La famiglia Lesko o Lesko - Hitais, antenati degli attuali discendenti della famiglia Hitai o Hitaj di Saseno e dell'Epiro del Nord, ha le sue radici nella regione dell'Albania meridionale, precisamente nella Caonia dell'Epiro nord-occidentale, durante il periodo pre-ottomano. I membri di questa famiglia hanno rivestito importanti ruoli come funzionari, cavalieri e nobili durante il dominio delle Isole Ionie da parte della Repubblica di Venezia, oltre ad essere stati vassalli dei principi albanesi per tutto il periodo moderno successivo al medioevo.

Storia

Origini I primi riscontri storici della famiglia Lesko, in seguito "Hitais" (pronunciato secondo il veneto/latino), emergono dai documenti della famiglia patrizia della Serenissima Repubblica di Venezia, gli Ottoboni, nei quali si trovano tracce dei cittadini della Repubblica. Marco Ottoboni, all'epoca Cancelliere della Repubblica, annota ripetutamente il nome del suo vassallo epirota inviato sull'isola di Corfù (territorio veneziano dal 1202 al 1797).

Il nome menzionato nei documenti della cancelleria veneziana è Grigor Lesko, un cavaliere epirota proveniente dalla costa sud-occidentale dell'Albania al servizio del cancelliere della Repubblica, Marco Ottoboni. Grigor svolgeva mansioni di funzionario della Serenissima lungo la costa meridionale dell'Epiro. Successivamente, su ordine del cancelliere, si trasferì con parte della sua famiglia sull'isola greca di Corfù, come documentato dalle registrazioni relative alla riscossione delle tasse datate 1625.

La famiglia Lesko mantenne il proprio impegno nei confronti della Repubblica di Venezia fino alla morte di Marco Ottoboni, avvenimento che li spinse a ritornare nell'Epiro settentrionale, nell'attuale Albania meridionale, un territorio allora sotto il dominio dell'Impero Ottomano.

Durante il dominio turco-ottomano, la famiglia cambiò il proprio cognome in "Hita", una parola saracena che significa "provvidenza" in arabo (حيطة), assumendo così il significato di "uomo della provvidenza".

L'anno successivo alla sua incoronazione nel 1689, papa Alessandro VIII, con un decreto papale del 1690, riassegnò i titoli feudatari alla famiglia Lesko-Hita, ribattezzato in veneto con l'iterpretazione latinizzata: Hitais.

Nell'Europa occidentale dell'epoca, i titoli nobiliari non erano riconosciuti nell'area balcanica, dove era in vigore il sistema Timar. Di conseguenza, gran parte della nobiltà albanese e greca fu assorbita dalla classe militare ottomana adottando di conseguenza i titoli come agha, bey o pascià.

Tali titoli nobiliari erano riconosciuti solo formalmente dalla Repubblica di Venezia e dalla Santa Sede, poiché i territori per cui venivano assegnati erano concretamente possedimenti dell'Impero Ottomano.

Dopo la morte di papa Alessandro VIII, la famiglia Hita o Hitais continuò a servire per un breve periodo sia la Santa Sede sia la Serenissima Repubblica di Venezia, salvo poi tornare a ricoprire gli interessi esclusivi per conto degli Ottoboni.

All'inizio della seconda metà del XVIII secolo gli Hita si divisero in diversi rami cadetti trasferendosi nel nord della Grecia, oppure rifugiandosi dai nel sud Italia, presso la corte dei Borbone delle Due Sicilie, reali del Regno di Napoli. Il ceppo più numeroso della famiglia Hita comunque rimase radicato nel territorio dell'Albania meridionale, in grande parte nella attuale Prefettura di Valona.

Nel XIX & XX Secolo Con la riforma dei nomi della fine degli anni 20 del XX secolo, che intendeva albanizzare ed uniformare i cognomi con un'accezione straniera, il cognome Hita venne modificato in Hitaj.

Nel sistema timer ottomano, il titolo equivalente a barone o "Bej" è stato mantenuto dalla famiglia Hitaj di Kuç, che seguendo la consuetudine dell'epoca, il capostipite veniva chiamato col nome del luogo di provenienza, appunto "da Kuç" anche durante la neonata monarchia albanese del Re Zog. Il titolo non perse valore simbolico nemmeno durante il periodo fascista, quando la corona albanese fu "donata" a Re Vittorio Emanuele III. Il legame della famiglia Hitaj con il partito fascista si consolidò notevolmente quando Shefqet Vërlaci, molto legato alla famiglia Hitaj, fu nominato Senatore del Regno d'Italia per volere dell'allora ministro degli esteri, e genero di Mussolini, il conte Galeazzo Ciano.

Diversi componenti della famiglia Hitaj ricoprirono numerosi ruoli pubblici nella prefettura di Valona durante il periodo fascista nel paese balcanico.

Al termine della seconda guerra mondiale in Albania sì instaurò un regime comunista sotto la dittatura di Enver Hoxha il quale eliminò e perseguitò ogni accenno alla nobiltà o alla borghesia albanese, sequestrando e statalizzando terre e proprietà private in nome della rivoluzione proletaria di cui era leader.

Onorificenze

Note

Voci correlate Isole Ionie sotto il dominio veneziano Ottoboni

Categoria:Famiglie europee