Il museo della Rivoluzione francese è un museo dipartimentale francese, situato a Vizille, in Isère. Inaugurato il 13 luglio 1984 in presenza del presidente dell'Assemblea nazionale, in occasione della ricorrenza del bicentenario della Rivoluzione francese, è il solo museo al mondo completamente dedicato a questo periodo storico.

Tra le opere più celebri che vi sono custodite figurano La République française di Jean-Baptiste Wicar, prima rappresentazione nota della Repubblica francese, e Il pittore David mentre disegna Maria Antonietta condotta al supplizio (titolo originale Le peintre David dessinant Marie-Antoinette conduite au supplice) di Jean-Emmanuel Van den Bussche.

Il museo è parte integrante del "dominio" di Vizille, che vanta una lunga storia di conservazione artistica, ed ospita anche un centro di documentazione sul periodo rivoluzionario francese grazie al quale, acquisizione dopo acquisizione, si è guadagnato una certa notorietà internazionale. Tra le varie attività, il museo organizza colloqui internazionali sul tema della Rivoluzione.

Storia del sito Situato a 15 km a sud di Grenoble, lungo la storica route Napoléon, il Castello di Vizille è l'antica dimora dei duchi di Lesdiguières. Il capostipite di questa dinastia, François de Bonne de Lesdiguières, ne termina la costruzione nel 1619 e vi invita Luigi XIII il 3 dicembre 1622, per ringraziarlo di avergli attribuito il titolo di connestabile di Francia, la più alta distinzione del regno. Dal 1716 il castello appartiene ai duchi di Villeroy, poi è proprietà della famiglia Perier dal 5 giugno 1780 al 23 dicembre 1895, prima di diventare la residenza estiva dei presidenti della Repubblica francese tra il 1924 e il 1972. Nel 1973, lo Stato francese cede il castello e il suo dominio al Consiglio generale dell'Isère, incaricandolo di trovar loro una destinazione culturale di prestigio.

Un evento in particolare segna la storia del castello di Vizille e determina la scelta della sua destinazione: il 21 luglio 1788, nella sala della pallacorda si tiene la riunione degli Stati generali del Delfinato, a seguito della tumultuosa Giornata delle tegole del 7 giugno a Grenoble. Questa assemblea di Vizille, detta anche assemblea dei tre ordini del Delfinato, è presidiata dal conte di MorgesRitratto del Conte de Morges, presidente dell'assemblea di Vizille , realizzato da Alexandre Debelle (1805-1897), su pagella.bm-grenoble.fr, cunsultato il 27 agosto 2018. ed è un evento politico decisivo per l'inizio dei moti del 1789, all'origine della Rivoluzione.

Altre personalità marcano in seguito la storia del castello: il 5 luglio 1799 Papa Pio VI vi trascorre la notte su invito del proprietario Claude Perier, mentre il 7 marzo 1815 Napoleone sosta davanti al castello durante il suo ritorno dall'Isola d'ElbaAlexandre Dumas, Histoire de Napoléon, 1840.. Diventato sede di una stamperia, il castello subisce un terribile incendio nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1825 che si propaga anche a una parte della villa e costringe il suo proprietario, Augustin Perier, a rifare interi appartamenti. La ricostruzione è così rapida che nel 1828 vi si possono svolgere le celebri nozze tra Adolphe, il figlio di Augustin Perier, e Nathalie de La Fayette, nipote del marchese de La Fayette. Quest'ultimo, assente alla cerimonia, rende visita alla nipote Nathalie solo qualche mese dopo, il 19 agosto 1829, e viene ricevuto come ospite di prestigio.

Adolphe Perier, alla morte del padre avvenuta nel dicembre del 1833, continua l'opera di restauro del castello. Nel 1862, in occasione della successione dovuta al fallimento di Adolphe, l'amministrazione addetta alle Belle Arti classifica il castello Lesdiguières tra i monumenti storici, e Henry Fontenilliat, suocero di Auguste Casimir-Perier, ne diventa l'erede. Due anni dopo Henri Fontenilliat muore e sua figlia Camille Fontenilliat, sposa di Auguste, ne entra in possesso.

Nonostante la severa lezione dell'incendio del 1825 non furono prese le dovute precauzioni, e il 17 febbraio 1865 un secondo incendio danneggia irreversibilmente il castello: un'intera ala a forma di « L » è distrutta, e con essa la storica sala della pallacorda e la grande galleria delle battaglie, edificata nel 1615 dal Duca di Lesdiguières. L'attività manifatturiera viene quindi abbandonata definitivamente.

Nel 1872 Camille Fontenilliat e consorte ricevono personalità di rilievo quali Luigi Filippo Alberto d'Orléans, conte di Parigi, e ancora Adolphe Thiers nel 1874. Il 21 luglio 1888, nel centenario dell'assemblea di Vizille, il presidente della Repubblica francese Sadi Carnot inaugura una statua della Libertà davanti all'ingresso del castello Lesdiguières. Il piedistallo della statua dell'artista Henry Ding reca incise alcune frasi pronunciate all'Assemblea di Vizille e i nomi dei vari rappresentanti dei tre ordini del Delfinato.

L'idea di installare un museo nel castello Lesdiguières non è nuova: due mesi dopo l'acquisto del dominio da parte dello Stato francese, La Dépêche dauphinoise del 24 novembre 1924 titolava su un museo del Delfinato al castello di Vizille. L'idea è ripresa qualche anno dopo dal medesimo giornale, nell'edizione del 6 marzo 1932, questa volta a proposito di un museo della Rivoluzione francese, ma l'edificio, nel frattempo divenuto residenza estiva dei presidenti della Repubblica, si può visitare solo in assenza del presidente. Tuttavia, con l'inaugurazione nell'estate del 1932 del percorso storico della route Napoléon, una sala viene consacrata alla storia del castello. Bisogna attendere l'elezione presidenziale di François Mitterrand nel 1981, e il contesto della legge sulla decentralizzazione (detta "Legge Defferre") del 2 marzo 1982, perché siano riuniti i fattori determinanti per la creazione del museo della Rivoluzione francese lontano dalla Capitale. È durante la seduta del 10 giugno 1983 che il Consiglio generale dell'Isère crea il Museo della Rivoluzione francese nel castello di Vizille, secondo il rapporto del presidente della Commissione degli affari culturali, Alfred Gryelec, già sindaco di Vizille. Due personaggi contribuiscono particolarmente alla costituzione del museo: Vital Chomel, allora direttore degli Archivi dipartimentali dell'Isère e lo storico Robert Chagny, commissario della prima mostra temporanea. Altri parteciperanno attivamente alla raccolta delle prime opere, come Jacqueline Mongellaz dal 1984 al 1990, o ancora Alain Chevalier a partire dal 1988. Le prime sale del museo sono allestite agli inizi del 1984. Primo direttore del museo, dal 1984 al 1996, è lo storico dell'arte Philippe Bordes.

Il museo è inaugurato il 13 luglio 1984, in presenza del presidente dell'Assemblea nazionale, di due ministri, e del presidente del consiglio tecnico-scientifico del museo, Michel Vovelle. Nel novembre del 1987 vengono avviati importanti lavori edili: la corte d'onore accessibile dalla salita viene scavata per crearvi la sala delle colonne (detta in seguito sala della Repubblica) e le sue due vaste scalinate che permettono l'accesso dall'antica orangeria (la hall d'ingresso attuale) così come l'accesso in ascensore a tutti i livelli del museo. Due nuove sale sono allora inaugurate il 21 luglio 1988, ma alcune difficoltà di finanziamento rallentano i lavori per il completamento dei 600 m2 della sala delle colonne. Alla sua messa in servizio, nel marzo 1992, il museo contiene una ventina di sale ripartite su cinque livelli.

Dal 2010 il sito dell'antica sala della pallacorda, distrutta nel 1865, è evocato dalla parete vegetale sulla destra dell'entrata del museo. Alta due metri, la siepe forma un perimetro che presenta quattro aperture laterali, e accoglie al suo interno i busti di due membri del Terzo Stato, protagonisti della riunione degli stati generali del Delfinato, gli avvocati Antoine Barnave e Jean-Joseph Mounier. Per quanto riguarda la grande galleria delle battaglie, essa era situata sopra al giardino d'inverno, attuale biglietteria del museo, ma a livello della sala per le esposizioni temporanee.

Collezioni Fanno da filo conduttore del museo della Rivoluzione francese i vari aspetti della storia della Rivoluzione, la creazione artistica e le trasformazioni culturali in Europa dall'età dei lumi al Romanticismo. Il museo presenta opere d'arte e oggetti storici dell'epoca rivoluzionaria e colleziona tutto ciò che vi si ispira o vi fa riferimento da due secoli.

L’originalità del museo della Rivoluzione francese è di essere un museo di storia fondato su opere d'arte, e in cui le vicende storiche sono "raccontate" dalle opere d'arte stesse. Queste opere, lungi dall'essere mere rappresentazioni storiche, diventano quindi, per il loro interesse plastico e la loro potenza evocatrice, delle chiavi di lettura per una migliore comprensione degli sconvolgimenti avvenuti e del loro contesto. Le pitture e le sculture dell'epoca rivoluzionaria compongono un insieme d'eccezione, di una grande diversità di stili e di generi.

Vi figurano allegorie, eventi storici, ritratti, scene antiche o tragiche o paesaggi. Per quanto riguarda la statuaria, vari busti sono fedeli rappresentazioni di personaggi celebri, quali Antoine Barnave, Bailly, Mirabeau, il Delfino di Francia, Robespierre, Danton e la sua Antoinette, o ancora il generale La Fayette. Delle statue realizzate in diversi materiali abbelliscono il percorso, come quelle di madame Roland, Saint-Just o Jean-Jacques Rousseau. Focalizzandosi sulle arti decorative, esse ci offrono uno scorcio della vita quotidiana: mobilio, porcellane, faenze francesi, inglesi e olandesi. Tra gli oggetti più originali figurano le pietre della Bastiglia, le sciabole della Guardia nazionale e qualche strumento musicale. I disegni e le stampe, così come le opere più fragili - i ventagli, le miniature, i tessuti stampati - sono conservati al riparo della luce, e presentati al pubblico durante le esposizioni temporanee.

Le opere del XIX secolo, in particolare i due quadri di Lucien-Étienne Mélingue, Il mattino del 10 termidoro anno II (in lingua originale Le matin du 10 thermidor an II) del 1877 e il Jean-Paul Marat del 1879, attestano la vitalità del riferimento al 1789 nel processo di insediamento della Repubblica francese. Espressioni della loro epoca, esse ci ricordano che l'approccio alla Rivoluzione e la sua interpretazione sono state influenzate nel corso del tempo dalle attualità politiche e dall'evoluzione della ricerca storica.

Nel 1853, quando diventa conservatore del museo di Grenoble, il pittore Alexandre Debelle dipinge L'Assemblea dei notabili a Vizille, 1788 (in lingua originale L'Assemblée des notables à Vizille, 1788, titolo completo L'Assemblée des Trois ordres du Dauphiné illustrant la réunion des états généraux du Dauphiné tenue le 21 luglio 1788 dans la salle du Jeu de paume du château), tela conservata ai nostri giorni al terzo piano del museo di fronte alla scalinata monumentaleBase Joconde, 09940004437, L'Assemblée des notables à Vizille, 1788. Il pittore ha rappresentato su questo quadro numerosi notabili del Delfinato; sotto a esso è posta una versione stilizzata, che riprende unicamente le silhouette dei personaggi del quadro, e aiuta i visitatori a riconoscerne una sessantina, tra cui l'avvocato e futuro sindaco di Grenoble Antoine Barnave, in piedi sulla predella, il suo confratello Jean-Joseph Mounier, seduto dietro al tavolo con il conte di Morges, presidente della seduta e con un foglio in mano, o ancora Charles Renauldon sulla sinistra, in seguito rappresentante della Camera dei cento giorni e sindaco di Grenoble.