È professore di Architettura e Urbanistica presso la Graduate School of Design dell'Università di Harvard. Nel 2000 ha vinto il Premio Pritzker. Nel 2008 è stato inserito nella classifica Time 100 delle 100 persone più influenti al mondo. Nel 2014 è il curatore della Biennale di architettura di Venezia e membro dell'American Philosophical Society.
È uno dei teorici dell'architettura e dell'urbanistica più significativi della sua generazione. Viene spesso citato come rappresentante del decostruttivismo ed è l'autore dei best seller Delirious New York: A Retroactive Manifesto for Manhattan e S, M, L, XL: Small, Medium, Large, Extra-Large.
Biografia Rem Koolhaas nasce a Rotterdam nel 1944. Comincia la sua carriera come giornalista collaborando con l'Haagse Post e come sceneggiatore in Olanda e a Hollywood. Frequenta l’Architectural Association School a Londra e studia con Oswald Mathias Ungers alla Cornell University. Nel 1978 scrive Delirious New York: manifesto retroattivo di Manhattan, divenuto un classico della teoria architettonica contemporanea.
Nel 1975 – insieme a Elia e Zoe Zenghelis e Madelon Vriesendorp – fonda l’OMA (Office for Metropolitan Architecture). Le opere più importanti di Koolhaas e OMA, dagli esordi fino alla metà degli anni ’90, includono il Netherlands Dance Theatre a L’Aia, il Nexus Housing a Fukuoka in Giappone, il Kunsthal a Rotterdam, il Grand Palais di Euralille e di Lille, La Villa dall’Ava, la Très Grand Bibliothèque, la Jussieu Library a Parigi, lo ZKM a Karlsruhe e la Seattle Public Library.
A seguito delle sperimentazioni dei primi due decenni di carriera, ormai entrate nelle storie dell’architettura, la produzione di Rem Koolhaas si diversifica notevolmente in termini di programmi, estetiche e geografie. Tra le opere più significative degli ultimi anni spiccano la sede della China Central Television a Pechino (2004-2008), il complesso residenziale De Rotterdam (1997-2013), lo Shenzhen Stock Exchange(2006-2013), la Qatar National Library a Doha (2017) e il Taipei Performing Arts Center (2015-2022). Il Fondaco dei Tedeschi a Venezia (2008-2016), Garage Museum of Contemporary Art a Mosca (2011-2015) e la Fondazione Prada a Milano (2008-2018) sono tre prove di grande qualità di riprogettazione dell’esistente. Rem Koolhaas testimonia anche in questo caso di saper stimolare e recepire le evoluzioni dei temi portanti del mondo del progetto, aggiornando di conseguenza sensibilità, strategie e linguaggi.
Tutti questi edifici compaiono, insieme alle riflessioni di Koolhaas sulla società contemporanea, nel suo secondo libro S,M,L,XL (1995), un tomo di 1376 pagine scritto come fosse un “romanzo sull’architettura”. Pubblicato in collaborazione con il grafico canadese Bruce Mau, il volume raccoglie saggi, manifesti, fumetti, diari di viaggio. Spicca al suo interno il saggio The Generic City, che fornisce una chiave di lettura anti-ideologica dello sprawl generico, liberata dalle gerarchie qualitative del passato. Nel 2001, Junkspace conferma le qualità di Rem Koolhaas come lucido analista degli aspetti più problematici della contemporaneità, in questo caso gli spazi-spazzatura, che sono per lui la necessaria contropartita del progetto come concepito nel XX secolo.
Koolhaas è professore all’Università di Harvard dove dirige The Project on the City, un programma di ricerca sul cambiamento delle condizioni urbane nel mondo. Le ricerche condotte sul Delta del fiume Pearl in Cina (intitolata Great Leap Forward) e sulla società dei consumi (The Harvard Design School Guide to Shopping) sono state pubblicate da Taschen Verlag.
Fra i riconoscimenti degli ultimi anni si ricordano il prestigioso Premio Pritzker di Architettura (2000), il Praemium Imperiale (2003), la Royal Gold Medal (2004) e il premio Mies Van Der Rohe (2005). Nel 2008 il Time lo ha citato tra le 100 personalità più influenti del mondo.
Oltre a dirigere OMA, Koolhaas è coinvolto nelle attività di AMO, il gruppo creativo di OMA costituito nel 2000, che tratta di progetti non architettonici che spaziano dall’informatica all’editoria. Sin dalla sua fondazione, AMO ha collaborato con Prada per accrescere la presenza mondiale di questa azienda attraverso una serie di attività creative. L’attività biennale di ricerca dell’AMO per la Commissione Europea sulla visual identity dell’UE si è conclusa con la mostra Image of Europe, ospitata dal governo olandese nell’autunno 2004. Nel 2003 e nel 2004 l’opera completa di OMA e AMO è stata presentata nella mostra Content presso la Neue National galerie a Berlino e presso la Kunsthal a Rotterdam. Il volume Content (2003) illustra i modi in cui Koolhaas, OMA e AMO interagiscono con il mondo e come il mondo a sua volta influenza il loro lavoro. Nel 2020 AMO apre le porte al Guggenheim Museum di New York l’ambiziosa esposizione Countryside. The Future. Ancora una volta, Rem Koolhaas propone un cambiamento di prospettiva, spostando lo sguardo dalle metropoli, il suo tradizionale territorio d’elezione, alle campagne.
OMA ha il suo metabolismo quando si tratta di assumere personale, vista come una accademia di formazione che lavora sodo per formare e perfezionare i talenti più eccelsi, un'azienda internazionale che ora è responsabile di allevare architetti e designer di alta classe con grandi aziende globali. Alcuni di questi Baby Rems sono Zaha Hadid, Bjarke Ingels, Winy Maas, Jacob van Rijs, Jeanne Gang, Ole Schereen e Joshua Prince-Ramus.
La grande mostra sulla Deconstructivist Architecture, curata da Philip Johnson e Mark Wigley al MoMA di New York nel 1988, ha identificato Rem Koolhaas come uno dei capifila del decostruttivismo (insieme a Peter Eisenman, Frank O. Gehry, Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au, Daniel Libeskind e Bernard Tschumi). D’altra parte, una rassegna dei suoi progetti, anche non realizzati, racconta di un sostanziale disinteresse per la questione dello stile. Nella sua opera si riconoscono piuttosto alcuni filoni tematici, che si susseguono e in parte si sovrappongono nel tempo.
Cronologia
1966 - Lavora come giornalista presso Haagse Post e come sceneggiatore cinematografico 1968 - Frequenta l'Architecture Association School a Londra 1972 - Riceve una Harkness Fellowship per una ricerca negli Stati Uniti dove studia con O. M. Ungers alla Cornell University per un anno 1974 - Vince il Progressive Architecture Award con L. Spear 1975 - Fonda a Londra, insieme ad Elia e Zoe Zenghelis e Madelon Vriesendorp, l'Office for Metropolitan Architecture (OMA) 1975 - Insegna all'Institute for Architecture and Urban Studies, New York, e alla School of Architecture, Università della California, a Los Angeles 1978 - Pubblica Delirious New York, il libro considerato un classico della teoria architettonica contemporanea che lo rende improvvisamente famoso. 1978 - esposizione The Sparkling Metropolis al Museo Guggenheim di New York 1978 - Molteplici incarichi in Olanda, tra cui l'ampliamento del Parlamento dell'Aia, lo spingono a trasferire lo studio (OMA) a Rotterdam 1986 - Vince il Premio Maaskant della fondazione Rotterdam Maaskant, Paesi Bassi 1987 - Vince il Japan Design Foundation Award 1988-89 - Svolge attività didattica presso l'Università Tecnica di Delft, Paesi Bassi 1988 - esposizione Recent Work, Max Protech Gallery, New York, e Deconstructivism (esposizione di gruppo) al Museum of Modern Art, New York 1988 - Esposizione OMA 1972-1988 all'ArchitecturMuseum, Basilea, Svizzera 1989 - Esposizione OMA: The First Decade al Boymans Museum, Rotterdam 1989 - Esposizione Fin de Siècle. OMA all'Institut français d'architecture, Parigi 1990 - Energieen, esposizione di gruppo con Cindy Sherman, Anselm Kiefer, Sigmar Polke, Jenny Holzer allo Stedelijk Museum di Amsterdam 1990 - OMA, Recent Projects, esposizione al Colegio de Arquitectos, Barcellona 1990 - OMA in Lille, esposizione al Musee de Beaux Arts, Lilla 1991 - Vince il Prix d'Architecture per Villa dall'Ava, Parigi, Francia 1991-1992 - Insegna alla Rice University, Houston, Texas 1992 - ottiene il riconoscimento Miglior edificio abitativo in Giappone, Fukuoka, Giappone, dallArchitectural Institute of Japan 1992 - Vince il premio Gaudí per il piano urbanistico di Lilla 1994 - OMA. Esposizione al Museum of Modern Art, New York 1994 - OMA. Congrexpo, Lille 1994 - Pubblica, in collaborazione col grafico canadese Bruce Mau, S,M,L,XL. 1995 - Diviene professore all'Università Harvard, Cambridge, Massachusetts 1995 - esposizione Light Construction al Museum of Modern Art, New York 1997 - Premio dell'American Institute of Architects (AIA) per il libro S,M,L,XL 1999 - Vince lequerre d'argent per la Maison á Bordeaux, riceve il premio Intensive Space Use dal governo olandese per il piano di Almere ed il Rietvaldprize per lEducatorium ad Utrecht. 2000 - Vince il prestigioso Premio Pritzker di Architettura. 2003 - Vince il Praemium Imperiale 2004 - Vince la Royal Gold Medal 2005 - Vince il premio Mies Van Der Rohe 2010 - Vince il Leone d'oro alla carriera della 12ª Mostra internazionale di architettura di Venezia
Uso del calcestruzzo nelle opere di Rem Koolhaas
Rem Koolhaas e il suo studio OMA (Office for Metropolitan Architecture) impiegano il calcestruzzo come elemento fondamentale sia a livello espressivo che strutturale nelle loro opere architettoniche. Infatti, per il progettista, l'utilizzo del calcestruzzo non si limita solamente alla sua funzione di semplice materiale da costruzione, ma acquisisce valenze estetiche che caratterizzano l'architettura contemporanea. In questo approccio, si privilegia l'autenticità materica del calcestruzzo, rinunciando a forme di decorazione considerate superflue.
Koolhaas adotta frequentemente il calcestruzzo a vista, valorizzandone le qualità intrinseche quali la ruvidità delle superfici, le imperfezioni e le tracce lasciate dalle casseforme. Questi segni del processo costruttivo non vengono considerati difetti, ma sono elementi caratterizzanti del linguaggio progettuale. La filosofia di Koolhaas, espressa nella frase "il cemento non mente mai", sottolinea la trasparenza del materiale e la sua capacità di rivelare il processo di lavorazione. Questo approccio si discosta dalla tradizione architettonica che spesso privilegia l'ornamento e la finitura superficiale..
Tra i progetti emblematici di OMA che illustrano questo utilizzo del calcestruzzo si annoverano la Casa da Música a Porto e la Seattle Central Library. In queste opere, il calcestruzzo è impiegato per generare volumi spigolosi, inclinati e caratterizzati da geometrie complesse e non convenzionali. Tali forme sono ottenute attraverso un'attenta e innovativa lavorazione delle casseforme, sia in opera che prefabbricate. Il calcestruzzo, in questo contesto, non ricopre il suo ruolo tradizionale di elemento puramente strutturale, assume anche una funzione espressiva. Questa funzione non è intesa come semplice abbellimento, ma come mezzo per comunicare concetti quali forza, permanenza, monumentalità e l'identità stessa dell'edificio. Il materiale, quindi, diventa uno strumento per raccontare la storia dell'edificio, intesa come stretta relazione tra materia, forma e funzione.