63–64, 76–78 sulla scelta dei siti. Comincia con le sculture nella roccia lullubi ed elamiche, come quelle a Kul-e Farah ed Eshkaft-e Salman nell'Iran sudoccidentale, e continua sotto gli Assiri. La scultura e le iscrizioni di Bisotun, fatte intorno al 500 a.C. per Dario il Grande, sono su una scala di gran lunga più grande, che riflette e proclama il potere dell'impero achemenide.Luschey; Canepa, 55–57. I sovrani persiani si vantavano comunemente del loro potere e delle loro imprese, finché la conquista musulmana rimosse le immagini da tali monumenti; molto più tardi vi fu una piccola ripresa sotto la dinastia Qajar.Herrmann e Curtis.

Bisotun è insolita per avere un'iscrizione grande e importante, che come la Stele di Rosetta egizia ripete il suo testo in tre lingue diverse, qui usando tutte la scrittura cuneiforme: l'antico persiano, l'elamita e il babilonese (una forma posteriore di accadico).Luschey. Questo era importante nella comprensione moderna di queste lingue. Altre sculture persiane generalmente sono prive di iscrizioni, e i re coinvolti spesso possono essere identificati solo in modo incerto. Il problema è risolto nel caso dei Sasanidi dalla loro usanza di mostrare un diverso stile di corona per ciascun re, che può essere identificato dalle loro monete.

Naqsh-e Rustam è la necropoli della dinastia achemenide (500–330 a.C.), con quattro grandi tombe intagliate in alto nella parete della rupe. Queste hanno una decorazione principalmente architettonica, ma le facciate comprendono grandi pannelli sulle soglie, ciascuna di contenuto molto simile, con le figure del re che sono investite da un dio, sopra una zona con file di figure più piccole che portano un tributo, con soldati e ufficiali. Le tre classi di figure sono di dimensioni nettamente differenziate. L'entrata di ciascuna tomba è al centro di un incrocio, che si apre in una piccola camera, dove il re giace in un sarcofago.Cotterell, 162; Canepa, 57–59, 65–68. Si crede che la trave orizzontale di ciascuna delle facciate della tomba sia una replica dell'entrata del palazzo a Persepoli.

Solo una tomba ha iscrizioni e l'abbinamento degli altri re alle tombe è alquanto ipotetico; le figure in rilievo non sono intese come ritratti individualizzati. La terza da sinistra, identificata da un'iscrizione, è la tomba di Dario I il Grande (c. 522–486 a.C.). Le altre tre si ritiene che siano rispettivamente quelle di Serse I (c. 486–465 a.C.), Artaserse I (c. 465–424 a.C.), e Dario II (c. 423–404 a.C.). Una quinta incompleta potrebbe essere quella di Artaserse III, che regnò al massimo due anni, ma è più probabile che sia quella di Dario III (c. 336–330 a.C.), ultimo dei dinasti achemenidi. Le tombe furono saccheggiate in seguito alla conquista dell'Impero achemenide da parte di Alessandro Magno.