Nella storia antica, il giudaismo ellenistico fu una forma di giudaismo che coniugò la tradizione religiosa ebraica con la cultura greca. Fino alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.) e alla conquista islamica del Mediterraneo orientale, i principali centri del giudaismo ellenistico rimasero Alessandria d'Egitto e Antiochia (odierna Turchia meridionale), i due maggiori insediamenti urbani greci nel Medio Oriente e Nord Africa, fondati alla fine del IV secolo sulla scia delle imprese di Alessandro Magno. Il giudaismo ellenistico ebbe vita anche nella Gerusalemme durante il periodo del Secondo Tempio, dove emerse la contrapposizione fra gli ebrei favorevoli all'ellenizzazione e i puristi della tradizione ebraica (talora chiamati giudaizzanti).
La Septuaginta è senza dubbio la principale produzione scritta che sia sorta dall'incontro fra il giudaismo del Secondo Tempio e la cultura ellenistica. Essa fu la traduzione della Bibbia ebraica dall'ebraico biblico e dalla lingua aramaica biblica alla Koinè greca, più precisamente alla Koinè giudaica greca. Meritevoli di menzione sono anche i trattati di etica e filosofia ebraica di Filone di Alessandria, nonché le opere storiografiche di altri autori di origine giudaica, fra i quali il più importante fu Giuseppe Flavio.Walter, N. Jüdisch-hellenistische Literatur vor Philon von Alexandrien (unter Ausschluss der Historiker), ANRW II: 20.1.67-120
Il giudaismo ellenistico iniziò il suo declino a partire dal II secolo, e le cause di questo fenomeno non sono ancora ad oggi ben comprese. È possibile che sia eventualmente stato marginalizzato e parzialmente assorbito nel momento in cui la Koinè greca venne adottata dai primi cristiani, che ebbero i loro centri di diffusione ad Antiochia ed in Asia Minore.
Ellenismo
Le conquiste di Alessandro Magno sul finire del IV secolo a.C. diffusero la cultura greca e la colonizzazione, un processo culturale chiamato Ellenizzazione, nei territori non greci, ivi compreso il Levante. Tutto ciò diede origine all'età ellenistica che ebbe l'ambizione di creare una comune e universale cultura dell'impero alessandrino fondata su una fusione dell'Atene del V e IV secolo (età periclea) con le altre culture del Vicino OrienteRoy M. MacLeod, The Library Of Alexandria: Centre Of Learning In The Ancient World.
Questo periodo fu caratterizzato da un'ondata colonialistica che condusse alla fondazione di nuove città e reami in Asia e in AfricaUlrich Wilcken, Griechische Geschichte im Rahmen der Alterumsgeschichte, IX ed. 9th ed., Monaco, R. Oldenbourg. 1962., la più importante delle quali fu Alessandria d'Egitto. Le nuove città erano formate da coloni che provenivano da una pluralità di colonie, e non più da una singola metropolis (lett. "città madre") come era avvenuto in passato.
La diaspora dell'età ellenistica ebbe per protagonisti gli ebrei che abitavano nelle aree natali del Levante. La diaspora egiziana è la più nota di queste. Essa consistette nell'avvio di stretti legami e nell'integrazione economica della Giudea nel regno tolemaico centrato su Alessandria, e nei "rapporti amichevoli di vicinato" che vennero a crearsi fra la corte reale e i capi della comunità giudaica. Tale diaspora fu una libera scelta di convenienza reciproca, non un'imposizione dettata da forze esterne. Sono invece meno attendibili le informazioni in nostro possesso riguardo alle diaspore giudaiche in altri territori. Si è ipotizzato in proposito che esse avessero riproposto ed altrove esportato in larga misura il modello storico-economico attuato in EgittoHarald Hegermann (2008) "The Diaspora in the Hellenistic Age". In: Davies and Finkelstein (eds.), The Cambridge History of Judaism, Vol. 2, pp. 115-166..
La vita e la cultura giudaica sia in terra nativa che al tempo della diaspora influenzarono la lingua e la cultura ellenistica. Infatti l'ellenismo trovò pochi seguaci fra i giudei, divisi come detto in precedenza fra una prevalente posizione tradizionalista-ortodossa e una (cristiana) di apertura e sintesi con la cultura greca.
Il Secondo libro dei Maccabei fu un'opera in lingua greca che esercitò un'importante influenza culturale, e anche in base a tale argomento l'Ellenismo fu da taluni interpretato come una minaccia e un fatto culturale diametralmente opposto al giudaismo:
La principale istanza religiosa che divise i Giudei ellenizzati dai tradizionalisti fu la possibilità di applicare la legge biblica in un impero ellenistico prima, romano poi, ma comunque non più giudaico"Hellenism", Jewish Encyclopedia, Quote: "Post-exilic Judaism was largely recruited from those returned exiles who regarded it as their chief task to preserve their religion uncontaminated, a task that required the strict separation of the congregation both from all foreign peoples (Ezra x. 11; Neh. ix. 2) and from the Jewish inhabitants of Palestine who did not strictly observe the Law (Ezra vi. 22; Neh. x. 29).".
Norme giudaiche in età ellenistica Sotto la sovranità dei Tolomei e più tardi della dinastia seleucide, la Giudea attraversò un periodo di pace e di tutela delle sue istituzioniGruen, Erich S. (1993). "Hellenism and Persecution: Antiochus IV and the Jews". In Green, Peter. Hellenistic History and Culture. University of California Press. pp. 238 e seguenti.. In cambio del loro aiuto contro i nemici della dinastia tolemaica, re Antioco III promise alla comunità giudaica una riduzione delle tasse e un contributo per la ricostruzione di Gerusalemme e del Tempio.
Con il suo successore, re Seleuco IV, le relazioni si deteriorano rapidamente, a tal punto che Antioco IV Epifane segnò una drastica inversione di rotta rispetto alla consolidata linea di tolleranza e protezione, vietando nella Giudea (ma non nei territori della diaspora) i riti e le tradizioni del popolo ebraico, fatto che suscitò una ribellione dei tradizionalisti contro le regole greche. Sembra che le motivazioni dietro a questi accadimenti storici siano ancora del tutto da appurare. Alla fine di questa sollevazione, si costituì la dinastia degli Asmonei, che regnò dal 165 al 63 a.C. La dinastia asmonea probabilmente ebbe fine a causa di una guerra civile, che coincise con le guerre civili in Roma.
Guerra civile asmonea La guerra civile asmonea ebbe inizio quando il sommo sacerdote Giovanni Ircano II (promotore del movimento farisaico) fu detronizzato dal suo fratello minore Aristobulo II (fautore dei sadducei). Una terza e ultima fazione, principalmente formata dagli abitanti di Edom, e guidata da Antipatro e suo figlio, riuscì nell'intento di riportare Ircano II sul trono, che, stando a Giuseppe Flavio, era solamente una controfigura manovrata da Antipatro.
Nel 47 a.C. Antigono, nipote di Ircano II e figlio di Aristobulo II, domandò a Giulio Cesare il permesso di detronizzare Antipatro. L'imperatore romano ignorò la sua richiesta, ma nel 42 Antigono rovesciò Erode con l'aiuto dei Parti. Antigono regnò solamente per tre anni, finché Erode con il sostegno di Roma rientrò in possesso del trono, e lo fece giustiziare. Antigono fu l'ultimo re della breve dinastia asmonea.
Influenza La Septuaginta è il testo più noto, studiato e importante che risale a questo periodo. Fra la produzione letteraria risultante dall'incontro fra il giudaismo e la cultura ellenistica si ricordano anche gli apocrifi e la letteratura apocalittica pseudoepigrafica (come l'Assunzione di Mosè, i Testamento dei Dodici Patriarchi, il Libro di Baruc, l'Apocalisse greca di Baruc), tutti datati per quel periodo, di cui ci sono fornite importanti informazioni da Filone Alessandrino e da Flavio Giuseppe. Alcuni autori considerano Paolo di Tarso come un'ellenista a tutti gli effetti"Saul of Tarsus: Not a Hebrew Scholar; a Hellenist", Jewish Encyclopedia sebbene la Sacra Scrittura affermi invece che egli fosse un ebreo educato alla scuola dei Farisei (Atti 23:6).
Filone Alessandrino fu un importante apologista del giudaismo che presentò come una religione di antiche origini, che, lontana dai culti barbarici delle tribù nomadiche che vivevano ad Oriente, e che con il suo monoteismo anticipò la tendenza fondamentale della filosofia ellenistica. Filine scrisse riguardo a usi, costumi e tradizioni che alla vista dei greci potevano sembrare primitivi o esotici, come se fossero basati su delle metafore: come la "circoncisione del cuore" (Levitico 26:41, Ezechiele 44:7).
Di conseguenza, il giudaismo ellenistico enfatizzò la dottrina monoteistica (heis theos), e rappresentò la ragione (logos) e la sapienza (sophia) come provenienti dallal stessa sorgente, Dio.
Sotto l'influsso di Tarso, Alessandretta, Antiochia e la Siria orientale (i principali centri del Giudaismo Ellenistico nel Levante), la seconda metà del periodo del Secondo Tempio segnò un rapido cambio di marcia nel processo di ellenizzazione di Israele, mentre gli alti sacerdoti e gli aristocratici adottavano nomi greci:
'Non c'è né ebreo né greco' Le tensioni etniche, sociali e culturali del mondo giudaico ellenistico furono parzialmente poste in secondo piano mentre si faceva strada una nuova dottrina (doxa) della Grecia Medio-Orientale, e tipicamente di Antiochia, sia per
immigranti, e autoctoni Cilici ellenizzati e Giudei della Siria orientale (discendenti dagli Ebrei dell'esilio babilonese che per lungo tempo adottarono elementi della cultura e civiltà greca, ma mantenendo una stretta conformità all'ortodossia), pagani, Greci 'classici', Greci di Macedonia e gentili greco-siriaci, oppure i nativi del luogo che discendevano dai greci o dai greco-siriaci convertiti al giudaismo tradizionale, noti come Proseliti (in greco: προσήλυτος/proselytes), infine dagli ebrei nati da matrimoni misti e che parlavano la lingua greca.
I loro sforzi furono probabilmente agevolati dall'arrivo di una quarta ondata migratoria di famiglie di lingua greca che abitavano nella Cilicia/Turchia del sud e nella Siria nord-occidentale: migranti Ebrei di Cipro ed della Cirenea (Libia) originari delle comunità giudaiche del nord Africa non egiziane, così come gentili dell'Antica Roma che parlavano la Koinè greca in modo fluente e che facevano frequentare le scuole greche ai loro figli. Alcuni studiosi ritengono che al tempo le ultime due correnti fossero meno numerose degli autoctoni Cilici ed Ebrei della Siria orientale che praticavano una forma più "libertaria" di giudaismo, più propizia alla formazione di un nuovo canone:
In quel tempo gli Ebrei della Cirenea erano importanti a sufficienza per avere a Gerusalemme una sinagoga che portava il loro nome (Atti 6:9). E quando la persecuzione si rivolse contro Stefano [un Ebreo siriaco-cilicio ellenizzato], alcuni Ebrei di Cirene convertiti a Gerusalemme, furono dispersi e arrivarono fin nella Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e non predicavano la parola a nessuno fuorché ai Giudei, ma alcuni fra loro, cittadini di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiochia, cominciarono a parlare anche ai Greci (Atti 11:19-20). Uno di loro, Lucio, divenne profeta nella prima chiesa qui costituita [la nascente comunità greca 'ortodossa' di Antiochia] " Epistola ai Cirenei", su biblehub.com. Tuttavia, Paolo, ebreo ellenizzato e convertito al cristianesimo, si trovò nemico degli Ebrei greci più conservatori dal punto di vista della pratica religiosa, Così egli poté stare con loro e andava e veniva a Gerusalemme, parlando apertamente nel nome del Signore e parlava e discuteva con gli Ebrei di lingua greca; ma questi tentarono di ucciderlo. Venutolo però a sapere i fratelli, lo condussero a Cesarea e lo fecero partire per Tarso. (Atti 9:29-30).
Declino della Hellenistai e parziale conversione al cristianesimo