Anthela è un genere di lepidotteri, appartenente alla famiglia Anthelidae, diffuso in Oceania.
Etimologia Il nome del genere deriva dal termine greco ἀνϑήλη (anthele), a sua volta una modificazione di ἄνϑος (antos, fiore).
Descrizione Si tratta di falene di dimensione media o medio-grande, con abitudini tendenzialmente notturne o crepuscolari, e caratterizzate da una buona capacità di volo. Il corpo è alquanto robusto e in particolare il torace e l'addome appaiono rivestiti da una fitta peluria.
Adulto
Capo Il capo si mostra ricoperto da sottili scaglie piliformi.
Non sono presenti ocelli funzionali, né chaetosemata.
Le antenne dei maschi sono bipettinate fino all'apice, ma talvolta anche tripettinate, nel caso in cui l'asse centrale dell'antennomero, che di norma è rivestito di fitte scaglie, presenti un'ulteriore dentellatura ventrale più o meno pronunciata; nelle femmine, al contrario, la struttura delle antenne può essere affine a quella dei maschi, oppure, a seconda dei casi, anche unipettinata o dentellata, o addirittura pressoché filiforme.
Le appendici boccali sono ridotte, oppure del tutto assenti. Le setole dei lobi piliferi sono mancanti o fortemente ridotte. I palpi mascellari sono vestigiali, mentre quelli labiali possono essere da ridotti a molto sviluppati, e diritti o ascendenti (di solito più lunghi nei maschi); il primo articolo non rivela la presenza di un organo con struttura simile a quella dei chaetosemata. La spirotromba è sempre ridotta o del tutto assente.
Torace Il processo ventrale della tegula può talora terminare con una punta alquanto acuminata. Non sono presenti organi timpanici toracici.
Nell'ala anteriore si può notare la presenza di un'areola allungata, dal cui apice dipartono le sezioni distali di Rs1, Rs, Rs ed Rs; nella parte distale dell'areola, sono spesso presenti due nervature trasversali: una prima tra Rs ed Rs, oltre a una seconda, di solito incompleta o sostituita da una plica, tra R ed Rs1. M2 corre più ravvicinata a M3 che a M1. CuA1 e CuA2 sono chiaramente separate e distinguibili, mentre manca CuP. 1A+2A mostra una netta biforcazione nella regione basale.
Nell'ala posteriore, provvista di una venulazione decisamente più ridotta, Sc è connessa al margine superiore della cellula discale tramite una nervatura trasversale, solitamente molto sottile o comunque relativamente breve. Rs ed M1 sono unite per un breve tratto, e come nell'ala anteriore, M2 parte in posizione più ravvicinata a M3 che a M1. Manca CuP, mentre 3A è presente e ben definita.
L'accoppiamento alare è del tipo "frenato" nei maschi e amplessiforme nelle femmine, col mantenimento della sola parte basale del frenulum. La spinarea è assente e di solito l'apice è arrotondato o lievemente appuntito, ma in alcune specie appare falcato (ad es. in Anthela acuta).
Nelle zampe, l'epifisi è sempre presente nei maschi, ma fortemente ridotta o assente nelle femmine, mentre gli speroni tibiali, di regola non molto lunghi, hanno formula 0-2-2; le tibie, così come i tarsomeri, possono rivelare la presenza di diverse spinule. Arolio e pulvilli sono sempre presenti, questi ultimi provvisti di un lobo dorsale o di processi setiformi alquanto sviluppati. Le unghie hanno struttura semplice, priva di dentellatura ventrale.
Addome L'addome è alquanto tozzo in entrambi i sessi e, come il torace, risulta privo di organi timpanici e rivestito da fitte scaglie piliformi.
Ai lati del primo tergite si osservano due ispessimenti che, nel maschio, proseguono postero-lateralmente fino a terminare con due processi conici, situati caudalmente rispetto al primo paio di spiracoli. Il secondo sternite non presenta strutture di connessione con i tergiti, ma è provvisto di brevi apodemi anteriori, benché di solito non siano ravvisabili venulae ben sviluppate. Nei maschi, inoltre, lo sternite del segmento VIII è spesso appiattito, ma talvolta appare ridotto e poco sclerificato.
Nell'apparato riproduttore maschile, tegumen e vinculum sono sclerificati assieme; le valvae sono alquanto sviluppate; lo gnathos può essere vestigiale o del tutto assente, così come i socii; luncus può avere una forma semplice oppure tronca, o ancora divisa in due lobi; l'edeago è cilindrico e di solito provvisto anteriormente di un coecum penis e di un cornutus.
Nel genitale femminile, la bursa copulatrix non è mai molto grande, e sul corpus bursae è talvolta presente un signum ricurvo; lostium bursae è posizionato nella parte anteriore o centrale della superficie ventrale dell'VIII somite; le gonapofisi non sono di norma allungate; le papille anali possono essere molto sviluppate.
Uovo L'uovo è del tipo appiattito, con una forma grosso modo ovoidale; una delle due estremità, lievemente più scura e allargata dell'altra, regge il micropilo. Il chorion appare liscio e, in alcuni casi, traslucido oppure punteggiato di piccoli segni più scuri.
Le uova vengono deposte singolarmente o in piccoli gruppi, talvolta con una disposizione geometrica molto caratteristica.
Larva Le larve presentano parecchie setole secondarie, che possono essere a forma di spine oppure piumose, oltre a verruche ben definite.
Capo Il capo è di dimensioni ridotte rispetto al resto del corpo, soprattutto negli ultimi stadi di sviluppo, con un apparato boccale di tipo ipognato. Sono presenti sei stemmata per lato, disposti su un arco più o meno regolare.
La sclerificazione è alquanto marcata, e spesso si osserva una pigmentazione più o meno accentuata, con una zona mediofrontale più chiara.
Torace Nel torace, i segmenti hanno tutti dimensioni alquanto simili, e sono rivestiti di una fitta peluria, spesso urticante. Le zampe protoraciche sono più sviluppate delle altre.
Addome Nell'addome si osserva una coppia di verruche dorsali in A1, due coppie (D1 e D2) sui segmenti A2-A7, e una sola verruca in posizione mediodorsale in A8.
La larva matura presenta cinque coppie di pseudozampe, robuste ma non molto allungate, sui segmenti III-VI e X; l'ultimo paio di pseudopodi, quello anale, appare più sviluppato dei precedenti. Nelle pseudozampe, gli uncini sono di regola robusti e disposti su linee ellittiche incomplete, costituite da due o più ordini.
Pupa La pupa è obtecta, decisamente tozza e provvista di un capo arrotondato. I palpi mascellari sono assenti e la spirotromba è rappresentata da un paio di piccoli lobi. Le antenne sono corte (circa i due terzi della lunghezza dell'ala) e solo una piccola porzione dei palpi labiali è esposta. Il cremaster è assente, ma si osservano poche setole uncinate all'estremità anale.
Il bozzolo è opaco, e spesso incorpora parte delle setole della larva.
Biologia Ciclo biologico
Gli adulti sono prevalentemente notturni, con un'attrazione per la luce più accentuata nei maschi; va tuttavia segnalato che i maschi di Anthela connexa sono al contrario attivi durante il giorno, tanto da essere talvolta confusi con delle Satyrinae.
Lo stadio adulto è incapace di alimentarsi, non disponendo di un apparato boccale funzionale.
È probabile che l'accoppiamento avvenga subito dopo l'emersione delle femmine dai bozzoli, considerato che quelle attratte dalle fonti luminose, tendono a deporre immediatamente uova già fecondate.
Tranne poche eccezioni, anche le larve sono principalmente attive nelle ore di buio, e in nessuna specie si registra il fenomeno del gregarismo.
L'impupamento può aver luogo in un bozzolo fissato alla pianta nutrice, oppure nella lettiera superficiale del sottobosco.
Il bozzolo ha una struttura a doppio strato, essenzialmente costituito da fibre sericee estruse dalla larva e intessute grazie alla filiera; esso può anche contenere setole secondarie oppure spinule irritanti di protezione, incorporate dalla larva durante le fasi di tessitura.
Periodo di volo Le specie appartenenti a questo taxon hanno di regola un ciclo univoltino, con il periodo di volo solitamente compreso tra aprile e giugno.
Alimentazione Queste larve non sono minatrici fogliari, ma al contrario si alimentano aggrappate alle parti vegetali (principalmente le foglie).
Tra le molte piante nutrici riportate in letteratura, possiamo citare:
Arecaceae Bercht. & J. Presl, 1820 Phoenix L., 1753 Phoenix roebelenii O'Brien, 1889 Asteraceae Bercht. & J. Presl, 1820 Olearia Moench, 1802 Olearia argophylla (Labill.) F.Muell. ex Benth., 1867 Combretaceae R. Br., 1810 Terminalia L., 1767 Terminalia ferdinandiana Exell, 1935 Fabaceae Lindl., 1836 Acacia Mill., 1754 Acacia baileyana F.Muell., 1888 Acacia binervata DC., 1825 Acacia dealbata Link, 1822 (mimosa) Acacia decurrens Willd., 1806 Acacia falcata Willd., 1806 Acacia floribunda (Vent.) Willd., 1806 Acacia harpophylla Benth., 1864 Acacia mearnsii De Wild., 1925 Acacia melanoxylon R.Br., 1813 (acacia nera) Acacia pycnantha Benth., 1842 Juglandaceae DC. ex Perleb, 1818 Carya Nutt., 1818 Myrtaceae Juss., 1789 Corymbia K.D. Hill & L.A.S. Johnson, 1995 Corymbia torelliana (F.Muell.) K.D.Hill & L.A.S.Johnson, 1995 Eucalyptus L'Hér., 1789 (eucalipti) Eucalyptus pauciflora Sieber ex Spreng., 1827 Eucalyptus polyanthemos Schauer, 1843 Pinaceae Spreng. ex Rudolphi, 1830 Pinus L., 1753 (pini) Pinus patula Schiede ex Schltdl. & Cham., 1831 Pinus radiata D.Don, 1837 (pino di Monterey) Poaceae Barnhart, 1895 Bromus L., 1753 Bromus arenarius Labill., 1805 Ehrharta Thunb., 1779 Ehrharta erecta Lam., 1786 Nassella (Trin.) E. Desv., 1854 Nassella neesiana (Trin. & Rupr.) Barkworth, 1990 Saccharum L., 1753 Saccharum officinarum L., 1753 (canna da zucchero) Triticum L., 1753 Triticum aestivum L., 1753 (frumento) Proteaceae Juss., 1789 Macadamia F. Muell., 1857 Macadamia integrifolia Maiden & Betche, 1896 Macadamia tetraphylla L.A.S.Johnson, 1954 Salicaceae Mirb., 1815 Salix L., 1753
Parassitoidismo
Sono noti casi di parassitoidismo ai danni di larve di Anthela, da parte di diverse specie di imenotteri appartenenti alle superfamiglie Chalcidoidea e Ichneumonoidea; tra queste citiamo:
Chalcidoidea Pteromalidae Acroclisissa Ichneumonoidea Ichneumonidae Echthromorpha intricatoria () Lissopimpla excelsa () Theronia maculosa
Distribuzione e habitat Queste falene sono presenti essenzialmente in Oceania: la maggior parte delle specie occupa un areale compreso nei confini dell'Australia continentale, e solo poche specie sono state rinvenute in Tasmania e in Nuova Guinea; fa eccezione la sola Anthela brunneilinea, che è stata descritta per le isole Kai (Molucche orientali, Indonesia), comunque a poca distanza dalle coste della Nuova Guinea.
Tassonomia Anthela - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (4): 778 (chiave); 853 - specie tipo: Anthela ferruginosa - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (4):854.
Il genere fu istituito da Walker all'interno dei Liparidae (oggi Erebidae, Lymantriinae) nel 1855. In seguito fu trasferito all'interno dei Lymantriidae, sottofamiglia Anthelinae, da Turner nel 1904. Infine le Anthelinae furono innalzate allo status di famiglia (Anthelidae), ancora dallo stesso Turner, nel 1920 e nel 1921
Specie Il taxon è presente essenzialmente in Oceania (tranne una specie nelle isole Kai) e comprende 75 specie:
Anthela achromata - Trans. Ent. Soc. Lond. 1904: 481 - Australia (Territorio del Nord e Queensland) Anthela acuta () - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (4): 889 - Australia = Darala acuta = Darala conspersa - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (4): 891 = Darala excisa - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (4): 889 = Darala plana - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (4): 892 = Darala simplex - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (4): 891 = Darala quadriplaga - Trans. Ent. Soc. Lond. (3) 1: 269 = Ennomos potentaria - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (26): 1519 = Darala delineata - List Spec. lepid. Insects Colln Br. Mus. (32): 371