La Trump Entrepreneur Initiative (conosciuta anche come Trump University e Trump Wealth Institute) è stata un'azienda attiva nel settore dell'educazione privata che ha tenuto corsi di preparazione per immobiliaristi dal 2005 al 2010, quando chiuse anche a causa delle molte cause giudiziarie intentate nei suoi confronti. L'azienda era sotto la proprietà e la gestione della Trump Organization mentre un'altra compagnia, chiamata Trump Institute, operava sotto licenza della Trump University ma non era posseduta dalla Trump Organization. L'azienda, che era stata fondata nel 2004 dal futuro Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump e dai suoi soci, Michael Sexton e Jonathan Spitalny, offriva corsi in compravendita e gestione di immobili, gestione patrimoniale, strategia d'impresa e creazione di ricchezza.

L'organizzazione non figurava comunque tra le università o i college accreditati negli Stati Uniti d'America e non conferiva ai suoi studenti né crediti, né titoli di studio universitari, né forniva valutazioni di essi.

Nel 2011 la compagnia fu messa sotto accusa dall'ufficio del procuratore generale di New York per pratiche commerciali illegali e finì quindi per questo sotto processo nel 2013. La Trump Entrepreneur Initiative è stata anche oggetto di due azioni collettive presso la corte federale. Le cause vertevano sulle accuse rivolte alla Trump University di frodare i propri studenti utilizzando pratiche di marketing ingannevoli e portando avanti tattiche di vendita aggressive.

Sia la compagnia che le cause in cui era coinvolta furono oggetto di rinnovato interesse a causa della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2016 di Donald Trump. Nonostante avesse più volte ripetuto che non avrebbe mai patteggiato, nel novembre del 2016, dopo essere stato eletto presidente, l'imprenditore cedette e patteggiò per risolvere le cause per un totale di 25 milioni di dollari.

Storia All'inizio del 2004, Michael Sexton creò un business plan riguardante un'azienda che offriva corsi di compravendita e gestione di immobili e lo presentò a Donald Trump, offrendosi di pagargli una somma forfettaria in cambio della possibilità di utilizzare il suo nome, ma Trump, invece, decise di voler essere il principale proprietario della nuova azienda. Così, poco dopo nello stesso anno, la Trump University fu fondata a New York da Trump, Sexton e Spitalny, come limited liability company (una forma societaria specifica degli Stati Uniti, circa equivalente alla società a responsabilità limitata), con Donald Trump socio di maggioranza in quanto detentore del 93% della compagnia. Il 23 maggio 2005 la Trump University presentò ufficialmente il proprio programma educativo. e all'evento tenuto in occasione dell'apertura, Trump affermò: "Se dovessi scegliere tra fare un sacco di soldi e impartire un sacco di conoscenza, credo che sarei felice si impartire conoscenza su come fare i soldi".

Il business plan originario della compagnia prevedeva solo la fornitura di lezioni online ma presto l'offerta si espanse, includendo anche lezioni dal vivo. Oggetto di questi corsi erano principalmente gli investimenti immobiliari, con lo stesso Donald Trump che, nelle pubblicità, affermava: "Posso trasformare chiunque in un vero immobiliarista, incluso te". Solitamente un corso iniziava con un seminario introduttivo tenuto in uno spazio affittato, quale ad esempio una sala da ballo di un hotel, e, durante tale seminario, gli studenti erano sollecitati a iscriversi a corsi addizionali il cui prezzo andava da 1.495 dollari, per un altro seminario, a 35.000 dollari, per il programma "Gold Elite". Stando ai rendiconti della società, ai partecipanti a tali seminari fu venduto un totale di 7.611 partecipazioni ad altri corsi. Di queste, circa 6.000 erano per corsi da 3 giorni al costo di 1.500 dollari, mentre circa un migliaio erano per corsi di classe "silver", "gold" ed "elite", venduti ad un costo variabile da 10.000 a 35.000 dollari.

Secondo Trump il 98% degli studenti ha dato recensioni positive del programma di studio, ma, stando a quanto affermato da alcuni ex studenti, gli impiegati della Trump University facevano pressione sugli stessi studenti per ottenere recensioni favorevoli, dicendogli che avrebbero dovuto riempire il questionario di valutazione a loro fornito per poter poi ottenere i certificati di diploma e non mettendo in atto alcuna procedura per assicurarsi che tali questionari fossero compilati con giudizi obbiettivi.

Negli spot, secondo Sexton ideati dallo stesso Trump, il futuro presidente statunitense affermava di aver personalmente scelto e selezionato gli insegnanti della Trump University, ma in una deposizione del 2012 l'imprenditore ammise di non aver assolutamente mai selezionato alcun docente del programma.

Per un certo periodo, nel 2008, l'azienda utilizzò il nome "Trump Wealth Institute", mentre nel giugno 2010, poco prima di chiudere definitivamente i battenti, cambiò il suo nome da "Trump University" a "The Trump Entrepreneur Initiative."

Il Trump Institute era invece un'azienda diversa che aveva ottenuto dalla Trump University la licenza ad operare in suo nome e dalla quale Donald Trump riceveva una certa somma per ogni posto venduto. L'azienda era posseduta e gestita da Irene e Mike Milin di Boca Raton, in Florida, e ha offerto seminari inerenti alla gestione immobiliare dal 2006 al 2009, anno in cui la sopraccitata licenza è scaduta e non è più stata rinnovata. Benché non fosse coinvolto nelle attività del Trump Institute, Donald Trump aveva comunque registrato una televendita promozionale per l'azienda e appariva in un video introduttivo prima di ogni seminario.

Accuse di irregolarità e cause legali Nel corso della sua breve storia, la Trump University fu oggetto di tre diverse cause giudiziarie nelle quali venne accusata di diverse pratiche commerciali illegali, dalla pubblicità ingannevole all'estorsione. Due di queste cause furono azioni collettive federali: una contro la Trump University e i suoi dirigenti, incluso Donald Trump, e una direttamente contro Trump. La terza causa fu invece portata avanti presso la corte dello Stato di New York.

New York v. Trump Entrepreneur Initiative LLC Nel 2005, il ministero dell'istruzione dello Stato di New York inviò a Trump, a Sexton e alla Trump University, una lettera nella quale si affermava che essi stavano violando una legge statale utilizzando la parola "university" quando la Trump University non era assolutamente classificata come università, e che non avevano mai richiesto alcuna licenza per fornire alcun tipo di lezioni o corsi di perfezionamento dal vivo. Sebbene Sexton promise quindi che l'azienda avrebbe terminato di tenere lezioni agli studenti nello Stato di New York, il procuratore generale di New York accusò l'azienda di star continuando in tale attività.

Nel marzo 2010 una lettera inviata a Trump dal commissario delegato all'istruzione superiore, Joseph Frey, affermava: "L'utilizzo della parola 'università da parte della sua azienda è ingannevole e viola la legge sull'istruzione dello Stato di New York e le regole del Consiglio dei Reggenti delle università dello Stato", così, nel giugno dello stesso anno, la "Trump University" cambiò nome in "The Trump Entrepreneur Initiative."

Infine, il 24 agosto 2013, lo Stato di New York intentò una causa civile per 40 milioni di dollari contro la Trump University accusando l'azienda di pratiche commerciali illegali e pubblicità ingannevole. Donald Trump negò comunque tali accuse, affermando, come già detto, che l'istituto aveva ottenuto il 98% di recensioni positive e che quello del procuratore generale newyorkese, Eric Schneiderman, non era altro che "un attacco politico volto a ottenere pubblicità". L'imprenditore mosse quindi un reclamo, denunciando il fatto che l'indagine del procuratore generale statale era stata accompagnata da un crollo nelle donazioni della sua campagna elettorale per le primarie del Partito Repubblicano ma, dopo un'analisi da parte di una commissione etica statale, nell'agosto 2015 il reclamo fu rigettato. A causa delle leggi sulla privacy non è però dato sapere se tale rigetto fu dovuto all'infondatezza del reclamo di Trump o al fatto che le azioni di Schneiderman non contravvenivano ad alcuna regola etica.

Schneiderman descrisse la Trump University come uno specchietto per le allodole e sottolineò in particolare il fatto che l'azienda non era un'università, accusando inoltre Trump di aver ingannato più di 5.000 persone facendo loro pagare fino a 35.000 dollari per imparare le proprie tecniche di investimento in immobili.

Nell'ottobre 2014, un giudice di New York giudicò Trump personalmente responsabile del fatto che la compagnia operasse senza la licenza richiesta.

Cause presso la corte federale

Low v. Trump University, LLC Il 30 aprile 2010, Tarla Makaeff, che nel 2008 aveva pagato alla Trump University quasi 60.000 dollari, intentò un'azione collettiva nei confronti dell'azienda presso la corte distrettuale della California Meridionale. Nella causa, denominata Makaeff v. Trump University, LLC, l'accusa chiedeva un rimborso per la Makaeff e per i precedenti clienti della Trump University, così come un risarcimento danni per interruzione di contratto, frode e false dichiarazioni. Originariamente la causa non vedeva Donald Trump come imputato, cosa che invece accadde in seguito con una modifica della denuncia. Nel febbraio 2014, il giudice distrettuale Gonzalo P. Curiel negò alla causa il riconoscimento di azione collettiva nazionale che i querelanti avevano richiesto, limitandola invece a tre stati, la California, la Florida e lo Stato di New York, basandosi su presunte infrazioni delle leggi a tutela del consumatore che egli aveva rilevato nei suddetti stati. Egli restrinse inoltre il caso a cinque degli originali quattordici querelanti.

Il 26 maggio 2010, la Trump University querelò a sua volta la Makaeff, accusandola di dichiarazioni diffamatorie nei confronti dell'azienda, che avrebbero causato a quest'ultima perdite per oltre un milione di dollari. Il 30 giugno 2010, la Makaeff replicò che le accuse di diffamazione elevate nei suoi confronti dalla Trump University erano solo un tentativo di intimidirla e di portare avanti una cosiddetta SLAPP (acronimo dell'espressione inglese "Strategic lawsuit against public participation"), ossia una pratica scorretta che nell'ordinamento italiano viene punita come "causa temeraria", e che, poiché la Trump University era una "figura pubblica" le sue accuse di diffamazione avrebbero dovuto essere corredate di prove che dimostrassero l'effettiva malafede della donna quando parlava o scriveva della Trump University. Avvalendosi quindi dello statuto anti-SLAPP della California, la Makaeff attivò delle procedure che accelerarono l'iter della richiesta di diffamazione senza ulteriori indagini.